Nyan Cat ha scritto:
vi porgo dunque alcune domande:
1) Il merito dell’epopea del barca è stato unicamente della scuola cruyffiana e della cantera o anche demerito delle avversarie? Può anche essere che in questi dieci anni le big italiane siano declinate e le inglesi e il bayern abbiano ottenuto risultati a corrente alternata?
2) Questo ciclo ha le potenzialità per continuare allo stesso modo anche per i prossimi 10 anni?
3) E se continua, c’è la possibilità di un sorpasso sul real madrid almeno sul fronte nazionale? Ora sono 9 gli scudetti e 5 le champions di distacco…
4) Questo Barcellona, inteso come ciclo, è il più grande di tutti i tempi, pur mancandogli l’impresa di rivincere la coppa per due anni di fila?
Secondo me:
1) A gettare le fondamenta dello straordinario lavoro e dei risultati conseguiti è stato Cruijff; il primo ad introdurre l'idea che dalla cantera ai veterani di primi squadra tutti debbano avere una filosofia di gioco comune. Non credo si possa parlare di "demerito" dei club avversari. Alcuni tecnici nel post-Cruijff hanno avuto poi meriti evidenti: Rijkaard ha dato al club uno stabile spessore internazionale che nè Robson nè Van Gaal erano riusciti a conseguire. Guardiola ha fatto fare il definitivo salto di qualità, portando alla perfezione il sistema di gioco del Barça ed alla oggettiva assoluta supremazia in campo europeo (in quattro anni due coppe e due semifinali).
2) Difficile fare previsioni di questo tipo: purtroppo, nel calcio attuale, servono anche ingenti investimenti per rimanere sulla cresta dell'onda, soprattutto a livello internazionale. Dunque dipenderà da una serie di componenti. I mezzi economici, tecnici e societari ci sono, dunque tutto lascerebbe presagire che il momento magico del club catalano possa continuare.
3) Difficilissimo a dirsi ora come ora. Una cosa va considerata: il Real ce la sta mettendo tutta pur di favorire il Barça. Sono stati ceduti giocatori funzionali al progetto, che molto bene avevano fatto con le merengue (Ozil, Di Maria, Higuain) per cercare colpi eclatanti che "facessero vendere magliette" (james rodriguez e Bale). Dunque si è dimostrato che come al solito Perez non segue un preciso progetto tecnico, ma si muove in maniera istintiva, più da uomo di marketing. L'ultima scelta scellerata: mandare via al secondo anno Ancelotti, il tecnico della decima ed uno dei più capaci allenatori in attività, per puntare tutto su Benitez, un bravo tecnico, la cui compatibilità tattica col Real è ancora tutta da vagliare. Quindi posso dire che se questo sorpasso avverrà, una grossa fetta della responsabilità sarà dello scellerato Madrid.
4) Non lo so, sempre arduo stilare graduatorie. Però come portata rivoluzionaria questo Barça è paragonabile dal dopoguerra solo al grande Ajax e al Milan di sacchi. Una cosa però mi preme sottolineare: io escluderei dalla comune accezione di ciclo catalano il Barça di Rijkaard. Se prendiamo i titolari della formazione della finale di Coppa 2006, per fare un esempio, notiamo che tra di essi solo Puyol e ed Eto'o hanno poi continuato ad avere un ruolo di rilievo nel Barca di Guardiola. La spina dorsale di quella squadra dunque era di tutt'altra natura: a centrocampo c'erano i muscoli di Van Bommel ed Edmilson, sugli esterni uno come Van Bronchorst era molto diverso da gente come Alves o Alba. Davanti Ronaldinho, Giuly ed Eto'o avevano un gioco basato molto più sulla verticalità in ripartenza che sul tiki taka. Dunque parliamo di una squadra radicalmente diversa dal Barcellona Guardiolista, per interpreti e gioco. Basti pensare a come Pep si sia poi rapidamente disfatto dell'uomo simbolo di quella compagine, Ronaldinho, e come non abbia mai avuto troppo feeling con Eto'o (quest'ultimo ebbe a dire "vuole insegnarmi come si fa l'attaccante").Invece si può dire che da Guardiola a Vilanova, Martino e Luis Enrique, la spina dorsale della squadra sia rimasta sempre la medesima: Pique, Puyol, Mascherano, Xavi, Iniesta, Messi, Busquets, Dani Alves, con spazio maggiore dato anche tra le seconde linee ai canterani. I maggiori avvicendamenti si sono avuti in attacco, dove pur schierando grandissimi attaccanti, con caratteristiche "per tutti i gusti" (eto'o, Henry, Ibra, Villa, Sanchez, Pedro, Suarez, Neymar), la squadra non ha mai rinunciato al proprio tratto distintivo, il tiki taka.