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Reg. il: gio 21 apr 2005
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Qualcuno c'è e sempre ci sarà, per carità, ma non con la stessa frequenza di prima forse...


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MessaggioInviato: gio 26 gen 2012, 3:37 
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Reg. il: gio 10 feb 2005
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epico ha scritto:
Ai miei tempi la gente era piu' sociale , oggi ognuno sta chiuso in casa sua e se sta in compagnia lo fa per farsi le canne sulla panchine o stare in atteggiamenti cifotici sui cellulari, quanto agli aggeggi elettronici ai miei tempi non avevamo il computer.

vangelo

topic interessante.

ne stavo parlando proprio poco fa in un topic nella sezione fuori gioco, ormai quando si è insieme in macchina, in un bar o persino allo stadio, ci sono le persone che non ti ascoltano durante la conversazione o non guardano la partita (dopo aver pagato fior fior di soldi il biglietto) perchè sono connessi su facebook. Non è formativo ed è per me sinonimo di maleducazione.

Gli oratori si esistono ancora, ma gli iscritti, i partecipanti sono in drastico calo, pure io che non valgo una cippa a giocare a pallone ovviamente ho partecipato ai tornei dell'oratorio, un anno arrivando ultimo con una squdra materasso, un anno perdendo in finale.
A riguardo dei campetti e degli oratori (quotone al post di Marco Bode) bisogna distinguere la realtà di una paese più o meno grosso con la realtà di una città. Nel paese il bambino è ovviamente più propenso ad evadere dalle mure di casa, in città non è più così. Nel piazzale davanti alla scuola mia ormai non ci gioca più nessuno, giocavo poi un posto dove ci cagavano i cani, insomma giocavamo in mezzo alla #@*§, ora ci vanno solo i cani a #@*§. Il bambino quindi non è più capace di relazionarsi, vive la sua vita in maniera piatta a casa dinanzi a tutte le alternative ludiche statiche che gli vengono proposte (con tutte le cattive abitudini elencate in particolare da Gemini) e quando si ritrova in una realtà come quella di uno sport individuale (tennis, atletica) o peggio ancora di squadra (calcio, pallavolo, pallanuoto, basket), in cui c'è bisogno di rapportarsi con un allenatore e nel caso degli sport di squadra con un GRUPPO sono cedevoli, mollano presto perchè non reggono alle prime BATOSTE e tornano presto a grattarsi l'ombellico a casa. Poi magari a 16 anni stanno senza far niente, iniziano ad andare in palestra a fare pesi e si rovinano. Batoste che sono formative da un punto di vista sportivo ma soprattutto umano. La generazione mia (89-90-91) viene definita generazione della pappa pronta, ma qualche BATOSTA ce la siamo presa, quando vedo le generazioni 93-94-95 mi spavento.


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MessaggioInviato: gio 26 gen 2012, 3:43 
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Reg. il: gio 21 apr 2005
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Concordo quasi in toto con quello che dice david, se non la valenza negativa dell"andar a far pesi", che di per se è una cosa buona, anzi buonissima. Il problema è che li non vi sono vincoli ne regole dettate da attività agonistiche, quindi o uno prende atto che deve allenarsi pedissequamente (come il sottoscritto) per evitare di diventare obeso, altrimenti se si comincia a dire "oggi non ci vado perchè non ne ho voglia" si degenera... Fermo restando che noi non abbiamo avuto per un #@*§ la pappa pronta, e ancora meno avremo per il futuro :asd


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MessaggioInviato: gio 26 gen 2012, 9:49 
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Reg. il: lun 28 nov 2005
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Concordo con tutto quello che è stato detto. Il cambiamento c'è stato eccome :eek
Mentre prima il calcio era il passatempo principale, e, comunque, gli altri passatempi presupponevano la compagnia di uno o più persone, senza contare il fatto che i videogiochi/console erano in rampa di lancio, ora le cose sono cambiate, si sono capovolte.
Il passatempo principale sono diventati i videogiochi che, con l'avvento del multy e della banda larga, favoriscono per forza di cose l'isolamento sociale, senza contare il fatto che ora, al contrario di 15 anni fa, il ragazzo di 12 anni preferisce quasi sempre giocarla virtualmente (a FIFA o a PES) piuttosto che vestirsi, uscire, sudare in prima persona. Questo credo sia un dato di fatto, ed è comunque una delle tante conseguenze dell'avanzare della tecnologia. Non è un caso che nei paesi più poveri, o comunque quelli dove per motivi "tecnologici" internet non arriva il calcio o gli sport all'aperto siano ancora praticati. Una cosa tristemente inevitabile, ahimè.


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MessaggioInviato: gio 26 gen 2012, 11:02 
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Reg. il: dom 6 nov 2005,
Alle ore: 0:35
Messaggi: 12989
Guarda caso ogni utente dice che la sua è l'ultima generazione che si si salva in qualche modo: Teorema di Andrews in piena regola, farò un pensierino a brevettarlo :asd

Ragazzi, lo capite che il vostro ragionamento è un pesante luogo comune e non può reggere?
Il problema NON è a livello occidentale: in Spagna e in Germania le nuove generazioni sono decisamente superiori a quella subito precedente, cos'è, da loro la PlayStation e il computer non sono arrivati?
Ergo la causa scatenante non può essere quella da voi indicata, (altrimenti il calo sarebbe generalizzato), ma ce ne deve essere un'altra.

Chiaro il concetto ?.


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MessaggioInviato: gio 26 gen 2012, 11:15 
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Reg. il: mer 6 apr 2005,
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Marco Bode ha scritto:
I motivi del calo generazionale in Italia (nell'Occidente in generale) sono tanti. Non ci sono più palestre come gli oratori. Non c'è più la fame di voler arrivare, la determinazione, conseguenza del tipo di società in cui i nostri giovani sono stati fatti crescere.

Anch'io penso che sia questa una delle cause principali. La mia generazione - diciamo i ragazzi nati negli anni '80, ossia quelli che dovrebbero formare l'attuale nazionale - è probabilmente la prima della storia di Italia a essere nata in una condizione di benessere totale. E' difficile trovare le motivazioni per sbattersi tanto da sfondare, nel calcio o in altri ambiti, e la conseguenza è il calo attuale.
Viceversa in Spagna la generazione attuale è nata con un paese appena uscito dal franchismo, e quindi con una cultura della rivalsa ben radicata. In Germania spopolano i figli di immigrati, che quindi difficilmente vivono negli agi.
Ora che stiamo vivendo un periodo di crisi, quindi magari chi è un bambino o un ragazzino inizia a pagarne le conseguenze sul suo stile di vita e, tra uno/due lustri, ci ritroveremo in Italia con una nuova generazione di fenomeni.

Poi ovviamente ci sono molte eccezioni, in un senso o nell'altro. La più evidente è Cassano, che malgrado sia nato negli anni '80 la fame l'ha patita eccome da ragazzino, ma non è mai stato esattamente uno stacanovista :asd
wonderwall ha scritto:
Incredibile a dirsi (visto le nostre divergenze di pensiero :asd ) ma sono d'accordo con Andrew :asd

La questione però secondo me è anche un'altra: perchè nel calcio si fanno tutti sti discorsi e ciò non vale anche negli altri sport in cui gli italiani continuano, chi + chi meno, ad eccellere?

Hai detto proprio quello che non dovevi dire :asd
In tutti gli sport c'è un calo enorme, solo nel nuoto stiamo vivendo un periodo tra i migliori della nostra storia. E in parte nel tennis femminile (dove però tiriamo avanti con tenniste che già più di 10 anni fa avevano fatto vedere cose buone).
Le olimpiadi di Vancouver sono state le peggiori del dopoguerra, le nazionali di basket e pallavolo (maschile) fanno ribrezzo, e la lista potrebbe continuare.


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Andrew89 ha scritto:
Guarda caso ogni utente dice che la sua è l'ultima generazione che si si salva in qualche modo: Teorema di Andrews in piena regola, farò un pensierino a brevettarlo :asd


:rofl

La mia generazione non si salva, caro mitone :asd anzi, mi sa che la prima a essere stata inficiata da ciò che teorizzo :asd

Cita:
facebook


Eh, parliamo anche di questa cosa :asd

L'idea di base secondo me è interessante e anche bella: mantenere una rete di relazioni, magari tra persone lontane tra loro.

E invece cosa è diventato?
Un posto dove farsi i #@*§ degli altri, giocare su esibizionismo e voyeurismo ed ha invaso la nostra vita in maniera tale che, se tu non accetti quel tipo di innovazione, bene o male, in qualche modo, sei tagliato fuori.

Andrew torniamo al discorso dei modelli: Facebook non era un modello viziato in sè, siamo noi che l'abbiamo reso tale.


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MessaggioInviato: gio 26 gen 2012, 15:04 
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Guarda caso ogni utente dice che la sua è l'ultima generazione che si si salva in qualche modo: Teorema di Andrews in piena regola, farò un pensierino a brevettarlo


Io non l'ho mai detto, anzi... :asd
Cita:
Ragazzi, lo capite che il vostro ragionamento è un pesante luogo comune e non può reggere?
Il problema NON è a livello occidentale: in Spagna e in Germania le nuove generazioni sono decisamente superiori a quella subito precedente, cos'è, da loro la PlayStation e il computer non sono arrivati?
Ergo la causa scatenante non può essere quella da voi indicata, (altrimenti il calo sarebbe generalizzato), ma ce ne deve essere un'altra.

Chiaro il concetto ?.


D'accordo, non è a livello occidentale... A livello di contesto sociale ITALIANO però si. Noi assimiliamo in maniera lenta, ma fortissima, ogni cambiamento. Vale a dire che se prima giocavamo solo a calcio oggi stiamo solo su fb. E'calcolato infatti che gli italiani in % navigano meno degli altri, ma come ore totali siamo li. Perchè ? Perchè chi lo usa lo fa molto di più che nel resto d'europa. Insomma, ci fissiamo.... Senza contare poi il problema del sistema sportivo, che altrove non c'è


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In spagna si salvano calcisticamente solo grazie alla scuola calcio Barcellona , se non ci fosse stata quella scuola non staremmo qui a parlare deella grande generazione spagnola , e' quindi un caso unico.


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Se è per quello manco noi negli anni 90 staremmo parlando di grande generazione di difensori senza il milan... Barcellona, non me ne vogliano i bachi, fa parte della spagna a tutti gli effetti...


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