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Ecco a voi il tanto sospirato topic sulle scuole calcistiche, l'ordine scelto è quello cronologico:
SCUOLA BRITANNICA/NORDICA: i Maestri inglesi prediligevano un football fisico, dalla tecnica essenziale, caratterizzato da continui duelli (dribbling game), gli scozzesi invece, più piccoli di taglia, prediligevano un gioco più tecnico denominato passing game. I giocatori scandinavi appartengono più alla tipologia inglese che a quella scozzese quindi il football dei paesi scandinavi è molto simile a quello inglese, anche nell'evoluzione tattica (da Sistema a 4-4-2) Prodotti tipici: ali, centravanti, terzini, mediani Carenze: trequartisti, difensori centrali Moduli di riferimento: Sistema, dagli anni Sessanta ad oggi 4-4-2 Numerazione: riprende quella del Sistema, 2-3 terzini di fascia, 5 e 6 difensori centrali, 7 e 11 ali, 4 e 8 centrocampisti centrali, 9 centravanti, 10 seconda punta.
SCUOLA DANUBIANA: un po' l'antitesi della scuola britannica, i popoli danubiani (austriaci, magiari, cechi, slovacchi, romeni) infatti prediligevano un calcio tecnico, elegante e compassato. Il nocciolo di questa scuola è rappresentata dall'Austria e dall'Ungheria mentre cechi, slovacchi e rumeni presentano molte caratteristiche affini con la scuola calcistica dell'Est Europa. Difesa a zona e trappola del fuorigioco, squadra corta e armonica sono i segni distintivi di tale movimento calcistico. I tecnici danubiani furono i primi a considerare l'importanza dei fondamentali e della tattica. Dagli anni Novanta, causa soprattutto il diffondersi del sacchismo ma anche per altre cause attualmente discusse, questa scuola calcistica è di fatto scomparsa. Prodotti tipici: portieri, registi arretrati, centravanti di manovra, ali, centrocampisti offensivi Carenze: difensori, centravanti di peso. Moduli di riferimento: Metodo, dagli anni Cinquanta 4-2-4 o 4-3-3 Numerazione: è un misto tra quella del Metodo e quella del Sistema: 2 terzino destro, 4 terzino sinistro, 3 e 6 difensori centrali, 5 centromediano, eccetera.
SCUOLA URUGUAGIA: gli Europei del Sudamericani hanno da sempre fatto incette di successi utilizzando un calcio molto difensivo, cinico ed utilitario, ispirato dalla garra dei Charrùa, gli indios dell’Uruguay. E' in assoluto la scuola calcistica più conservatrice del pianeta, nel corso dei decenni la disposizione tattica non è praticamente mai mutata. Ancora oggi si può dire che gli uruguagi giochino con una versione moderna del Metodo con due terzini bloccati in area, il centromediano a dettare i tempi della manovra, ecc. Prodotti tipici: difensori, centrocampisti (sia difensivi che offensivi), attaccanti di movimento, ali. Carenze: centravanti di peso. Moduli di riferimento: Metodo, dagli anni Cinquanta 4-3-3 Numerazione: riprende integralmente quella del Metodo. 2-3 difensori centrali, 4-6 laterali, 5 centromediano ecc.
SCUOLA BRASILIANA: l'antitesi della scuola uruguagia, quella brasiliana si caratterizza per essere da sempre una scuola calcistica che predilige un calcio offensivo, tecnico, fantasioso, quasi musicato (futebol bailado). Il Brasile è forse il paese che in assoluto ha prodotto più talenti calcistici assieme all'Argentina, causa probabilmente la peculiare conformazione etnica del paese. Negli ultimi venti anni questa scuola calcistica si è molto europeizzata, anche se ha conservato molte sue caratteristiche tipiche (gioco a zona, mentalità offensiva) Prodotti tipici: terzini di spinta, registi, centrocampisti offensivi, attaccanti, ali. Carenze: portieri, difensori centrali, mediani puri Moduli di riferimento: Metodo, dagli anni Quaranta Diagonal, dagli anni Cinquanta 4-2-4. Numerazione: si basa quella del Diagonal: 2 terzino destro, 6 terzino sinistro, 3 e 4 difensori centrali, 5 centromediano...
SCUOLA ARGENTINA: la scuola argentina è una sorta di via di mezzo tra quella offensivista del Brasile e quella pragmatica dell’Uruguay. Assieme al Brasile è, causa anche la peculiare conformazione etnica del paese, da sempre la più grande fucina di talenti di ogni tipo. Prodotti tipici: centrocampisti offensivi, ali, difensori centrali, terzini. Carenze: portieri, centrocampisti eclettici. Moduli di riferimento: Metodo, dagli anni Quaranta Diagonal, dagli anni Cinquanta 4-2-4 e 4-3-3. Numerazione: riprende anch’essa quella del Diagonal brasiliano anche se inizia prendendo in considerazione il lato sinistro, quindi 4 terzino destro, 2 e 6 difensori centrali, 3 terzino sinistro, 5 centromediano.
SCUOLA ITALIANA: nata negli anni Trenta, questa scuola calcistica si è però consolidata tardivamente, appena negli anni Sessanta grazie all'introduzione del catenaccio. Forte difesa, ferree marcature a uomo e rapidi contropiedi sono da sempre il marchio di fabbrica del calcio italico che si basa su un’interpretazione conservativa del Metodo. Dagli anni Ottanta, causa l'irrompere del sacchismo, questa scuola è entrata in una crisi dalla quale non si è praticamente più ripresa. Prodotti tipici: portieri, difensori centrali, terzini, registi offensivi, ali, centravanti. Carenze: centrocampisti eclettici. Moduli di riferimento: Metodo, dagli anni Sessanta Catenaccio, dagli anni Novanta 4-4-2 a rombo o 3-5-2. Numerazione: è simile a quella sistemista, con alcune peculiarità: la seconda punta porta l'11 e non il 10, che è il numero del regista offensivo
SCUOLA EST EUROPA: è una scuola calcistica molto nebulosa e vastissima che è emersa a partire dagli anni Cinquanta. Il comun denominatore di questa vasto movimento calcistico è un calcio fantasioso e allo stesso tempo fisico ma molto disorganizzato sul piano tattico. Se nel corso degli anni Settanta l'URSS ha cercato di superare questi difetti virando su un calcio molto schematico, collettivo ed organizzato, i popoli balcanici (i brasiliani d'Europa) hanno continuato invece a puntare su un calcio molto estroso ed imprevedibile ma allo stesso tempo molto anarchico. Una via di mezzo può essere rappresentata dal caso della Polonia. Ancora oggi l'Europa dell'Est è una fucina di talenti inesauribile, seconda solo a Brasile e Argentina. Prodotti tipici: portieri, centrocampisti offensivi, attaccanti di manovra e di movimento, ali. Carenze: difensori, terzini, attaccanti di peso. Moduli di riferimento: Catenaccio (fino agli anni Settanta in URSS), 3-5-2 dagli anni Ottanta, 4-5-1 dagli anni 2000. Numerazione: simile a quella di derivazione sistemista.
SCUOLA TEDESCA: la scuola tedesca è nata nel corso degli anni Sessanta e può considerarsi una via di mezzo tra quella nordica (gioco fisico ed eclettico) e quella italiana (concezione pragmatica ed utilitaristica, marcature a uomo in difesa). Dalla fine degli anni Novanta, causa anche la massiccia immigrazione a cui è stata soggetta la Germania, questa scuola calcistica si è snaturalizzata fino a scomparire praticamente del tutto, almeno in questo momento. Prodotti tipici: portieri, difensori centrali, terzini, mediani, centrocampisti eclettici, attaccanti di peso. Carenze: ali, trequartisti. Moduli di riferimento: Catenaccio, dagli anni Ottanta 3-5-2, oggi 4-5-1. Numerazione: simile a quella sistemista, il libero perrò solitamente porta il numero cinque e lo stopper il 4...
SCUOLA FIAMMINGA: è nata alla fine degli anni Sessanta grazie al fenomeno del totaalvoetball. Pressing, continui interscambi di ruoli e ostinata ricerca del gioco sulle fasce sono il marchio di fabbrica di questo movimento calcistico sorto praticamente dal nulla grazie alla diretta influenza delle teorie calcistiche danubiane innestatesi su una concezione di calcio tipicamente nordica. L'Olanda predilige storicamente un calcio arioso ed offensivo mentre i belgi prediligono un gioco più pragmatico ed utilitarista che si basa sull'attuazione sistematica della trappola del fuorigioco. Prodotti tipici: portieri (soprattutto Belgio),centrocampisti eclettici, ali, terzini. Carenze: difensori centrali. Moduli di riferimento: 4-3-3, dagli anni Novanta 3-5-2 (Belgio) e 3-4-3 Olanda, oggi 4-5-1. Numerazione: i fiamminghi furono i primi ad abolire la numerazione fissa.
SCUOLA FRANCESE: anche questa scuola calcistica si è afferma appena negli anni Settanta, la sua specialità è l'attenzione verso il centrocampo, che nella scuola francese ha sempre visto grandi interpreti e la fantasia e l'estro tipico dei popoli latini. Prodotti tipici: centrocampisti sia difensivi che offensivi, ali, terzini. Carenze: difensori centrali, portieri, attaccanti di peso. Moduli di riferimento: 4-4-2 a rombo, dagli anni Novanta 4-5-1. Numerazione: simile a quella sistemista.
SCUOLA IBERICA: sembra paradossale ma è stata l'ultima scuola calcistica ad essersi affermata in ordine di tempo. Questa scuola calcistica, per la mentalità offensiva e la filosofia di gioco, è simile a quella olandese/danubiana mentre per la disposizione tattica si rifà a quella francese (pochi attaccanti di ruolo, preponderanza di centrocampisti). Il punto di forza della nuova scuola calcistica, soprattutto quella spagnola, è rappresentato dal continuo possesso palla che viene esercitato in maniera quasi onanistica. Prodotti tipici: centrocampisti sia difensivi che offensivi, ali, attaccanti di movimento. Carenze: difensori centrali, attaccanti di peso. Moduli di riferimento: 4-5-1 o 4-6-0 Numerazione: simile a quella sistemista.
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