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Sanità, maxi-truffa a Treviso
Ricchi ma esenti da ticket: 157 denunce
La Guardia di Finanza di Treviso ha smascherato una maxi-truffa al Sistema Sanitario nazionale, denunciando 157 persone. Gli indagati, secondo le accuse, nel 2006 sarebbero riusciti a ottenere l'esenzione dal pagamento di ticket, sebbene avessero un reddito piuttosto rilevante. A loro carico le accuse sono di truffa e falso ideologico. Le persone coinvolte sono titolari di agenzie immobiliari, professionisti, ricchi collezionisti e investitori.
Gli indagati, stando alla ricostruzione degli investigatori, autocertificavano la propria condizione di esente da ticket in quanto percettore di assegno sociale, di pensione al minimo o disoccupato, procurando un ingente danno al bilancio alla Usl di riferimento di Pieve di Soligo (Treviso). Eclatanti i casi di titolari di agenzie immobiliari coniugate con professionisti e con redditi oltre il mezzo milione di euro, ricchi collezionisti, possessori di auto di pregio, investitori esteri e possessori di immobili di pregio.
Coordinata dal pm Claudio Pinto, l'indagine è partita da un elenco di circa 40mila nominativi che nel 2006 avevano richiesto e ottenuto prestazioni specialistiche in totale esenzione del previsto ticket sanitario. Partendo da questi nomi, i finanzieri trevigiani hanno acquisito dall'Inps informazioni sulla condizione pensionistica di oltre 200 soggetti, verificato le situazioni di 700 nuclei familiari, vagliato le posizioni di almeno 500 lavoratori nei Centri per l'Impiego, passando i casi sospetti al setaccio dell'anagrafe tributaria. Dopo un'atetnta analisi dei dati raccolti, i militari delle fiamme gialle hanno infine estrapolando un migliaio di ricette mediche con "false" autocertificazioni e individuato i 157 truffatori.
Con i potenti mezzi informatici messi oggi a disposizione, certe truffe bisognerebbe scovarle in 10 giorni non in 3 anni.
E comunque sembra che qualcosa adesso si stia muovendo per quanto riguarda le truffe alla sanità che contribuiscono ad innalzare i costi, ma la domanda resta sempre quella : riusciranno a far rientrare nelle casse della sanità quanto speso impropriamente ?
Byez