ciccio graziani ha scritto:
Io credo che il modulo centri fino ad un certo punto: prendiamo alcune celebri coppie di terzini sistemiste: Ballarin-Maroso, Bertuccelli-Manente, Magnini-Cervato, anche in questo caso il destro è più rude ed essenziale come caratteristiche (Ballarin, che però sapeva anche spingere, Bertuccelli e Magnini) mentre quello sinistro è più classico e tecnico (Maroso e Cervato, ma anche Manente che a fine carriera si riciclò come trequartista...)
Bertuccelli-Manente e Magnini-Cervato li lascerei perdere però, qui si parla di eccellenze.
Quanto a Ballarin-Maroso, Ballarin (terzino destro) era infatti molto più bloccato, Maroso (terzino sinistro) spingeva molto di più ed era più dotato.
E' vero che il modulo influisce fino a un certo punto, ma un po' influisce. Diciamo che alla fine è un po' la storia dell'uovo e della gallina, è il catenaccio che ha influenzato il modo di giocare degli italiani e quindi causato un aumento considerevole di terzini sinistri di qualità oppure l'Italia ha casualmente generato terzini sinistri di qualità superiore ai destri e quindi il catenaccio è stato “adattato”?
Io penso che comunque il catenaccio, non nato in Italia almeno originariamente, abbia comunque trovato terreno fertile in Italia sia per le caratteristiche intrinseche del popolo e della nazione italiana, ma anche per motivi tecnici, più futili, più legati al modo di giocare.