Cita:
Come volevasi dimostrare. Mi hai fatto un elenco di 'numeri crudi' e 'palmares'.
Non mi hai parlato della visione di gioco, del controllo del pallone, delle doti atletiche, della varietà di soluzioni, della capacità di smarcamento... e potrei continuare all'infinito.
Direi che il tuo ultimo commento (sciorinante numeri e palmares di Scarone e Meazza), conferma definitivamente la mia tesi.
Tu pensala come vuoi Vincenzo, giustamente. Ognuno ha una sua opinione.
Io però conosco anche le loro qualità tecniche come giocatori... Dunque direi che non conferma del tutto la tua tesi.
Meazza era una seconda punta di genio, istinto e velocità superiore alla media nel periodo, con un dribbling sontuoso nello stretto e un gran fiuto del gol, molto forte sui rigori e nei tiri dalla corta e media distanza. Poteva anche agire da centravanti classico. Era molto forte anche di testa pur non essendo altissimo.
Scarone era una seconda punta meno veloce, ma più completa nel gioco, con una tecnica di base pazzesca: in allenamento si faceva portare dei tubi dal diametro grande poco più di un pallone e ci infilava dentro lo stesso da una distanza congrua. Specialista nei tiri su punizione e nei rigori, formidabile di testa e in acrobazia (vedasi la rovesciata che porta al gol di Cea nella finale mondiale del 30), anche lui negli anni migliori dotatissimo sul piano realizzativo, abile nel dribbling ma senza esagerare, più portato rispetto a Meazza a cercare anche la soluzione da lontano. Più continuo anche di Meazza probabilmente, sia nel corso di una singola partita sia nel corso della carriera, essendo durato al top dal 17 al 28-29, mentre Meazza dura al top dal 29-30 al 38.
Serve altro?