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 Oggetto del messaggio: Massimo Moratti story
MessaggioInviato: mar 30 lug 2013, 19:43 
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Dopo Moggi e Galliani con Moratti si chiude il cerchio...

1a parte

GLI INIZI:
Massimo Nestore Moratti di Valle nasce per caso a Bosco Chiesanuova in provincia di Verona il 16 maggio 1945. Papà Angelo (petroliere) e mamma Erminia (ex operaia) sono sfollati nelle montagne veronesi durante la Seconda Guerra Mondiale. La giovinezza di Massimino trascorre tranquilla e serena, tra l’affetto della famiglia e l’agiatezza garantita dal petrolio di papà Angelo. Ha solo dieci anni quando accade un avvenimento cruciale nella storia della famiglia Moratti: papà Angelo acquista l’Internazionale Football Club...

LA DINASTIA:
Il Cavaliere del Lavoro Angelo Moratti nasce a Somma Lombardo, nel varesotto, il 5 novembre 1909, il padre Albino è farmacista. Il giovane Angelo rimane presto orfano della madre Gilda e a causa dei difficili rapporti con la matrigna decide di abbandonare la casa. Incomincia a lavorare dopo le elementari in una fabbrica di maniglie poi diventa rappresentante. Le vere fortune di Moratti senior arrivano con il regime fascista: nel 1932 fonda a Roma la Petrocargom, una società di commercio di oli combustibili. Nello stesso anno sposa Erminia Cremonesi. Nel 1939 fonda la S.M.T. (Società Minerali del Trasimeno) e acquista una miniera di lignite all'aperto a Pietrafitta (Perugia) sulla valle Nestore. Nel dopoguerra la lignite viene abbandonata perché ritenuta troppo tossica, il furbo Angelo decide di buttarsi a capofitto sul petrolio: nel 1946 realizza ad Augusta (SR) la sua prima raffineria, grazie all’aiuto del barone dell’acciaio Giorgio Enrico Falck e di Enrico Mattei (suo amico di lunga data). Nel 1962 arriva la ciliegina sulla torta: la costruzione della Saras di Sarroch (CA).


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 Oggetto del messaggio: Re: Massimo Moratti story
MessaggioInviato: mar 30 lug 2013, 20:24 
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Reg. il: ven 11 gen 2013
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E ora abbiamo la biografia del dirigente più incapace della storia del calcio italiano.
Quante oscenità sul piano sportivo-dirigenziale ha compiuto quest'uomo.....


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 Oggetto del messaggio: Re: Massimo Moratti story
MessaggioInviato: mar 30 lug 2013, 21:05 
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Reg. il: ven 23 nov 2012
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2a parte:

LA GRANDE INTER
Angelo Moratti è solo l’ultimo esponente di una lunga lista di presidenti “ricchi e scemi” attivi nel calcio italiano del dopoguerra. Tra il 1955 e il 1963 l’Inter colleziona campionati mediocri e non riesce a scalzare il dominio del Milan rizzoliano e della Juventus agnelliana. La svolta arriva nel 1960 quando entrano in società due personaggi chiave: il primo è un certo Italo Allodi, il direttore sportivo del Mantova (allora si diceva segretario) che ha appena portato i virgiliani nel giro di pochi anni dalla D alle prime posizioni della Serie A. Il secondo è un allenatore franco-argentino reduce da trionfi a ripetizione in quel di Barcellona, il suo nome è Helenio Herrera detto il Mago. I miliardi di Moratti fanno il resto: arrivano a suon di miliardi giocatori del calibro di Luis Suarez, Jair, Peirò. L’Inter della triade Moratti-Allodi-Herrera diventa inarrestabile: vince tre scudetti, due Coppe dei Campioni e una Coppa Intercontinentale, e diventa il primo club italiano a dominare in Europa. Non mancano tuttavia le ombre sui successi interisti. Nel 1975 il quotidiano inglese The Times pubblica un’inchiesta condotta dai giornalisti Brian Glanville e Keith Botsford sostiene che l’'arbitro ungherese Gyorgi Vadas era stato corrotto da Angelo Moratti in persona prima della gara di ritorno della semifinale di Coppa dei Campioni 1965-1966 contro il Real. Nel 2004 Ferruccio Mazzola, fratello del più celebre Sandro, rivolge una serie di pesanti accuse all’allenatore Herrera, che era solito distribuire a titolari e riserve delle pasticche dal contenuto poco chiaro. Sospetti sono anche i prematuri decessi di diversi membri della Grande Inter (Picchi, Tagnin, Miniussi, Longoni, Giusti) che starebbero testimoniare un abuso di sostanze dopanti. L’Inter morattiana sporge subito querela a Ferruccio Mazzola che però vince la causa.

TUTTO IN FAMIGLIA
Torniamo alla vita del nostro Massimo, che si laurea in scienze politiche alla Luiss Guido Carli di Roma ed entra subito a lavorare nell’azienda di papà Angelo, che da pochi anni ha ceduto l’Inter a Fraizzoli. Nel 1972 sposa l’ambientalista Emilia Milly Bossi. La strana coppia mette al mondo ben cinque figlioli: Maria Celeste (classe 1972), Angelomario (1973), Carlotta (1976), Giovanni Emanuele (1984) e Maria (1986). Angelomario è vicepresidente ed è l’unico ad avere il permesso di accedere alla stanza dei bottoni di Via Durini. Carlotta, che presiede l’Inter Campus e Giovanni sono consiglieri d’amministrazione con Angelo Gino (l’unico figlio di Gianmarco presente in Via Durini. Le femmine di casa Moratti sono addirittura escluse: Maria Celeste, la figlia maggiore di Massimo, fa l’attrice a New York e nel 2010 ha sposato il collega giamaicano Douane Allen Robinson. Figura singolare è Angelomario, detto Mao: ex studente di filosofia all’università di Pavia, alla Saras si occupa del personale e dello sviluppo dell’eolico. Il più piccolo della famiglia Moratti, Giovanni Emanuele detto Gigio, nel 2008 è stato licenziato dal piccolo teatro di Milano.

AVVENTURE PRE-INTER:
Massimo Moratti, nonostante il vizio della sigaretta, è sempre stato un grande sportivo. Alla fine degli anni Novanta collabora con il comitato organizzatore di Italia 90 capeggiato dal poltronissimo Franco Carraro. A Moratti tocca organizzarle partite che si disputano a Milano. Finite le Notti Magiche, Moratti tenta una nuova avventura sportiva e nel 1992 diventa presidente della FIM (Federazione Italiana Motonautica). Vale la pena ricordare che anche suo padre era stato presidente della stessa associazione. Sempre nel 1992 il proprietario della Saras organizza la candidatura di Milano all’Olimpiade del 2000 sempre con l’appoggio del fido Carraro, il ciclone Tangentopoli manderà tutto all’aria...


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 Oggetto del messaggio: Re: Massimo Moratti story
MessaggioInviato: mar 30 lug 2013, 21:09 
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Località: Villacidro (CA)
Cita:
sposa l’ambientalista


:asd


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 Oggetto del messaggio: Re: Massimo Moratti story
MessaggioInviato: mer 31 lug 2013, 18:44 
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Reg. il: ven 23 nov 2012
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3a parte:

MAI UNA GIOIA!
Data da segnare con l’evidenziatore il 18 febbraio 1995: dopo dieci anni di presidenza il re delle ristorazioni Ernesto Pellegrini cede la società a Massimo Moratti, i tifosi nerazzurri sono in delirio. I familiari di Massimo non sono d’accordo e gli intimano di non coinvolgere la Saras nell’acquisto dell’Inter, il biscione viene rilevato da Massimo Moratti in persona. Ovviamente sono gli operai della Saras a favorire i primi acquisti: Rambert (la prima bufala), Ince, Roberto Carlos, Zanetti. La prima stagione di Massimo Moratti presidente (1995-96) è un flop: settimo posto in classifica, eliminazione precoce in Coppa Uefa, ben tre avvicendamenti in panchina (Ottavio Bianchi, Suarez e Roy Hodgson). L'anno successivo il patron della Saras diventa un mercante scatenato:gungono a suon di miliardi Ciriaco Sforza, Winter e Youri Djorkaeff. In campionato le cose vanno maluccio e il tecnico inglese è silurato dopo la sconfitta in finale di Coppa Uefa contro lo Schalke 04, al suo posto il preparatore dei portieri Castellini condurrà la squadra a un dignitoso terzo posto. L’estate 1997 è molto rovente perché il vulcano Moratti è in piena eruzione: in panchina viene chiamato l’esperto Gigi Simoni, per 48 miliardi delle vecchie lirette arriva dal Barcellona Ronaldo, detto il fenomeno. L’estate 1997 non è comunque solo Ronaldo: arrivano ad Appiano il terzino Sartor, che strappa un ingaggio di ben 880 milioni aumentato un miliardo da patron Massimo (cosa vuoi che sia!), il centrocampisti Simeone, Cauet e Moriero. Per l’attacco arriva un giovane uruguagio che risponde al nome di Alvaro Recoba: Moratti s’innamora subito del Chino, per l'uruguagio arriverà a falsificare passaporti, a pagare dodici miliardi di stipendio; in ricambio el Chino in dieci anni di militanza nerazzurra disputerà 167 regalando solo qualche sprazzo della sua classe. L’Inter, trascinata da un Ronaldo divino, sembra insediare seriamente la Juventus. Il 26 aprile allo scontro diretto, la banda di Simoni è a -1. Del Piero porta in vantaggio la Juve poi succede di tutto: l’arbitro Ceccarini non fischia un solare rigore all’Inter e sul ribaltamento di fronte assegna un rigore (più dubbio) alla Juventus, che Del Piero sbaglia. Lo scudetto va verso Torino, Moratti sfodera tutto il suo aplomb “E’questione di sudditanza psicologica!”. L’insuccesso spinge Moratti a spendere ancora di più, alla corte di Simoni arriva Roberto Baggio, il più forte giocatore italiano, e i promettenti Ventola e Pirlo. Moratti, però, si dimostra inarrivabile in quanto ad autolesionismo: il 30 novembre, cinque giorni dopo un sonante 3 a 1 rifilato al Real Madrid, Moratti in preda alla sindrome Tafazzi caccia l’incolpevole Gigi Simoni rimpiazzandolo con Lucescu. Nel frattempo il fenomeno Ronaldo s’infortuna al tendine del ginocchio e la squadra precipita, a marzo altro giro di giostra: fuori Lucescu dentro Castellini, poi spetta all’amico di Moratti Roy Hodgson traghettare la squadra a un’infelice ottavo posto. Moratti è fatto così, più perde e più spende: per 90 miliardi fa vestire di nerazzurro il bomber della Lazio Bobo Vieri, per 18 arriva Panucci dal Real Madrid. Il vero colpo Moratti lo fa in panchina affidando la direzione a Marcello Lippi, reduce dai trionfi juventini. In realtà la stagione è un tormento, Baggio litiga con Lippi, alla fine arriva un quarto posto preso per i capelli, l’ennesima delusione.

PASSAPORTI FALSI:
La stagione 2000-01 è l’ennesimo disastro calcistico firmato Massimo Moratti: vengono acquistati i fortissimi Farinos, Vampeta, Cirillo, Gresko e Sukur, una vera e propria nidiata di pippe. Ad agosto la squadra di Lippi è eliminata dall’Helsinborg ai preliminari di Champions League. In campionato all’esordio l’Inter esce sconfitta dal Granillo di Reggio Calabria. Lippi sbotta in conferenza stampa (“I miei calciatori li appenderei al muro e li prenderei a calci in #@*§!”) e si dimette (ma non rinunciando allo stipendio!). Al suo posto Marco Tardelli verrà ricordato solo per uno 0 a 6 in un derby... Alla fine dell’ano, come coronamento di una stagione da dimenticare, scoppia lo scandalo Passaporti Falsi, dentro il pentolone c’è anche l’Inter del gentleman Moratti. La pietra dello scandalo è sempre Recoba: al suo cocco, visto il full di extracomunitari in rosa (Jugovic, Simic, Cordoba, Ronaldo, Mutu), Moratti il 12 settembre 1999 ha confezionato ad hoc un passaporto comunitario falso. La società risponde con un laconico comunicato: «La società è totalmente estranea all’oggetto dell’inchiesta ed ha totale fiducia nella buona fede di Recoba». In realtà l’Inter è coinvolta fino al collo: il pm di Roma, Silverio Piro, sostiene che il dirigente interista Oriali si è messo in contatto con un misterioso faccendiere, tale Barend Krausz von Praag, che gli avrebbe procurato il passaporto falso.L’Inter, carta canta, dovrebbe essere sconfitta a tavolino ed essere sanzionata di un punto per ogni partita in cui ha schierato el Chino. Il totale ammonterebbe all’enorme cifra di 56 punti, con la conseguente retrocessione in B della Beneamata. Anche l’UEFA vuole punizioni esemplari, ma Moratti ha un fido alleato, il vecchio amico amante delle poltrone Franco Carraro (si sa, gli amici non tradiscono mai), che da buon Ponzio Pilato si lava le mani “dimenticandosi” in un cassettino un foglio con i reclami e le volontà di trasparenza dell’UEFA. Alla fine della faccenda Recoba o Oriali (che patteggiano) prendono solo un anno di squalifica...

5 MAGGIO:
Archiviata la brutta faccenda dei passaporti Massimo Moratti ritorna nella sua veste migliore, cioè quella di mercante. Arrivano dal Galatasaray i turchi Okan ed Emre (altro cocco di Moratti), per 52 milioni viene acquistato Toldo, per 42 arriva Conceicao, per 20 Materazzi dal Perugia. Il gioco di Cuper non è granché ma i punti arrivano; all’ultimo turno la classifica recita così: Inter 69, Juventus 68, Roma 67. L’Inter è di scena all’Olimpico di Roma contro una Lazio tranquilla, i tifosi biancocelesti contestano la loro squadra per tutta la partita, ma in campo succede l’incredibile: avanti de volte, l’Inter si fa raggiungere da uno scatenato Poborsky, nel secondo tempo l’ex Simeone e Simone Inzaghi siglano un’incredibile 4-2. La Juventus vince tranquilla a Udine (che la giornata prima si era salvata grazie a un rigore dubbio), idem la Roma a Torino. Al triplice fischio l’Inter passa dal primo al terzo posto! Ronaldo scoppia in lacrime panchina è forse l’immagine più nitida di una giornata incredibile. In estate Ronaldo se ne va a Madrid a regalare gol e spettacolo, Cuper resta sotto la Madonnina in tempo per regalare un altro secondo posto a Moratti e una semifinale di Champions persa, il tutto nonostante gli inserimenti di Cannavaro (23 milioni) e Crespo (30 milioni). Nel campionato 2003-04 il mercato di Moratti si segnala ancora una volta per l’alto tasso di pippe: Van der Meyde, Brechet, Karagounis, Luciano, Farinos. Ben tre allenatori (Cuper, Verdelli, Zaccheroni) non riescono a dare un’identità ad un’accozzaglia senza capo ne coda, alla fine è solo quarto posto. L’annata successiva (2004-05) in panchina arriva Roberto Mancini, appena liberatosi tra le polemiche dalla Lazio. L’arrivo di Mancini coincide con i primi acquisti sensati: arrivano gratis il mediano Cambiasso dal Real e il portierone Julio Cesar dal Flamengo. L’Inter di quella stagione si guadagna il soprannome di “Pareggina” e colleziona per ben 18 volte il segno X, il terzo posto finale comunque non è da buttare, così come la vincita della Coppa Italia.


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Eh ma loro non sono mai stati in Serie B :asd


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27DONI72 ha scritto:
Eh ma loro non sono mai stati in Serie B :asd


Esatto! Se c'è qualche imprecisione nel mio racconto dite pure, non m'offendo...


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ciccio graziani ha scritto:
27DONI72 ha scritto:
Eh ma loro non sono mai stati in Serie B :asd


Esatto! Se c'è qualche imprecisione nel mio racconto dite pure, non m'offendo...

Attendo con grande impazienza la parte su Farsopoli :)
Riguardo alle imperfezioni, mi sembrano un po' alti i prezzi che hai scritto nel paragrafo del 5 maggio relativi al mercato dell'estate 2001, secondo me sono tutti prezzi in Lire non in Euro ;)


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Ti sei dimenticato la coppa uefa del 98 :asd


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4a parte: siamo alla parte clou...

“TITULI” A TAVOLINO:
Domenica 14 maggio 2006, l’Inter pareggia a Cagliari per 2 a 2 e giunge terza. Poco distante Cagliari, a Sarroch, feudo della Saras, si sta per definire il collocamento in Borsa dell’Inter per il 35%. La quota viene messa sul mercato quattro giorni dopo la chiusura del campionato al prezzo di 6 Euro per azione. Subito dopo l’inizio delle contrattazioni, il titolo incomincia a scendere vertiginosamente e nel giro di cinque anni arriva ad un Euro, perché? La faccenda è molto sospetta: nel luglio 2008 il sostituto procuratore Luigi Orsi indaga su questa stranezza, il sospetto è che la Saras sia stata sovrafatturata per coprire i buchi, o meglio le voragini, dell’Inter. Moratti replica sibillino “Solo calunnie!”. Il petroliere ufficialmente non è indagato, ma molti dirigenti della Saras lo sono. Incontestabile è però il fatto che Gabriele Moratti, pochi giorni dopo l’avvio della quotazione, sia stato assunto dalla Jp Morgan, la banca che curava le operazioni…Come finisce l’indagine? Nel maggio 2011 il gip archivia tutto per insufficienza di prove. Alle quotazioni a tavolino si aggiunge uno scudetto, ovviamente a tavolino, dopo che la mannaia di Calciopoli ha stroncato Juventus e Milan. Il vento della storia sta per cambiare in casa Inter anche se la decisione presa dal presidente della FIGC Guido Rossi, ex presidente Telecom in pieno conflitto d’interessi con l’azionista di maggioranza nerazzurro amico di Moratti Tronchetti Provera, presidente della stessa società, lascia ovviamente molti dubbi. Mentre Moratti si gode il suo primo scudetto di cartone gli inquirenti scoprono che nel maleodorante pentolone appena scoperto c’è del marcio anche in casa Inter.

MORATTI SPIONE:
Nell’autunno 2006, dopo l’estate calda di Calciopoli, salta fuori una spy-story in via Durini. La sua genesi risale addirittura al lontano campionato 2001/2002 quando il dirigente Giacinto Facchetti aveva ricevuto una confessione dall’ex arbitro Danilo Nucini circa i maneggi della strana coppia Moggi-Galliani. Moratti informa il suo sodale Marco Tronchetti Provera, che a sua volta, come nelle classiche catene di Sant'Antonio, contatta Giuliano Tavaroli, capo della Tiger Team, un’agenzia di spionaggio sovvenzionata dalla Telecom. Tavaroli riceve l’incarico di intercettare le famigerate sim svizzere di Lucianone. Collaboratori preziosi di Tavaroli sono Emanuele Cipriani ed Adamo Bove (che si suiciderà con lo scoppio dello scandalo). Sotto la lente degli spioni finisce anche Bobone Vieri, celebre oltre che per le prodezze sul rettangolo verde anche per le scorribande nella vita notturna (leggendaria una sua fuga, tra il comico e il grottesco, dal ritiro assieme al compagno di stanza Di Biagio qualche anno prima). Cipriani arriva addirittura a controllare i conti correnti bancari del Bobone nazionale. A ottobre Tavaroli viene arrestato e scoppia il bubbone: Moratti ammette candidamente l’attività spionistica come pratica di difesa. Bobo Vieri la prende malissimo: denuncia Moratti e dice di esse caduto in depressione dopo aver appreso di essere stato spiato: “Calciopoli è stata creata ad arte per far vincere l’Inter.” questo il Bobo pensieroCome finisce la vicenda? A Telecom, Pirelli e Inter vengono chiesti 80 milioni di danni, ma la storia non è ancora finita…


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