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MessaggioInviato: dom 29 dic 2019, 23:50 
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Ultras
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Reg. il: lun 9 gen 2017,
Alle ore: 17:55
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Mister Santana, con quella squadra lei hai ottenuto il massimo. il centrocampo era formibadile, ma difesa e attacco non valevano i corrispettivi dell'Italia.


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MessaggioInviato: dom 5 gen 2020, 14:01 
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Campione Olimpico
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Reg. il: mer 28 dic 2016
Alle ore: 17:26
Messaggi: 7337
Arrigo Sacchi. L'allenatore più sopravvalutato della storia assieme a Guardiola (il che non vuol dire che siano due mediocri). :asd
Il calcio non sarà magari semplice come dice Maxe, ma manco questo sport da scienziati su cui si segano i vari Sacchi, Guardiola eccetera.
È complesso, caotico e poco controllabile. La pseudoscienza di oggi veicolata da Sacchi in primis e da teorici acefali compiacenti per cui il gioco va controllato solo tenendo il pallone e attaccando in avanti è valida quanto l'astrologia. :asd


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MessaggioInviato: ven 28 feb 2020, 15:21 
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Allenatore in Seconda
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Reg. il: ven 11 gen 2013
Alle ore: 16:10
Messaggi: 9342
I rapporti tra Sacchi e Van Basten nel corso degli anni diventarono pessimi e l'olandese lo conferma anche in questa intervista al Corriere della Sera in cui spara bordate al suo ex allenatore.

Riporto i passaggi più interessanti (Fonte Calciomercato.com):


SACCHI - "Non c’è mai stato feeling personale tra me e lui. Non mi ha mai dato l’impressione di essere onesto nei rapporti umani. Non era mai diretto. Andava a zig zag. Quando non era contento di come ci allenavamo, se la prendeva con i giovani, con i più deboli, che magari invece erano in testa a tirare il gruppo. Quel Milan era una delle squadre più forti di sempre. Lui ha avuto una parte importante. Era bravo a farsi amici i giornalisti, ha saputo costruire una immagine da grande innovatore. Non ha inventato nulla. Il modulo che usava il Milan non era né rivoluzionario né offensivo. Schieravamo difensori eccezionali. A farci vincere così tanto è stata sempre la difesa, alla quale lui si applicava molto, dedicando invece poco tempo alla fase offensiva"

I GIOCATORI - "I giocatori sono più importanti. Contano solo loro, nel calcio. L’allenatore bravo è quello che li fa rendere al meglio, senza imporre per forza le sue idee. Appunto. Noi abbiamo il nostro modo di giocare, che non rinneghiamo mai. Proprio Johan voleva ridare il calcio ai calciatori. La cosa più importante è la tecnica individuale, non la tattica collettiva. Nel calcio le gerarchie vengono sempre stabilite dalla bravura. Non conta l’età, il successo, lo stipendio. Solo la bravura".

L'olandese, nell'intervista, esprime dubbi anche sull'episodio della "monetina":

LO SCUDETTO RUBATO - "Sempre convinto che le sia stato rubato uno scudetto? Lo sanno tutti che fu così. Ma nessuno ha mai avuto il coraggio di dirlo. Prima la sceneggiata di Bergamo, con la moneta in testa ad Alemao e il massaggiatore del Napoli che gli dice di simulare un trauma. Poi la nostra sconfitta a Verona. Una imboscata, con un arbitro come Lo Bello che fece di tutto per farci perdere e fischiò in maniera scandalosa. Un lavoro fatto bene dal sistema del calcio italiano. Da chi aveva interesse a mandare due squadre in Coppa dei Campioni. Tutti sapevamo che eravamo favoriti per rivincere, aggiungere un’altra squadra conveniva a tutti. Fu una vera porcheria".


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MessaggioInviato: ven 28 feb 2020, 15:54 
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Leggenda del Calcio
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Reg. il: gio 6 set 2012,
Alle ore: 0:44
Messaggi: 15325
accursio ha scritto:
I rapporti tra Sacchi e Van Basten nel corso degli anni diventarono pessimi e l'olandese lo conferma anche in questa intervista al Corriere della Sera in cui spara bordate al suo ex allenatore.

Riporto i passaggi più interessanti (Fonte Calciomercato.com):


SACCHI - "Non c’è mai stato feeling personale tra me e lui. Non mi ha mai dato l’impressione di essere onesto nei rapporti umani. Non era mai diretto. Andava a zig zag. Quando non era contento di come ci allenavamo, se la prendeva con i giovani, con i più deboli, che magari invece erano in testa a tirare il gruppo. Quel Milan era una delle squadre più forti di sempre. Lui ha avuto una parte importante. Era bravo a farsi amici i giornalisti, ha saputo costruire una immagine da grande innovatore. Non ha inventato nulla. Il modulo che usava il Milan non era né rivoluzionario né offensivo. Schieravamo difensori eccezionali. A farci vincere così tanto è stata sempre la difesa, alla quale lui si applicava molto, dedicando invece poco tempo alla fase offensiva"

I GIOCATORI - "I giocatori sono più importanti. Contano solo loro, nel calcio. L’allenatore bravo è quello che li fa rendere al meglio, senza imporre per forza le sue idee. Appunto. Noi abbiamo il nostro modo di giocare, che non rinneghiamo mai. Proprio Johan voleva ridare il calcio ai calciatori. La cosa più importante è la tecnica individuale, non la tattica collettiva. Nel calcio le gerarchie vengono sempre stabilite dalla bravura. Non conta l’età, il successo, lo stipendio. Solo la bravura".

L'olandese, nell'intervista, esprime dubbi anche sull'episodio della "monetina":

LO SCUDETTO RUBATO - "Sempre convinto che le sia stato rubato uno scudetto? Lo sanno tutti che fu così. Ma nessuno ha mai avuto il coraggio di dirlo. Prima la sceneggiata di Bergamo, con la moneta in testa ad Alemao e il massaggiatore del Napoli che gli dice di simulare un trauma. Poi la nostra sconfitta a Verona. Una imboscata, con un arbitro come Lo Bello che fece di tutto per farci perdere e fischiò in maniera scandalosa. Un lavoro fatto bene dal sistema del calcio italiano. Da chi aveva interesse a mandare due squadre in Coppa dei Campioni. Tutti sapevamo che eravamo favoriti per rivincere, aggiungere un’altra squadra conveniva a tutti. Fu una vera porcheria".

Questi passaggi li metterei in firma. Per chiudere il becco a tanti soloni e caproni.
A tanti belgiochisti, scienziati e fenomeni da baraccone vari


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MessaggioInviato: ven 28 feb 2020, 16:06 
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Leggenda del Calcio
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Reg. il: mer 25 lug 2012
Alle ore: 16:51
Messaggi: 17176
Località: Isola di Diego Garcia.
L'ho letta con il salame in mano. :pippepippe

Marcolino l'ha toccata piano! :acm


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MessaggioInviato: ven 28 feb 2020, 17:08 
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Campione d'Europa
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Reg. il: sab 9 feb 2019,
Alle ore: 12:28
Messaggi: 6759
Località: Milano Centro Storico
È comunque un giudizio soggettivo. Giovanni Galli ad esempio in un'intervista televisiva di qualche anno fa sostenne che Arrigo Sacchi ebbe il 50% del merito nei successi di quel Milan.

Io ovviamente la penso di più come Marco van Basten, intendiamoci.


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MessaggioInviato: ven 28 feb 2020, 21:46 
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Tifoso
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Reg. il: gio 8 feb 2018,
Alle ore: 9:40
Messaggi: 358
Mah... Non sono così convinto che abbia parlato in questi termini. Pochi mesi fa (mi pare al festival dello sport, ma può essere che stia sbagliando evento), ho ascoltato (non letto, ascoltato) Van Basten parlare di Sacchi, e lo ha fatto in ben altro modo, pur ammettendo svariate incomprensioni e svariati scontri.
Detto questo, Sacchi si è trovato una rosa di calciatori straordinari, senza i quali non avrebbe vinto così tanto, ma va anche detto che col suo arrivo, hanno fatto tutti un bel salto di qualità: Baresi, Ancelotti, Gullit, Donadoni, erano già fortissimi, ma con Sacchi sono letteralmente diventati fuoriclasse dei rispettivi ruoli. Per non parlare di altri come Colombo o Tassotti, che da normali gregari, sembravano campioni pure loro. O Rijkaard, che da ottimo difensore centrale, è stato trasformato in uno dei centrocampisti più forti di sempre.
Quanto alla tattica, non avrà inventato niente, ma i movimenti della difesa milanista, per mettere in fuorigioco gli avversari, in Italia io non li avevo mai visti, anche se devo ammettere molte lacune sul calcio prima del 1988. Non è un mistero che la regola del fuorigioco passivo, fu introdotta per evitare che una tattica come quella del Milan, impedisse agli avversari di giocare.
Morale della favola, secondo me, la sua parte di merito ce l'ha, anche se forse è stata esagerata dalla stampa.

Quello che invece non si può proprio più sentire, e che ancora una volta mi tocca leggere, è il capitolo relativo alla Nazionale: "Sacchi di calcio non capisce un #@*§, se non fosse stato per Baggio, andavamo a casa con la Nigeria". Classica frase di chi non si è rivisto le partite di USA '94, ma si lascia ancora trasportare dalle emozioni e dall'epica giornalistica di quel mese in America (e magari si spugnetta davanti a Sfide), dimenticandosi che Baggio non combinò nulla fino al gol (molto fortunoso) contro la Nigeria. Il calcio di Sacchi richiedeva tempo, andava capito e accettato dai calciatori; anche col Milan uscì malamente dalla coppa UEFA, salvo poi dominare il mondo per tre anni. Senz'altro la Nazionale non era l'ideale per lui, e per il tempo che richiedeva. Ma finalmente con la Spagna si cominciarono a vedere i frutti del lavoro svolto con la squadra. E si videro molto di più nel primo tempo in semifinale, quando Baggio fece doppietta, e una grande prestazione, vero, a ma pochi ricordano che fu la semplice conseguenza di una Nazionale che annichilì la sorpresa Bulgaria, producendo altre quattro nitide occasioni da rete con Albertini (un palo e un miracolo di Mihailov su suo tentativo di pallonetto), Donadoni (destro che sfiorò l'incrocio), e Maldini (colpo di testa fuori di un nulla). Purtroppo però la benzina nei serbatoi degli azzurri era finita, causa condizioni climatiche della costa ovest e causa falsa partenza, le cui colpe però sono da suddividere tra un allenatore che non aveva le idee chiare, e un gruppo che non lo aveva ancora capito fino in fondo; e del gruppo faceva parte anche il suo fuoriclasse principe, che non riuscì a caricarsi sulle spalle la squadra nelle prime quattro partite.


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MessaggioInviato: mer 23 mar 2022, 12:50 
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Tifoso
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Reg. il: gio 13 ago 2020
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Sacchi resta un innovatore ma con gli anni le sue controndicazioni-molte pesantissime-sono emerse appieno.
L'esasperato dogmatismo, l'avere una testa molto quadrata e poco flessibile, la poca resistenza allo stress...
Il suo Milan è considerato una delle squadre più forti di sempre ma ricordiamoci che mammasantissima aveva,il gotha del calcio mondiale,tolti Maradona, il giovane R. Baggio e pochissimi altri.
Uomini con i quali non può non venire da pensare che non solo un Capello ma anche uno Zoff o un Liedholm o chi per loro non avrebbero ottenuto risultati comparabili ai suoi.
Non solo. Aveva una delle Nazionali più forti di sempre e si è salvato sempre sul filo di lana con le prodezze di Baggio e di qualche altro,finché nel 1996 la sorte non gli ha voltato le spalle, pur continuando ad avere a disposizione materiale calcistico di prim'ordine.Da lì è sostanzialmente finita la sua carriera,mentre è continuato il sacchismo degli epigoni,che ha fatto molti più danni di lui al calcio mondiale.
Quindi Sacchi anche no,francamente.


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MessaggioInviato: mer 23 mar 2022, 16:27 
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Tifoso
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Reg. il: gio 13 ago 2020
Alle ore: 9:48
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Località: Caserta
Salernitano1987 ha scritto:
Sacchi ha mutuato i concetti dell'Ajax/Olanda degli anni '70, portandoli all'esasperazione.

Dopo quattro anni ( al netto della parentesi con la Nazionale) era un allenatore finito.

Capello ottenne risultati migliori nello stesso arco di tempo nonostante avesse perso i tre Olandesi.

La vittoria di Atene costituisce un capolavoro del calcio mondiale, in relazione al valore dell'avversario, ben più forte di Steaua e Benfica, e al fatto di non poter contare su Franco Baresi.

-


A mio avviso, comunque, il Milan davvero rivoluzionario è stato quello di Carlo Ancelotti:

Capace di miscelare la tipica cura dei dettagli del nostro calcio e la coesistenza di straordinari talenti, nel pieno rispetto degli equilibri collettivi e senza imporre particolari sovrastrutture tattiche.

Una versione riveduta e corretta del Brasile '82, quanto a principi di gioco.


Purtroppo la sua percezione storica è condizionata dai tonfi contro Depor e Liverpool.

Pienamente d'accordo


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MessaggioInviato: mer 23 mar 2022, 16:33 
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Reg. il: gio 13 ago 2020
Alle ore: 9:48
Messaggi: 319
Località: Caserta
Garrincha ha scritto:
Sicuramente Sacchi porto' delle innovazioni nel calcio Italiano, come pressing e fuorigioco, ma altre innovazioni furono negative (come il rigido tatticismo).
Non e' un caso per me che Sacchi duro' poco e gli allenatori "italianisti" gli sopravvissero, una volta recepite quelle 2,3 cose positive del Sacchismo e respinte tutte le altre negative, loro andarono avanti e Sacchi era finito.
Per quanto riguarda la "fortuna" di Sacchi, e' giusto ricordare la nebbia di Belgrado e il gol di Baggio con la Nigeria al 95esimo. Ma va anche ricordato il fatto che col suo parma non riusci' a vincere a Campobasso o a Messina, ma riusci' a vincere a Milano, facendo innamorare Berlusconi di lui.

Era fortunato in molte cose, fra cui avere un Presidente mecenate potentissimo, che di calcio sicuramente ne capiva ma era un satrapo capriccioso e si innamorò dell'idea del giocattolo costruito da Sacchi, salvo(con molte buone ragioni, diciamolo, perché difficilmente il Milan post 1990/91 avrebbe concluso qualcosa,se fosse rimasto Arrighe, con giocatori in gran parte esausti e demotivati) scaricarlo quando il giocattolo si era rotto.


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