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LOUIS VAN HEGE
Louis Van Hege (Uccle, 8 maggio 1889 – Uccle, 24 giugno 1975) è stato un calciatore belga, noto per aver giocato come attaccante nel Milan negli anni dieci del XX secolo.

È stato uno dei più prolifici attaccanti della storia del campionato italiano. A tutt'oggi occupa il decimo posto nella classifica dei più grandi goleador di tutti i tempi del sodalizio rossonero.

Dall'Union St. Gilloise, squadra belga, si trasferisce in rossonero nel 1910, debuttando con due gol in Genoa-Milan 0-3. A Milano resta cinque anni: soltanto nel 1912-1913 totalizza più partite che gol segnati.[1] In cinque campionati segna 97 reti in 88 partite (media di 1,10 gol a gara, record tra i primi marcatori della squadra), portando i rossoneri a sfiorare lo scudetto in più occasioni. Allo scoppio della Prima guerra mondiale torna in Belgio per prestare servizio militare. Nel 1917 ha modo di fare ritorno in Italia e di giocare due partite contro Italia e Milan con una nazionale improvvisata. Terminato il conflitto, chiude la carriera nello'Union Saint-Gilloise. Nel 1920 vince la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Anversa con il Belgio.

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Ferenc Hirzer (Budapest, 21 novembre 1902 – Trento, 28 aprile 1957) è stato un calciatore e allenatore di calcio ungherese, di ruolo attaccante.

Ferenc Hirzer venne notato dai dirigenti della Juventus nel 1923, durante una amichevole tra i bianconeri e gli ungheresi del Törekvés. Dopo una grande prestazione, i dirigenti bianconeri decisero di tenere sott'occhio questo attaccante molto veloce (non a caso fu soprannominato successivamente "Gazzella"[2]). Hirzer, dopo aver partecipato con la Nazionale di calcio ungherese ai Giochi olimpici di Parigi del 1924, fu ingaggiato prima dai cecoslovacchi del Makkabi e poi dai tedeschi dell'Union 03 Altona. Nel 1925 passò alla Juventus, allenata dal connazionale Jenő Károly. Debuttò in maglia bianconera contro il Parma. In due campionati segna 50 reti in 43 presenze[3]; tuttavia le restrittive norme dell'epoca sul tesseramento degli stranieri fanno sì che lasciasse l'Italia, accasandosi al MTK, nella natìa Budapest. Della Nazionale ungherese fu anche il capitano, segnando complessivamente 14 reti in 32 presenze [4].

Ritornato in Italia ed intrapresa la carriera da allenatore, Hirzer ha guidato Mantova, Salernitana, Baratta Battipaglia, Anconitana, Liguria (in Serie A)[5], Vigevano[6], Perugia[7], Sestrese, Aosta e Trento.


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Luigi Cevenini (Milano, 13 marzo 1895 – Masano di Villa Guardia, 23 luglio 1968) è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano, di ruolo interno sinistro. È noto anche come Cevenini III, in quanto terzo di cinque fratelli (gli altri furono Aldo, Mario, Cesare e Carlo) che costituirono una delle maggiori dinastie calcistiche italiane. Detto Zizì per la lingua arguta e pettegola, fu probabilmente il più famoso e dotato dei cinque fratelli, arrivando anche a giocare 29 partite in Nazionale con 11 reti.

Esordì in Serie A nel Milan il 28 aprile 1912 nella gara contro il Genoa vinta grazie ad un suo gol, ma per gran parte della sua carriera fu legato all'Inter, con cui fra il 1912 e il 1927 disputò complessivamente 190 partite in campionato segnando 158 reti. La Prima guerra mondiale, che lo vide tornare provvisoriamente in rossonero e giocare 7 gare segnando 6 gol in Coppa Federale 1915-1916, Coppa Regionale Lombarda e Coppa Mauro, gli rubò gli anni in cui un calciatore solitamente si afferma, ma Zizì riuscì comunque a imporsi nel panorama calcistico italiano.

Già prima del conflitto aveva esordito con la maglia azzurra, il 31 gennaio 1915 contro la Svizzera, nella partita vinta per 3-1, con un suo gol su rigore per il 2-1 e nella ripresa il terzo gol del fratello maggiore Aldo, che giocava in nazionale fin dalla sua prima partita nel 1910 e suo compagno all'Inter.

Campione d'Italia nel 1920, al primo campionato dopo il conflitto, rimase in nerazzurro fino al 1927, senza più riuscire a ripetere in campionato l'exploit del 1920.

Nella sola stagione 1921-22 giocò nella Novese nel campionato FIGC, mentre l'Inter partecipava a quello della "ribelle" CCI (arrivando ultimo nel proprio girone senza Zizì). La Novese, con l'apporto del grande campione e trovatasi senza le rivali più titolate, arrivò a vincere lo scudetto nell'anno dello scisma. In quell'anno giocò ancora con il fratello maggiore Aldo, ma anche con il secondo della dinastia, Mario.

Passato alla Juventus nel 1927, vi rimase per tre stagioni.

Nel 1929 diede anche l'addio alla nazionale di cui ebbe per 7 volte la fascia di capitano. Giocò anche 2 partite con una rete nella nazionale B nelle prime due partite della sua storia, nel 1927, segnando 3 reti contro le nazionali maggiori di Lussemburgo e di Irlanda.

Passato al Messina nel 1930, ricoprì il ruolo di allenatore-giocatore nel campionato di Prima Divisione, l'allora terza serie. L'anno successivo, nonostante i 37 anni d'età, guidò la squadra alla conquista della Serie B dopo gli spareggi per la promozione.

Nella stagione 1934-1935 allenò la Comense in Serie B, giocando anche 21 partite e segnando 4 reti.

Nella fase conclusiva della stagione 1938-39 guidò l'Arezzo, con cui, a 44 anni di età, giocò anche 4 gare; allenò poi la Civitanovese[1].

Con la maglia dell'Inter segnò 17 reti nei derby, superato poi negli anni solo da Meazza con 20 reti, mentre il fratello Mario, che a lungo giocò al Milan, si fermò a 16. Nessuno fu poi capace di superare questo terzetto.

Come riportato da Antonio Ghirelli nella sua Storia del calcio in Italia, Cevenini fu il primo giocatore nella storia della Nazionale a rendersi protagonista di un episodio singolare: nell'immediato dopoguerra, alla vigilia di un derby, egli scomparve misteriosamente da Milano. Si venne a sapere una quindicina di giorni dopo che s'era recato in Inghilterra per confrontarsi con i professionisti inglesi. Il provino ebbe esito positivo e, quando una squadra britannica si fece avanti per ingaggiarlo, Cevenini sparì da Londra così come da Milano.

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Si scusa ho letto solo ora, la fonte è wikipedia per tutti.


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