GLENN MILLER ha scritto:
Vediamo cosa certamente NON è corretto:
1° Di Stefano primo. Certamente primi sono Maradona e Pelè. Poi viene Alfredo. Facciamo, quando vuoi, un sondaggio, attraverso tutti i canali di comunicazione, e chiedendo a tutti: tifosi, giornalisti, ct e allenatori ( attuali, ed ex) ,etc.. vediamo le percentuali.
2° Scarone e Schiaffino sopra Crujff. Ma assolutamente e certamente no. Crujff è tra i primi 5 di tutti i tempi. Come mettere avanti loro 2 dinnanzi al Pelè Bianco?? Mah.
3° Zidane al 13° posto?? Non sta nè in cielo nè in terra..Eresia. Assoluta, s epensiamo che.....
4°.....Garrincha gli arriva dietro!!!
Questi, gli errori gravi..da matita blu..
Glenn, forse non hai letto la mia premessa...il calcio non è una scienza esatta...ho detto prima che è impossibile stabilire con certezza una classifica tra i migliori di sempre perché è impossibile paragonare calciatori di epoche diverse...non c'è nessun errore da matita blu, mi spiace ma io non ne vedo e resto convinto della mia idea...
Ripeto che su Di Stefano ci sono moltissimi che lo considerano il più grande di sempre...più di Pelé e Maradona..fior di giornalisti in Italia e all'estero come Brera, Colombo, Bortolotti, Cucci o in inghilterra Brian Glanville, per molti il più grande esperto calcistico del XX secolo, che di Di Stefano disse: «Immaginate un giocatore che sappia difendere come Facchetti, sia più universale del giocatore universale Cruijff, abbia la classe di Platini, abbia più personalità di Beckenbauer e segni con la puntualità di Gerd Muller: sommate tutto questo e avrete Alfredo Di Stefano».
Fior di ex giocatori o addetti ai lavori i cui nomi ho prima evidenziato..gli stessi Maradona e Cruijff interpellati a riguardo hanno sempre definito Alfredo DI Stefano come il massimo calciatore di ogni tempo...Di Stefano era un giocatore in grado di fare il difensore, il centro-mediano, il rifinitore, l'attaccante, «il tutto meglio e a velocità doppia» come ha ricordato una volta Christian Giordano.
Di Stefano è stato definito il secondo in ogni caratteristica, e proprio per questo il più completo; e se per qualcuno la completezza è sinonimo di forza o grandezza ecco che automaticamente Di Stefano viene ad essere il migliore.
Di Stefano ha rivoltato come un guanto il calcio, gli ha dato un'accellerata nel modo di giocare con e senza palla senza precedenti né forse eguali..come disse Cesare Maldini «è stato il primo giocatore moderno, ti puntava in verticale invece che per linee orizzontali come prima si era abituati: avevi la palla e un attimo dopo lui te l'aveva portata via, in un lampo. Per questo lo chiamavano la saeta rubia: dopo di Stefano il calcio non è stato più lo stesso». Un giocatore avanti anni luce rispetto al suo tempo.
Una volta quando ancora era al River Plate, Di Stefano che all'epoca giocava da centravanti più che da interno, prese palla, scartò un paio di giocatori e tirò dal limite; la palla colpì la traversa e rimbalzò talmente lontano che avviò il contropiede degli avversari.. Di Stefano partì con la superiore velocità che gli era propria, rincorse i suoi avversari, li raggiunse al limite della sua area e rubò loro il pallone. Poi lanciò lungo verso il grande Pedernera e quindi gli chiese di chiudere il triangolo; Pedernera gli restituì palla, Di Stefano scartò un paio di difensori e infilò l'angolino. Questo era Alfredo DI Stefano.
Lo stesso che nella prima finale di Coppa Campioni tra il suo Real e lo Stade de Reims, con i merengues sotto 2-0, prese palla al limite della sua area, avviò una fantastica ripartenza seminando in fila uno dopo l'altro tutti i francesi e giunto al limite fulminò Jacquet avviando la rimonta madridista per il 4-3 finale... E di episodi ne avrei da raccontare ancora, così come di immagini di partite da me vedute per intero o a spezzoni sul magno Alfredo.
Poi in ogni caso ogni giudizio - lo ripeto - vale teoricamente un altro: tu resta convinto che Pelé e Maradona siano i più forti, io ho altrettante solidissime e validissime basi per reputare Di Stefano il numero uno. E ti assicuro che moltissimi tra gli esperti la pensano così.
Nessuno dei due in secondo luogo può avere la pretesa di dire all'altro che sbaglia o che sono errori da matita blu. In questo come negli altri casi che hai elencato: né io né te possiamo avere alcuna certezza..come si possono paragonare Zidane a Garrincha che hanno giocato in ruoli diversi e a 40 anni di distanza l'uno dall'altro? Chi può avere la controprova del nove? Nessuno. Considerare il francese (che senz'altro ha inciso moltissimo in quest'ultimo scorcio di secolo, e giocava in un ruolo più difficile e dominante del grande Mané) teoricamente più forte del brasiliano non è né eresia né errore, così come il contrario.
Quanto al confronto Scarone (o Schiaffino) vs Cruijff è ancora più assurdo...lungi da me dal metterli a paragone..dico solo che Scarone è stato il leader carismatico, il genio assoluto e l'imprescindibile punto di riferimento tattico di una nazionale che per otto anni è stata sul tetto del pianeta, capace di dominare, incantare e vincere a Buenos Aires come a Parigi, a Montevideo come a Genova, a Rio come ad Amsterdam in un'epoca in cui giocare in un altro continente voleva dire davvero giocare in un altro continente..con differenze climatiche, ambientali, di struttura dei campi ecc molto più nette di quelle di oggi...con viaggi che potevano durare settimane su navi dove le condizioni igieniche erano al limite e gli spazi angusti...e nonostante questo, ribadisco, quell'uruguay vinse due Olimpiadi (aperte ai professionisti dunque ai migliori giocatori di ogni nazione del Mondo, prima che la Fifa decidesse di creare un campionato del Mondo per i pro) sul suolo europeo, con un gioco di qualità eccelsa, con giocatori di classe ineguagliabile...su tutti, Andrade, il mediano destro definito la meraviglia nera e Hector Scarone, mente di ogni azione offensiva, e cannoniere inarrivabile.
Giuseppe Meazza che ebbe Scarone come compagno all'Inter disse: «è il più forte giocatore da me mai veduto, e lo dico ora che ha 33 anni ed è già in declino: non oso neanche immaginare cosa dovesse essere 10 anni prima», mentre El Divino Zamora lo etichettò come «il vero simbolo del football».
Una sola azione di gioco ho avuto la fortuna di vedere di quell'Uruguay attraverso un vecchio filmato: si riferiva alle Olimpiadi del '28: Castro da sinistra passa al centro verso Petrone, futuro bomber della Fiorentina...un avversario sta per intercettare il passaggio..ma Scarone, partito da dietro in verticale, fa un velo che manda fuori giri l'avversario, consentendo alla palla di giungere sui piedi di Petrone; dopodiché continua la sua corsa verso l'area, Petrone di prima intenzione lo serve in verticale, Scarone raccoglie e fulmina il portiere. Siamo nel '28 e questo aveva già capito l'importanza dei movimenti senza palla o della verticalizzazione del gioco: sono cose sbalorditive se uno ci pensa...poi se sia stato più grande lui o Cruijff o Puskas, per dire, è impossibile da stabilire.