Francesco82 ha scritto:
Sì, forse mai il primo violino, ma così determinante e in grado di spostare gli equilibri da essere secondo me fra i 3-4 giocatori italiani più importanti in assoluto, forse meno forte di Valentino come impatto singoli ma certamente più grande, per quanto mi riguarda, perché impostosi in contesti più probanti (Valentino in azzurro ha giocato poco e soffriva molto la pressione, a quanto ricordo, mentre Giuan era l'uomo cruciale - o quasi - di due mondiali).
Il fatto che fosse meno moderno sposta poco, Platini era meno moderno di Neeskens ma anche più bravo!
Per me il paragone può starci con Matthaus, giocatore poco estroso e geniale ma immensamente decisivo, e se devo scegliere credo Ferrari sia comunque più importante, e di certo molto più vincente.
Certo, essere meno moderno è relativo, ammesso però che Platini fosse davvero meno moderno di Neeskens (per me, no, comunque, Platini lo ritengo un giocatore molto moderno), però ecco penso che nessuno potrà dirti che Giovanni Ferrari sia stato più grande di Valentino Mazzola.
Che Valentino soffrisse la pressione in maglia azzurra è vero in parte, le cronache di Brera ad esempio ci descrivono un Valentino over the top anche in azzurro, il problema erano le stranezze tattiche di Pozzo unite a compagni di mediana non sempre all'altezza. Ferrari giocava in degli squadroni, Valentino in nazionale già molto meno.
Io credo che Ferrari possa a pieno titolo rientrare tra i migliori 10-15 italiani di sempre, ma obiettivamente ci sono stati giocatori più forti e grandi di lui, il palmares non è comunque tutto, va tutto contestualizzato, Rivera ma anche Baggio hanno vinto molto meno, ma sono stati più trascinanti di Ferrari nel loro decennio.
Io vedo Ferrari come il classico giocatore utilissimo e di sistema…ma non lo avresti mai visto nei primi 5 calciatori al mondo in nessuna singola stagione, una sorta di Rijkaard o Schweinsteiger forse un po' più bravo (ma chi può dirlo realmente?) o un Neeskens, appunto. Mai il solista per eccellenza, mai il giocatore migliore della propria squadra in nessun momento (Orsi era più forte e più decisivo di lui nella Juve, Meazza e Piola lo erano in nazionale), però un collante di importanza capitale e una polizza sicura su cui puntare per vincere.