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 Oggetto del messaggio: Re: Politica estera (topic generico)
MessaggioInviato: lun 6 apr 2026, 14:15 
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O Futeboleiro ha scritto:

Ancora una volta ci ha azzeccato il Professor Orsini, perché prima della seconda elezione di Trump diceva: "Occhio perché Trump non sarà affatto un presidente pacifista come si sente in giro: scoppieranno sicuramente delle guerre" e fece riferimento all'Indo-Pacifico. Invece i casini sono successi in altri posti, ma questo cambia poco, più o meno ci ha azzeccato.


Ci sono più o meno sette/otto cortocircuiti in poche parole.

Ma il più grande e sontuoso è l'incipit, "Ancora una volta", quando semmai è la lista di #@*§ pistate da Orsobimbo ad essere incommensurabile.

Comunque, ecco una delle ultime chicche.

"Studenti iraniani incappucciati" - 36.000 uccisi dal regime iraniano in due mesi, la metà dei morti totali di Gaza in due anni inclusi i militanti di Hamas.

E io non sono certo di centrodestra, però di fronte a un simile miserabile non c'è colore che tenga.

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 Oggetto del messaggio: Re: Politica estera (topic generico)
MessaggioInviato: mar 7 apr 2026, 14:42 
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Reg. il: dom 5 ott 2014,
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Altre parole distensive del grande Trump, evviva!


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 Oggetto del messaggio: Re: Politica estera (topic generico)
MessaggioInviato: mer 8 apr 2026, 19:57 
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Reg. il: dom 28 lug 2013
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Non penso esista un paese più inutile e dannoso per l'umanità come Israele.


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 Oggetto del messaggio: Re: Politica estera (topic generico)
MessaggioInviato: mer 8 apr 2026, 20:06 
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Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale avrebbero dovuto costituire lo Stato Ebraico laddove gli ebrei avevano subito l'Olocausto, cioè in Germania. Magari non ci sarebbero stati tutti i casini che invece ci sono stati in Medioriente


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 Oggetto del messaggio: Re: Politica estera (topic generico)
MessaggioInviato: mer 8 apr 2026, 20:34 
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Reg. il: lun 4 giu 2012,
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Eh ma per loro la terra promessa era la palestina e quindi solo in medio oriente volevano andare per creare il loro stato sionista...ed intanto:

"La tregua non regge: raid israeliani sul Libano. L’Iran blocca Hormuz: “Stop attacchi o salta cessate il fuoco”. Mezzo italiano dell’Unifil colpito dalle Idf
I colloqui diretti prenderanno il via sabato a Islamabad: per gli Usa va anche Vance. Un veicolo tattico in dotazione all’Esercito italiano raggiunto dai colpi di avvertimento delle Idf. Tajani: "I militari italiani non si toccano

Pesanti raid su Beirut: panico e vittime per le strade
Una massiccia ondata di attacchi israeliani ha colpito Beirut nell’arco di pochi minuti, investendo simultaneamente diversi quartieri della capitale libanese, dal centro al lungomare fino alla periferia sud. Lo riferiscono fonti locali e testimoni oculari. Le esplosioni hanno interessato aree densamente popolate, provocando panico tra i residenti. Diverse testimonianze parlano di “scene apocalittiche“, con edifici danneggiati o distrutti e colonne di fumo visibili in più punti della città. Fonti mediche riferiscono della presenza di numerosi cadaveri nelle strade e di un alto numero di feriti, con gli ospedali sotto pressione. Le stesse fonti hanno lanciato un appello urgente alla popolazione per la donazione di sangue. Le operazioni di soccorso sono in corso in diverse zone colpite, con ambulanze e squadre di emergenza impegnate a raggiungere i siti bombardati in un contesto reso difficile dalla simultaneità degli attacchi e dai danni alle infrastrutture."

https://www.ilfattoquotidiano.it/mondo/ ... s/8348641/

Grazie trump, a te ed a tutta quella massa di #@*§ che ti hanno eletto e che continuano a supportarti sempre e comunque, sia dentro gli usa che al di fuori...


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 Oggetto del messaggio: Re: Politica estera (topic generico)
MessaggioInviato: mer 8 apr 2026, 22:28 
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Reg. il: mar 20 set 2016
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termopiliano ha scritto:
Non penso esista un paese più inutile e dannoso per l'umanità come Israele.

Io non generalizzerei: nella storia dello stato di Israele ci sono stati primi ministri moderati che hanno davvero creduto nella soluzione di due popoli in die stati e si sono battuti per questo: penso a Sharett, Eshkol, Rabin, Peres, Oimert, Lapid. Purtroppo ora gli israeliani hanno affidato il potere ad un governo di criminali, le cui gesta esecrabili temo non saranno facilmente dimenticate e causeranno ancora più terrorismo negli anni a venire.


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 Oggetto del messaggio: Re: Politica estera (topic generico)
MessaggioInviato: mer 8 apr 2026, 23:54 
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Reg. il: dom 28 lug 2013
Alle ore: 9:23
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Sandro ha scritto:
termopiliano ha scritto:
Non penso esista un paese più inutile e dannoso per l'umanità come Israele.

Io non generalizzerei: nella storia dello stato di Israele ci sono stati primi ministri moderati che hanno davvero creduto nella soluzione di due popoli in die stati e si sono battuti per questo: penso a Sharett, Eshkol, Rabin, Peres, Oimert, Lapid. Purtroppo ora gli israeliani hanno affidato il potere ad un governo di criminali, le cui gesta esecrabili temo non saranno facilmente dimenticate e causeranno ancora più terrorismo negli anni a venire.


Diciamo che volevo far riferimento più che altro al "qui ed ora". Comunque hai assolutamente ragione, è sempre sbagliato generalizzare e errando mi sono fatto prendere dalla foga del momento. Anche ci fosse un solo israeliano contrario alle porcherie che sta facendo il suo presidente (o quel che è) andrebbe comunque tutelato e non discriminato.


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 Oggetto del messaggio: Re: Politica estera (topic generico)
MessaggioInviato: gio 9 apr 2026, 9:31 
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Reg. il: lun 4 giu 2012,
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Disfatta di Trump su Hormuz: lo stretto cruciale per il transito di petrolio e gas diventa a pagamento per la gioia del regime iraniano

In attesa dei negoziati in Pakistan, al momento il risultato di 39 giorni di guerra è che quello snodo si è trasformato da rotta libera a una sorta di protettorato di Teheran che chiede il "pedaggio" in criptovalute. Il che rischia di incidere anche nel lungo periodo sui prezzi, oltre che sulle relazioni tra Washington e i grandi produttori di idrocarburi del Golfo. Intanto resta il nodo del costo delle polizze e la normalità è ben lontana

Il reale punto di caduta si conoscerà solo nelle prossime settimane, a valle dei negoziati a Islamabad in partenza venerdì. Di certo c’è che, il giorno dopo l’ennesima clamorosa giravolta di Donald Trump a un’ora e mezza dall’ultimatum oltre il quale aveva promesso di distruggere “un’intera civiltà”, per attraversare lo Stretto di Hormuz serve il permesso dell’Iran. Che può concederlo o negarlo a piacimento, come dimostra il nuovo stop annunciato a fronte degli attacchi israeliani contro il Libano. E, tra i dieci punti della proposta avanzata martedì, ha inserito anche l’introduzione di una tariffa di transito destinata a finanziare la ricostruzione dopo gli attacchi di Usa e Israele. Il risultato di 39 giorni di guerra, dunque, è che il passaggio vitale per i transiti globali di gas e petrolio si trasforma da rotta libera a una sorta di protettorato di Teheran, che potrebbe fruttare alla Repubblica islamica una rendita da decine di miliardi di dollari l’anno sotto forma di pedaggi.

“Qualsiasi nave che tenti di passare senza permesso verrà distrutta“, è l’annuncio inviato dalla marina iraniana alle migliaia di navi al largo dello Stretto, stando a registrazioni riportate da Financial Times e Wall Street Journal. A stabilire le condizioni è il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano. Secondo Hamid Hosseini, portavoce dell’Unione degli esportatori iraniani di petrolio, gas e prodotti petrolchimici, sentito dal Ft, il costo è di 1 dollaro al barile di petrolio – nelle scorse settimane si è parlato di 2 milioni di dollari complessivi per ogni passaggio – da versare in criptovalute al momento del transito. Le certezze

Se il nuovo status quo venisse confermato a valle delle due settimane di cessate il fuoco, lo snodo largo 34 km da cui in tempo di pace transitavano un quinto del totale mondiale del greggio e del gas naturale liquefatto diventerebbe insomma una miniera d’oro per il regime, sopravvissuto agli attacchi israeliani e statunitensi mettendo in campo una nuova leadership altrettanto integralista e repressiva – a certificazione del fallimento del regime change che il 28 febbraio era il primo obiettivo del tycoon. Per non dire del fatto che il costo del pedaggio verrà con tutta probabilità ribaltato sui consumatori finali. Che faranno anche i conti con le conseguenze di un’offerta stabilmente più bassa a causa dei danni alle infrastrutture produttive.

Hormuz è insomma il simbolo della manifesta sconfitta della strategia statunitense e dei gravi errori di valutazione da parte dell’intelligence che hanno preceduto l’avvio dell’offensiva che ora la Casa Bianca tenta di far passare per un grande successo. Un'”umiliazione strategica”, come l’ha definita l’economista Paul Krugman: Teheran ha dimostrato di avere in mano uno strumento di pressione in grado di mettere in ginocchio l’economia globale per il tramite di una crisi energetica senza precedenti. Un’arma potente in vista di trattative di pace che si preannunciano estremamente complicate, visto che i Pasdaran hanno fatto sapere di “non avere fiducia” negli Stati Uniti con la chiosa che “il dito resta sul grilletto“. Non solo: il nodo del controllo di Hormuz rischia anche di mettere ulteriormente a rischio le relazioni tra Washington e i grandi produttori di petrolio del Golfo, che hanno visto i propri impianti bombardati come rappresaglia per gli attacchi statunitensi e ora non vogliono saperne di vedere l’Iran acquisire il ruolo di sorvegliante dei traffici nel tratto di mare per cui passano le loro esportazioni di idrocarburi.

Nel frattempo la normalizzazione dei transiti resta comunque un miraggio. Come ricostruito da Reuters in base a dati della società di monitoraggio navale Kpler, ieri nello stretto c’erano circa 187 petroliere cariche di 172 milioni di barili di petrolio greggio e prodotti raffinati e nell’intero Golfo sono bloccate oltre 1000 navi. Per smaltirle ci vorrebbero più di due settimane anche in condizioni normali. E la fragilissima tregua dichiarata nella notte è insufficiente per ripristinare la fiducia necessaria a far tornare sui livelli precrisi i prezzi delle assicurazioni sui transiti e dunque i volumi del trasporto via mare. Per Daejin Lee, responsabile globale della ricerca di Fertmax Fzco, specializzata in trasporto e logistica dei fertilizzanti, “molti armatori di alto livello potrebbero aspettare diversi giorni per accertarsi che il cessate il fuoco regga prima di impegnare le proprie navi”, ha aggiunto. La compagnia di navigazione tedesca Hapag-Lloyd ha per esempio già fatto sapere che continuerà ad “astenersi dal transito” perché “la sicurezza dei nostri dipendenti in mare e a terra è la nostra massima priorità”. “Anche ipotizzando un cessate il fuoco duraturo, ci vorranno probabilmente mesi prima che i flussi attraverso lo Stretto tornino ai livelli precedenti, il che contribuirà a mantenere i prezzi dell’energia più alti rispetto ai livelli pre-conflitto”, conferma un’analisi di Moody’s Ratings.

Il Wall Street Journal ha chiesto lumi anche agli assicuratori. Il verdetto di Neil Roberts, responsabile del settore marittimo e aeronautico presso la Lloyd’s Market Association, che rappresenta i sottoscrittori del Lloyd’s, è che sia altamente improbabile che il commercio nel Golfo riprenda ai livelli normali”. Infatti “la regione rimane ad alto rischio, perché nessuna delle tensioni sottostanti è stata risolta”. Quindi i prezzi delle coperture contro i rischi di guerra sono destinati a rimanere a livelli molto superiori a quelli di tempo di pace, nel breve termine. Con quel che ne deriva per le tasche dei consumatori.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/0 ... e/8348872/


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La cosa peggiore di Israele è una popolazione d'accordo con le azioni del criminale che li comanda
E non sono d'accordo per paura in stile Germania di Hitler, ma sono proprio convinti (se mi si dice che pure molti tedeschi fossero convinti e non impauriti, non sono d'accordo del tutto ; ma anche se fosse diciamo che con i mezzi che ci sono oggi a livello tecnologico per informarsi, essere d'accordo oggi è peggio che esserlo 90 anni fa)


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 Oggetto del messaggio: Re: Politica estera (topic generico)
MessaggioInviato: ven 10 apr 2026, 10:50 
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Ricapitolando, Trump fomentato da Nethanyau ha attaccato l'Iran con la scusa di buttare giù il regime e salvare i civili, bombardando però suddetti civili e non riuscendo minimamente a distruggere la catena di comando del regime (tanto che se prima gli iraniani scendevano per strada a festeggiare la morte di Khamenei, ora scendono per strada per le sconfitte USA). Nel frattempo l'Iran ha dimostrato di avere la forza per bombardare tutti i paesi del Golfo e per mettere in ginocchio l'economia mondiale chiudendo lo stretto di Hormuz. Dopo mesi di guerra che hanno messo a dura prova l'economia Usa, Trump è riuscito perfino a spingersi così in là con la sua classica tattica delle minacce da risultare ormai ridicolo e tutti hanno capito i suoi bluff. È stato costretto a firmare una tregua, fatta passare dal suo team per un successo, nella quale si torna alla situazione precedente alla sua guerra con la "vittoria" di aver reso lo stretto di Hormuz, fino a quel momento gratuito, uno stretto a pedaggio a favore dell'Iran. Tregua cessata dopo nemmeno un giorno perché il tuo alleato più forte se n'è fregato dei tuoi accordi e ha bombardato il Libano. Intanto da tutto questo la Cina, che volevi indebolire indirettamente, ne è uscita rinforzata perché le sue navi possono passare tranquillamente e la sua economia ne è uscita intaccata. Una sconfitta così imbarazzante che hai dovuto annullare gli incontri con Xi Jinping. E Putin? Rinforzato anche lui perché hai normalizzato la sua invasione in Ucraina.
Ulteriore figuraccia incassata, i tuoi alleati Nato, che qualche mese prima avevi definito delle "piattole mantenute dall'America", ti hanno rifilato dei clamorosi no quando sei dovuto andare strisciando a chiedere loro aiuto.
Ciliegina sulla torta, grazie a tutto questo te ne vai alle elezioni di midterm con una proiezione che ti da in svantaggio di 19 punti, per capirci un dato più alto di quello che ha costretto Biden a ritirare la sua candidatura dopo la figuraccia in diretta nazionale.

Masterclass trumpiana, c'è poco da fare.


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