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 Oggetto del messaggio: Re: Il Catenaccio: cosa ne pensate?
MessaggioInviato: lun 12 mag 2014, 6:23 
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LudwigvonFicker ha scritto:
Oldboy ha scritto:

noi non ci guardiamo le partite e sicuramente non le giochiamo perché abbiamo questo folle desiderio o proggetto di vedere un pallone oltrepassare una linea, ma perché vogliamo vedere il gioco nella sua ampiezza di tutti gli elementi.

Il regolamento – in quanto lettera - non si esprime su cosa è lo spirito del gioco, proprio perché è spirito e non lettera. I comportamenti dei giocatori sono mirati a „fare un gol in più del avversario“, giustissimo, ma il regolamento non dice nulla sui codici di sportività, di lealtà, di sensatezza etc.

Ripeto: Io sono tifoso di una squadra e voglio vederla vincere. Io capisco e non ho nessun problema con il catenaccio come mossa di gioco, il catenaccio come momento tattico. MA esiste un tipo di catenaccio - altri comportamenti - che sfidano il mio senso di ciò che è decente e ciò che non lo è. Io non voglio vincere se non merito la vittoria. Nella maggior parte delle situazioni la valutazione non è o bianco o nera ma quando ritengo una vittoria immeritata per me non è una vittoria, è un autentica umiliazione. Io preferisco perdere con i tedeschi che vincere immeritatamente. Non ri-conoscere il senso della parola "merito" per me è un sintomo di decadenza morale.


1) Tutto ciò che accade in campo ha il gol come fine.
Tutto ciò che fanno i giocatori ha lo scopo di fare - o evitare - la segnatura di una rete.

Il gol è lo scopo di tutti quei 22 che si affrontano sul terreno di gioco.
Certo che ci interessa vedere il gioco in tutto il suo svolgimento, e non solo il pallone che oltrepassa la linea di porta!...
Ma tutto avviene in funzione di quel fine.

La partita di calcio non è un'esibizione, e quindi lo scopo delle squadre non è soddisfare il nostro senso estetico.
(Anche se capisco che oggi questa possa sembrare una nozione quasi offensiva.)
E' una competizione, e quindi l'obiettivo da raggiungere è solo e soltanto vincere. Nel rispetto delle regole, certo.

2) Una vittoria "immeritata" è una contraddizione in termini, perché come diceva Franco Rossi l'unico "merito" è segnare un gol in più del tuo avversario.
(Purché l'incontro non sia falsato da errori arbitrali, s'intende.)

Non ha senso dire che una squadra avrebbe meritato di vincere perché ha attaccato di più, ha tirato di più in porta, insomma perché "ha giocato meglio".
Avrebbe senso se fosse una giuria a decidere il vincitore della contesa, sulla base di criteri estetici in buona parte soggettivi.
Come accade nella ginnastica artistica, ad esempio.

Ma il calcio non funziona in questo modo: l'unico giudice è il risultato finale.
E' un giudice che può sembrare spietato, o illogico, ma a ben vedere lo è molto meno di quanto non si pensi.

3) Le regole "non scritte" di cui parliamo tanto sono talmente soggettive che ogni addetto ai lavori, e ogni appassionato, le intende in modo diverso.
Per te è vergognoso vincere dopo essersi difesi a oltranza, per tantissimi altri no.

Ma gli esempi in merito sarebbero infiniti: nell'ultimo commento ho citato la discussione sul buttare fuori il pallone quando un avversario è a terra.
Capello la pensa in modo opposto a tanti altri, e il dibattito va avanti da diversi anni.
Le uniche regole oggettive sono come sempre quelle scritte, nero su bianco, nel regolamento.


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 Oggetto del messaggio: Re: Il Catenaccio: cosa ne pensate?
MessaggioInviato: lun 12 mag 2014, 7:31 
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Cita:
1) Tutto ciò che accade in campo ha il gol come fine.
Tutto ciò che fanno i giocatori ha lo scopo di fare - o evitare - la segnatura di una rete.


1) Tutto ciò che accade in campo ha il gol come fine, ma tutto ciò che accade, gol incluso si chiama: il gioco del calcio. Se tu per assurdo trovi un loophole non ancora coperto dalle regole e vinci con un semplice trucchetto e lo ripeti ad nauseam - come nel esempio del giocatore di basket russo per il quale hanno inventanto la regola dei 3 secondi - compi un atto in permesso dalle regole, ma non leale per chiunque che segue il calcio nella sua totalità. Un gioco monodimensionale (radiale eh, per intenderci ) è un elemento che distrugge una pratica perché riduce l'ampiezza di un gioco ad un suo singolo elemento. È immaginabile uno schacchista che vince la partita perché semplicemente aspetta finché il suo avversario si addormenta. Perfettamente lecito e perfettamente vigliacco e ultimativamente NON quello che non intendiamo quando parliamo di scacchi.

Cita:
Il gol è lo scopo di tutti quei 22 che si affrontano sul terreno di gioco.
Certo che ci interessa vedere il gioco in tutto il suo svolgimento, e non solo il pallone che oltrepassa la rete!...
Ma tutto avviene in funzione di quel fine.


Sì ma se per caso emerge un elemento che basta - uno solo - per svolgere questa funzionalità allora si distrugge il gioco nel suo insieme. Uno scenario del genere sarebbe catastrofico per il gioco del calcio. Perché? E perché si continua a perfezionare il gioco attraverso riforme del regolamento? Il regolamento si costituisce e muta secondo un idea di fondo della pratica chiamata calcio.

Cita:
La partita di calcio non è un'esibizione, e quindi lo scopo delle squadre non è soddisfare il nostro senso estetico.
(Anche se capisco che oggi questa possa sembrare una nozione quasi offensiva.)
E' una competizione, e quindi l'obiettivo da raggiungere è solo e soltanto vincere. Nel rispetto delle regole, certo.


Nessuno dice che il calcio sia un esibizione o che lo scopo ultimo sia quello di soddisfare il nostro senso estetico. A noi interessa anche molto la vittoria, certo, ma non al costo di far decadere la pratica calcio nella sua ampiezza; non al costo di rendere obsolete certi comportamenti al punto di deformare l'idea originaria di calcio.

Cita:
2) Una vittoria "immeritata" è una contraddizione in termini, perché come diceva Franco Rossi l'unico "merito" è segnare un gol in più del tuo avversario.
(Purché l'incontro non sia falsato da errori arbitrali, s'intende.)


Eh? Non c'è nessuna contradizione in termini... Misurare il merito con il regolamento è un errore di categoria. Le due nozioni appartengono a due prospettive diverse. Il regolamento regola semplicemente la legalità dei comportamenti. Il merito ha qualcosa a che fare con la tua condotta a prescindere dal regolamento.

Cita:
Non ha senso dire che una squadra avrebbe meritato di vincere perché ha attaccato di più, ha tirato di più in porta, insomma perché "ha giocato meglio".
Avrebbe senso se fosse una giuria a decidere il vincitore della contesa, sulla base di criteri estetici in buona parte soggettivi.
Come accade nella ginnastica artistica, ad esempio.


Non ha senso istaurare regole senza idea di come dovrebbe essere il prodotto finale, quindi senza avere uno "spirito del calcio" come preconcetto in testa secondo il quale modellare - con delle regole - il gioco. Avrebbe senso se il gol avrebbe uno scopo al di fuori del gioco, se l'efficienza fosse l'unico criterio, se ci fosse una statistica - dello stato - sui gol segnati e sarebbe in ogni caso meglio impiegare il meno mezzi possibili per ottere quel fine.
Se domani grazie ad una nuova generazione di mutanti avremo una squadra che riesce a trasportare il pallone in rete via telekinesi, metteremo una nuova regola, cioè quella che dice: ai mutanti non è consentito utilizzare la telekinesi durante una partita. Perché? Perché abbiamo una nozione di cosa è il calcio. Se tu agisci troppo in antitesi con questa idea di calcio e vinci i communi mortali dicono: abbiamo asistito al anti-calcio o un altra variante: è una vittoria immeritata.

Cita:
3) Le regole "non scritte" di cui parliamo tanto sono talmente soggettive che ogni addetto ai lavori, e ogni appassionato, le intende in modo diverso.
Per te è vergognoso vincere dopo essersi difesi a oltranza, per tantissimi altri no.


Tralasciando che quello che io dico è sta nelle nozioni di cui parliamo... Certo, ognuno la partita la vede e valuta come vuole. Il fatto che ognuno veda altre regole non-scritte, cioè che queste regole non scritte siano soggettive ( fino ad un certo punto (estremo)) non rende il fatto che questi punti di vista esistano "insensato". Il fatto che queste regole non scritte non siano oggettive nel senso che non siano regole scritte non è un argomento a sfavore delle regole non scritte. Vuol dire soltanto che non si è ancora capito cosa sono queste regole non-scritte. Ognuno guardando una partita la pensa come gli pare - ovvio e non potrebbe essere altrimenti - ma ciò non render il valutare oltre la valutazione secondo la regola un qualcosa di insensato. Prima c'è l'idea - poi c'è la regola per assicurare che quel idea venga rispettata.

Cita:
Ma gli esempi in merito sarebbero infiniti: nell'ultimo commento ho citato la discussione sul buttare fuori il pallone quando un avversario è a terra.


Sì ma sto esempio dice poco. Dice semplicemente che Capello crede di volere un calcio orientato puramente alle regole. Ma quelle regole chi le ha concepite? Dai, Capello sarà un buon allenatore e Di Natale un buon giocatore.. ma chissenefrega cosa abbiano da dire?

Cita:
Le uniche regole oggettive sono come sempre quelle scritte, nero su bianco, nel regolamento.


Certo, nessuno contesta questo fatto. Ti ricordo che sei tu a contestare la sensatezza della nozione di merito. Non io che cerco di istuarare "il merito" come regola oggettiva nel senso di un regolamento.


Ultima modifica di LudwigvonFicker il lun 12 mag 2014, 7:53, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Il Catenaccio: cosa ne pensate?
MessaggioInviato: lun 12 mag 2014, 7:44 
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E aggiungo: secondo il tuo concetto molto burocratico non potresti distinguere tra giocatori forti e giocatori non forti. Perché forte sarebbe soltanto chi è stato funzionale ad una vittoria. È funzionale qui significa: la semplice presenza nella squadra che ha vinto. Cioè la bravura di un giocatore sarebbe il numero di vittorie e nient' altro. Torricelli sarebbe più forte di Totti* perché - secondo le regole del calcio - ha vinto di più.
Totti gioca meglio? Ma giocare meglio non esiste, il calcio come idea non esiste. Esiste solo il calcio in quanto oggetto del regolamento. Quindi chiunque è stato in una squadra vincitrice è stato funzionale alla vittoria -secondo il solo criterio della funzionalità - e le vittorie si contano.
Spiegami perché Maradona* è piu forte di Torricelli secondo il tuo concetto puramente funzionalistico del calcio. Non puoi dire: Maradona è stato più importante al interno della sua squadra, perché l'importanza è solamente in funzione della vittoria - secondo la tua logica - quindi l'impotanza di Torricelli al interno della Juve è indiscernabile. Oggettivo però è: la Juve di Torricelli ha vinto.

*o chi per loro. (Credo tu abbia capito dove voglio arrivare)


Ultima modifica di LudwigvonFicker il lun 12 mag 2014, 7:48, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Il Catenaccio: cosa ne pensate?
MessaggioInviato: lun 12 mag 2014, 7:48 
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LudwigvonFicker ha scritto:
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1) Tutto ciò che accade in campo ha il gol come fine.
Tutto ciò che fanno i giocatori ha lo scopo di fare - o evitare - la segnatura di una rete.

1) Tutto ciò che accade in campo ha il gol come fine, ma tutto ciò che accade, gol incluso si chiama: il gioco del calcio. Se tu per assurdo trovi un loophole non ancora coperto dalle regole e vinci con un semplice trucchetto e lo ripeti ad nauseam - come nel esempio del giocatore di basket russo per il quale hanno inventanto la regola dei 3 secondi - compi un atto in permesso dalle regole, ma non leale per chiunque che segue il calcio nella sua totalità.
Cita:

Su questo posso concordare, ma di fatto non sei stato in grado di portare esempi concreti per quanto riguarda il calcio.

Esempi, dico, di comportamenti che pur regolari portano a vincere in maniera "immeritata".
Infatti non ne esistono, nella pratica, anche se è vero che in teoria potrebbero un giorno esistere.

(Giocatori dotati di telecinesi, come tu ipotizzi, o chissà quali altre distopie!... ;) Be', spero di non vederle mai.)
Al momento, quindi, questa tua obiezione ha un valore puramente astratto.

Così stando le cose, resto pienamente convinto della mia maniera di vedere il calcio.


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 Oggetto del messaggio: Re: Il Catenaccio: cosa ne pensate?
MessaggioInviato: lun 12 mag 2014, 7:55 
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LudwigvonFicker ha scritto:
E aggiungo: secondo il tuo concetto molto burocratico non potresti distinguere tra giocatori forti e giocatori non forti. Perché forte sarebbe soltanto chi è stato funzionale ad una vittoria. È funzionale qui significa: la semplice presenza nella squadra che ha vinto. Cioè la bravura di un giocatore sarebbe il numero di vittorie e nient' altro. Torricelli sarebbe più forte di Totti* perché - secondo le regole del calcio - ha vinto di più.

No, appunto perché il gol è il fine del gioco Totti sarebbe sempre e comunque al primo posto.
(Perché ne ha segnati e fatti segnare a valanghe.)

Inoltre, quando dico che non ha senso parlare di "meriti" mi riferisco alla singola partita.
Non a un'intera carriera, o anche solo a un campionato.

Forse non ero stato chiaro su questo punto, ma l'ho scritto più volte.
Se parliamo di una carriera, allora sì che il fattore fortuna entra pesantemente in gioco.
(Perché ci vuole fortuna per giocare in determinate squadre e non in altre, ad esempio.)

In quel caso sì che ha senso dire che un giocatore "avrebbe meritato" di più.
Gli esempi sarebbero millanta: da Antognoni a Baggio ecc.


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 Oggetto del messaggio: Re: Il Catenaccio: cosa ne pensate?
MessaggioInviato: lun 12 mag 2014, 8:02 
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Oldboy, ti risponderò più tardi. Ora devo partire. Per la cronaca: non ho mai parlato di fortuna; non c'entra con il mio punto.
Cmq ti riponderò più tardi. Un saluto.


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 Oggetto del messaggio: Re: Il Catenaccio: cosa ne pensate?
MessaggioInviato: lun 12 mag 2014, 11:15 
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Posto che secondo me siamo andati un po' fuori tema, sono d'accordo con quasi tutto quello che ha detto Oldboy. Su una cosa non sono d'accordo, che nel calcio non esista la fortuna. Ti cito un esempio pratico, che è mi è successo ieri giocando a FIFA 14:

Sto facendo una carriera come allenatore del Real Madrid, mi gioco il campionato a 7 giornate dalla fine in casa contro il Rayo Vallecano. Sono a 2 punti dall'Atlético che conduce la classifica con una partita in più. Quindi se vinco sono davanti. Parto forte, al settimo minuto crosso in mezzo, Kagawa controlla, tira e la palla si stampa sul palo, la prende Ronaldo a 1 metro dalla porta con il portiere quasi fuori causa, la palla sbatte ancora sul palo, si forma una mischia sotto porta con Kagawa contro due difensori del Vallecano mentre il portiere è giù e non può intervenire, Kagawa li anticipa e la palla finisce sul palo dove un difensore la butta via alla "viva il parroco!", fanno il contropiede, cross in area, colpo di testa dell'attaccante, palla sulla traversa, gli torna in testa ed entra dentro.

Poi va beh, ho vinto 2-1, ma ho rischiato di perdere il titolo, se non vinco la partita sono dietro e tutta la stagione se ne va a farsi friggere (beh non proprio, in seguito il campionato l'ho perso comunque ma devo giocare la finale di Coppa del Re e sono anche in finale di Champions, però ho perso un titolo)

Questa è incontrovertibilmente fortuna, perchè è vero che i pali sono tiri sbagliati di poco, ma proprio per questo, conoscendo le caratteristiche tecniche dei giocatori implicati nell'azione, tu sai che quella statisticamente è l'unica volta su 100 che possono fare un errore del genere, le altre 99 volte la metteranno dentro e la partita finisce in ghiaccio. Questa è fortuna, perchè se rigioco 99 volte la partita, la palla entra tutte e 99, così che questa partita, se la vince il Vallecano, non ha alcun merito tecnico, vince la partita perchè aiutato da eventi casuali favorevoli. E' così che a volte squadre piccole si ritrovano perfino ad alzare trofei (soprattutto nelle coppe dove la singola partita può contare più del percorso generale) e infatti quasi sempre si tratta solo di un exploit di un anno che non si ripeterà mai più nella storia, nemmeno per sbaglio


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Non mi ricordo chi disse "il risultato è casuale, la prestazione no", quindi non sono d'accordo quando si dice che ha + senso parlare di fortuna nel lungo termine piuttosto che nella singola partita.. semmai è il contrario: una partita la puoi giocare bene e cmq perdere x episodi + o meno contrari, ma se nell'arco di una stagione ti mantieni + volte sugli stessi livelli di gioco alla fine qualcosa lo ottieni.


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Dai, se ieri Brienza colpiva la palla mezzo centimetro più in là, o anche meno, col cavolo che il pallone entrava.
E non tentate di farmi credere che abbia deciso il punto in cui colpirla con una precisione di millimetri, su.


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Posto che secondo me siamo andati un po' fuori tema, sono d'accordo con quasi tutto quello che ha detto Oldboy. Su una cosa non sono d'accordo, che nel calcio non esista la fortuna. Ti cito un esempio pratico, che è mi è successo ieri giocando a FIFA 14:

Sto facendo una carriera come allenatore del Real Madrid, mi gioco il campionato a 7 giornate dalla fine in casa contro il Rayo Vallecano. Sono a 2 punti dall'Atlético che conduce la classifica con una partita in più. Quindi se vinco sono davanti. Parto forte, al settimo minuto crosso in mezzo, Kagawa controlla, tira e la palla si stampa sul palo, la prende Ronaldo a 1 metro dalla porta con il portiere quasi fuori causa, la palla sbatte ancora sul palo, si forma una mischia sotto porta con Kagawa contro due difensori del Vallecano mentre il portiere è giù e non può intervenire, Kagawa li anticipa e la palla finisce sul palo dove un difensore la butta via alla "viva il parroco!", fanno il contropiede, cross in area, colpo di testa dell'attaccante, palla sulla traversa, gli torna in testa ed entra dentro.

Poi va beh, ho vinto 2-1, ma ho rischiato di perdere il titolo, se non vinco la partita sono dietro e tutta la stagione se ne va a farsi friggere (beh non proprio, in seguito il campionato l'ho perso comunque ma devo giocare la finale di Coppa del Re e sono anche in finale di Champions, però ho perso un titolo)

Questa è incontrovertibilmente fortuna, perchè è vero che i pali sono tiri sbagliati di poco, ma proprio per questo, conoscendo le caratteristiche tecniche dei giocatori implicati nell'azione, tu sai che quella statisticamente è l'unica volta su 100 che possono fare un errore del genere, le altre 99 volte la metteranno dentro e la partita finisce in ghiaccio. Questa è fortuna, perchè se rigioco 99 volte la partita, la palla entra tutte e 99, così che questa partita, se la vince il Vallecano, non ha alcun merito tecnico, vince la partita perchè aiutato da eventi casuali favorevoli. E' così che a volte squadre piccole si ritrovano perfino ad alzare trofei (soprattutto nelle coppe dove la singola partita può contare più del percorso generale) e infatti quasi sempre si tratta solo di un exploit di un anno che non si ripeterà mai più nella storia, nemmeno per sbaglio


sono d'accordo col concetto , ma fifa ha un evidente meccanismo per bilanciare ed indirizzare la partite (momentun , scripting , difficoltà dinamica , chiamatela come vi pare) certe volte ti aiuta e certe volte hai perso prima di iniziare
e non lo dico perchè rosico dato che ho uno score in stagioni online che fa paura , magari in fifa il caso fosse davvero random


Ultima modifica di JC il lun 12 mag 2014, 11:25, modificato 1 volta in totale.

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