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 Oggetto del messaggio: Mondiale All Time
MessaggioInviato: dom 20 dic 2020, 13:46 
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Tifoso
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Reg. il: mer 3 giu 2020,
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Salve a tutti.
Avete mai pensato a come sarebbe stato un mondiale da sogno nel quale ogni nazionale si fosse trovata nelle possibilità di convocare tutti i migliori giocatori della propria storia?
Ne sarebbe sicuramente uscito un torneo di livello tecnico e spettacolare incommensurabile, una parata di stelle sterminata con scontri fantastici tra fuoriclasse di ogni epoca.
Con questo topic, e con altri che seguiranno, mi piacerebbe iniziare a stilare le rose di queste squadre, convocando per ciascuna i 23 migliori elementi per competere nel torneo che decreterebbe la nazionale campione del “Mondiale dei Mondiali”.
Questo vuole essere un lavoro fatto con un certo metodo e con un certo criterio, malgrado varie e ovvie sospensioni di incredulità necessarie che verranno enunciate in seguito. Dunque non verranno create squadre con tre centravanti in attacco e quattro trequartisti a centrocampo, ma si cercherà di creare formazioni con un certo senso dell’equilibrio, come se davvero si fosse i ct di una nazionale e si avesse davvero il compito di allestire una squadra per vincere un Mondiale.
Veniamo alle precedentemente accennate sospensioni di incredulità, ovvero quelle convenzioni di pura fantasia che è necessario “prendere per buone” anche se contro ogni realismo al fine della riuscita del progetto. Vi chiedo di prenderne visione al fine di evitare contestazioni inutili o di fare domande la cui risposta è già contenuta in queste spiegazioni.
-Sospensione di Incredulità Numero 1: Tutti Vivi. Tutti al Top.- Per consentire a tutte le nazionali di poter attingere senza limiti ne restrizioni all’intero bacino di giocatori avuti nella propria storia, questi verranno considerati tutti in vita e tutti al top della loro condizione, anche se ciò potrebbe creare condizioni paradossali (Tipo Mazzola padre e Mazzola figlio in campo insieme nella selezione dell’Italia). Per lo stesso motivo nulla vieta di convocare giocatori ancora in attività, e in tal caso sarebbero da considerare nel momento della carriera in cui erano all’apice della loro forza e del loro rendimento, e non nelle loro condizioni attuali.
-Sospensione di Incredulità Numero 2: Epoche diverse. Calcio diverso. Convenzioni per l’Uniformità- Il calcio è uno sport ultrasecolare, e nel corso del tempo è cambiato notevolmente. Discussioni in merito a cosa sarebbero stati in grado di fare calciatori del passato nel calcio di oggi e viceversa animano le discussioni degli appassionati da tempo immemore. La soluzione, a mio modo di vedere, è valutare le caratteristiche che ha o aveva ogni singolo giocatore nel contesto in cui si era trovato a giocare e, con uno sforzo di fantasia, attribuirgli tali caratteristiche in senso assoluto. Un giocatore che nell’anteguerra era decantato per spiccate doti difensive, le manterrà in assoluto anche nel confronto con giocatori di epoche moderne, di contro, un giocatore in attività al giorno d’oggi considerato scarsamente dinamico, sarà da ritenersi scarsamente dinamico anche nel confronto con avversari di epoche antecedenti. Non è quindi che un Sivori mi può diventare un Gattuso in nome del magico potere della fantasia, ma sarà un giocatore di altissimo livello tecnico ma carente sul piano della fisicità, come ce ne sono anche nel calcio di oggi.
-Sospensione di Incredulità Numero 3: Calciatori antichi. Ruoli moderni.- L’impostazione tattica delle squadre come modulo e ruoli rispecchierà quella attuale. Con tutto il rispetto che si deve ai metodi di gioco che hanno fatto la storia di questo sport, se per i giocatori si può discutere se fossero più forti quelli di un tempo o quelli attuali, che i moduli e le tattiche di oggi rappresentino l’apice dell’evoluzione (per poi chissà… diventare obsoleti tra una cinquantina d’anni. Chi può dirlo?) credo sia abbastanza incontestabile. Quindi niente “WM”, niente moduli con due difensori e cinque attaccanti, niente libero. Credo che venga naturale trasformare i “liberi” di un tempo in quelli che oggi definiamo “registi difensivi”, ovvero coloro che guidano la difesa e che si fanno sovente carico di iniziare l’azione. Il corrispettivo degli altri ruoli mi sembra di poterlo intuire, ma per eventuali correttivi mi affiderò alla competenza degli altri membri del gruppo che saranno certamente più ferrati di me.
-Sospensione di Incredulità Numero 4: Unione Sovietica, Jugoslavia, Cecoslovacchia ecc.- Al fine di non comprometterne la competitività, verranno considerate ancora esistenti nazionali storiche che attualmente non esistono più in quanto successivamente divisesi in altri stati più piccoli. Questa scelta non vuole assolutamente ledere il valore dell’indipendenza degli stati nati dallo scioglimento di entità geografiche speso tenute legate tra loro in modo forzato o separatesi in seguito a tragici conflitti ne mancare loro di rispetto. Più che altro ritengo che definire le nazionalità in maniera retroattiva possa risultare un impresa quasi impossibile e soggetta a troppi errori. Faccio un esempio: Quando la Jugoslavia era unita e quindi la gente circolava per tutto il territorio senza troppi problemi, poteva benissimo essere che un serbo nascesse a Zagabria che successivamente sarebbe diventata la capitale della Croazia, o che uno sloveno nascesse a Belgrado. In questi casi definire retroattivamente una nazionalità in base al luogo di nascita porterebbe a commettere degli errori. Dunque per tagliare la testa al toro credo che la soluzione migliore sia fare finta che certe nazioni esistano ancora. Su questa cosa sono comunque aperto a suggerimenti perché mi rendo conto essere abbastanza spinosa.
-Sospensione di Incredulità Numero 5: Niente Oriundi… o forse si- Per stabilire la nazionalità di giocatori che hanno militato per più di una nazionale, si prenderà per buona la nazione di nascita. Dunque, ad esempio, Altafini è brasiliano, Di Stefano è argentino, Puskas è ungherese ecc… UNICA ECCEZIONE se il giocatore non ha MAI giocato nella nazionale maggiore del suo paese di nascita, allora solo in quel caso si prenderà per buona la sua nazionalità “calcistica”. Ad esempio: Deco è brasiliano, nato in Brasile, ma ha giocato solo per il Portogallo, dunque potrà essere convocato per il Portogallo, Sallustro è nato in Paraguay, ma ha giocato solo per l’Italia, dunque potrà essere convocato per l’Italia ecc.

Bene, mi sembra di aver detto tutto. Spero che questa iniziativa possa interessare e divertire gli appassionati di storia del calcio, e che insieme si possa riuscire a imbastire qualcosa di carino e di interessante.
Ad ogni post, che pubblicherò con cadenza che stabilirò in base all’andazzo della discussione, dal momento che non ho alcuna intenzione di intasare il gruppo, proporrò una nazionale, con una mia proposta di formazione titolare, argomentata, la lista degli altri titolari, e un breve elenco di esclusioni eccellenti, ovvero di coloro che tra tutti mi è dispiaciuto lasciare fuori. Poi in base alle vostre osservazioni prenderò in considerazione eventuali modifiche da apportare.

Che dire? Buon mondiale dei mondiali a tutti.


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 Oggetto del messaggio: Re: Mondiale All Time
MessaggioInviato: dom 20 dic 2020, 13:49 
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Tifoso
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Reg. il: mer 3 giu 2020,
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ARGENTINA ALL TIME

La prima nazionale che prenderemo in esame è l’Argentina.
Il modulo che ho pensato per l’Albiceleste è un 4-3-1-2 con il mediano davanti alla difesa, quindi in sostanza un 4-1-2-1-2.

FORMAZIONE TITOLARE

PORTIERE: Amadeo Raùl Carrizo
Per la International Federation of Football History and Statistics rientra nel novero dei dieci portieri più forti di sempre. E’ stato protagonista assoluto della vittoria del Taca das Nacoes, il primo vero titolo internazionale vinto dall’Argentina, peraltro in casa del Brasile di Pelé (torneo disputato solo una volta, in cui per la prima volta l’Albiceleste riuscì a prevalere in una competizione ufficiale nella quale prendevano parte anche nazionali non sudamericane). E’ stato l’estremo difensore del River Plate, club con il quale ha vinto per sette volte il campionato, per 520 partite.

TERZINO DESTRO: Carlos Adolfo Sosa
Detto Lucho, è stato tra i terzini più forti della storia dell’Argentina, contraddistinguendosi per una sbalorditiva propensione all’assist. Vinse la Copa América per due edizioni consecutivamente. A livello di club trascorse la maggior parte della sua lunga carriera nel Boca Juniors (vincendo per due volte il campionato), per poi trasferirsi in Francia, per militare nelle file del RC France.

DIFENSORE CENTRALE/REGISTA DIFENSIVO: Daniel Alberto Passarella
Considerato uno dei più forti calciatori argentini di sempre, nonché uno dei migliori “liberi” della storia del calcio, è stato l’unico calciatore nell’Albiceleste ad aver vinto per due volte il mondiale (anche se nel 1986 non scese mai in campo). Nel 2004 è stato inserito da Pelé nel FIFA 100 (Una selezione dei 125 più forti giocatori viventi). Giocatore di grande carisma e dalla forte personalità (Non va d’accordo con Maradona, aspetto su cui il tecnico dovrà lavorare al fine di poter schierare la migliore formazione), con il vizietto del gol.

DIFENSORE CENTRALE: Oscar Alfredo Ruggeri
Punto cardine della nazionale campione del mondo nell’86 (anno di grazia, dal momento che vinse anche Coppa Libertadores e Coppa Intercontinentale a livelli di club con la maglia del River Plate) e vicecampione nel 90. E’ al settimo posto come numero di presenze con l’Argentina (97) e durante la sua militanza ha vinto due volte la Copa América e la Confederations Cup.

TERZINO SINISTRO: Alberto César Tarantini
Terzino sinistro nella nazionale campione del Mondo nel 1978. Prese parte anche ai mondiali del 1982. Superò le 100 presenze sia con la maglia del Boca Juniors che con quella del River Plate, per poi consacrarsi anche in Europa con i francesi del Tolosa. La sua eccentrica capigliatura afro e i denti sporgenti gli valsero il soprannome di “Conejo” (coniglio).

CENTROCAMPISTA DIFENSIVO: Luis Felipe Monti
Unico giocatore nella storia del calcio ad aver disputato due finali mondiali con due nazionali diverse (Argentina prima, Italia poi, vincendo in quest’ultima occasione). Tra i giocatori più forti dell’anteguerra, spiccava per robustezza e forza fisica, qualità messe in risalto dal suo modo di giocare decisamente duro. Malgrado fosse decantato (e temuto) per la sua fisicità, eccelleva anche in fase di impostazione e in quella realizzativa, doti che lo rendevano un campione a tutto tondo sia a livello di nazionale che di club (in particolare nel “Quinquennio d’oro” della Juventus).

CENTROCAMPISTA CENTRALE: José Manuel Moreno
Considerato il quarto miglior giocatore della storia del calcio sudamericano. Giocatore chiave della “Màquina” del River Plate, fulcro di quello che viene considerato uno degli attacchi più forti della storia del calcio. Giocatore di una completezza straordinaria, con la maglia dei “Millionarios” realizzò 204 reti in 170 partite. Risulta poco conosciuto fuori dai confini del Sud America per il fatto di non aver mai potuto prendere parte a un Mondiale a causa di boicottaggi da parte della Federazione Argentina in virtù di polemiche con la FIFA e, purtroppo, per lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

CENTROCAMPISTA CENTRALE: Fernando Carlos Redondo
Giocatore chiave del Real Madrid dei primi anni 2000, con cui vinse due volte la Coppa dei Campioni, candidato al Dream Team per il pallone d’oro nel ruolo di centrocampista difensivo nel sondaggio indetto dalla FIFA nel 2020.

TREQUARTISTA: Diego Armando Maradona
El Pibe de Oro. Uno dei più forti giocatori di questo torneo di stelle, se non il più forte in assoluto. C’è davvero poco da dire su questo calciatore inarrivabile. Capacità tecniche pressoché sconfinate e carisma debordante, vinse un Mondiale quasi da solo e regalò al Napoli (che diede il suo nome al proprio stadio al momento della scomparsa) due storici scudetti da autentico condottiero. Fa parte del “Dream Team del Pallone d’Oro” eletto dalla FIFA nel 2020.

ATTACCANTE: Alfredo Di Stéfano
Il livello offensivo della nazionale argentina è talmente elevato da poter schierare contemporaneamente due giocatori che si contendono da sempre lo scettro di più forte giocatore di tutti i tempi. Fuoriclasse indiscusso del Real Madrid vincitore delle prime cinque edizioni della Coppa dei Campioni (record), è tutt’oggi il madridista ad aver segnato più volte del Clàsico (la sfida più sentita dell’anno nel campionato spagnolo, quella tra Real e Barcellona).

ATTACCANTE: Gabriel Omar Batistuta
Secondo miglior realizzatore della storia dell’Argentina, nonché uno degli attaccanti più forti e completi che abbiano calcato di cambi di calcio, come riconosciuto anche da Pelé, che nel 2004 lo ha incluso nel FIFA 100, una selezione dei 125 più forti calciatori viventi.

ALTRI CONVOCATI

PORTIERE DI RISERVA: Ubaldo Matildo Fillol
Portiere della nazionale campione del mondo nel 1978, prese parte anche ai mondiali del 1982.Uno dei migliori portieri argentini di sempre e secondo come numero di presenze.

TERZINO DESTRO DI RISERVA: Javier Adelmar Zanetti
Al secondo posto come numero assoluto di presenze in nazionale. Ha legato la sua carriera principalmente all’Inter, club del quale detiene il record di presenze (oltre ad essere lo straniero con più presenze nella Serie A italiana), con il quale ha vinto praticamente tutto e che ha ritirato la sua maglia (la numero 4) al momento del termine dell’attività agonistica. Nel 2004 è stato inserito da Pelé nel FIFA 100 (Una selezione dei 125 più forti giocatori viventi). Esempio di sportività e correttezza, doti riconosciutegli da compagni di squadra, avversari e addetti ai lavori.

DIFENSORE CENTRALE/REGISTA DIFENSIVO DI RISERVA: Javier Alejandro Mascherano
Primatista assoluto di presenze in nazionale, ha preso parte a ben quattro edizioni del mondiale. E’ stato anche un giocatore chiave del Barcellona nella seconda decade degli anni 2000.

DIFENSORE CENTRALE DI RISERVA: Roberto Alfredo Perfumo
Tra i migliori difensori argentini di sempre, ha preso parte a due edizioni del mondiale, nel 66 e nel 74, in quest’ultima occasione come capitano. Ha legato la sua carriera e livello di club principalmente al Racing, con il quale ha conquistato Libertadores e Intercontinentale nel 1967.

TERZINO SINISTRO DI RISERVA: Silvio Marzolini
Prese parte ai Mondiali del 1966 in Inghilterra, al termine del quale fu nominato miglior terzino del torneo.

CENTROCAMPISTA CENTRALE DI RISERVA: Diego Pablo Simeone
Al quinto posto assoluto come numero di presenze con la nazionale. Giocatore di grande quantità e mortifero negli inserimenti. Trascorse la maggior parte della sua carriera tra l’Atletico Madrid e il campionato italiano.

CENTROCAMPISTA CENTRALE DI RISERVA: Osvaldo César Ardiles
Campione del Mondo del 1978. A renderlo ulteriormente iconico fu una presenza da attore nel film “Fuga per la Vittoria”. Fu un centrocampista di ottima tecnica e visione di gioco, molto abile nel creare i presupposti di pericolosità per mandare in gol i compagni. Con oltre 200 presenze con la maglia di Tottenham è stato probabilmente uno dei primi argentini a imporsi nel campionato inglese.

CENTROCAMPISTA CENTRALE DI RISERVA: Antonio Sastre
Centrocampista totale, tra i centrocampisti più forti della storia dell’Argentina, al quale è mancata solo la vetrina del Mondiale (nel 38 l’Argentina boicottò la manifestazione per il mancato rispetto dell’alternanza tra Europa e Sud America per l’organizzazione della Kermes iridata, perdendo poi l’occasione di disputarne altri a causa della guerra). Ha vinto sia in patria, con l’Independiente, che in Brasile, dove militò nelle file del San Paolo. Ha conquistato la Copa América per due volte.

TREQUARTISTA DI RISERVA: Adolfo Pedernera
Compagno di squadra e mentore di Alfredo Di Stéfano, era l’estro e la fantasia della “Maquina” del River Plate. Se Moreno era forse il giocatore più completo della storia del calcio argentino, Pedernera era l’idolo assoluto delle folle, colui che infiammava le platee. Parte dalla panchina solo perché la maglia da titolare non può che essere di Maradona, ma è sicuramente una carta micidiale da giocare in partita in corso.

ATTACCANTE DI RISERVA: Lionel Andrés Messi
Giocatore che non ha assolutamente bisogno di presentazioni, e che solo in una squadra con un reparto avanzato senza senso alcuno come l’Argentina può vedere messo in discussione il proprio posto da titolare. In realtà il numero di riconoscimenti individuali e di vittorie a livello di club ne legittimerebbero certamente il posto da titolare. Tuttavia il buon Leo ha spesso patito la pressione di essere l’uomo più atteso nella propria nazionale non riuscendo ad esprimersi al meglio, dunque forse togliergli i riflettori di dosso potrebbe paradossalmente giovargli. Senza contare l’impatto che può avere, a partita in corso e con i difensori stanchi, mettere in campo il Messi dei tempi d’oro. I risultati rischiano di essere devastanti.

ATTACCANTE DI RISERVA: Enrique Omar Sìvori
L’ennesimo, assoluto, fuoriclasse del reparto offensivo dell’Argentina. Non vorrei davvero essere nei panni dell’allenatore che ad ogni partita si trova a dover scegliere chi mandare in campo. Doti tecniche e fantasia per la leggenda della Juventus, con la quale vinse tre volte il campionato e nella quale componeva il celebre “triangolo magico” insieme a Charles e Boniperti.

ATTACCANTE DI RISERVA: Mario Alberto Kempes
Tra gli attaccanti più forti della storia del calcio, fu decisivo per la vittoria del Mondiale del 1978, il primo della storia dell’Argentina, con una doppietta realizzata in finale contro l’Olanda. Oltre che in patria, si è messo in evidenza anche in Europa con la maglia del Valencia, club con cui ha segnato oltre 100 reti e vinto una Coppa delle Coppe e una Supercoppa Europea.

MENZIONI ONOREVOLI: Fabiàn Ayala, Ricardo Bochini, Esteban Cambiasso, Hernàn Crespo, Angel Labruna, Antonio Rattìn, Raimundo Orsi, Juan Romàn Riquelme, Néstor Rossi, Walter Samuel.


Ultima modifica di TopCalcio500 il lun 28 dic 2020, 14:06, modificato 3 volte in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Mondiale All Time
MessaggioInviato: dom 20 dic 2020, 17:57 
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Mi piace molto la tua idea e il tuo stile. Continua con altre squadre per favore.


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 Oggetto del messaggio: Re: Mondiale All Time
MessaggioInviato: dom 20 dic 2020, 18:31 
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Reg. il: mer 3 giu 2020,
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MarcoD'Angelo ha scritto:
Mi piace molto la tua idea e il tuo stile. Continua con altre squadre per favore.


Ti ringrazio per l'apprezzamento! Mi fa molto piacere! :-)

Mercoledi o Giovedi penso di fare la seconda nazionale, che sarà una europea.


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 Oggetto del messaggio: Re: Mondiale All Time
MessaggioInviato: lun 21 dic 2020, 12:01 
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Molto interessante. Continua assolutamente. Ti dico già che Batistuta non può stare fuori da questa formazione ma confesso di conoscere poco i giocatori pre 2 guerra Mondiale...


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Lo conosco poco, ma in Argentina la figura di Ricardo Bochini è estremamente importante, anche se in Nazionale non è che abbia fatto sfracelli. Fu però determinante nei tanti successi internazionali dell'Independiente negli anni '70 e '80. Se ci sono Juan Sebastián Verón e Juan Román Riquelme, ci deve stare anche lui.



TopCalcio500 ha scritto:
TREQUARTISTA DI RISERVA: Adolfo Pedernera
Considerato da Di Stéfano il più grande giocatore di sempre,


Occhio ché Alfredo Di Stéfano riteneva il più grande calciatore mai visto il paraguayano Arsenio Erico. Ho le prove: questa intervista rilasciata per "El Gráfico" nell'ottobre 1974:

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Moreno non era un attaccante, Veron ha sempre fatto ridere in nazionale.


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Sonaglio ha scritto:
Molto interessante. Continua assolutamente. Ti dico già che Batistuta non può stare fuori da questa formazione ma confesso di conoscere poco i giocatori pre 2 guerra Mondiale...


Beh, Moreno è stato un giocatore leggendario, al punto di essere considerato dietro solo a Pelè, Maradona e Garrincha nella graduatoria nei migliorii calciatori di sempre. Ha fatto parte della "delantera" del River, considerato uno degli attacchi più forti della storia del calcio, se non il più forte in assoluto. Per avere un'idea del livello del calcio argentino di quegli anni, basti pensare che prima che fosse messo in atto lo sciopero dei calciatori argentini che volevano conquistare il diritto di essere considerati dei professionisti, l'albiceleste in Copa América era la dominatrice assoluta, e si lasciava puntualmente alle spalle il Brasile e l'Uruguay che si sarebbero contesi il titolo mondiale del 1950.
Proprio in virtù di ciò abbiamo pochissimo materiale per vedere Moreno o Pedernera in azione (forse proprio nulla), ma direi che il loro curriculum e il loro impatto sulla storia del calcio argentino legittimi il loro posto da titolare (Pedernera non lo è solo perché nel suo ruolo abbiamo Maradona, che è totalmente fuori scala).
La mia considerazione di Batistuta è immensa, probabilmente tra i primi cinque attaccanti che io abbia visto giocare dal vivo, e questa mia considerazione è testimoniata dal fatto che io abbia lasciato fuori gente come Kempes, l'uomo del mondiale del 1978 e Labruna, colui che della sopracitata delantera del River era il finalizzatore principe, per fare spazio a lui. ;)


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27DONI72 ha scritto:
Moreno non era un attaccante, Veron ha sempre fatto ridere in nazionale.


Si', tanto e' vero che nella patria lo seriamente considerano un traditore a causa della sua infama prestazione contro l'Inghilterra. Uno dei giocatori piu' odiati in Argentina, da quello che ho letto e sentito.


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O Futeboleiro ha scritto:
Lo conosco poco, ma in Argentina la figura di Ricardo Bochini è estremamente importante, anche se in Nazionale non è che abbia fatto sfracelli. Fu però determinante nei tanti successi internazionali dell'Independiente negli anni '70 e '80. Se ci sono Juan Sebastián Verón e Juan Román Riquelme, ci deve stare anche lui.



TopCalcio500 ha scritto:
TREQUARTISTA DI RISERVA: Adolfo Pedernera
Considerato da Di Stéfano il più grande giocatore di sempre,


Occhio ché Alfredo Di Stéfano riteneva il più grande calciatore mai visto il paraguayano Arsenio Erico. Ho le prove: questa intervista rilasciata per "El Gráfico" nell'ottobre 1974:

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Si, direi che Bochini meriti di essere citato tra le menzioni onorevoli.

Ti ringrazio per il contributo originale in merito al leggendario Arsenio Erico, che ero consapevole essere l'idolo di Alfredo Di Stefano.

Per come la vedo io, Erico era appunto l'idolo assoluto di Di Stefano, mentre Pedernera era più un mentore, in quanto i due furono compagni di squadra al River, con Adolfo che era di 8 anni più vecchio rispetto ad Alfredo.

Insomma, Erico era il giocatore di cui Di Stefano avrebbe avuto "il poster il cameretta", mentre Pedernera è stato un punto di riferimento determinante per la crescita calcistica della "Saeta Rubia".
Quindi entrambi elevabili al rango di "mostri sacri" per motivi diversi.


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