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 Oggetto del messaggio: «La tattica? Cos'è...?»
MessaggioInviato: gio 14 ott 2021, 14:38 
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Collage di dichiarazioni di alcune autentiche leggende del calcio d'anteguerra secondo cui le tattiche all'epoca non si sapeva neanche cosa fossero.

Angelo Schiavio in un'intervista apparsa su un vecchio inserto della Gazzetta dello Sport chiamato "Tutto Mondiale 1930-1978" a pagina 25, a proposito del Mondiale 1934: «Allora la tattica non sapevamo nemmeno cosa fosse; contavano le gambe e il cuore».

Su "Il Littoriale" del 12 gennaio 1934, Herbert Chapman, celebre allenatore dell'Arsenal ritenuto l'inventore del Sistema WM: «La miglior tattica è quella di non averne».

José Nasazzi, il capitano dell'Uruguay campione del mondo nel 1930, sul numero di World Soccer del novembre 1967 a pagina 13: «Quale tattica? Noi giocavamo secondo il bisogno del momento. Il buon senso ci suggeriva quando dovevamo difendere e quando attaccare. Oggigiorno gli allenatori sono tutti ciarlatani e i tifosi sono molto più stupidi rispetto ai miei tempi».


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 Oggetto del messaggio: Re: «La tattica? Cos'è...?»
MessaggioInviato: ven 19 nov 2021, 14:28 
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Amadeo Carrizo, leggendario portiere del River Plate e della Nazionale argentina:

«Vi racconto qualcosa che ho vissuto nel corso della mia carriera sportiva. Nel River Plate ho avuto la fortuna di giocare al fianco di grandi fuoriclasse de "La Máquina": Muñoz, Moreno, Pedernera, Labruna, Loustau, Vernazza, Prado, Walter Gómez, Sívori, Di Stéfano. Bene. Molte volte si parla dell'allenatore che ha fatto male i cambi, che ha fatto le scelte sbagliate ecc... Bene, ai miei tempi mi ricordo che noi ascoltavamo rispettosamente le indicazioni dell'allenatore prima della partita, ma poi cosa succedeva? Nel tunnel appena prima di scendere in campo i giocatori più rappresentativi dicevano: “Bene, ragazzi: abbiamo ascoltato le indicazioni dell'allenatore, ma adesso facciamo a modo nostro, ok? Perché siamo noi che scendiamo in campo e giochiamo a modo nostro”. Questo per dire che quello che ci diceva l'allenatore ci entrava da un orecchio e ci usciva dall'altro...»


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 Oggetto del messaggio: Re: «La tattica? Cos'è...?»
MessaggioInviato: ven 19 nov 2021, 14:37 
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Tra l'altro, adesso che mi viene in mente, Sandro Mazzola ha più volte ricordato quando era ospite a NovaStadio che Helenio Herrera nel pre-partita dava determinate indicazioni, ma poi spesso succedeva che in campo i più esperti della squadra come Armando Picchi gli dicessero: «Sandro, ascolta: non dar retta a quello là. Fa' quello che ti dico io...».
Testuali frasi di Mazzola a NovaStadio su TeleNova qualche anno fa, eh, non invento niente.


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 Oggetto del messaggio: Re: «La tattica? Cos'è...?»
MessaggioInviato: mer 6 ago 2025, 20:20 
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Lo metto anche qui...

Non bisogna pensare che il "Mago" della Grande Ungheria Gusztáv Sebes fosse chissà quale "maniaco" della tattica, tutt'altro.

Nel 1976 Carlos Alberto Parreira raccontò infatti che Ferenc Puskás aveva confidato a lui e a Mário Zagallo che in cinque/sei anni il tecnico ungherese aveva fatto sì e no tre o quattro allenamenti tattici. Non era infatti ossessionato dalla tattica. Loro si allenavano facendo tantissime partitelle e ripetute corse attraversando il campo sempre col pallone tra i piedi. Anche per 50 o 60 volte. E poi tiri in porta. Li faceva correre "come cavalli", sempre col pallone tra i piedi, da un lato all'altro anche per due o tre ore. Ma Sebes era convinto che l'aspetto tattico non fosse importante, perché era il genio e la preparazione fisica dei giocatori che alla fine risolveva le partite.
Altro aspetto importantissimo: l'unità tra i ragazzi allenati da Sebes, difatti anche molti anni dopo la famosa diaspora, erano rimasti tutti in contatto epistolare.


Fonte: Jornal dos Sports del 25 luglio 1976, a pag. 16


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