Francesco82 ha scritto:
Pelé nei primi anni '60 nelle squadre di club se la giocava sicuramente, diciamo che all'epoca non esisteva un torneo come la Champions in grado di compattare quasi tutto il meglio del pianeta, per consentirci di valutarlo stagione dopo stagione.
So che Pelé ha massacrato Milan e Benfica e quindi in Coppa sarebbe stato un'ira di dio, del resto la Libertadores al tempo non valeva molto meno, c'era un equilibrio globale maggiore. Però rimane che non è stato possibile valutarlo in un torneo così di alto profilo per così tanto tempo (dopo la metà degli anni '60 si è riciclato come fuoriclasse domestico).
Esatto. Sono arciconvinto che Pelé avrebbe fatto altrettanto bene in qualsiasi manifestazione continentale di alto livello, ma bisogna valutare le cose per come sono andate. Pelé con il santos ha fatto benissimo per almeno un decennio di fila (proprio come messi), poi ha avuto un brusco calo per un paio d'anni (66 e 67), per poi riprendersi.
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Ovviamente con la nazionale ogni paragone è blasfemo.
Poco ma sicuro.
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Cruijff segnava meno (nei primi anni in patria no, ma nella fase migliore della carriera sì) ma era anche un giocatore diverso, più regista e uomo a tutto campo. Per me il paragone con i club è fattibile, Cruijff ha anche cambiato il modo di intendere il gioco, o ha contribuito a farlo. E' vero che dopo Germania '74 è stato meno devastante, ma credo sia ingiusto dire che è durato poco: ha iniziato prima dei vent'anni ed è arrivato vicino ai trenta come fuoriclasse assoluto. Dopo è stato un grande giocatore, ancora fra i migliori del pianeta forse, ma meno impressionante. A oggi il paragone fra i due comunque lo trovo equilibrato.
Secondo me Messi con i club ha fatto un po' meglio di Cruyff. Entrambi esplosi molto presto, ma Cruyff già intorno ai 27 anni (ai tempi del barca, quindi) non era più il giocatore pazzesco dell'ajax. Fortissimo sì, ma non fuoriclasse assoluto di qualche anno prima. Da questo punto di vista Messi gli è avanti di poco, per me. Paragone equilibrato, concordo.
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Puskas enorme ma vale il discorso dell'assenza di un contesto così proibitivo dove misurarsi anno dopo anno. Al Real è stato una divinità, arrivando comunque in una squadra già pluricampione d'Europa.
Tutto giusto. Il vero Puskas fu quello dei primi anni 50, della Honved. Tuttavia, Il fatto che al Real, ultratrentenne (e dopo non aver giocato per parecchi mesi!) e molto meno mobile rispetto al passato fosse così decisivo e incisivo dovrebbe far riflettere su quanto sia stato forte. Tra l'altro, come dico sempre, è un giocatore che ha reso grandi le tre squadre dove ha militato: Honved, Ungheria e Real (qui insieme a Di Stefano, vero, ma il concetto rimane valido). Tu che ne dici ?