LudwigvonFicker ha scritto:
Cita:
Il catenaccio "puro" invece, giocare con l'idea di fare catenaccio e farlo per 90 minuti, è qualcos' altro. Io mi vergogno e mi vergognerò sempre di vincere così; esistono le regole scritte e le regole non-scritte.
Il problema però è che le "regole non scritte" sono del tutto soggettive, per cui ognuno se le immagina come vuole.
(A differenza di quelle scritte nero su bianco nel regolamento.)
Secondo te esistono comportamenti che - pur regolari - portano a vincere in maniera "
immeritata" una partita di calcio?
Io non ne conosco: nel calcio vince chi merita, e chi merita vince.
A meno che la partita non sia falsata da errori arbitrali, s'intende.
Sono convinto che parlare di
meriti sia contrario allo spirito del gioco, che viene espresso dal suo regolamento.
E il regolamento indica indica un solo scopo: fare gol.
La squadra che ci riesce più volte del suo avversario vince l'incontro a buon diritto.
Perché vergognarsi di avere vinto in modo regolare?
Non esiste il dovere di dare spettacolo attaccando, ma solo di essere passabilmente leali.
Quando una squadra perde avendo tirato di più in porta, costruito più azioni, magari colpito pali e traverse, ecco che si invoca la solita attenuante: "non meritavamo di perdere"...
Assurdo, perché i pali e le traverse sono
tiri sbagliati. Di poco, di pochissimo, ma sbagliati.
E sbagliare non può essere un merito da rivendicare, e nemmeno un'attenuante per le sconfitte.
Sprecare tante occasioni da rete, di tanto o di poco, è colpa grave nel calcio.