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Coppa Intercontinentale 1963
SANTOS
LA STORIA
La grande illusione del Milan, una stortura regolamentare, tante polemiche. Fu un romanzo, la tripla finale del 1963. Il match d'andata si trasforma in una passerella dei rossoneri, nettamente superiori.
A San Siro gli oltre 50 mila paganti producono l'incasso record di 140 milioni. Il Santos dimostra grinta e rabbia agonistica, ma qualità scarse, non bilanciate da Pelé in ottima forma.
Dopo appena tre minuti Trapattoni al culmine di una bella combinazione tra Amarildo e Rivera stanga in rete da quindici metri. Il bis: Trapattoni crossa in area, Altafini salta senza colpire e Amarildo centra di testa con perfetto tempismo.
Si profila una debacle dei brasiliani, ma in avvio di ripresa due prodigiosi interventi di Gilmar domano tiri di Mora e Rivera e Pelé inventa un gol strepitoso, imbambolando Trapattoni. Nel finale, un rigore consente a Pelé di accorciare le distanze, dopo l'annullamento di un gol di Coutinho.L'UOMO PIU': AMARILDO
Tavares de Silveira Amarildo, eroe del Mondiale 1962, quando aveva sostituito l'infortunato Pelé trascinando la squadra al bis iridato, è passato al Milan nell'estate 1963, dopo che la folle asta dell'anno precedente tra Fiorentina e Juventus è stata troncata dal veto della Federcalcio. Ripagherà solo in parte tanta attesa, ma alcune sue prestazioni lo avvicinano alle vette di Pelé. E nella partita a distanza col grande "O Rey" a Milano esce da trionfatore sotto gli applausi scroscianti di San Siro.Il discorso tecnico si chiude qui. Al Maracanà il Santos è privo di Pelé, sostituito da Almir, e sospinto dall'urlo di 150 mila tifosi. Il Milan va in vantaggio con Altafini e Mora raddoppia poco dopo. Sembra fatta, ma comincia a diluviare e il gioco duro dei brasiliani (su tutti Ismael e il rissoso Almir) supera ogni limite, sotto lo sguardo condiscendente dell'arbitro argentino Brozzi. Quando Almir eccede nei falli, un minimo accenno di reazione da parte dei rossoneri provoca il severo intervento dell'arbitro. In un'allucinante ripresa, il Santos segna quattro gol.
Lo spareggio, a distanza di 48 ore, per stortura regolamentare si gioca alternativamente in Sudamerica e in Europa, con alternanza valida anche se la "bella" non viene disputata. Il Benfica non ebbe bisogno del terzo match, ma tocca comunque al Sudamerica.
Due giorni dopo, ancora a Rio, un Milan malconcio minaccia il forfait se non viene cambiato l'arbitro. Risposta: se il Milan rinuncia, vince il Santos. I rossoneri decidono di partecipare, allegando una inutile riserva scritta. In campo Almir si scatena, mettendo fuori causa Balzarini, sostituito tra i pali da Barluzzi. Poi lo stesso Almir, dopo uno scontro con Maldini, si butta a terra protestando e Brozzi (che poi verrà punito con la perdita della qualifica di internazionale) gli regala il rigore. Maldini protesta e viene espulso, Dalmo trasforma. Carniglia decide di ritirare la squadra, ma i dirigenti glielo impediscono. E il primo segnale che qualcosa non funziona nel meccanismo della Coppa Intercontinentale.Il Santos Campione del Mondo 1963Il contestatissimo arbitro argentino BrozziGara di Andata
16 ottobre 1963 - Stadio San Siro, Milano
MILAN - SANTOS 4-2
Reti: 1-0 3' Trapattoni, 2-0 15' Amarildo, 2-1 55' Pelé, 3-1 67' Amarildo, 4-1 82' Mora, 4-2 84' Pelé (rig)
Milan: Ghezzi, David, Trebbi, Pelagalli, Maldini, Trapattoni, Mora, Lodetti, J. Altafini, Rivera, Amarildo.
Santos: Gilmar, Lima, Haroldo, Calvet, Geraldinho, Mengalvio, Zito, Dorval, Coutinho, Pelé, Pepe.
Arbitro: Habefellner (Spagna)
Gara di Ritorno
14 novembre 1963 - Maracanà, Rio de Janeiro
SANTOS - MILAN 4-2
Reti: 0-1 12' Altafini, 0-2 17' Mora, 1-2 50' Pepe, 2-2 54' Almir, 3-2 65' Lima, 4-2 68' Pepe
Santos: Gilmar, Ismael, Dalmo, Haroldo, Mauro, Lima, Dorval, Mengalvio, Coutinho, Almir, Pepe
Milan: Ghezzi, David, Trebbi, Pelagalli, C. Maldini, Trapattoni, Mora, Lodetti, Altafini, Rivera, Amarildo
Arbitro: Brozzi (Argentina)
Ripetizione
16 novembre 1963 - Maracanà, Rio de Janeiro
SANTOS - MILAN 1-0
Reti: 1-0 35' Dalmo (rig)
Santos: Gilmar, Ismael, Dalmo, Mauro, Lima, Haroldo, Dorval, Mengalvio, Coutinho, Almir, Pepe
Milan: Balzarini (40' Barluzzi), Pelagalli, Trebbi, Benitez, C. Maldini, Trapattoni, Mora, Lodetti, Altafini, Amarildo, Fortunato
Arbitro: Brozzi (Argentina)
Coppa Intercontinentale 1964
INTER
Notte di Stelle a Madrid, Independiente koLA STORIA
L'Inter porta per la prima volta in Italia il trofeo. L'andata a Buenos Aires contro l'Independiente è avvincente. Le due squadre si affrontano alla pari, fino al grave infortunio del terzino Rolan, che al 33' del primo tempo subisce una frattura del perone. Non sono previste sostituzioni, in suo luogo retrocede Savoy e gli argentini reagiscono buttando sul campo grinta e cuore. L'Inter mostra di non gradire il clima, ma non corre rischi, grazie alla confusione che regna nella manovra avversaria. Poi, dopo 12 minuti della ripresa, ecco il decisivo patatrac: su una deviazione di testa di Rodriguez, Sarti interviene, mancando la facile presa e facendosi rotolare alle spalle il pallone. Quasi un autogol.
Gli uomini di Herrera subiscono il contraccolpo e da quel momento accade ben poco. La difesa nerazzurra regge senza patemi l'urto avversario, ma i rilanci non sono mai molto ficcanti.Il ritorno a Milano è una festa nerazzurra.
Dopo sette minuti, Mazzola con una stangata dai sedici metri porta in vantaggio i nerazzurri, che raddoppiano dopo la mezz'ora grazie a una bella azione in propulsione di Malatrasi, il cui cross viene deviato in rete dalla testa di Corso.
Poi i nerazzurri si limitano a gestire il risultato, fallendo peraltro con Milani e Jair alcune clamorose conclusioni, contro una squadra chiaramente impostata per non subire gol e dunque in difficoltà nel creare gioco offensivo.
Ci vuole comunque una prodezza di Sarti per deviare di piede una bomba dell'attaccante Suarez. L'espulsione del difensore Ferreiro a venti minuti dalla fine per una entrata terrificante su Luis Suarez rinnova l'inferiorità numerica degli argentini, alla fine scontenti dell'arbitraggio dell'ungherese Geroe, decisamente casalingo anche se ineccepibile nelle decisioni importanti. Tutto rimandato dunque alla bella.
E qui giocano a favore dell'Inter due fattori. Primo: l'alternanza quest'anno prevede l'incontro in Europa, anche se a Madrid; in più, il regolamento prevede in caso di parità i supplementari, al termine dei quali una ulteriore parità favorirebbe l'Inter, che ha segnato un gol in più.
Il che impone agli argentini uno schieramento più portato all'offesa. Sono passati appena tre giorni, Herrera deve rinunciare a Mazzola, in precarie condizioni fisiche, che sostituisce con Peirò, nella speranza che catalizzi qualche favore del pubblico del Bernabeu; fuori anche l'infortunato Burgnich, con Malatrasi terzino e ritorno di Tagnin in mediana.
L'Inter è protagonista di una grande prestazione, sotto la pioggia e contro un avversario superiore sul piano fisico. Il pubblico parteggia per gli argentini, che vanno all'attacco ma con giudizio, lasciando anzi spesso l'iniziativa ai nerazzurri. Nel secondo tempo è assalto a pieno organico, che costringe Luis Suarez ad arretrare il proprio raggio d'azione, mentre solo un grande Corso riesce a tratti a tenere sul chi vive la retroguardia argentina. Impostata questa volta su un libero fisso, Guzman, a protezione dello stopper Acevedo, con un modulo simile ai dirimpettai. La forza dell'Inter si dispiega per intero:difesa ferrea, con Sarti sugli scudi (miracolosa una deviazione su un gran tiro del centravanti Suarez), e agile contropiede, grazie alla forza di Milani, che possiede senso tattico e coraggio, ai guizzi di Corso e a un Peirò formato gigante. A cinque dalla fine Bernao fa centro, ma Ortiz de Mendibil annulla per (ineccepibile) fuorigioco. Finisce in parità e si va ai supplementari, dove l'azione del gol premia la superiorità nerazzurra: una centrata lunga di Milani viene miracolosamente tenuta in campo da Peirò che offre a Corso il pallone per un gol di straordinaria qualità.
L'UOMO PIU': Mario CORSO
Difficile scegliere il migliore nell'ambito di tre partite, anche se Mario Corso, in condizioni di forma smagliante, si è segnalato tra gli uomini decisivi e la doppietta tra Milano e Madrid lo colloca decisamente sul gradino più alto del podio. Premiato in quei giorni dalla stampa sportiva come miglior giovane del campionato italiano, il mancino si avvia verso la maturità agonistica.
La fantasia e l'imprevedibilità del suo gioco vengono esaltate nel confronto di Madrid, dove Herrera lo spedisce a girovagare per il campo, ottenendo una prova straordinaria, esaltata dallo splendido gol che ai supplementari manda a gambe all'aria l'Independiente.Gara di Andata
9 settembre 1964 - Stadio Independiente, Avellaneda
INDEPENDIENTE - INTER 1-0
Reti: 1-0 59' Rodríguez
Independiente: Santoro, Guzmán, Rolan, Ferreiro, Acevedo, Maldonado, Bernao, Mura, Prospitti, Rodríguez, Savoy.
Inter: Sarti, Burgnich, Facchetti, Tagnin, Guarneri, Picchi, Jair, Mazzola, Peirò, Suarez, Corso
Arbitro: A. Marques (Brasile)
Gara di Ritorno
23 settembre 1964 - Stadio San Siro, Milano
INTER - INDEPENDIENTE 2-0
Reti: 1-0 8' Mazzola, 2-0 34' Corso
Inter: Sarti, Burgnich, Facchetti, Malatrasi, Guarneri, Picchi, Jair, Mazzola, Milani, Suarez, Corso.
Independiente: Santoro, Ferreiro, Decaría, Acevedo, Paflik, Maldonado, Suárez, Mura, Prospitti, Rodríguez, Savoy.
Arbitro: Geroe (Ungheria)
Ripetizione
26 settembre 1964 - Stadio Bernaneu, Madrid
INTER - INDEPENDIENTE 2-0 d.t.s.
Reti: 1-0 110' Corso
Inter: Sarti, Malatrasi, Facchetti, Tagnin, Guarneri, Picchi, Domenghini, Peirò, Milani, Suarez, Corso.
Independiente: Santoro, Guzmán, Decaría, Paflik, Acevedo, Maldonado, Bernao, Prospitti, Suárez, Rodríguez, Savoy.
Arbitro: Ortiz de Mendíbil (Spagna)
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