accursio ha scritto:
Rocco fece acquistare anche Cudicini e Malatrasi elementi che venivano dati da tutti per bolliti salvo poi essere pilastri fondamentali per il mini ciclo rossonero.
Vero, il Milan era con le casse vuote e in piena crisi societaria (era stato nominato Carraro jr., alla sua prima di una lunghissima serie di poltrone e poltroncine), così si decise per un mercato al risparmio a cominciare dal ritorno di Nereo Rocco dal Torino in panchina. Questi, ordinò di investire i pochi denari nell'acquisto di Hamrin, che aveva chiuso il suo lungo ciclo fiorentino, per il resto fece ritornare dal Savona il giovane Prati, che avrebbe conferito più peso all'attacco, troppo Sormani-dipendente e azzeccò le scommesse Cudicini per la porta (riserva di Brotto a Brescia) e Malatrasi per il ruolo di libero (retrocesso con il Lecco).
La chiave della svolta fu però soprattutto tattica: non avendo in rosa una mezzala di spessore, Rocco si inventò in quel ruolo Lodetti, che agiva di fianco a Trapattoni e dietro a Rivera, che fu sgravato da compiti difensivi. Con un mediano di sostanza in più a centrocampo, quel Milan poteva permettersi di tenere ben tre attaccanti puri e una mezzapunta nella metà campo avversaria. La tattica di gioco era semplice, ma allo stesso tempo geniale e redditizia: aspettare gli avversari nella propria metà campo con sei giocatori addetti al recupero della sfera e poi, una volta in possesso palla, infilare gli avversari grazie al "forcone" offensivo. Non è un caso, che con una formazione così poco equilibrata, senza praticamente centrocampo, quel Milan vinse lo scudetto con punteggi piuttosto elevati (3-1, 4-2, ecc.).