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MessaggioInviato: dom 3 apr 2016, 1:31 
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Tifoso
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Reg. il: mer 30 mar 2016
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Non condivido del tutto il discorso sull'atletismo ma mi associo in pieno per quanto riguarda la rigiditá di ruolo e sistemi che culturalmente é uno dei capisaldi del nostro calcio. Con una visione del genere lo spazio per l'inventiva di riduce fortemente. Da Bernardini in più giocatori talentuosi ne abbiamo prodotti ma in un contesto dove la pragmaticitá e la ricerca del risultato immediato la fanno da padroni é molto piú difficile emergere.


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MessaggioInviato: dom 3 apr 2016, 1:44 
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Marco, certo, io esagero un po'. Ma anche non esagerando: non ne sarei così certo. Già oggi sono pochissimi tifosi giovani a conoscere o prendere sul serio uno come Garrincha. (In italia un po' meno, perché produciamo giovani epico a raffica). Io sfiderei chiunque a trovarmi più del 1% dei tifosi germanofoni che conoscono Zico. Ricordo una discussione con un tifoso molto più informato di me. Alla mia affermazione che poche nazioni hanno prodotto una quantità di campioni come l'italia mi chiese: "Maddai! Per esempio?!..."Gli dissi: "Meazza, Mazzola...." . Non solo non gli aveva presenti, non gli aveva mai sentiti nominare. Un tizio di 35 anni, due volte più informato di me sul calcio.

Entro 20-30 anni il campionato di referenza e quindi anche l'autorità nel giudizio storico potrebbe benissimo diventare la Cina, per dire. E quindi la distanza tra la generazione attuale ed i cosiddetti grandi non sarà solo una distanza temporale ma anche una distanza geografica e culturale...

Tutto questo per dire: se l'Europa è riuscita a dimenticare Petrarca o Raffaello in diversi gradi e in diversi momenti (nonostante la loro presenza "spirituale") potrà senz'altro dimenticare anche Cruijf, che presente lo è poco. Proviamo ad immaginare una discussione su Folum-Carcio, il primo forum cinese, anno 2040 tra RudwigvonFickel e Malco_Bode. Nella sezione conflonti impossibirri e implobabiri, quando discuteranno di Andlea Pilro vs Michel Pratini, chi preferiranno? Secondo me "Nettamente l'alchitetto Andlea Pilro".


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MessaggioInviato: dom 3 apr 2016, 1:58 
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Hanon ha scritto:
Non condivido del tutto il discorso sull'atletismo ma mi associo in pieno per quanto riguarda la rigiditá di ruolo e sistemi che culturalmente é uno dei capisaldi del nostro calcio. Con una visione del genere lo spazio per l'inventiva di riduce fortemente. Da Bernardini in più giocatori talentuosi ne abbiamo prodotti ma in un contesto dove la pragmaticitá e la ricerca del risultato immediato la fanno da padroni é molto piú difficile emergere.


Hanon, benvenuto sul forum :ok

Direi non solo il posto per l'inventiva si riduce, ma durante tutto il percorso formativo etc. si riducono proprio fisicamente i posti in squadra per giocatori anarchici.


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MessaggioInviato: dom 3 apr 2016, 9:03 
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Reg. il: ven 22 mag 2015
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Per me anche il discorso sul valorizzare solo la componente atletica è il primo e forse più importante esito dell'approccio utilitarista e ultra-pragmatico: siamo stati convinti per una che per vincere quello fosse il dato cruciale. Ma basta leggersi molte discussioni sul forum per capire come questa tesi aleggi ancora nell'aria.

Ovviamente nel calcio la componente fisica, di corsa, di potenza etc.. è sempre stata importantissima. Ma è sicuro che non rappresenta tutto: di certo, però, è quella che puoi meglio programmare. Quella più facile da "costruire", spesso così snaturando i giocatori: Balotelli ha limiti e problemi propri, ma l'ossessione di renderlo un armadio ha inciso. Pato? Limiti propri anche lui, ma hanno iniziato a pomparlo dopo poco tempo, con i risultati che abbiamo visto. Eravamo tutti stregati da Adriano perché sembrava un caterpillar, e lo era, e ignoravamo tutto il resto. Dal Milan di Capello all'Inter di Mou abbiamo quasi sempre messo in campo squadre "dominanti" dal punto di vista fisico, era il primo e principale obiettivo: dopo la finale del 1994, Albertini e altri dissero che il Barcellona era troppo leggero, per questo aveva perso. Plausibile, ma Savicevic e Donadoni - i giocatori risolutivi - erano molto più "da Barcellona" che "da Milan", come tipologia, in quel momento: anche lì abbiamo considerato solo una parte della storia.

Giusto oggi iniziamo un percorso inverso nell'approccio, ma il limite nell'educazione del talento rimane. Il talento per noi va messo a fare la seconda punta e ci si affida in toto alle sue qualità naturali. Pirlo è stato un'eccezione.

Comunque Lud il tuo discorso vale per un pubblico generalista, e va benissimo: io ho amici molto appassionati di calcio, che però non hanno mai sentito nominare Neeskens, Gerd Muller o Tigana. Parlavo con loro giusto venerdì sera: indi direi che seguono il calcio attuale ma non la sua storia. Come è legittimo: ma ecco, per me il loro parere "storico" pesa poco, così come non pesa nulla il mio parere "storico" sulla musica classica, dato che conosco tre cose in croce.


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MessaggioInviato: dom 3 apr 2016, 9:09 
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Reg. il: ven 22 mag 2015
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Un esempio su come si educa il talento è Xavi Hernandez.

Per sua stessa ammissione, negli anni della Masia non spiccava per nulla: anzi, era complessato perché piccolo e lento rispetto agli altri. Non è stato lasciato a sé stesso, né messo in un ruolo diverso, per "non fare danni", come pensiamo spesso noi: Guardiola ricorda di avergli detto "Sei lento nella corsa, ma quella la puoi migliorare. Però sei velocissimo di testa: usa questa dote".

Allenandosi nel modo giusto, è emerso ancora giovanissimo (già protagonista nel 99/00), ed è diventato uno fra i primi registi della storia. In Italia una cosa simile sarebbe accaduta più difficilmente: ovviamente le sue doti naturali c'erano ed erano enormi (un altro così in Spagna infatti non è ancora rinato), ma hanno un po' faticato a trovare la strada. La squadra l'ha aiutato a farlo, senza ossessionarlo con il risultato e con i limiti atletici.

Senza Mazzone e Ancelotti che cambiano rotta, forse Pirlo sarebbe rimasto tutta la vita un discreto trequartista, anziché diventare un regista da leggenda.

Altro esempio: io e Ciccio ne abbiamo parlato spesso, io conosco anche un ragazzo che gioca nella Primavera del Milan, con buone chance di emergere peraltro. Ecco, mi racconta i metodi di selezione: sotto una carta "tara", i giocatori non vengono presi. Si prende ragazzi grandi e grossi in modo da sovrastare gli altri ragazzini e vincere i trofei giovanili. Ci sono proprio standard ritenuti quasi inviolabili, salve pochissime eccezioni assolute (cioè uno deve sembrare subito un fenomeno assoluto). Il modo migliore per rovinare dei ragazzi, nella sostanza, senza insegnargli nulla.


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MessaggioInviato: dom 3 apr 2016, 9:52 
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Reg. il: dom 10 apr 2005
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Marco, certo, io esagero un po'. Ma anche non esagerando: non ne sarei così certo. Già oggi sono pochissimi tifosi giovani a conoscere o prendere sul serio uno come Garrincha. (In italia un po' meno, perché produciamo giovani epico a raffica). Io sfiderei chiunque a trovarmi più del 1% dei tifosi germanofoni che conoscono Zico. Ricordo una discussione con un tifoso molto più informato di me. Alla mia affermazione che poche nazioni hanno prodotto una quantità di campioni come l'italia mi chiese: "Maddai! Per esempio?!..."Gli dissi: "Meazza, Mazzola...." . Non solo non gli aveva presenti, non gli aveva mai sentiti nominare. Un tizio di 35 anni, due volte più informato di me sul calcio.

Entro 20-30 anni il campionato di referenza e quindi anche l'autorità nel giudizio storico potrebbe benissimo diventare la Cina, per dire. E quindi la distanza tra la generazione attuale ed i cosiddetti grandi non sarà solo una distanza temporale ma anche una distanza geografica e culturale...

Tutto questo per dire: se l'Europa è riuscita a dimenticare Petrarca o Raffaello in diversi gradi e in diversi momenti (nonostante la loro presenza "spirituale") potrà senz'altro dimenticare anche Cruijf, che presente lo è poco. Proviamo ad immaginare una discussione su Folum-Carcio, il primo forum cinese, anno 2040 tra RudwigvonFickel e Malco_Bode. Nella sezione conflonti impossibirri e implobabiri, quando discuteranno di Andlea Pilro vs Michel Pratini, chi preferiranno? Secondo me "Nettamente l'alchitetto Andlea Pilro".


Ma assolutamente no. Se è uno che sa di calcio preferirebbe Platini.
Il problema, e lo dico sempre, è che i tifosi medi devono fare i tifosi medi. Guardare il calcio senza giudicarlo o analizzarlo. Non ne sono capaci. Se un tifoso vuole evolvere dal suo grado di ignoranza (non in termine dispregiativo, ma nel senso che ignora) è opportuno che inizi ad approfondire gli argomenti, a entrare in profondità.
Per capire di calcio, i tifosi medi sono inutili. Il tifoso medio non sposta alcunché. La differenza nelle opinioni calcistiche è fatta da storici, addetti ai lavori, esperti. E più anni hanno, tendenzialmente, meglio è perché la conoscenza si acquisisce anche con l'esperienza.

Un tifoso medio non potrebbe mai fare il giornalista, l'opinionista, lo scrittore, lo storico. Il suo pensiero non sarà mai autorevole.
Per quanto anche tra giornalisti, opinionisti e addetti ai lavori possano nascondersi incompetenti, io questo non lo nego.

E non è una questione temporale: il tifoso medio anche oggi apprezza più Bonucci di Krol perché non sa chi è Krol oppure Ibrahimovic di Puskas perché manco sa chi è Puskas. Il problema, ribadisco, è l'ignoranza, non la distanza temporale.

ps: Epico, visto che lo hai tirato in ballo, aldilà di assurde battaglie contro Messi o idee a volte un po' strampalate, è uno che di calcio ne mastica, capisce e comprende molto molto molto più del tifoso medio. Perché lui, pur non essendo un giornalista o un addetto ai lavori, uno scrittore o uno storico di professione, un ex allenatore di chiara fama o un rivoluzionario del football, è uno che ha scelto di informarsi. Ha cominciato ad analizzare in profondità le vicende calcistiche e la storia e non di rimanere in superficie. E continua a farlo, limitamente agli impegni della sua vita (che tutti hanno) perché è un reale appassionato di calcio. Il tifoso medio, al contrario, cerca spesso di dare giudizi peccando pure di arroganza e pensando di sapere cose che non sa. E questo è il male del calcio esattamente come gli ultras sono il male degli stadi.


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MessaggioInviato: dom 3 apr 2016, 10:08 
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Reg. il: ven 22 mag 2015
Alle ore: 20:02
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Io sono meno tranchant, nel senso che non è un male: se uno non è interessato (ci sono argomenti più "seri" se vogliamo, ad esempio potremmo occuparci dei problemi politici del medio-oriente ma non lo facciamo in modo così diretto) è liberissimo di non esserlo.
Mica si parla di questioni centrali per l'esistenza: si parla sempre di sport.

Solo che forse dovrebbe evitare giudizi: dire "non so", "ho sbagliato", "non conosco", riscoprire questi concetti, ogni tanto, sarebbe salutare. Per me e per tutti. Perché sono il primo passo per, eventualmente, informarsi.

Per me il "male" non è il legittimo disinteresse, ma l'idea che si possa enunciare grandi verità e concetti validi quando non si conosce nulla.

In un film Moretti dice "Io non parlo di trigonometria!", ovvero non do lezioni su cose che non conosco.

Ecco, io sono d'accordo: se un amico dice che non gliene frega un caxxo del calcio anni '60 e '70 io cambio argomento. Replico se mi dice (è capitato) "Era un calcio antico, facile, non c'erano veri campioni...Chi ricordiamo oggi del Benfica o del Liverpool? Forse giusto nel Bayern c'è quello che poi è stato bravo CT!".

Per me intervenire così non ha senso, mi accade anche su argomenti più seri: io ho una fidanzata laureata al conservatorio e se mi dice qualcosa di musica classica pendo dalle sue labbra, perché so poco nulla. Non mi permetto di sindacare. Idem altri quando parlano con me di jazz: certo non sono esperto né autorevole, ma dato che da 10 anni abbondanti consumo dischi jazz a iosa e ne scrivo su riviste del settore, un minimo sono appassionato e qualcosina posso dire. Quando mi dicono "E' tutto uguale, musica del caxxo etc..." mi incaxxo. Se mi dicono "Non mi interessa, mi annoia", invece credo sia del tutto legittimo.

Ecco, il messaggio chiave per me è riconoscere la propria ignoranza: io anche in ambito calcistico sono un ignorante abissale, e non lo nego.


Ultima modifica di Dis31012018 il dom 3 apr 2016, 10:16, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: dom 3 apr 2016, 10:13 
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Reg. il: dom 10 apr 2005
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Messaggi: 7175
Francesco, ma io sono d'accordo con te.

Dove avrei scritto diversamente?

Penso anche io che uno può non essere interessato alla storia o ad analizzare il calcio in profondità, e ci mancherebbe.

Però a quel punto dovrebbe evitare di dare giudizi su cose che non sa.

Il tifoso medio, invece, non sa un #@*§ di storia e di calcio e si permette lo stesso di dare giudizi un po come quelli che non hanno studiato medicina e si improvvisano medici criticando poi i medici stessi.

Il calcio non è per tutti.


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MessaggioInviato: dom 3 apr 2016, 10:17 
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Reg. il: ven 22 mag 2015
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No no so che sei d'accordo ;)

Intendo dire che non sono un male in quanto disinteressati, ma in quanto pontificatori senza poterselo permettere.

Accade anche a me su mille questioni, ma nella mia ignoranza ho avuto solo il dono della curiosità ;)

Aggiungo che per me chi ha solo certezze e assiomi come interlocutore perde molto: mettersi in discussione per me è un merito enorme. Se non so, o non mi pronuncio, o provo a informarmi.

Questo forum è bello per questi motivi: ricordo che anni fa ci fu una discussione sui maggiori talenti jugoslavi e austriaci, e io ne ignoravo parecchi fra gli austriaci. Non conoscevo Schall, Stojaspal o altri: mi ha fatto piacere quindi saperne di più.

Da ragazzino mi sono letto tutti quei pezzi scritti da uno come Chiesa sui 150 migliori calciatori della storia e la storia del campionato italiano a girone unico, anno per anno (fino a fine anni '80: dopo gli articoli, essendo cambiato l'autore, per me erano diventati bruttini, non ho più preso la rivista). Ho imparato una valanga di cose: ricordo articoli lunghi, dettagliati e molto belli su Ferrari, Orsi, Valentino Mazzola, Sivori, Julinho. Ho conosciuto decine di calciatori che ho ignorato, ad esempio che caxxo ne sapevo che Selmosson aveva debuttato in Italia prendendosi voti altissimi dalla stampa specializzata?
Anche la storia delle Coppe Europee mi è rimasta impressa e l'ho sfruttata per i miei articoli, belli o brutti che siano. Poi ogni volta che ho potuto, con l'avvento di youtube e simili, mi è piaciuto rivedere una valanga di partite, highlights e spezzoni, giusto per curiosità, in stile: "Sono anni che leggo di 'sto fenomenale Garrincha, vediamo un po' come era in campo".

Senza pensare di avere la verità in tasca o di poter giudicare con due partite: ma la cosa mi ha sempre incuriosito. ;)


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MessaggioInviato: dom 3 apr 2016, 10:30 
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Reg. il: ven 22 mag 2015
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Ah, io reputo Epico un grandissimo conoscitore e un utente che può dire la sua su molte cose. Sicuramente ne sa molto più di me.

Ha il difetto non solo di essere ossessionato da Messi, ma anche e soprattutto di pensare di avere il vero in tasca, anche quando il suo vero cozza con ogni dato empirico e con l'opinione di tutti gli altri (Sheva, Henry, Raul etc...): questo contrasto è un problema perché non lo induce a mettersi in discussione, ma a insultare.

Rimane comunque una risorsa per questo forum, quando non parte per la tangente. ;)


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