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MessaggioInviato: lun 26 dic 2016, 11:57 
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Francesco82 ha scritto:
La grande differenza per me è che con il tempo, dai '50 ma soprattutto dai '60 e primi '70, tutti hanno dovuto incrementare la resa in termini di corsa e di ritmo. Prima la maggiore specializzazione dei ruoli rendeva meno vincolante questa esigenza: per dire già negli anni '30 c'erano giocatori che correvano i 100 metri in poco più di 11 secondi (ricordo giocatori del Borussia Dortmund anni '50 che di fatto erano decatleti con prestazioni avveniristiche) e ali che già coprivano distanze non troppo diverse da quelle attuali. In alcuni ruoli però era possibile giocare quasi da "fermi", cosa che oggi vale ma decisamente meno.

La preparazione ha infatti consentito di incrementare progressivamente il ritmo medio della gara e i giocatori si sono adeguati.

Io comunque eviterei queste pippe e mi godrei il calcio presente e passato senza tante menate, ma temo di essere in minoranza.


Giusto, soprattutto perché si è ridotta la distanza tra i reparti di gioco


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MessaggioInviato: lun 26 dic 2016, 12:40 
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Reg. il: ven 22 mag 2015
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Riporto un aneddoto per dimostrare la relatività - ritagliata sul proprio tempo e su ciò che si ha avuto modo di vedere - delle considerazioni sulle esigenze atletiche.

Nel 1931 Luis Monti, ritenuto da anni il miglior centromediano del mondo, sbarca a Torino sponda gobba.

Quando lo vedono, i dirigenti bianconeri trasaliscono: sembra un impiegato del catasto di quarant'anni, con la pancetta. Gioca un paio di partite penose, e viene spedito in tribuna. Inizia un ciclo di allenamenti durissimo e ritorna il fuoriclasse ammirato in Argentina.

Un giornale dell'epoca commentò che nel calcio moderno (per loro, quello di inizio anni '30) la preparazione era fondamentale, non come in epoca pioneristica, a inizio secolo o negli anni '10. In effetti il calcio negli anni '30 aveva già qualche decennio di storia alle spalle, in Inghilterra i primi campionati furono assegnati nel 1865 se ricordo bene. Per loro quella era già piena modernità, e in effetti per uno sport di dimensione globale 50-60 anni di storia sono tantissimo. Molti osservatori ritenevano che il salto più grande in termini di professionalità, esigenze tecniche e atletiche etc.. il calcio lo aveva compiuto proprio negli anni '20 con la nascita del professionismo, che aveva elevato tutti gli standard e incrementato i soldi a disposizione.

In sostanza, tutto è relativo, tanto che Brera ammirava Baggio in quanto gli ricordava Meazza: per lui non c'era grande differenza nel loro modo di giocare, nonostante fossero passati 50-60 anni.


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MessaggioInviato: lun 26 dic 2016, 12:52 
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Francesco82 ha scritto:
Riporto un aneddoto per dimostrare la relatività - ritagliata sul proprio tempo e su ciò che si ha avuto modo di vedere - delle considerazioni sulle esigenze atletiche.

Nel 1931 Luis Monti, ritenuto da anni il miglior centromediano del mondo, sbarca a Torino sponda gobba.

Quando lo vedono, i dirigenti bianconeri trasaliscono: sembra un impiegato del catasto di quarant'anni, con la pancetta. Gioca un paio di partite penose, e viene spedito in tribuna. Inizia un ciclo di allenamenti durissimo e ritorna il fuoriclasse ammirato in Argentina.

Un giornale dell'epoca commentò che nel calcio moderno (per loro, quello di inizio anni '30) la preparazione era fondamentale, non come in epoca pioneristica, a inizio secolo o negli anni '10. In effetti il calcio negli anni '30 aveva già qualche decennio di storia alle spalle, in Inghilterra i primi campionati furono assegnati nel 1865 se ricordo bene. Per loro quella era già piena modernità, e in effetti per uno sport di dimensione globale 50-60 anni di storia sono tantissimo. Molti osservatori ritenevano che il salto più grande in termini di professionalità, esigenze tecniche e atletiche etc.. il calcio lo aveva compiuto proprio negli anni '20 con la nascita del professionismo, che aveva elevato tutti gli standard e incrementato i soldi a disposizione.

In sostanza, tutto è relativo, tanto che Brera ammirava Baggio in quanto gli ricordava Meazza: per lui non c'era grande differenza nel loro modo di giocare, nonostante fossero passati 50-60 anni.


Ciò che dici è vero però io faccio un'aggiunta: nel calcio di una volta un fuoriclasse poteva incidere in modo più profondo nell'economia di una squadra. Così fece Monti con la Juventus, Mazzola (e Loik) con il Torino, Rivera con il Milan, Sivori (e Charles) con la Juve

Nel calcio di oggi questo fenomeno è molto più difficile perché il calcio è sì più atletico, ma soprattutto più schematico, di fatto oggi una squadra funziona come una catena di montaggio di un'industria, mentre un tempo il calcio era a dimensione più artigianale


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MessaggioInviato: lun 26 dic 2016, 13:15 
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Reg. il: ven 22 mag 2015
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Ciccio di là ho postato un video sui mondiali del 1938 dove si vedono accelerazioni e scambi quasi da calcio moderno, per me è molto interessante, l'ho scoperto ora.

Quoto ciò che dici, l'elevazione degli standard rende più difficile per un solo giocatore spostare di troppo le cose, il calcio è diventato sempre più sport atletico e collettivo, con le dovute eccezioni (appunto, la Spagna che domina negando quasi tutti gli assunti di base del calcio attuale).


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MessaggioInviato: lun 26 dic 2016, 14:07 
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Reg. il: mar 23 giu 2015
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Da quanto ho letto in giro sull'argomento, nel corso dei decenni il calcio non è cambiato tanto per i km percorsi a partita dai calciatori quanto per il tipo di corsa, sembrerebbe infatti che un tempo prevalesse una corsa più basata sulla resistenza e sul fondo, oggi invece quella basata soprattutto su scatti brevi e accelerazioni, in questo senso alcuni sostengono che il calcio di oggi sarebbe più veloce...che ne pensate?


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Reg. il: mer 25 lug 2012
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Francesco82 ha scritto:
Anzi dato che mi diverto posto: Meazza ha smesso quando già giocava Puskas, indi entrambi erano adatti al calcio del tempo. Puskas ha smesso quando giocava Cruijff, indi lo stesso giocatore - con molti anni in più peraltro - ha potuto giocare sia con Meazza che con Cruijff, senza che le cose cambiassero più di tanto. Cruijff ha visto debuttare Van Basten che ha giocato una vita con Maldini, il quale ha affrontato Cristiano Ronaldo.

Questo sciocco schemino smentisce le impressioni indotte da video vecchi e scadenti e dalla nostra percezione del tempo.

Brera ha vissuto il calcio sin dagli anni '30 e non ha mai pensato che fosse diventato più difficile (o più facile) con il tempo.



Si, questa successione temporale l'ho sempre pensata anch'io nel paragonare le diverse epoche.


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MessaggioInviato: lun 26 dic 2016, 16:38 
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Reg. il: dom 10 apr 2005
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Cita:
Anzi dato che mi diverto posto: Meazza ha smesso quando già giocava Puskas, indi entrambi erano adatti al calcio del tempo. Puskas ha smesso quando giocava Cruijff, indi lo stesso giocatore - con molti anni in più peraltro - ha potuto giocare sia con Meazza che con Cruijff, senza che le cose cambiassero più di tanto. Cruijff ha visto debuttare Van Basten che ha giocato una vita con Maldini, il quale ha affrontato Cristiano Ronaldo.

Questo sciocco schemino smentisce le impressioni indotte da video vecchi e scadenti e dalla nostra percezione del tempo.

Brera ha vissuto il calcio sin dagli anni '30 e non ha mai pensato che fosse diventato più difficile (o più facile) con il tempo.


Bravissimo Francesco.

Stessa cosa andando a ritroso: Scarone ha iniziato a giocare, duellando con Alberto Ohaco e ha tenuto ancora a battesimo un giovanissimo Meazza, che è nato 21 anni dopo Ohaco, chiudendo la carriera quando si affacciavano già i grandi degli Anni '40 come Moreno o Bican. Ed è solo un esempio.


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MessaggioInviato: lun 26 dic 2016, 19:11 
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Reg. il: mer 18 mag 2005
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samumonta ha scritto:
Da quanto ho letto in giro sull'argomento, nel corso dei decenni il calcio non è cambiato tanto per i km percorsi a partita dai calciatori quanto per il tipo di corsa, sembrerebbe infatti che un tempo prevalesse una corsa più basata sulla resistenza e sul fondo, oggi invece quella basata soprattutto su scatti brevi e accelerazioni,


Osservazioni condivisibili.


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MessaggioInviato: mer 28 dic 2016, 15:26 
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Reg. il: gio 22 dic 2016
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epico ha scritto:
Tra l'altro l'articolo da te postato proveniente Dall'Australia non mi pare che deponga poi tutto a tuo favore , dice che dal 1966 al 2010 la velocita' di giuoco e' aumentata solo del 15 % e che oggi le pause di giuoco sono molto piu' lunghe e il giuoco effettivo minore.

Insomma dati che semmai confermano la mia tesi , la velocita' di giuoco 15 % superiore puo' essere benissimo attribuita a palloni , scarpe e campi.

Fermo restando che analizzare due singole partite dice poco dato che ogni partita puo' risultare diversa nei ritmi anche se dello stesso periodo.

il 15 % di 10 km la distanza media percorsa dai calciatori nell'ultima coppa del mondo è 1 km e 500 metri che è tantissimo.
Dice che il gioco e più spezzettato perché ci sono più infortuni, la palla esce più spesso fuori(questo a causa dei ritmi frenetici). La densità di gioco è aumentata con una percentuale dei passaggi addirittura aumentata del 35%. Il che significa che si gioca in poco spazio ad alta intensità a differenza degli anni 80 dove c'erano le praterie e si può vedere benissimo in qualsiasi partita di quel periodo.

conclude: Increases in soccer ball speed and player density show similarities with other field sports and suggest common evolutionary pressures may be driving play structures. The increased intensity of play is paralleled by longer stoppage breaks which allow greater player recovery and subsequently more intense play. Defensive strategies dominate over time as demonstrated by increased player density and congestion. The long-term pattern formations demonstrate successful coordinated states within team structures are predictable and may have universal causative mechanisms.
This study on performance analysis has described emergentteam and game structure patterns over the longer term. Soccer atthe highest level has evolved significantly and will likely continueto change. While the causative factors are not known, the func-tional interaction of players and environments form predictableand successful patterns. The persistent trend towards these sta-ble blueprints, such as increasing player density, game speed andpassing rates, within a sport having very few rule changes andwith parallels in other field sports, suggest common evolutionarypressures are operating. To increase the probability of game successwithin a complex team sport requires rapid self-organisation in adynamical system, underpinned by prediction speed and accuracy,skill and fitness. The trends found over the longer term suggestsprofessionals are getting better at these through the processesof self-selection, conditioning, and positive feedback of successfulstrategies.

Ritmi lenti, poco intensità, praterie, reparti slacciati.
SCIENTIFICAMENTE DIMOSTRATO CHE IL CALCIO DEL PASSATO ERA INFERIORE COME è LOGICO CHE SIA.

Quando guardo Maradona vedo uno che si allunga la palla di 3 metri e riesce cmq a mantenerne il controllo senza che nessuno lo fermi perché i reparti sono slacciati, cosa impensabile oggi dove se fai una roba del genere l'uomo dietro ti ferma subito.

esempio di praterie dell'epoca:


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MessaggioInviato: mer 28 dic 2016, 17:46 
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Reg. il: dom 10 apr 2005
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Il calcio di ieri era un po' più lento, ma più difficile sotto altri aspetti.

Ogni epoca presenta le sue difficoltà.


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