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MessaggioInviato: mer 10 set 2014, 16:36 
Sì, Ferrari era un concreto, ma anche un vincente come pochi. 8 scudetti da uomo chiave, 2 titoli mondiale dove è stato ancora più importante, 160 gol in Serie A senza essere attaccante vero.

Forse non brillava in tecnica e genio come Meazza, ma è stato altrettanto importante nella storia del nostro calcio, un pilastro della nostra storia, io credo sicuramente fra i migliori azzurri in assoluto, ma proprio da mettere nelle prime posizioni.


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MessaggioInviato: mer 10 set 2014, 19:00 
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Francesco82 ha scritto:
Sì, Ferrari era un concreto, ma anche un vincente come pochi. 8 scudetti da uomo chiave, 2 titoli mondiale dove è stato ancora più importante, 160 gol in Serie A senza essere attaccante vero.

Forse non brillava in tecnica e genio come Meazza, ma è stato altrettanto importante nella storia del nostro calcio, un pilastro della nostra storia, io credo sicuramente fra i migliori azzurri in assoluto, ma proprio da mettere nelle prime posizioni.


Concordo, per Franco Rossi è uno dei migliori giocatori italiani di sempre.

Strano che Brera non abbia parlato del suo amico, coetaneo ed ex compagno di squadra Campatelli...


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MessaggioInviato: mer 10 set 2014, 21:10 
Chiedo agli esperti: alla fine, in un'ideale graduatoria italica, prima Valentino Mazzola o il Giuan? Io sono indeciso, ho provato a documentarmi e sicuramente Valentino ha avuto un impatto come singolo superiore e una modernità superiore, ma come abbiamo detto Ferrari è L'epoca d'oro del calcio italiano, il perno di squadre epocali, giocatore di una continuità e di un'importanza mai viste. Si era affermato giovanissimo negli anni '20 ad Alessandria, giocando e segnando come un attaccante, e poi ha fatto incetta di scudetti. In Francia nel 1938 incantò il mondo quasi al pari di Peppin.

Insomma, se Giuseppe è il primo, chi è il secondo, dal vostro punto di vista?


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MessaggioInviato: mer 10 set 2014, 21:31 
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Beh storicamente Ferrari ha lasciato un'impronta più grande per ovvie ragioni, mentre Mazzola come dici tu era probabilmente superiore (e più moderno) come giocatore a tutti tondo. Dipende dai criteri di tale classifica.


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MessaggioInviato: gio 11 set 2014, 21:06 
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Francesco82 ha scritto:
Chiedo agli esperti: alla fine, in un'ideale graduatoria italica, prima Valentino Mazzola o il Giuan? Io sono indeciso, ho provato a documentarmi e sicuramente Valentino ha avuto un impatto come singolo superiore e una modernità superiore, ma come abbiamo detto Ferrari è L'epoca d'oro del calcio italiano, il perno di squadre epocali, giocatore di una continuità e di un'importanza mai viste. Si era affermato giovanissimo negli anni '20 ad Alessandria, giocando e segnando come un attaccante, e poi ha fatto incetta di scudetti. In Francia nel 1938 incantò il mondo quasi al pari di Peppin.

Insomma, se Giuseppe è il primo, chi è il secondo, dal vostro punto di vista?


Valentino più forte e più grande.

Ferrari grandissimo come mentalità, straordinario anche come giocatore, resa e impatto, ma alla fine meno grande di altri. E' difficile andare a quantificare il suo reale valore in campo, alla fine lui era uno stantuffo invece che un artista, questo può aver pesato nella valutazione degli storici italiani. Aveva meno classe complessiva di un Meazza, un Mazzola o un Rivera e, per dirla alla noodles, non è mai stato il primo violino di una squadra, nemmeno nella Juve, perché era Mumo Orsi. Meazza era il primo violino dell'Inter, del campionato italiano e dell'Italia, Valentino Mazzola lo era del Torino, del campionato italiano e dell'Italia e così pure Rivera nel suo momento d'oro.

Valentino Mazzola era ancora più dominante moderno, giocava da un'area all'altra, è stato il Di Stefano italiano. Forse come forza pura sul campo, il più forte italiano di sempre, così la pensano in tanti, dallo stesso Brera a Bernardini.

Ciò detto, Ferrari è stato comunque un grande e forse un po' sottovalutato oggi, in un'intervista pochi anni prima di morire, Amedeo Biavati parlò di Piola, Meazza e Ferrari come di un trio irripetibile per la storia del calcio italiano.


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MessaggioInviato: gio 11 set 2014, 21:23 
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Ferrari come tipologia di giocatore era un tipico giocatore degli anni Venti/Trenta, lo si vede anche da quei pochi filmati che ci sono dell'epoca con una ripresa decente: corricchiava da area a area sempre con lo stesso ritmo lento ma costante. Aveva un'intelligenza calcistica innata che lo portava a essere sempre nel posto giusto al momento giusto, sia in difesa che in attacco. Non avendo sufficiente genio, si limitava a cercare sempre le soluzioni più semplici e razionali, era un grandissimo regolatore di squadre; dove passava lui arrivava lo scudetto. La Juventus vinse cinque scudetti di fila trovando una continuità eccezionale (merito soprattutto di Ferrari, rifornitore dei primi violini Orsi e Cesarini, scarsamente portati al sacrificio), passò all'Ambrosiana e grazie a lui Meazza tornò ad essere grande rivincendo lo scudetto, la sua impresa più grande fu però lo scudetto del 1941, quando a 34 anni (per l'epoca era come averne 37/38) trascinò un Bologna ormai bollito e a fine corsa verso il tricolore (i felsinei dovranno aspettare 23 anni per tronare a vincere lo scudo)

Così lo definì Ettore Berra (che per la cronaca è il giornalista che ne capiva di più dell'epoca essendo stato ex calciatore): "è non solo il miglior giuocatore della sua generazione, ma è l'uomo che insegna a tutti come si giuochi per la squadra e non solo per il proprio tornaconto, come s'inizi un'azione, come ci si comporta negli sviluppi di quest'azione. Si può dire che tale ruolo è, dal punto di vista tecnico una creazione sua. Prima di Ferrari, il mezzo-sinistro era un giuocatore qualunque [...]. Quando darà un addio allo sport porterà con sé il segreto del suo giuoco. Nessuno finora l'ha eguagliato, nessuno lo vale".


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MessaggioInviato: gio 11 set 2014, 21:33 
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Volevo solo fare una piccola precisazione. Nel Metodo (una sorta di 2-3-2-3 in numeri) era di solito importante più il lato destro del campo rispetto al lato sinistro. Questo perchè i destri naturali sono molto più diffusi dei sinistri. Ad esempio nella coppia di terzini centrali (2-3), quello che giocava a destra (il 2 cioè il terzino di posizione) aveva più compiti di regia e di costruzione del gioco (una sorta di libero ante-litteram) mentre il terzino sinistro (il 3 cioè il terzino volante) era più un gregario tutto muscoli e sostanza che doveva soprattutto fermare le avanzate avversarie (e in questo ruolo assomiglia molto ad un moderno stopper). Pure nella coppia di interni, l'interno destro (l'8) era quasi un attaccante aggiunto e aveva compiti prettamente offensivi mentre quello sinistro (il 10) era più uno sgobbone che aveva il compito di mantenere l'equilibrio tra i reparti.

Nel Metodo, le mezzali, pur essendo nominalmente degli attaccanti, partivano abbastanza arretrate, soprattutto nella sua versione all'italiana, i compiti di regia del settore offensivo erano riservate di più al centravanti, cioè un giocatore completo che doveva fare a sportellate con i difensori avversari e permettere alle mezzali di salire. Le mezzali avanzavano verso l'attacco con trame molto compassate e orizzontali. Le verticalizzazioni, le triangolazioni e la ricerca della profondità saranno tutte caratteristiche venute con il Sistema.


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MessaggioInviato: ven 12 set 2014, 11:01 
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Concordo con ciccio, Ferrari era un grande regolarista, un giocatore razionale, che sapeva fare un po' di tutto, potrebbe ricordare un po' Johan Neeskens in qualche modo…giocatori preziosissimi per le loro formazioni, vincenti veri, capaci di fare un po' di tutto in campo e che sono stati la fortuna dei loro allenatori…ma non sono mai stati i primi violini delle loro squadre (forse Neeskens nel 78 lo fu però, soprattutto nella semifinale con l'Italia).


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MessaggioInviato: ven 12 set 2014, 15:14 
Sì, forse mai il primo violino, ma così determinante e in grado di spostare gli equilibri da essere secondo me fra i 3-4 giocatori italiani più importanti in assoluto, forse meno forte di Valentino come impatto singoli ma certamente più grande, per quanto mi riguarda, perché impostosi in contesti più probanti (Valentino in azzurro ha giocato poco e soffriva molto la pressione, a quanto ricordo, mentre Giuan era l'uomo cruciale - o quasi - di due mondiali).

Il fatto che fosse meno moderno sposta poco, Platini era meno moderno di Neeskens ma anche più bravo!

Per me il paragone può starci con Matthaus, giocatore poco estroso e geniale ma immensamente decisivo, e se devo scegliere credo Ferrari sia comunque più importante, e di certo molto più vincente.


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MessaggioInviato: ven 12 set 2014, 15:28 
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Francesco82 ha scritto:
Sì, forse mai il primo violino, ma così determinante e in grado di spostare gli equilibri da essere secondo me fra i 3-4 giocatori italiani più importanti in assoluto, forse meno forte di Valentino come impatto singoli ma certamente più grande, per quanto mi riguarda, perché impostosi in contesti più probanti (Valentino in azzurro ha giocato poco e soffriva molto la pressione, a quanto ricordo, mentre Giuan era l'uomo cruciale - o quasi - di due mondiali).

Il fatto che fosse meno moderno sposta poco, Platini era meno moderno di Neeskens ma anche più bravo!

Per me il paragone può starci con Matthaus, giocatore poco estroso e geniale ma immensamente decisivo, e se devo scegliere credo Ferrari sia comunque più importante, e di certo molto più vincente.


Certo, essere meno moderno è relativo, ammesso però che Platini fosse davvero meno moderno di Neeskens (per me, no, comunque, Platini lo ritengo un giocatore molto moderno), però ecco penso che nessuno potrà dirti che Giovanni Ferrari sia stato più grande di Valentino Mazzola.

Che Valentino soffrisse la pressione in maglia azzurra è vero in parte, le cronache di Brera ad esempio ci descrivono un Valentino over the top anche in azzurro, il problema erano le stranezze tattiche di Pozzo unite a compagni di mediana non sempre all'altezza. Ferrari giocava in degli squadroni, Valentino in nazionale già molto meno.

Io credo che Ferrari possa a pieno titolo rientrare tra i migliori 10-15 italiani di sempre, ma obiettivamente ci sono stati giocatori più forti e grandi di lui, il palmares non è comunque tutto, va tutto contestualizzato, Rivera ma anche Baggio hanno vinto molto meno, ma sono stati più trascinanti di Ferrari nel loro decennio.

Io vedo Ferrari come il classico giocatore utilissimo e di sistema…ma non lo avresti mai visto nei primi 5 calciatori al mondo in nessuna singola stagione, una sorta di Rijkaard o Schweinsteiger forse un po' più bravo (ma chi può dirlo realmente?) o un Neeskens, appunto. Mai il solista per eccellenza, mai il giocatore migliore della propria squadra in nessun momento (Orsi era più forte e più decisivo di lui nella Juve, Meazza e Piola lo erano in nazionale), però un collante di importanza capitale e una polizza sicura su cui puntare per vincere.


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