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 Oggetto del messaggio: Re: L'evoluzione del Calcio Totale
MessaggioInviato: gio 27 nov 2014, 16:26 
Riporto in auge per tornare sul discorso dell'altro thread: in queste bellissime ricostruzioni, si nota l'assenza importantissima del Sudamerica.
Non ci sono squadre totali sudamericane, la frase del compagno di Seoane dopo un gol organizzato e "studiato a tavolino" ("Non mi sono divertito") rende plasticamente l'idea del perché nel continente del calcio "libero" il calcio totale (ma anche le più astruse alchimie tattiche moderniste in chiave difensiva, anzi a maggior ragione queste alchimie) non abbia mai preso piede.

Condividete, qualcuno sa e vuole esprimersi sul punto?


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 Oggetto del messaggio: Re: L'evoluzione del Calcio Totale
MessaggioInviato: gio 27 nov 2014, 16:31 
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Pulcino
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Francesco82 ha scritto:
Riporto in auge per tornare sul discorso dell'altro thread: in queste bellissime ricostruzioni, si nota l'assenza importantissima del Sudamerica.
Non ci sono squadre totali sudamericane, la frase del compagno di Seoane dopo un gol organizzato e "studiato a tavolino" ("Non mi sono divertito") rende plasticamente l'idea del perché nel continente del calcio "libero" il calcio totale (ma anche le più astruse alchimie tattiche moderniste in chiave difensiva, anzi a maggior ragione queste alchimie) non abbia mai preso piede.

Condividete, qualcuno sa e vuole esprimersi sul punto?

Ti ricordi che cosa diceva Franco Rossi?
I brasiliani e gli olandesi sono convinti di essere i più bravi di tutti. Solo che i brasiliani hanno ragione...

Poiché la tattica è il pane dei poveri, come dice Carlo Mazzone, serve molto di più a coloro che non sono nettamente superiori sul piano tecnico.
Logico, quindi, che i sudamericani abbiano sentito storicamente di meno l'esigenza di attrezzarsi sul piano tattico.


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 Oggetto del messaggio: Re: L'evoluzione del Calcio Totale
MessaggioInviato: gio 27 nov 2014, 17:36 
Sì hai perfettamente ragione, solo che io vorrei valorizzare questa diversità di approccio.

Se parliamo di calcio italiano tradizionale la differenza con i sudamericani è marcata nell'atteggiamento e nell'organizzazione difensiva, oltre che, storicamente, nella bravura dei difensori nei fondamentali. Loro attaccavano come cicale e noi eravamo più attenti, furbi, capaci di sfruttare le debolezze altrui e meno "libertini".

Se però valutiamo il raffronto proprio con l'Olanda, si nota come anche gli orange praticassero un calcio molto offensivo e spettacolare, cosa che oggi fanno anche il Bayern e la Germania. Ma il loro approccio, nonostante il livello tecnico molto elevato, rimane (specie oggi con i tedeschi) profondamente europeo, concreto, organizzato e razionale. La stessa Spagna, che pure anche per ragioni culturali è molto più vicina al calcio sudamericano, risultava e risulta in parte una via di mezzo: sono gli unici capaci di mettere in campo piedi da brasiliani veri e un'organizzazione europea, di marca chiaramente olandese.

In Brasile invece questa cultura razionale e razionalista sembrava estranea, in generale questo valeva per tutto il sudamerica, che anche oggi in ogni caso non produce squadre "totali", per restare al topic.

Si tratta di un'eccezione vistosa, che non dipende solo dalla tecnica ma anche dall'approccio. Forse loro si ritenevano i più bravi a prescindere, così bravi da non avere troppo bisogno di organizzarsi, un po' come (in misura minore) facevano i brasiliani d'europa (jugoslavi). O forse è proprio il modo in cui imparavano e in parte ancora imparano a giocare che marca differenze importanti.

Ci sono aneddoti significativi sul punto: sempre sul testo di Modeo ho letto che Garrincha, dopo che il tecnico aveva indicato alcune tattiche offensive da osservare scrupolosamente, rispose "L'ha detto anche agli avversari vero? Sono loro che devono imparare cosa fare!".
L'organizzazione armonica e globale sembra proprio una nostra prerogativa esclusiva, solo la Spagna ha funto un po' da catalizzatore di questi due modi antitetici di vivere il calcio. Olanda "storica" e oggi la Germania praticano un calcio offensivo, tecnico e spettacolare ma in cui l'organizzazione è sempre cruciale, e i tedeschi in particolare badano al sodo come nessun altro (gli olandesi in questo erano già molto più sudamericani e "cicaleggianti").


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 Oggetto del messaggio: Re: L'evoluzione del Calcio Totale
MessaggioInviato: gio 27 nov 2014, 17:59 
Parlando del Bayern, in particolare io noto una cosa peculiare, che troppo spesso sfugge: il gioco è di marca totale-ispanica, i piedi sono eccellenti, il controllo del pallone idem, la qualità si spreca.
Cosa differenzia quel Bayern dal miglior Barcellona (che era un po' una via di mezzo, ripeto, dal mio punto di vista) e a fortiori dalle squadre sudamericane? Per me non la bravura dei singoli, ma il loro carattere "estroso".

Nel Bayern ci sono tanti giocatori di grandissima qualità ma tutti sono molto "razionali", tolto forse Ribery. In Spagna e molto di più nei grandi Brasile della storia l'estro invece la faceva da padrone: questo rendeva il gioco più imprevedibile e da certi punti di vista (per me, almeno) più artistico. Ripeto, non parlo di bravura, ma proprio di approccio.

La grandezza delle squadre totali "migliori" risiede forse proprio nella capacità di armonizzare queste qualità.


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 Oggetto del messaggio: Re: L'evoluzione del Calcio Totale
MessaggioInviato: gio 27 nov 2014, 18:12 
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Cosa differenzia quel Bayern dal miglior Barcellona (che era un po' una via di mezzo, ripeto, dal mio punto di vista) e a fortiori dalle squadre sudamericane?

Principalmente le doti fisico-atletiche di alcuni suoi giocatori, specialmente dalla metà campo in su.


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 Oggetto del messaggio: Re: L'evoluzione del Calcio Totale
MessaggioInviato: gio 27 nov 2014, 18:20 
Quello è il dato più appariscente, ma la vera differenza sta nel ruolo marginale della fantasia (che non puoi misurare come kg e cm).

Il loro è calcio totale rigoroso e di marca puramente (appunto) europea, un qualcosa che in Sudamerica non era e forse non è concepibile, mentre la Spagna è una via di mezzo.


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 Oggetto del messaggio: Re: L'evoluzione del Calcio Totale
MessaggioInviato: gio 27 nov 2014, 18:35 
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Infatti quando parlo di fisicità e di atleticità intendo dire che nel Bayern si sono principalmente preferite queste caratteristiche rispetto alla tecnica pura.
L'uomo + di fantasia dei tedeschi è probabilmente Ribery, ancor + di Robben, mentre nel Barça dalla metà campo in su trovo almeno 3 uomini con quelle caratteristiche (Xavi, Iniesta e Messi, questo limitandoci solo all'epoca Guardiola, se includiamo anche quello attuale aggiungo Neymar).


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 Oggetto del messaggio: Re: L'evoluzione del Calcio Totale
MessaggioInviato: gio 27 nov 2014, 18:38 
Sì sono d'accordo, Ribery per me è l'unica vera eccezione (non a caso un "latino"), Robben no (anche se è un fuoriclasse e credo il più bravo della squadra, ma non è un giocatore "di fantasia" a mio avviso). Ecco, forse Gotze rientra un po' nella categoria.

Ripeto, non parlo di bravura ma di caratteristiche. Neymar è l'archetipo del giocatore brasiliano vecchio stampo: un talento un po' anarchico e narciso che però - nel suo caso - è anche molto bravo. Nella Spagna del 2012 praticamente erano tutti giocatori di fantasia, al di là del livello: pure Silva, Mata, Fabregas, in parte Xabi Alonso, oltre ai soliti due.

Per questo credo abbiano un po' fuso i due approcci, quello sudamericano e quello totale europeo.


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 Oggetto del messaggio: Re: L'evoluzione del Calcio Totale
MessaggioInviato: gio 27 nov 2014, 22:45 
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Raccattapalle
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Francesco82 ha scritto:
Sì hai perfettamente ragione, solo che io vorrei valorizzare questa diversità di approccio.

Se parliamo di calcio italiano tradizionale la differenza con i sudamericani è marcata nell'atteggiamento e nell'organizzazione difensiva, oltre che, storicamente, nella bravura dei difensori nei fondamentali. Loro attaccavano come cicale e noi eravamo più attenti, furbi, capaci di sfruttare le debolezze altrui e meno "libertini".

Se però valutiamo il raffronto proprio con l'Olanda, si nota come anche gli orange praticassero un calcio molto offensivo e spettacolare, cosa che oggi fanno anche il Bayern e la Germania. Ma il loro approccio, nonostante il livello tecnico molto elevato, rimane (specie oggi con i tedeschi) profondamente europeo, concreto, organizzato e razionale. La stessa Spagna, che pure anche per ragioni culturali è molto più vicina al calcio sudamericano, risultava e risulta in parte una via di mezzo: sono gli unici capaci di mettere in campo piedi da brasiliani veri e un'organizzazione europea, di marca chiaramente olandese.


Rimanendo un secondo OT, cosa mi dici sul Calcio Francese e Inglese???
QUello Inglese l'ho sempre visto simile a quello Tedesco, quindi fisico, ma la mentalità è differente dei Tedeschi combattenti e determinati, gli Inglesi si sono sempre sentiti superiori.


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 Oggetto del messaggio: Re: L'evoluzione del Calcio Totale
MessaggioInviato: ven 28 nov 2014, 13:08 
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Pulcino
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Reg. il: ven 9 mag 2014,
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ciccio graziani ha scritto:
Negli anni Settanta Stefan Kovacs ad un convegno sbalordì la plateo sostenendo che "Il Calcio Totale è sempre esistito". Questo perchè il cosiddetto calcio Totale non è nato all'improvviso negli anni 70 con l'Olanda ma è una filosofia calcistica che è nata nella notte dei tempi e si è evoluta nel corso del tempo

Esatto ciccio, per questo non sono d'accordo con chi dice di preferire gli allenatori "che lasciano il segno", perchè non l'hanno inventato loro quel modo di giocare e di conseguenza stanno solo copiando, per cui significherebbe che Jack Reynolds e Karl Rappan hanno cambiato il calcio e sono dei grandi e invece tutti quelli che vengono dopo non valgono niente.


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