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dimmi
cosa ho fatto?

Ma polemizzate su tutto, in ogni topic c'è un flame vostro: take it easy. ;)


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ok recepito ;)


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Alla fine della fiera, comunque ALEX, Vierchowood falegname come Bruno è una fesseria ;)
Ti sei fatto prendere la mano.
E anche baresi non ha MAI avuto il gioco alla NESTA, ma è stato un difensore DURO anche lui, solo che giocando libero e poi in linea, a QUANTITA' ne fece molti meno di Vierchowood, ma altrettanto DURI. I fabbri all'epoca erano altri, Bruno appunto.
Ma devi considerare, perchè lo sai, che all'epoca un difensore di ALTO LIVELLO non poteva NON essere DURO, il che non significa FABBRO.
Per cui ha ragione janacek nello specifico


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DURO, il che non significa FABBRO.

Quoto. Vierchowod anche oggi sarebbe un signor difensore, da top 5 al Mondo.


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questo é stato il tuo primo intervento

certo...ma non era riferito ne a te ne a quello che pensavi tu,altrimenti ti avrei quotato.

non era riferito a nessuno in particolare.


Cita:
allora si per provocazione ma pure per capire

vedi che sei tu che provochi?
Per capire non c'era bisogno di tirare nella mischia Baresi.
Facendo questo sapevi benissimo che qualcuno si sarebbe potuto inalberare...dai che non sei un pìrla :asd

Cita:
poi tu torni e spari sulle pisciate di janacecco

beh...te la sei cercata,non mi dire che non te saresti potuta aspettare da qualcuno?

Cita:
prima s'abbozza perché si denigra un giocatore eppoi dovrei ancora abbozzare perché tu ti senti in diritto di dire che piscio fuori dal vasino.
su quale base non l'ho ancora capito.

come sempre non la dici tutta :asd

io mi sento in diritto perchè tu per provocare non ti sei arrestato a chiedere i motivi per i quali veniva denigrato ma hai messo in mezzo Baresi come ben sai e come ti dissi allora per caratteristiche di gioco e di ruolo non aveva NIENTE a che vedere con Wierchowood.

Il "ci hai pisciato fuori" era chiaramente riferito a questo insulso paragone...non al fatto che su Wierchowood si potesse avere un'opionione differente.

Tantopiù che nello stesso post del "pisciare fuori" era anche qui chiaramente esplicitato il concetto mio personale di "spaccagambe" che tu non hai potuto non leggere :asd

Cita:
e infine dovrei pure abbozzare che lo definisci come un qualunque pasquale bruno.
E' come confrontare Ronaldo con Mido

io lo definisco come mi pare.
E cmq si parlava in quel caso caratteristiche di gioco...non del valore assoluto dei 2.
Pure questo mi pare evidente dal contesto.

Cita:
Sono io che ti faccio i complimenti per la tua onestà intellettuale.

io per la tua abilità di rimescolamento e per il fatto che fai volutamente lo gnorri :asd

La provocazione su Baresi (ciò da cui tutto è partito) passa logicamente in cavalleria.

Cita:
Puoi continuare da solo.

tanto tu c'hai da provocare da qualche altra parte... :rofl


Cita:
PS bellobé lo dici ai tuoi amici bimbominkia


no no...lo dico proprio a te e a tutti cafòni maleducati della tua specie che si permettono di dare dell' "asino" e del "hai la faccia come il #@*§ ecco cosa hai " a chi non si conosce.


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MessaggioInviato: gio 24 feb 2011, 16:27 
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Daryo78 ha scritto:
Alla fine della fiera, comunque ALEX, Vierchowood falegname come Bruno è una fesseria ;)
Ti sei fatto prendere la mano.
E anche baresi non ha MAI avuto il gioco alla NESTA, ma è stato un difensore DURO anche lui, solo che giocando libero e poi in linea, a QUANTITA' ne fece molti meno di Vierchowood, ma altrettanto DURI. I fabbri all'epoca erano altri, Bruno appunto.
Ma devi considerare, perchè lo sai, che all'epoca un difensore di ALTO LIVELLO non poteva NON essere DURO, il che non significa FABBRO.
Per cui ha ragione janacek nello specifico


io non sto qui a fare graduatorie su chi era più fabbro ed ho già spiegato cosa intendo per fabbro/falegname/spaccagambe.

Bruno era più fabbro???...benissimo,sono daccordo (l'ho pure ammesso qualche pagina fa) ma apparteneveno tutti alla stessa categoria,chi più chi meno.

Come modo di giocare intendo...duri e avvezzi alla provocazione dell'avversario con ogni tipo mezzo (anche poco sportivo).
Baresi sarà stato duro anche lui ma non aveva quell'indole ed inoltre non era ne uno stopper ne un marcatore e quindi anche volendo non avrebbe potuto applicare le peculiarità dei fabbri in questione proprio perchè aveva altro da fare.
Avrà fatto i suoi fallacci anche lui,non lo metto in dubbio...tantopiù che in questo 3d non mai puntato il dito sulla QUANTITA' dei falli di questo o quel giocatore.

Del livello degli anni 80 me ne sbatto le palle...il "si ma lo facevano tutti,doveva adeguarsi" non è una scusante sotto questo punto di vista.
Scirea difensore di ALTISSIMO LIVELLO (al quale Pietrone vostro dovrebbe solo baciare i piedi) giocava nello stesso periodo di Wierchowood ma non s'è adeguato all'andazzo generale.
La verità è che alcuni per caratteristiche,indole,ruolo,volontà (tutto quello che volete) menavano come fabbri,non per questo bisogna fare d'ogni erba un fascio.


E sul chi ha ragione mi frega niente (ognuno la vede come gli pare)...detto che si può aver ragione anche senza per forza provocare la gente.


Ultima modifica di alex683 il gio 24 feb 2011, 16:54, modificato 1 volta in totale.

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no no...lo dico proprio a te e a tutti cafòni maleducati della tua specie che si permettono di dare dell' "asino" e del "hai la faccia come il #@*§ ecco cosa hai " a chi non si conosce.

oh ci siamo arrivati ti prendi le confidenze eppoi fai il moralista.
vabbé sei quello che sei un bimbominkia.

stamme bene non ho nulla a che spartire con gente maleducate come te.


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Janacek ha scritto:
Cita:
no no...lo dico proprio a te e a tutti cafòni maleducati della tua specie che si permettono di dare dell' "asino" e del "hai la faccia come il #@*§ ecco cosa hai " a chi non si conosce.

oh ci siamo arrivati ti prendi le confidenze eppoi fai il moralista.
vabbé sei quello che sei un bimbominkia.

stamme bene non ho nulla a che spartire con gente maleducate come te.


si jannacè , si.


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Pietro Vierchowod: l'ultimo zar.

Ha giocato contro Boninsegna e Shevchenko. Il suo calcio attraversa Maradona e Platini, Van Basten e Ronaldo. Passa per Bettega, Pulici, Paolo Rossi, Altobelli, Pruzzo e Careca. Tocca Rummenigge, Batistuta e Weah e Zidane, sino a Bobo Vieri e Pippo Inzaghi. Un difensore vero, un esemplare raro di quella "scuola italiana" che ormai sembra scomparire.


IL PIU GRANDE: MARADONA
Due parole su Diego: «Che numeri. Una volta gli ero addosso, incollato. L'avevo, come si dice adesso, ingabbiato. Si è girato con una piroetta, un tunnel ed è volato via. Io allora sono scattato e l'ho raggiunto e chiuso in angolo e lui si è messo ridere: "Hanno ragione a dire che sei Hulk: ti manca solo il colore verde"».

VAN BASTEN
Due parole su Marco: «Alcuni anni fa, l'ho visto a Montecarlo. Era in piscina con la bambina e mi ha chiesto: "Ma tu giochi ancora?" Era triste, è stato imbarazzante. Lui si era ritirato a 29 anni, io ne avevo 40 ed ero ancora in pista. E' stata una perdita immensa. Noi del calcio, tutti noi, non sappiamo cosa abbiamo perso con l' addio di Marco. Giocatore unico, forse come i nostri duelli. Erano duri e spigolosi, ma leali. Ci siamo battuti e picchiati, non si è mai tirato indietro. Non era cattivo come Bettega, ma il gomito lo alzava anche lui»

ALLA JUVENTUS
La Juve, una stagione, un trionfo. «L'allenamento cominciava alle dieci del mattino, io alle otto e mezzo ero già in campo. Spesso arrivava l'Avvocato. Non mi chiedeva di calcio, era curioso di tutto. Era stato in cavalleria e voleva sapere di mio padre soldato dell'armata sovietica. Della prigionia, del suo lavoro in Ucraina. Poi parlava anche della Juve... Nella Juve sono stato bene, c'era la struttura ideale per giocare al calcio. Come al Milan: tu devi pensare solo a fare il giocatore. Alla casa, all'affitto, al pediatra ci pensano loro».

ALLA ROMA
«Un'altra realtà, altra dimensione, altri giocatori: Ancelotti, Falcao, Prohaska, Bruno Conti. E il Barone... Ci affascinava con i suoi racconti surreali. Liedholm era molto superstizioso. Sulle maglie, ad esempio. Non potevamo prenderle, doveva consegnarle lui. Una volta, l'ho strappata dal mucchio, tanto sapevo il numero. Mi ha guardato malissimo: "Se succede qualcosa la colpa è tua. Non farlo più, capito?" Un'altra volta mi metto, per sbaglio, il suo cappotto: nelle tasche c'era di tutto. Ma proprio di tutto: sale, ciondoli, amuleti, boccettine, cornetti. Uomo fine e ironico ma credeva a queste cose».

CONSUNTIVI
La Sampdoria, la squadra della sua vita... «Mia, di Vialli, Mancini, Cerezo. Di tutti. Era la squadra degli amici e siamo stati un meraviglioso, irripetibile gruppo. Lì ho vinto, è stato fantastico. Ma è stato bello con tutte, perché tutte mi appartengono. Prima il Como: la prima famiglia. Poi la Fiorentina: la scoperta del grande calcio. Sono tornato a Firenze per questo, ho sbagliato. La Roma: il primo scudetto. La Juve: la coppa dei Campioni. Il Milan: il momento sbagliato. Dovevo arrivare nel 1990, Il presidente Paolo Mantovani mi bloccò. E il Piacenza: la rinascita, in campo a quarant' anni. Ma sono solo ricordi».

L'ERA SAMP
Campione d' Italia. Roma l'ha conquistato dopo un inizio diffidente, vorrebbe restare. Niente da fare: Mantovani, ancora piu' padrone che padre, lo porta a Genova, con la Samp finalmente in A. Sono 12 anni stupendi, in cui un gruppo inimitabile di giovani campioni fa grande un piccolo club. Stavolta e' lui a dire no a Mantovani ogni volta che il presidente ha la tentazione di venderlo: vuol restare fedele al "patto di sangue" firmato con Vialli, Mancini e gli altri, tutti insieme alla Samp finche' la Samp non vince lo scudetto. Lo vince nel 1991. L'anno dopo arriva in finale di coppa Campioni: per tutti i doriani si apre una ferita che solo Vierchowod e Vialli, in un' altra squadra, sono riusciti a guarire.


L'ERA POST-DORIANA
Succede che con Mantovani padre muore una certa Samp. Mantovani figlio gli vuole dimezzare l'ingaggio: e' ora di andarsene. Lo vuole, come sempre, la Juve, che gli guarisce quella ferita: coppa dei Campioni, 1996, a 37 anni. Poi pero' arrivano Montero e Iuliano e Pietro si sente di troppo. Sceglie Perugia, ma e' solo un flash: litiga con Galeone ("I suoi metodi non sono adatti alla A") e pianta tutti dopo un mese. Pare finita, data l'eta'. Invece, guarda il destino: si fa male ancora Baresi (quanti incroci con l'altro totem) e lo chiama addirittura il Milan. Peccato sia il peggior Milan, ma e' un altro cerchio che si chiude: anche Berlusconi si era sentito dir di no dal Vierchowod doriano. Annata balorda, alla fine deve trovarsi un' altra squadra o smettere. Trova il Piacenza e con la squadra emiliana disputa tre stagioni contribuendo anche a due salvezze. L’allenatore Simoni però non crede più nel giocatore e convince la società a non rinnovare l’accordo con lo Zar ponendo fine alla carriera del "russo" che si ritira dall'attività agonistica nel 2000, a 41 anni suonati.
Una volta appese le scarpette al chiodo si dedica alla professione di allenatore ma con poca fortuna. Chiamato, prima dal Catania, in serie C1, poi dalla Florentia Viola in C2, in entrambi i casi è costretto ad incassare l'esonero della società. Nel settembre 2005 ottiene una nuova chance dalla Triestina di Flaviano Tonellotto ma, vista la difficile situazione, anche da Trieste è costretto ad andarsene anzitempo.


AZZURRO SBIADITO
Pietro non e' una promessa, ma un campione del mondo che ha avuto la sfortuna di saltare la finale del Bernabeu per una maledetta caviglia dolorante. Era stata la prima beffa della sua carriera: al suo posto a marcare Rummenigge, e ad entrare nel mito, c'era andato Bergomi. Ma il difensore del futuro, tutti ci scommettono, e' lui. E solo con lui Nils Liedholm puo' impostare una Roma con una sorta di difesa a 1: con Nela e Maldera piu' ali che terzini e Di Bartolomei libero (di attaccare), dietro basta la velocita' di Pietro.

Con la nazionale il rapporto e' difficile: non e' il cocco di nessun citti'. Gioca con Bearzot i Mondiali dell'86, quelli sbagliati. C'e', ma non gioca, nel '90. Rifiuta di esserci nel '94: dice no a Sacchi perche' non vuole fare panchina, senza sapere che il destino era pronto a risarcirlo per la beffa dell'82: si infortuna Baresi, lui non c'e' e si morde le dita. Alla fine racimola 45 presenze in un arco temporale di ben 12 anni, dal debutto nel Mundialito 1981 in Uruguay contro l'Olanda fino all'aprile 1993 nel match contro l'Estonia.


http://www.storiedicalcio.altervista.or ... ietro.html


Ultima modifica di epico il mar 29 mar 2011, 18:26, modificato 2 volte in totale.

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Sito che ho scoperto da un mesetto, una sola parola per descriverlo: MERAVIGLIOSO!


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