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apro un altro topic e teniamo questo per parlare di Yashin.


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Come ho già scritto di là, ritengo, in base alle mie conoscenze personali, Jascin potenziale secondo miglior portiere della storia. Si gioca la piazza con Buffon. Ma Zamora è considerato superiore a entrambi. Zamora era imbattibile sui tiri frontali, era talmente avanti rispetto ai giocatori della sua epoca che riusciva a deviare i tiri negli angoli alti con la mano di richiamo, così come era imbattibile sui calci di rigore, anche se calciati angolati. Meazza, il più grande giocatore degli Anni 30 e tra i massimi di sempre anche a livello assoluto, non riuscì mai a segnargli un gol. Nei quarti di finale contro l'Italia, al Mondiale 34, parò l'impossibile e solo una rete irregolare di Ferrari (dopo una carica di Guaita sullo stesso Zamora) permise agli azzurri di pareggiare: l'arbitro convalidò, forse per rispondere a ordini superiori (il Mondiale era stato organizzato dal Duce in persona, l'Italia doveva vincere...). Finì 1-1, non c'erano supplementari e per il giorno dopo era prevista la ripetizione della partita. Che Zamora non giocò. Alcuni dissero che era rimasto infortunato, ma negli ultimi anni si è fatta strada la teoria che Mussolini scese apposta negli spogliatoi della Spagna intimando a Zamora di non giocare... Il Duce aveva visto direttamente con i suoi occhi che con quel portento in porta, l'Italia, pur nettamente superiorie alla Spagna come livello tecnico e profondità della rosa, rischiava di uscire. Senza il suo amuleto in porta, infatti, la Spagna perse 1-0 (gol di Meazza).

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«...ricorda che se anche i nostri dirigenti ci danno per spacciati e dicono che sarebbero contenti anche se perdessimo 4-0, a me non interessa. Io oggi scendo in campo per vincere e voglio che quelli che scendono con me oggi abbiano lo stesso obiettivo. Se vedo qualcuno che non combatte questa battaglia, alla fine della partita dovrà vedersela con me. Fatti forza Ruben, quei duecentomila là fuori non giocano, guardano solamente».

Il capitano Obdulio Varela al giovane Ruben Moran prima della finale del Mondiale 50, Brasile 1 Uruguay 2


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Sono rimasto affascinato da questa storia, sono serio. :-)

Marco Bode, te la senti di "spiegare" a modo tuo ad uno come me che di Yashin ne ha solamente sentito parlare perchè è considerato così forte?

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MessaggioInviato: mar 29 nov 2011, 0:16 
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Reg. il: dom 10 apr 2005
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Chicos ha scritto:
Sono rimasto affascinato da questa storia, sono serio. :-)

Marco Bode, te la senti di "spiegare" a modo tuo ad uno come me che di Yashin ne ha solamente sentito parlare perchè è considerato così forte?


Parli di Jascin o di Zamora? ;)

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Il capitano Obdulio Varela al giovane Ruben Moran prima della finale del Mondiale 50, Brasile 1 Uruguay 2


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Yashin è considerato il miglior sportivo russo di sempre.
Credo che questo basti e avanzi.

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Reg. il: lun 25 gen 2010
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Località: Campi Flegrei
Marco Bode ha scritto:
Chicos ha scritto:
Sono rimasto affascinato da questa storia, sono serio. :-)

Marco Bode, te la senti di "spiegare" a modo tuo ad uno come me che di Yashin ne ha solamente sentito parlare perchè è considerato così forte?


Parli di Jascin o di Zamora? ;)


Di Yashin. ;)

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Reg. il: dom 10 apr 2005
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Lev Ivanovic Jascin, passato alla storia come il Ragno Nero, è nato a Mosca nel 1929. Entrò giovanissimo nella Dinamo Mosca e provò con la squadra di hockey su ghiaccio, prima di scoprire la sua vera vocazione nel calcio. A 21 anni esordì nel massimo campionato russo, 4 anni dopo era in nazionale, con cui vinse l'Olimpiade del 1956 a Melborune e gli Europei del 1960 e prese parte a tre Mondiali (75 presenze in tutto). Con la Dinamo Mosca divenne invece 5 volte campione di Russia. Era un portiere dallo stile sobrio, che badava costantemente al sodo ed era poco incline alle parate spettacolari; fisicamente era un armadio (188 cm per 80 kg di peso), ma nonostante la stazza era agilissimo, capace di volare da un palo all'altro con estrema facilità. Completo ed essenziale, dotato di un senso del piazzamento incredibile, che lo rese famoso presso i tifosi e stregò anche i rivali più blasonati. In Russia si dice che abbia parato oltre cento rigori, di sicuro parò (in modo magistrale) quello calciato da Sandrino Mazzola, in occasione di Italia-Urss 1-1 del 1963. Ecco il vivido ricordo del figlio di Valentino: "Guardai Jascin e mi parve di avere di fronte una figura ingigantita dal colore nero della maglia, una sorta di mostro che invece di mani e piedi protendeva tentacoli. Un senso di soggezione, come un lampo di passaggio, poi il fischio dell'arbitro e il tiro, mentre scorgevo Jascin gettarsi a chiudere la porta sulla destra, proprio là dove avevo indirizzato la palla... Là dove lui aveva 'voluto' che io tirassi il rigore. Aveva rimpicciolito la porta, mi aveva stregato". In quello stesso anno vinse il pallone d'Oro davanti a Rivera e Greaves. Inserito per dieci anni consecutivi nelle varie formazioni All-Star, aveva un rendimento sempre costante e il mondo stupì quando al Mondiale del 1962 in Cile subì quattro reti dagli sconosciuti colombiani, frutto della sua disattenzione più che della forza degli avversari. Ritiratosi nel 1971, il dopocalcio putroppo è stato molto tormentato: costretto ad un'amputazione della gamba per un attacco di tromboflebite, è morto di tumore nel 1990 all'età di 61 anni. Ma la sua leggenda non è mai tramontata. Adalberto Bortolotti, giornalista e storico del calcio italiano, lo ha ricordato così: "La leggenda del ragno nero ha contribuito all'esaltazione del ruolo più celestiale del calcio, perché i portieri volano, proprio come gli angeli".

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Kerzhakov91 ha scritto:
Yashin è considerato il miglior sportivo russo di sempre.
Credo che questo basti e avanzi.


la firma :rofl

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Reg. il: lun 25 gen 2010
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Marco Bode ha scritto:
Lev Ivanovic Jascin, passato alla storia come il Ragno Nero, è nato a Mosca nel 1929. Entrò giovanissimo nella Dinamo Mosca e provò con la squadra di hockey su ghiaccio, prima di scoprire la sua vera vocazione nel calcio. A 21 anni esordì nel massimo campionato russo, 4 anni dopo era in nazionale, con cui vinse l'Olimpiade del 1956 a Melborune e gli Europei del 1960 e prese parte a tre Mondiali (75 presenze in tutto). Con la Dinamo Mosca divenne invece 5 volte campione di Russia. Era un portiere dallo stile sobrio, che badava costantemente al sodo ed era poco incline alle parate spettacolari; fisicamente era un armadio (188 cm per 80 kg di peso), ma nonostante la stazza era agilissimo, capace di volare da un palo all'altro con estrema facilità. Completo ed essenziale, dotato di un senso del piazzamento incredibile, che lo rese famoso presso i tifosi e stregò anche i rivali più blasonati. In Russia si dice che abbia parato oltre cento rigori, di sicuro parò (in modo magistrale) quello calciato da Sandrino Mazzola, in occasione di Italia-Urss 1-1 del 1963. Ecco il vivido ricordo del figlio di Valentino: "Guardai Jascin e mi parve di avere di fronte una figura ingigantita dal colore nero della maglia, una sorta di mostro che invece di mani e piedi protendeva tentacoli. Un senso di soggezione, come un lampo di passaggio, poi il fischio dell'arbitro e il tiro, mentre scorgevo Jascin gettarsi a chiudere la porta sulla destra, proprio là dove avevo indirizzato la palla... Là dove lui aveva 'voluto' che io tirassi il rigore. Aveva rimpicciolito la porta, mi aveva stregato". In quello stesso anno vinse il pallone d'Oro davanti a Rivera e Greaves. Inserito per dieci anni consecutivi nelle varie formazioni All-Star, aveva un rendimento sempre costante e il mondo stupì quando al Mondiale del 1962 in Cile subì quattro reti dagli sconosciuti colombiani, frutto della sua disattenzione più che della forza degli avversari. Ritiratosi nel 1971, il dopocalcio putroppo è stato molto tormentato: costretto ad un'amputazione della gamba per un attacco di tromboflebite, è morto di tumore nel 1990 all'età di 61 anni. Ma la sua leggenda non è mai tramontata. Adalberto Bortolotti, giornalista e storico del calcio italiano, lo ha ricordato così: "La leggenda del ragno nero ha contribuito all'esaltazione del ruolo più celestiale del calcio, perché i portieri volano, proprio come gli angeli".


Gentilissimo. ;)

La costanza delle grosse prestazioni, questo rende grandissimi... e questo ce l'ha anche il nostro Gigi.

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Reg. il: sab 6 dic 2008,
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Di quelli citati non ho visto giocare praticamente nessuno tranne Buffon, che è stato sempre un fenomeno.

Se poi per giudicare un giocatore conta molto quello che si fa nel Mondiale, beh, non serve aggiungere altro. Se poi Jascin è l'unico portiere ad aver vinto il Pallone d'Oro, Buffon nel 2006 lo avrebbe meritato come e forse più di Cannavaro.

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