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MessaggioInviato: lun 8 giu 2015, 19:35 
Quanti meriti date a LE quest'anno?


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MessaggioInviato: lun 8 giu 2015, 20:00 
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Nyan Cat ha scritto:
....ma voi siete sicuri che le vittorie di questa squadra siano finite o siano destinate ad essere interrotte? è una squadra ancora piuttosto giovane e con grandi risorse economiche, gioca con il pilota automatico e vince pure quando gioca benino, perché è così che ha giocato ieri, benino. non ha fatto nulla di trascendentale davanti a una juve che giocava la partita della vita. ma ha vinto 3-1

a me fa un po' spavento questa cosa, cioè è vero che nel 2010 e nel 2012 sono stati fermati, ma si è trattato di due imprese titaniche e quasi tutti i giocatori che le hanno compiute si sono squagliati subito dopo

e se per un pelo le cose fossero andate storte in quelle due occasioni, probabilmente oggi staremmo parlando della 7ma champions del barca. la sesta in 10 anni

non so voi, ma se venisse qualcuno dal futuro e mi dicesse che da qui a dieci anni il barca avrà vinto 6-7 champions non mi stupirei granché...hanno inventato una macchina quasi invincibile, e gli avversari mi sembrano tutti chi più chi meno fuori fuoco

per quello dico che probabilmente il gap interno con il real è ancora larghetto, ma in europa andando avanti di questo ritmo possono tranquillamente insidiare il loro primato in champions


Ma Messi, magari entro 2-3 anni, comincerà il suo inevitabile declino.
Lo stesso Suarez non è un ragazzino.
Neymar ha il talento per diventare il "nuovo Messi"?...si, possibile, ma da buon brasiliano è capace pure che a 26-27 anni vada in pensione come Ronadlinho, Adriano, Kakà ecc ecc :asd
Xavi è andato via.
D.Alves sta andando via.
Iniesta è in calo, pur strappando applausi in CL, ed è un '83....
Mascherano comincia ad avere la sua età...
Piqué e Busquets quanto dureranno ancora ad alti livelli?

Insomma per prospettare anche TANTE VITTORIE (Liga e Champions) da qui ai prossimi 10-15 anni bisogna capire come evolverà il mercato, se riusciranno a pescare giocatori e allenatori adatti....dipende da troppi fattori.

Ad oggi, onestamente, non vedo perché il Barca DA QUI AI PROSSIMI 15 anni dovrebbe vincere TANTO DI PIU' di un Real o di un Bayern o magari di Man United e Chelsea.
Peraltro, nel calcio, le cose cambiano veramente da un anno all'altro....

Di certo possiamo ipotizzare che, vista la dimensione acquisita, l'appeal, il fascino, il potenziale economico, riuscirà a rimanere nell'elité e quindi concorrere, più o meno sempre, per vincere Liga e CL.....questo si.


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MessaggioInviato: lun 8 giu 2015, 21:15 
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Reg. il: dom 10 apr 2005
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Cita:
Neymar ha il talento per diventare il "nuovo Messi"?


Neymar è fortissimo, ma secondo me non sarà mai Messi, poi magari mi sbaglierò.
Di Messi ne nasce uno ogni 15-20 anni (se va bene)


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MessaggioInviato: lun 8 giu 2015, 21:23 
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Reg. il: lun 7 lug 2003,
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Davidone ha scritto:
Quanti meriti date a LE quest'anno?



come già detto, gli stessi di dimatteo con il chelsea per me


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MessaggioInviato: lun 8 giu 2015, 21:27 
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Reg. il: ven 19 lug 2013
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Davidone ha scritto:
Quanti meriti date a LE quest'anno?

Pochi, ma significativi.
Vediamo che combina i prossimi anni, ma per me non è un grande allenatore.


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MessaggioInviato: gio 11 giu 2015, 18:19 
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Reg. il: mer 9 gen 2013,
Alle ore: 18:50
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Intervista a Xavi:
Cita:

Sul trasferimento al Barcelona a 11 anni...

Tutto per me era nuovo. Provenivo da una normale scuola calcio di Terrassa, lì dovevi prepararti il borsone, i vestiti, l'asciugamano e le ciabatte – tutto il necessario per la doccia. È stato un enorme cambiamento passare al Barcelona. Era come una grande casa. Tutto era grande: i servizi, gli spogliatoi, le docce. C'erano quattro-cinque persone che si assicuravano non ci mancasse niente. Avevamo tutto quello che ci serviva.

Era come vivere in un sogno. Immaginate di trovarvi nella miglior casa del mondo. Oltre a tutto ciò, ero un tifoso del Barça, quindi mi sentivo la persona più felice del mondo a indossare quella maglia. Già il solo fatto di avere il badge, o indossare i pantaloni della tuta del Barça, era qualcosa di straordinario per me. Sono un privilegiato.


Sull'Accademia e sull'apprendimento dello stile di gioco del Barcelona…

Sono arrivato nel '91. Quel Barcelona aveva già vinto il campionato e gli era stato affibiato il soprannome di 'Dream Team'. Guillermo Amor proveniva da La Masia. Lui era il punto di riferimento perché proveniva dal settore giovanile e si era affermato in prima squadra. A lui possiamo aggiungere Guardiola, Chapi Ferrer, Sergi Barjuan e i tre baschi [Bakero, Beguiristain, Zubizarreta]. Erano tutti esempi da seguire.

Anche gli allenatori lo erano. In quel periodo ci dicevano sempre: "Osservate il 'Dream Team', guardate come giocano. Noi giocheremo come loro, con il 3-4-3 votato al possesso palla". La filosofia era di affrontare tutte le squadre allo stesso modo. Ognuno di noi aveva un numero che rappresentava uno della prima squadra. Se quel numero era il quattro, allora eri Guardiola. Il mio punto di riferimento era Guardiola. Prima di lui invece Milla e Amor.


Sulle 151 presenze in UEFA Champions League…

Non ci pensi, vuoi solo vincere e fare bene. Poi realizzi quanto di straordinario hai fatto. Abbiamo scritto la storia. Questa squadra ha fatto la storia. Non solo il Barcellona, ma anche la nazionale. Complessivamente abbiamo vinto tutto. Ci siamo divertiti e abbiamo giocato a calcio nel modo in cui ci è stato insegnato crescendo. Quello che abbiamo imparato a casa, siamo riusciti a trasmetterlo in campo con le maglie di Barcellona e Spagna. È stato meraviglioso. In campo mi sono divertito in una maniera indescrivibile. È stata una gioia giocare le finali degli Europei, di Champions League e della Coppa del Mondo.

Sul cambiamento del Barcelona con Luis Enrique…

Luis Enrique vuole giocare nello stesso stile che il Barcelona ha sempre avuto, o almeno che ha da 30 anni. Questa è la sua idea: dominare le partite, mettere sotto pressione gli avversari, avere più possesso possibile, giocare in maniera offensiva, giocare bene, e muoversi molto a palla lontana. La sua priorità a centrocampo è quella di creare pericoli in avanti. Niente è cambiato se non i tre lì davanti.

Prima avevamo giocatori funzionali al gioco e al possesso ma che probabilmente non erano eccezionali nel saltare l'uomo. Forse l'unico così era Messi. Adesso ne abbiamo tre. Ci sono Neymar e [Luis] Suárez come Messi. Quando la palla arriva in avanti, si crea subito un pericolo per la porta avversaria. Non abbiamo bisogno di fare girare la palla molto per trovare Messi, perché adesso possiamo contare su Luis Suárez o Neymar per saltare l'uomo. In questa maniera possiamo trasformare la difesa in attacco in qualsiasi momento.


Su Lionel Messi…

È il più piccolo ma è il migliore in tutto, anche nel gioco aereo. Messi è un fenomeno. Non credo di dire nulla di nuovo. Ciò che Leo ha fatto e continua a fare è incredibile. È il migliore anche nella fase difensiva. Quando mette sotto pressione i difensori, riesce spesso a conquistare la palla. È semplicemente il migliore qualsiasi cosa faccia.

Quando ha la palla sai che qualcosa accadrà. Avere Messi in squadra significa che lo devi cercare sempre. Quando hai Messi vicino, ma c'è anche un altro passaggio possibile, la palla deve andare a Leo. Sai che da quel passaggio a lui nascerà un pericolo per la difesa avversaria.

Gli avversari se lo aspettano. È il miglior giocatore della storia senza alcun dubbio, e lo ha dimostrato negli ultimi otto o dieci anni. Ha avuto alcuni alti e bassi, come nella passata stagione, ma è normale, anche lui è un umano.


Sul compagno di vecchio corso e di reparto Andrés Iniesta…

È fantastico, è il più talentuoso calciatore spagnolo di tutti i tempi. È un calciatore incredibile e una persona meravigliosa con un cuore enorme. È straordinario in tutto, basta vedere come tratta le persone. Lui è un esempio nello spogliatoio e in campo. È un leader naturale. Quando gioca vuole sempre il pallone, non si nasconde mai, e non è una dote che hanno tutti i calciatori. Fa la differenza in tutte le zone del campo, è straordinario. Per me è stato un piacere aver giocato così tanti anni al suo fianco.


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MessaggioInviato: gio 11 giu 2015, 19:17 
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Reg. il: lun 6 ago 2012,
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Nyan Cat ha scritto:
vi porgo dunque alcune domande:
1) Il merito dell’epopea del barca è stato unicamente della scuola cruyffiana e della cantera o anche demerito delle avversarie? Può anche essere che in questi dieci anni le big italiane siano declinate e le inglesi e il bayern abbiano ottenuto risultati a corrente alternata?
2) Questo ciclo ha le potenzialità per continuare allo stesso modo anche per i prossimi 10 anni?
3) E se continua, c’è la possibilità di un sorpasso sul real madrid almeno sul fronte nazionale? Ora sono 9 gli scudetti e 5 le champions di distacco…
4) Questo Barcellona, inteso come ciclo, è il più grande di tutti i tempi, pur mancandogli l’impresa di rivincere la coppa per due anni di fila?


1) la concorrenza mi pare abbastanza agguerrita, quindi è merito del Barcellona.
2) Messi fra tre anni sarà sulla trentina, stessa cosa Suarez ed è ancora peggio per Iniesta, mentre Xavi è già andato via. Anche se il Barcellona dovesse fare sempre centro sul mercato, non credo che basterà per ripetere quel che ha già fatto e che è dovuto anche alla fortuna: perchè ritrovarsi a zero Messi, Xavi e Iniesta (per non citare gli altri) aiuta parecchio. :asd
3) nove scudetti e cinque champions in 10 anni sono un'anomalia, non la normalità. Ora (come tutti gli anni) pare che i nuovi vincitori debbano dominare per anni in lungo e in largo, come già era successo ad esempio con il Bayern, ma poi sul campo è tutta un'altra cosa
4) per me sì, indubbiamente


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MessaggioInviato: sab 20 giu 2015, 9:31 
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Ti quoto Crazy, quando affronti squadroni trovarsi nella condizione psico-fisica giusta è importantissimo. Solo un anno e mezzo fa in 9 su 10 avremmo dato il Barça sconfitto contro il Borussia, oggi sembrano alieni insuperabili.

La loro capacità di ripetersi anche nella Liga è straordinaria e quindi meritano di svettare su tutto e tutti in questo decennio, ma non sono imbattibili per statuto, già il prossimo anno sarà durissima, visto che le avversarie possono rinforzarsi. Io intanto mi concentrerei sugli altri trofei stagionali, non mi dispiacerebbe ripetere il 2009 o il 2011 in termini di palmares.

In generale, credo e spero che non commettano l'errore del Real di andare a 2000 all'ora in autunno, anche in ottica intercontinentale, per poi normalizzarsi - o peggio - nella fase calda della stagione.


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MessaggioInviato: sab 20 giu 2015, 11:37 
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Reg. il: mer 9 gen 2013,
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Ma infatti gli ultimi anni hanno dimostrato che per arrivare in fondo alla Champions devi avere la bravura (e fortuna) di arrivare nella fase calda della stagione (marzo in poi) in ottime/grandi condizioni fisiche e, possibilmente, senza giocatori chiave infortunati.


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MessaggioInviato: sab 20 giu 2015, 12:08 
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Reg. il: ven 22 mag 2015
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Vero. Il ciclo catalano per me resta superiore perché sono stati gli unici a confermarsi ripetutamente, in patria hanno fatto molto meglio del Real e in Champions, complessivamente pure. Ma anche loro hanno toppato vari momenti, come è ovvio che sia.


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