ciccio graziani ha scritto:
Nella vecchie Coppe Campioni entravano in ballo altri fattori: le squadre del sud, soprattutto dopo gli anni '70, erano penalizzate dal fatto che il campionato partiva in ritardo con conseguente ritardo di preparazione, quindi se beccavi il Celtic ed il Malmoe a settembre rischiavi grosso perché puoi essere Maradona ma se trovi un brocco che corre più di te è la fine... poi se beccavi la Steaua Bucarest, l'Anderlecht, il Lodz ti beccavi mezza nazionale rumena, polacca o belga... Gli stili di gioco erano molteplici e potevano mettere in difficoltà squadre con determinate caratteristiche: le italiane giocavano difesa e contropiede, le britanniche tutte all'attacco, le tedesche una via di mezzo e così via. Inoltre le trasferte: certe erano davvero proibitive e molti match si giocavano in vere e proprie bolge. Mettiamoci anche il fatto che gli allenatori di spicco non erano distribuiti nei soliti top team e otteniamo il quadro.
Oggi tutti i fuoriclasse militano in 4-5 squadre, le squadre dell'Est sono stracolme di pippe e sudamericani che in patria faticherebbero a giocare in quarta serie, i campionati si sono impoveriti dal punto di vista tecnico e sono spesso squilibrati e poco probanti, anche gli stili di gioco si sono uniformati in una maniera quasi assoluta, oggi o c'è chi tenta di giocare come il Barcellona oppure chi si barrica con dieci uomini in area, tertium non datur. Il fattore campo poi è saltato quasi del tutto perché giocare in certi stadi è come giocare nel salotto di casa mia..
Sono d'accordo in generale, oggi ci si conosce meglio, quindi è più difficile venir colti di sorpresa da certe tattiche studiate ad hoc (penso alle squadre del belgio contro cui gli italiani capivano poco).
Non condivido la questione sulle squadre competitive per la vittoria, oggi per me sono più numerose, i soldi li hanno in tanti e non solo nei paesi tradizionali, e comunque affronti le 3-4 formazioni migliori dei migliori campionati d'europa, quindi gli ostacoli in termini di qualità sono più numerosi.
Questo, senza arrivare a denigare una Coppa che da certi punti di vista presentava difficoltà maggiori (sbagliavi una partita ed eri fuori), ma ecco probabilmente anche un livello medio meno elevato e meno impegni "veri": per me vincere ogg richiede forse rose più ampie e più impegni veri, in media, ma come prestigio siamo vicini,.
Però, per dire, il Milan nel 1963 al primo turno ha trovato i campioni del Lussemburgo seppellendoli con 14 gol (cosa oggi impensabile), e in generale le goleade erano tantissime nei primi anni, nonostante ci fossero fior di squadroni. Le cose sono cambiate nella seconda metà degli anni '70 dove la preparazione fisica e il difensivismo per un certo periodo l'hanno fatta da padroni: affrontare certe squadre era difficilissimo anche se dal punto di vista qualitativo non erano eccezionali, perché erano fortissime dal punto di vista fisico e ben organizzate, e quindi il gioco era da certi punti di vista più duro.
Non sono d'accordissimo neanche sull'uniformità degli stili di gioco, sono rimaste certe caratterizzazioni: Ajax e prima PSV (al di là del fatto che oggi sono scarse) giocano in un certo modo da secoli, specie i primi, con l'ossessione per il possesso palla, il controllo del gioco, la tecnica e l'eclettismo etc.... Inutile citare anche il classico gioco da garra della Juve, da sempre squadra grintosa e nerboruta per eccellenza, il gioco individualista e pomposo del Real, quello completo del Bayern. Lo United adotta ancora un gioco britannico innestando però su corsa e ritmo grandissima qualità tecnica, il Liverpool gioca un po' come allora, magari meno negli ultimi anni in cui si è latinizzato, però ecco ha vinto una champions nel 2005 giocando proprio da Liverpool. L'agonismo e la grande forza del Chelsea restano una sua peculiarità, il "calcio totale" atipico del Borussia anche: ritmi vertiginosi e quasi supersonici, attacco di massa, difesa sempre un po' ballerina. Anche il Milan per tanti anni ha avuto un gioco tipico, parlo soprattutto del ciclo Ancelotti dove si sono viste peculiarità sia italiane che quasi più brasiliane, e anche tanto spettacolo.
Le portoghesi giocano ancora il loro calcio palleggiato e un po' fumoso.
Mancano (questo è vero) squadre dell'Est all'altezza di quelle dell'epoca, e anche squadre nordiche di rango, più che altro le formazioni veramente competitive si concentrano in 3-4 stati e questo sicuramente è un male.