|
Antefatti
La Fiorentina prende l'attaccante Oscar Dertycia, l'Udinese la coppia Abel Balbo e Néstor Sensini, il Genoa José Perdomo, la Cremonese Anders Limpar. Le grandi invece puntano sui giovani: il Milan acquista a suon di miliardi Stefano Borgonovo e Marco Simone, la Juventus prende dal Monza il centravanti ventenne Pierluigi Casiraghi e il giovane bomber Salvatore Schillaci dal Messina mentre il Napoli scommette su Gianfranco Zola fantasista scovato in C1 da Luciano Moggi. Infine l'Inter campione prende l'attaccante tedesco Jürgen Klinsmann al posto di Diaz, una mossa che risulterà decisiva per la manovra nerazzurra.
Novità anche sulle panchine: Alberto Bigon è il nuovo allenatore del Napoli, Luigi Radice alla Roma, il professore Franco Scoglio debutta in A con il Genoa, al pari di Marcello Lippi alla sua prima stagione nel massimo campionato con il Cesena.
Il campionato
Il dominio dell'Inter sul campionato durò una sola stagione, interrotto dal secondo scudetto del Napoli maradoniano.
La stagione pre-Italia '90 iniziò il 27 agosto 1989 e vide partire favorite ai nastri di partenza le tre grandi protagoniste di quegli anni: Napoli, Milan e i campioni in carica dell'Inter. Il campionato fu però sconvolto subito da un evento drammatico: il 3 settembre, infatti, morì in Polonia Gaetano Scirea, indimenticato libero della Nazionale e allora aiutante di Dino Zoff alla guida della Juventus. Proprio i bianconeri furono i primi a tentare di ostacolare il Napoli, seguiti dalla Roma di Luigi Radice, in testa alla sesta giornata, mentre non brillarono il Milan di Sacchi, che, come l'anno precedente, iniziò il campionato in sordina, e l'Inter, sconfitta pesantemente al San Paolo il 22 ottobre. Per il Napoli iniziò la fuga: gli azzurri, dopo aver sconfitto tutte le concorrenti, si laurearono campioni d'inverno con una giornata d'anticipo, il 17 dicembre. La giornata seguente si sfiorò il dramma in Bologna-Roma: il giallorosso Lionello Manfredonia fu infatti colpito da infarto nel corso della gara e, trasportato all'ospedale di Bologna, si salvò, ma fu costretto ad abbandonare l'attività agonistica.
All'inizio del girone di ritorno il Napoli ebbe un leggero calo e si rifecero sotto le milanesi: soprattutto fu il Milan, con una serie impressionante di risultati positivi nel periodo invernale, a diventare l'antagonista dei partenopei. L'11 febbraio i rossoneri batterono il Napoli a San Siro per 3-0 - risultato con cui il Milan si vendicò della sconfitta subìta al San Paolo con medesimo punteggio, nel girone d'andata - e il 25 febbraio, quando Maradona e compagni caddero di fronte all'Inter, il Milan passò provvisoriamente in testa per arrivare, con un punto di vantaggio, fino all'8 aprile: entrambe le squadre pareggiarono 0-0 ma con molte polemiche, infatti il Milan a Bologna subì negli ultimi minuti un gol non visto dall'arbitro Lanese mentre il Napoli a Bergamo fu protagonista di un episodio: una monetina da 100 lire lanciata dagli spalti aveva colpito in testa l'azzurro Alemão, caduto a terra e sostituito da Bigon con Zola. Grazie alla conseguente vittoria a tavolino, gli azzurri poterono agganciare in testa i rossoneri. Alla penultima giornata il Milan cadde su rimonta in casa del pericolante Verona (sconfitta 2-1) ,
A Bologna, invece, il Napoli sconfisse la squadra emiliana per 4-2 e, la domenica successiva, il 29 aprile, al San Paolo, un gol dello stopper Baroni in apertura di gara consentì ai partenopei di battere per 1-0 la Lazio e di vincere il secondo scudetto della loro storia. Al Milan restò la platonica soddisfazione dei 19 gol del capocannoniere van Basten.
Fece sensazione nella parte bassa della classifica la retrocessione del Verona, che perse lo scontro salvezza di Cesena all'ultimo turno e cadde in B a cinque anni dalla vittoria del tricolore. A nulla era servito il girone di ritorno con media Uefa, dopo una pessima partenza e un girone d'andata negativo; agli scaligeri si aggiunsero, oltre all'Ascoli, la Cremonese e l'Udinese, in A da solo un anno.
Si salvarono le altre neopromosse, Genoa e Bari. In maggio i successi internazionali della Sampdoria e del Milan, a cui si aggiunse la vittoria in Coppa Italia della Juventus, regalarono rispettivamente all'Atalanta ed al Bologna l'accesso alla Coppa UEFA: per i felsinei si trattò del ritorno in Europa dopo quindici anni. Quella stagione è ricordata anche per due record: per la prima volta nella storia dell'UEFA, ben otto squadre della stessa nazione avrebbero partecipato ai trofei internazionali, i quali per la prima volta erano tutti detenuti da squadre della stessa nazione: il Milan aveva vinto la Coppa dei Campioni, la Juventus la Coppa UEFA e la Sampdoria la Coppa delle Coppe, evento mai verificatosi nella storia del calcio europeo.
Classifica finale
1. Napoli 51 34 21 9 4 57 31
2. Milan 49 34 22 5 7 57 27
3. Inter 44 34 17 10 7 55 32
4. Juventus 44 34 15 14 5 56 36
5. Sampdoria 43 34 16 11 7 46 26
6. Roma 41 34 14 13 7 45 41
7. Atalanta 35 34 12 11 11 36 43
8. Bologna 34 34 9 16 9 29 36
9. Lazio 31 34 8 15 11 34 33
10. Bari 31 34 6 19 9 34 37
11. Genoa 29 34 6 17 11 27 31
12. Fiorentina 28 34 7 14 13 41 42
13. Cesena 28 34 6 16 12 26 36
14. Lecce 28 34 10 8 16 29 46
15. Udinese 27 34 6 15 13 37 51
16. Verona 25 34 6 13 15 27 44
17. Cremonese 23 34 5 13 16 29 50
18. Ascoli 21 34 4 13 17 20 43
Classifica dei marcatori
Giocatore Squadra Nazionalità Reti Rigori
1° Marco van Basten Milan 19 5
2° Roberto Baggio Fiorentina 17 7
3° Diego Armando Maradona Napoli 16 5
4° Salvatore Schillaci Juventus 15 -
5° Rudi Völler Roma 14 2
6° Massimo Agostini Cesena 13 3
Gustavo Abel Dezotti Cremonese 13 3
Jürgen Klinsmann Inter 13 -
9° Abel Balbo Udinese 11 -
Roberto Mancini Sampdoria 11 3
Lothar Matthäus Inter 11 -
Fonte Wikipedia
|