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 Oggetto del messaggio: Re: Calcio Anni 80 Vs Calcio di oggi.
MessaggioInviato: gio 28 nov 2013, 18:07 
Il calcio del passato si può studiare e anche apprezzare, e conoscere entro certi limiti, ma naturalmente è tutto viziato da: attendibilità fonti; parzialità filmati, video etc.. che possono dire poco nulla.


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 Oggetto del messaggio: Re: Calcio Anni 80 Vs Calcio di oggi.
MessaggioInviato: gio 28 nov 2013, 18:36 
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noodles ha scritto:

ci saranno le cronache, gli articoli, sì. Ma quanto sono attendibili? Quanto ne capiva un giornalista degli anni Quaranta, che per ovvi motivi logistici non poteva vedere che una manciata di partite all'anno, e che certo non sapeva nulla (se non per sentito dire) di quel che accadeva nei campionati stranieri? A parità di competenza "naturale", diciamo così, un ventenne di oggi ha visto centinaia di partite in più di un Gianni Brera negli anni Sessanta, ed è molto probabile che ne se ne intenda di più.


Se hai letto Storia Critica del Calcio Italiano di Brera troverai una risposta al tuo quesito....


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 Oggetto del messaggio: Re: Calcio Anni 80 Vs Calcio di oggi.
MessaggioInviato: gio 28 nov 2013, 18:43 
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non l'ho letto, cosa dice?


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 Oggetto del messaggio: Re: Calcio Anni 80 Vs Calcio di oggi.
MessaggioInviato: gio 28 nov 2013, 18:55 
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noodles ha scritto:
non l'ho letto, cosa dice?


Che all'epoca esistevano due categorie di giornalisti:
- Coloro che sapevano scrivere, ispirandosi spesso ad una prosa dannunziana, ma che non capivano un tubo di calcio non avendolo mai praticato (penso a Roghi)
- Coloro che ne capivano (spesso ex praticanti) ma che si dedicavano alla professione più per diletto e che avevano uno stile di scrittura molto approssimativo

Tieni inoltre conto, soprattutto in epoca fascista, alla propaganda invadente che era considerata più importante dell'analisi tecnico-tattica...Lo stesso Carosio non sfuggiva a questa regola.


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 Oggetto del messaggio: Re: Calcio Anni 80 Vs Calcio di oggi.
MessaggioInviato: gio 28 nov 2013, 19:03 
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noodles ha scritto:
io sono d'accordo con Hades quasi su tutto.

in linea di massima il calcio può essere studiato come ogni altra cosa, ma da un punto di vista nozionistico e statistico. Per molte altre cose, invece, la faccenda si complica per un motivo molto semplice: soprattutto per ciò che riguarda l'epoca pre-televisiva (ma anche pre-internet), la documentazione è lacunosa, scarsa o pressoché inesistente. Quante partite intere si possono recuperare di Pelé con la maglia del Santos? E di Valentino Mazzola? Qualcuno di voi ha mai visto il gol di Ghiggia al Maracanà da un'angolazione decente? Ci fu un errore della difesa? Magari un fuorigioco non segnalato? E chi lo sa?


Io ritengo che un giocatore possa essere valutato al 100% solo in presa diretta. E intendo allo stadio, ossia dal vivo.
Già vederlo in tv la percentuale si abbassa un poco, diciamo che un giocatore è valutabile tra il 95 e il 100%.
Sui giocatori che non abbiamo visto, ma che è possibile riguardare attraverso filmati vecchi di partite intere (ne esistono in rete da Inghilterra-Ungheria del 53, che è la prima, in poi) è possibile dare giudizi sommari, però validi perché non è che quei video siano inventati. Poi mancano tutta una serie di parametri, già riscontrabili in real-time in tv, ma che sul dailymotion, lo youtube, gli archivi Rai o Eurosport di turno, vengono ulteriormente amplificati (tipo la fase di non possesso palla). Diciamo che in questo caso, un giocatore può essere valutato (se il filmato è buono) su una forbice tra il 50,60 e l'80%, via.
Sui giocatori pre-televisivi è impossibile valutarli per la forza, ma è possibile avere un'idea (un'idea, il che non significa avere certezze) sulla grandezza storica.
Tendenzialmente, comunque, secondo me ognuno di noi, per giudicare un calciatore che non ha visto, parte da una simpatia personale che può essere poi surrogata o smentita dalla presa diretta (video, letture eccetera).

noodles ha scritto:
ci saranno le cronache, gli articoli, sì. Ma quanto sono attendibili? Quanto ne capiva un giornalista degli anni Quaranta, che per ovvi motivi logistici non poteva vedere che una manciata di partite all'anno, e che certo non sapeva nulla (se non per sentito dire) di quel che accadeva nei campionati stranieri? A parità di competenza "naturale", diciamo così, un ventenne di oggi ha visto centinaia di partite in più di un Gianni Brera negli anni Sessanta, ed è molto probabile che ne se ne intenda di più.

ora, è vero, la documentazione è scarsa anche per ciò che riguarda la storia egizia, e questo certo non ferma gli egittologi. Ma, a quanto ne so io, gli egittologi non hanno la tendenza a voler classificare qualitativamente la politica estera dei faraoni della XII dinastia, né si scannano su chi è stato inequivocabilmente meglio come semidio tra Merenptha e Thutmose III :asd


Allora, su due punti sono d'accordo con te e su un altro meno.
Dove sono d'accordo è:
1) è vero, gli storici si limitano a riportare fatti e non classificano. Infatti, stilare classifiche tra epoche diverse, come dico sempre, è una #@*§ che va bene solo per animare discussioni. Purtroppo, le classifiche però sono il sale dei dibattiti da sempre. Forse è l'essere umano a essere fatto male.

2) un giornalista di un tempo forse aveva meno possibilità di vedere dal vivo una partita rispetto a un 20enne di oggi, che ha mezzi come tv, internet a tutte le ore, ma questo non significa che il 20enne ne capisca di più, anzi. E qui mi lego al punto dove non sono molto d'accordo con quello che sostieni.
Un giornalista di un tempo aveva basi tendenzialmente più valide per giudicare, c'era una selezione più accurata anche in quell'ambito, il giornalista di turno capiva davvero di cosa stava scrivendo, conosceva di più il calcio. Oggi invece ritengo che venga privilegiata la quantità alla qualità, c'è una mancanza aberrante di cultura sportiva anche tra gli addetti ai lavori. Se un giornalista sportivo vuole fare bene il proprio mestiere, non può secondo me non sapere cosa sia stato il Metodo, chi sia stato Giuseppe Meazza o in cosa il Grande Torino possa essere ritenuto innovativo per l'evoluzione del calcio italiano ecc.

Conoscere queste cose può aiutare a comprendere meglio anche il calcio del presente. Se non conosco la storia dell'Ajax e di Rinus Michels, non potrò capire fino in fondo nemmeno il Barcellona di Guardiola. Invece, molti degli addetti ai lavori (parliamo di quelli, no?) parlano il più delle volte senza sapere cosa ci sia stato prima. Io non posso comunque valutare un fatto, se lo voglio valutare completamente, se non so quello che c'è stato prima, se non so che cosa può aver portato a quel fatto. Quindi informarsi sul passato è fondamentale, anche nel calcio, se si vuole davvero parlare di calcio. E non è informarsi per fare classifiche, quello chissenefrega, non è quello l'obiettivo. E' informarsi perché così potrò avere una cultura più ampia, potrò capire il presente in modo più completo.

Il mestiere è cambiato comunque. Il giornalista ai tempi di Brera era l'unico mezzo che un tifoso o un appassionato a casa aveva per sapere quanto un giocatore o una squadra fossero bravi o per sapere la cronaca di un evento sportivo.

Oggi tutti possono avere miliardi di informazioni su tutto e tutti. Ecco perché, secondo me, ci sarebbe a maggior ragione bisogno di addetti ai lavori capaci di guidare in qualche modo il semplice tifoso ad analisi più approfondite, a capire come sia arrivati a concepire una squadra o un movimento calcistico. Quindi oggi è secondo me ancora più importante recuperare il passato e portarlo a conoscenza.


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 Oggetto del messaggio: Calcio Anni 80 Vs Calcio di oggi.
MessaggioInviato: gio 28 nov 2013, 19:05 
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ciccio graziani ha scritto:
noodles ha scritto:
non l'ho letto, cosa dice?


Che all'epoca esistevano due categorie di giornalisti:
- Coloro che sapevano scrivere, ispirandosi spesso ad una prosa dannunziana, ma che non capivano un tubo di calcio non avendolo mai praticato (penso a Roghi)
- Coloro che ne capivano (spesso ex praticanti) ma che si dedicavano alla professione più per diletto e che avevano uno stile di scrittura molto approssimativo

Tieni inoltre conto, soprattutto in epoca fascista, alla propaganda invadente che era considerata più importante dell'analisi tecnico-tattica...Lo stesso Carosio non sfuggiva a questa regola.


ah ecco, molto interessante. Però in qualche modo conferma quel che stavo dicendo.

una precisazione: non sto sostenendo che non si possa/debba analizzare il calcio del passato, anzi. L'aspetto nozionistico, statistico e perfino romanzesco (che è forse la parte più bella) sono assolutamente tracciabili. Dico solo che, per questioni tecniche, più indietro si va nel tempo, meno solide sono le fonti, più imprecise sono le ricostruzioni. Vale per il calcio come per il resto. Per cui, ecco, se tenessimo presente questo, si eviterebbero le nostre amate risse verbali tra passatisti, presentisti e futuristi :sisi


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 Oggetto del messaggio: Re: Calcio Anni 80 Vs Calcio di oggi.
MessaggioInviato: gio 28 nov 2013, 19:21 
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noodles ha scritto:
ciccio graziani ha scritto:
noodles ha scritto:
non l'ho letto, cosa dice?


Che all'epoca esistevano due categorie di giornalisti:
- Coloro che sapevano scrivere, ispirandosi spesso ad una prosa dannunziana, ma che non capivano un tubo di calcio non avendolo mai praticato (penso a Roghi)
- Coloro che ne capivano (spesso ex praticanti) ma che si dedicavano alla professione più per diletto e che avevano uno stile di scrittura molto approssimativo

Tieni inoltre conto, soprattutto in epoca fascista, alla propaganda invadente che era considerata più importante dell'analisi tecnico-tattica...Lo stesso Carosio non sfuggiva a questa regola.


ah ecco, molto interessante. Però in qualche modo conferma quel che stavo dicendo.

una precisazione: non sto sostenendo che non si possa/debba analizzare il calcio del passato, anzi. L'aspetto nozionistico, statistico e perfino romanzesco (che è forse la parte più bella) sono assolutamente tracciabili. Dico solo che, per questioni tecniche, più indietro si va nel tempo, meno solide sono le fonti, più imprecise sono le ricostruzioni. Vale per il calcio come per il resto. Per cui, ecco, se tenessimo presente questo, si eviterebbero le nostre amate risse verbali tra passatisti, presentisti e futuristi :sisi


Questo sicuro, però ci sono sempre le testimonianze di compagni di squadra, allenatori, amici, parenti, conoscenti che aiutano a dare un'idea su quali caratteristiche poteva avere un determinato giocatore... del resto anche con la stampa di oggi (secondo molti Messi o Guardola sono i migliore di sempre ecc.) seguendola tutta si rischia di beccare cantonate....


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 Oggetto del messaggio: Re: Calcio Anni 80 Vs Calcio di oggi.
MessaggioInviato: gio 28 nov 2013, 19:33 
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Marco Bode ha scritto:
Un giornalista di un tempo aveva basi tendenzialmente più valide per giudicare, c'era una selezione più accurata anche in quell'ambito, il giornalista di turno capiva davvero di cosa stava scrivendo, conosceva di più il calcio. Oggi invece ritengo che venga privilegiata la quantità alla qualità, c'è una mancanza aberrante di cultura sportiva anche tra gli addetti ai lavori. Se un giornalista sportivo vuole fare bene il proprio mestiere, non può secondo me non sapere cosa sia stato il Metodo, chi sia stato Giuseppe Meazza o in cosa il Grande Torino possa essere ritenuto innovativo per l'evoluzione del calcio italiano ecc.

Conoscere queste cose può aiutare a comprendere meglio anche il calcio del presente. Se non conosco la storia dell'Ajax e di Rinus Michels, non potrò capire fino in fondo nemmeno il Barcellona di Guardiola. Invece, molti degli addetti ai lavori (parliamo di quelli, no?) parlano il più delle volte senza sapere cosa ci sia stato prima. Io non posso comunque valutare un fatto, se lo voglio valutare completamente, se non so quello che c'è stato prima, se non so che cosa può aver portato a quel fatto. Quindi informarsi sul passato è fondamentale, anche nel calcio, se si vuole davvero parlare di calcio. E non è informarsi per fare classifiche, quello chissenefrega, non è quello l'obiettivo. E' informarsi perché così potrò avere una cultura più ampia, potrò capire il presente in modo più completo.

Il mestiere è cambiato comunque. Il giornalista ai tempi di Brera era l'unico mezzo che un tifoso o un appassionato a casa aveva per sapere quanto un giocatore o una squadra fossero bravi o per sapere la cronaca di un evento sportivo.

Oggi tutti possono avere miliardi di informazioni su tutto e tutti. Ecco perché, secondo me, ci sarebbe a maggior ragione bisogno di addetti ai lavori capaci di guidare in qualche modo il semplice tifoso ad analisi più approfondite, a capire come sia arrivati a concepire una squadra o un movimento calcistico. Quindi oggi è secondo me ancora più importante recuperare il passato e portarlo a conoscenza.


non conosco i criteri di selezione naturalgiornalistica del passato, per cui non saprei dire. Di sicuro oggi non ce n'è alcuno, siamo alla giungla più completa :asd Per cui sì, è improbabile che in passato fosse peggio di com'è adesso.

però il mestiere è cambiato totalmente, perché è cambiato il modo di fruizione del calcio, sono cambiati i media, sono cambiate le necessità. Cronaca, interviste, opinioni, sono ormai quasi totalmente delegati alla diretta TV. Non serve scrivere bene, non serve analizzare, quasi non serve nemmeno capirne, serve dare quelle pochissime informazioni che sfuggono alla copertura televisiva: cioè, perlopiù, pettegolezzo o giù di lì.

probabilmente, come peraltro sostengo da un po' di tempo coi colleghi, siamo arrivati al punto che chi lavora nell'informazione sportiva dovrebbe smetterla di usurpare il titolo di "giornalista".


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MessaggioInviato: ven 29 nov 2013, 0:17 
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comunque giusto per specificare, ovviamente non intendo che le cose non si possano studiare eh :grin

il succo del discorso è che se ci si vuole affidare solo alle proprie impressioni è matematico trovarsi con una gamma di conoscenze enormemente superiori quando si parla di giocatori che si sono "vissuti" rispetto a quelli che si sono, diciamo così "appresi".

e concordo al mille per mille (cosa che a volte passa molto inosservata) con marco bode quando parla di giocatori visti dal vivo.

anzi io sono anche un pò più "netto" su questa cosa, perchè ritengo che per valutare a 360 gradi sia quasi d'obbligo vedere i giocatori allo stadio. se uno ha una conoscenza discreta del gioco del calcio, lo stadio è l'unica visuale che ti permette di apprezzare veramente ogni più piccolo movimento.

da qui direi che stando alle percentuali io do: 100 x 100 allo stadio

dall' 80 al 90 x 100 (massimo) alla tv.

e lo dico contro "il mio interesse" perchè ammetto candidamente che non sono un abbonato.

vado allo stadio, ma scelgo sempre cosa vedere, per interesse personale o altro.

infatti ci sono anche di oggi giocatori che mi piacerebbe un sacco poter vedere dal vivo.

poi ovvio non è manco il caso di entrare in un ottica così "chiusa", non voglio mica dire che se non hai visto uno allo stadio allora non lo si può giudicare :grin tutt'altro... si può comunque arrivare ad una buonissima consapevolezza ci cosa si parla anche senza.

quello che mi blocca parecchio sui grandi del passato è che difficilmente ho potuto ammirare una (o magari una serie, che ci può essere stata) di partire dove han fatto "schifino" :grin

la gran parte delle cose che arriva a noi è stando larghi al 80 x 100 il "bello".. del brutto c'è pochino.

ad esempio sono straconvinto che tra 40 anni messi sarà ricordato come un fenomeno assoluto (non che sia scarso eh :grin ) per quello che "arriverà".


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 Oggetto del messaggio: Re: Calcio Anni 80 Vs Calcio di oggi.
MessaggioInviato: ven 29 nov 2013, 0:38 
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Hades ha scritto:
quello che mi blocca parecchio sui grandi del passato è che difficilmente ho potuto ammirare una (o magari una serie, che ci può essere stata) di partire dove han fatto "schifino" :grin

la gran parte delle cose che arriva a noi è stando larghi al 80 x 100 il "bello".. del brutto c'è pochino.

ad esempio sono straconvinto che tra 40 anni messi sarà ricordato come un fenomeno assoluto (non che sia scarso eh :grin ) per quello che "arriverà".

Non credo, essendoci mezzi di informazione molto + vasti rispetto al passato tra 40 anni si potrà usufruire di documentazioni su giocatori come Messi o come Cristiano Ronaldo molto + complete. Per dire, credo che tra Youtube o partite registrate da qualcuno si possa riuscire a vedere anche prestazioni negative da parte di Maradona o di Van Basten.
Su calciatori di un passato un pò + remoto, penso a Pelè o a Di Stefano, è effettivamente un pò + difficile reperire qualcosa di un pò meno noto rispetto alle storiche partite che li hanno portati alla gloria e che conosciamo un pò tutti.. servirebbe la De Lorean di Doc :sisi


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