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Appunto, i trascinatori del Chelsea - ancor più di Drogba - sono sempre stati Terry e Lampard, stesso discorso vale per il Liverpool con Carragher e Gerrard (e qualche anno prima Owen, Fowler, McManaman, Redknapp). Pe non parlare dello United: Giggs (inglese di fatto), Scholes, Beckham, Gary Neville, Rio Ferdinand, Rooney, Andy Cole, etc. E anche l'Arsenal dei bei tempi andati poteva comunque contare su Seaman, Campbell, Ashley Cole, Parlour... Ora bene o male ha Gibbs, Wilshere, Walcott e Oxlade-Chamberlain più il gallese Ramsey. Giusto il City non ha giocatori inglesi chiave nel suo XI di partenza (escluso Hart, che alterna però con troppa frequenza miracoli a papere).


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Giggs (inglese di fatto)

Toh, e io che ero convinto fosse il giocatore più rappresentativo della storia del Galles.


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MessaggioInviato: ven 22 mar 2013, 17:07 
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Reg. il: gio 6 lug 2006,
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Beh per la PL non è considerato un giocatore straniero, com'è giusto che sia, sempre di britannici si tratta. E poi parliamo di un giocatore che è cresciuto in Inghilterra, che ha giocato nelle nazionali giovanili inglesi e che ha dedicato l'intera sua carriera a un unico club, inglese... I motivi per cui scelse di giocare per il Galles, cambiando il proprio cognome (prima era Wilson), li conosciamo tutti ;)


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MessaggioInviato: ven 22 mar 2013, 17:19 
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Reg. il: lun 27 ago 2007
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Forse sono io che vedo la questione in maniera restrittiva.
Il mio punto di vista è il seguente:
- a livello di club, le squadre inglesi sono storicamente tra le più forti d'Europa, e lo stesso ragionamento vale per il loro campionato che è storicamente uno di quelli di livello più alto. Ovviamente ci sono periodi in cui è più in forma, altri in cui è più in calo, così come per gli altri tre campionati maggiori (Spagna, Italia e Germania)
- a livello di nazionale, la nazionale inglese ha fatto la storia del calcio, diciamo fino all'inizio del regno di Elisabetta II, anno più, anno meno. Negli ultimi vent'anni è stata una nazionale di secondo piano, almeno una decina di nazionali (solo per rimanere in Europa) hanno raggiunto picchi più alti nell'ultimo ventennio. Nonostante ciò, viene sempre considerata tra i favoriti in ogni manifestazione, a mio parere in maniera inspiegabile.
- nello stesso periodo di tempo, di giocatori inglesi buoni/ottimi ce ne sono stati tanti, di campioni assoluti pochissimi, si contano sulle dita di una mano.
- la maggioranza (non tutti) dei successi delle squadre inglesi in campo internazionale è dovuto in maniera preponderante a giocatori non inglesi
- gli allenatori inglesi sono praticamente inesistenti
- unendo tutto ciò, dico: i giocatori inglesi sono sopravvalutati


Aggiungo che Giggs è gallese, non inglese. Gioca per la nazionale del Galles, ha rifiutato quella dell'Inghilterra, e alle olimpiadi ha causato scandalo perché non ha cantato l'inno inglese della nazionale britannica.
Se poi volete considerarlo inglese fate pure, ma avete oggettivamente torto.


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MessaggioInviato: ven 22 mar 2013, 20:18 
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Alcuni giocatori inglesi sono validi se inseriti in un telaio di giocatori stranieri, a maggior ragione se allenati da uno straniero che possa loro inculcare un modo di giocare diverso da quello fallimentare e fallace che gli viene insegnato nelle scuole calcio inglesi.
Gerrard prima di essere allenato da Benitez era il classico medianaccio inglese, fu Rafa a farlo esplodere facendolo diventare un centrocampista completo.

Perchè le big inglesi sono per la maggior parte composte da giocatori stranieri e allenate da stranieri? Perchè le scuole calcio inglesi sono mediocri, fallimentari e obsolete e producono per la stragrande maggioranza giocatori mediocri.


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MessaggioInviato: ven 22 mar 2013, 21:25 
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Kerzhakov91 ha scritto:
Infatti, su Forum-Calcio avviene semmai il contrario, è bistrattato all'ennesima potenza :asd

Nba del calcio e David Luiz Beckenbauer l'ho sentito solo qua :lol


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Doni parole sacrosante le tue, molti confondono la Premier League con il calcio inglese. In Premeir League solo il 30% dei giocatori sono inglesi. Poi i club inglesi hanno sempre costruito la loro fortuna sui britannici più che sugli inglesi. E poi se guardate nell'era pre-Premeir League tutti i trionfi inglesi in Coppa Campioni si sono concentrati nel periodo 1975-85, cioè gli anni dove in Europa andava di moda un calcio molto collettivizzato (se pensate che negli anni 70 il numero dieci della Juve era Romeo Benetti...), l'unica eccezione può essere rappresentata dal Manchester che vinse nel 1968.

La scuola calcistica inglese è attualmente la più arretrata d'Europa, non hanno accademie, un centro in stile Coverciano dove si sfornano allenatori, non hanno delle idee di calcio che non sia diversa dal "corri corri corri e ancora corri"

Inoltre, questo è un difetto storico che ha lontane radici, nella tradizione del calcio danubiano/sudamericano/europeo continentale l'allenatore faceva molto lavoro di campo, l'allenatore spesso si spogliava assieme ai suoi giocatori, dirigeva di persona gli allenamenti in campo e le sedute tattiche... in Inghilterra invece c'è sempre stata la figura del manager che faceva pochissimo lavoro di campo, vestiva sempre in giacca e cravatta e si limitava a gestire (il verbo manage indica proprio questo) il gruppo delegando il lavoro tattico e gli allenamenti sul campo a figure di secondo piano...

Questi difetti ereditati dal passato uniti alla solita mentalità isolazionistica, presuntuosa e altezzosa tipicamente british hanno creato quello che ammiriamo oggi, un movimento calcistico morto che da pochi segnali di vita.


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concordo sul fatto che le scuole-calcio inglesi (la maggior parte credo) siano arretrate e ancorate al vecchio calcio muscolare dove è più importante quanto sei grosso di quanto sei bravo coi piedi...cioè in effetti il tipo del "piccoletto trequartista" da loro non esiste,secondo me se sei gracile di corporatura in inghilterra rischi di essere scartato...scholes e wilshere sono le uniche eccezioni mi pare
se non sei grosso,almeno devi essere veloce come una scheggia,infatti se andiamo a vedere i migliori inglesi di solito sono o mediani o laterali

fa un po' ridere il fatto che negli ultimi anni le scuole-calcio italiane abbiano fatto il percorso inverso,per anni sono state impostate sul saper difendere e sulla tecnica e invece ultimamente ho letto molti lamentarsi del fatto che gli allenatori delle giovanili abbiano dato la priorità alla stazza fisica e all'atletismo

comunque è tutta una questione di gusti,il mio calciatore preferito è el tractor e in ogni caso mi piace molto quella tipologia di giocatore a prescindere dalla nazionalità


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MessaggioInviato: dom 24 mar 2013, 4:21 
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Reg. il: gio 22 nov 2012
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il calcio inglese qualche anno fa era al top... ma sono due anni buoni che è in regressione.

tra soldi spesi male e quant'altro stanno andando avanti solo a #@*§.. l'anno scorso il chelsea quest'anno l'europa league,

ma nel complesso il livello è calato parecchio.

io non so se OGGI la premier è superiore alla serie A.


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MessaggioInviato: gio 12 dic 2013, 13:25 
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Riesumo questo vecchio tread aperto dal sottoscritto inserendo una chicca firmata Hugo Miesl, l'inventore del calcio totale (ai suoi tempi la sua tattica veniva chiamata "vortice") che in uno scritto del 1935 spara a zero su Chapman ed il calcio d'oltremanica in generale:

«L'avvenire appartiene alla combinazione fluente ed al giuoco veloce. Il nostro calcio non deve diventare un giuoco di rapida corsa con il pallone, per quanto attraente possa parere: non un giuoco alla Arsenal, incurante di stile e di scuola. Il nostro giuoco non deve basarsi per l'80 per cento sul caso e per il 20 per cento sui fatti coscientemente voluti, ma, al contrario, per l'80 per cento su quelli e per il 20 per cento su quello. Noi dobbiamo conservare la nostra "combinazione", che è superirore per estro e per stile a quella inglese, perché la nostra obbedisce a una volontà direttiva e non dipende dalla foga dei giocatori, dalla debolezza della difesa avversaria, da tiri potenti ma casuali. Per noi continentali il Metodo è il giuoco di gran lunga più conveniente e più efficace è quello consistente nel creare sicure occasioni dì segnare attraverso combinazioni precise, intelligenti, abilmente intessute, scientemente elaborate, distìnte dalle "sciabolate " tirate a casaccio. Così non si perde di vista lo scopo principale di ogni partita di calcio, che è quello di dare un vincitore e un vinto: ma nello stesso tempo si arricchisce il giuoco di quella bellezza tecnica e di quel contenuto artistico che soddisfano ed addirittura entusiasmano lo spettatore. Però la nostra "combinazione", che possiede estro, anima e sostanza, deve essere eseguita con maggiore velocità e decisione che non attualmente perchè possa diventare efficace e redditìzia al massimo grado. I terzini, i mediani egli avanti dovranno abituarsi, naturalmente tenendo in considerazione il giuoco degli avversari, a passare la palla immediatamente a volo, o con la maggiore rapidità possibile, ma sempre con precisione, ai compagni meglio piazzati, specialmente a quelli che stanno per scattare».


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