Bobby Charlton
11/10/1937 Inghilterra.
Eta': 28 - 173 cm.
Nazione : Inghilterra.
Esterno sinistro alto/ esterno destro alto/ trequartista centrale/ seconda punta/ centravanti/ interno di centrocampo/
centrocampista di spola.
Un superstite del disastro aereo di Monaco di Baviera, un vincitore della Coppa del Mondo FIFA, un Cavaliere
dell'Impero Britannico, ma soprattutto un giocatore forte ed onesto.
Sir Bobby è uno dei pochi calciatori inglesi che hanno
superato le 100 presenze internazionali diventando famoso per il gioco deciso, ma soprattutto per il fair play.
Forse la maggior forza di Charlton fu la sua versatilità. Tecnicamente fortissimo ed abile nel distribuire la
palla, poteva calcolare i passaggi al millimetro in tutto il campo, raggiungendo i compagni di squadra con
incredibile precisione. Le capacità balistiche mascheravano la sua statura relativamente bassa (1,73 m) ed
indossando la divisa dei "Three Lions", nell'arco di 106 partite internazionali, fu in grado di segnare una
partita sì e una no, cosa non da poco per un centrocampista che spesso arretrava anche in difesa! I suoi 49
gol sopravanzano di una segnatura il bottino di un prolifico bomber come Gary Lineker.
Robert Charlton è nato l'11 ottobre 1937 nella cittadina mineraria nord-orientale di Ashington. Le sue doti
emersero per la prima volta in una gara della rappresentativa delle scuole dell'East Northumberland, alla quale
assistette Matt Busby, allenatore del Manchester United e futuro baronetto, il quale fece firmare il primo
contratto al giovane quindicenne nel gennaio del 1953.
Dopo essersi fatto strada nelle squadre giovanili e
dilettanti, Charlton debuttò in Prima Squadra nell'ottobre del 1956, segnando una doppietta in una vittoria
per 4-1 sul Charlton Athletic.
Quella stagione il Manchester United vinse il campionato e Charlton, giocando da esterno sinistro, fece la
sua parte con 10 gol su 14 partite. La finale della Coppa d'Inghilterra a Wembley e la semifinale della Coppa
dei Campioni sembravano promettere un futuro ricco di successi, ma il destino di lì a poco sarebbe intervenuto
tragicamente. La squadra dei "Busby Babes" venne colpita dal disastro aereo di Monaco di Baviera il 6 febbraio
1958, nel quale otto calciatori persero la vita.
Il ventenne Bobby ne uscì vivo, ma le cicatrici mentali provocate
dalla perdita di tanti compagni di squadra e coetanei in circostanze così strazianti furono evidenti.
Busby ricostruì la propria squadra come poté, facendo di Charlton il cardine del nuovo team.
La fortuna tornò
ad arridere all'Old Trafford nel 1963, con la vittoria nella finale della Coppa d'Inghilterra, seguita dalle
vittorie in campionato nel 1965 e nel 1967.
L'apogeo della gloria per Charlton si presentò la stagione successiva
quando, dieci anni dopo il disastro di Monaco di Baviera, il Manchester United sconfisse il Benfica per 4-1
a Wembley nella finale di Coppa dei Campioni, diventando così la prima squadra inglese vincitrice del trofeo.
Per Charlton (che segnò il primo ed il quarto gol), Busby e Billy Foulkes, gli unici sopravvissuti del disastro
ancora in squadra, fu un momento altamente emotivo.
Malgrado all'inizio si fosse fatto strada come ala sinistra, il debutto internazionale con la maglia dell'Inghilterra
fu come centrocampista di destra, a copertura della difesa.
Avvenne il 18 aprile 1958, e, come nel debutto con il
Manchester United, fu celebrato con un gol ed una vittoria: uno schiacciante 4-0 sulla Scozia a Hampden Park.
"Mi pare ancora di sentire la sferzata della palla contro la rete" ricorda Charlton. "Dopodiché fu il silenzio".
La sua performance fu tale da meritare la convocazione a Svezia '58, ma la squadra inglese venne eliminata dopo
il primo turno ed uno spareggio contro l'URSS.
Charlton non giocò , Infatti l'allenatore Walter Winterbottom si era
pentito di averlo selezionato, pensando che risentisse ancora dei postumi del disastro aereo di Monaco di Baviera.
Durante i Mondiali del 1962 in Cile, Charlton venne schierato stabilmente sulla fascia sinistra e Winterbottom non
mostrò ulteriori timori nel farlo giocare.
Il gol all'Argentina fece passare l'Inghilterra ai quarti di finale,
dove la squadra inglese venne sconfitta dai brasiliani, campioni in carica e futuri trionfatori.
Il 1966 è un anno che rivive nella memoria di ogni inglese e che vide Charlton all'apice del suo talento.
Assieme
al fratello Jackie, che era diventato un cardine della difesa inglese, Bobby giocava mezzala offensiva ed era
il punto focale del team che trionfò in casa e che ricevette il trofeo Jules Rimet dalle mani della Regina
Elisabetta II il 30 luglio 1966.
Il mondiale iniziò male, con un triste 0-0 contro l'Uruguay , La squadra inglese aveva bisogno di una scintilla,
e Charlton era colui che poteva innescarla , Nel successivo incontro con il Messico, quando mancavano dieci minuti
alla fine del primo tempo, Bobby recuperò una palla che sembrava ormai persa sulla linea di centrocampo.
"Recuperai la palla abbastanza indietro e non avevo intenzione di segnare con un'azione personale" disse più
tardi in un'intervista , "Non mi aspettavo che mi avrebbero lasciato spazio...per cui mi limitai ad avanzare
poco convinto con la palla", La fuga terminò con una conclusione vincente sotto la traversa e l'Inghilterra
passò il turno.
In ogni caso fu nella semifinale contro il Portogallo che Bobby dimostrò tutto il suo talento , Il suo dinamismo
costrinse la difesa portoghese ad arretrare, i suoi passaggi aprirono spazi ai compagni e, quando si ritrovò
l'occasione buona per segnare, non se la lasciò scappare , Un gol per tempo fu sufficiente a far passare
l'Inghilterra , Bobby fu l'autore di entrambe le segnature.
Nella finale, l'allenatore della Germania Ovest, Helmut Schön, sapeva esattamente chi era l'uomo più pericoloso
dell'Inghilterra e lo fece marcare dal giovane, ma abilissimo Franz Beckenbauer , Quando Bobby attaccava, Franz
difendeva, e quando Franz attaccava, Bobby rimaneva incollato a lui , Il fatto che né Charlton né Beckenbauer
abbiano segnato e che le due squadre siano rimaste bloccate sul 2-2 dopo 90 minuti di gioco, è attribuibile
alla lotta epica che ebbe luogo tra i due leggendari centrocampisti , Il punteggio finale di 4-2 indicherebbe
che Bobby ebbe la meglio al tirar delle somme e, come disse Beckenbauer, "l'Inghilterra ci sconfisse nel 1966
perché Bobby Charlton era un po' meglio di me" , a fine anno gli verra' assegnato anche il pallone d'oro.
Quando, quattro anni dopo, l'Inghilterra si spostò in Messico per difendere il titolo, Charlton, che allora aveva
32 anni, era ancora in ottime condizioni di forma , Come interno destro di una squadra che era passata da uno
schieramento 2-3-5 all'inizio della sua carriera internazionale, quindi a un 4-2-4, fino ad un 4-3-3, il suo
ruolo era diventato più difensivo, anche se non meno importante.
Dopo la conclusione positiva della prima fase
del torneo, l'Inghilterra affrontò la Germania Ovest nei quarti di finale, in una rivincita epica della finale
del 1966.
In vantaggio per 2-1 quando rimanevano venti minuti da giocare, l'allenatore dell'Inghilterra Alf
(più tardi, Sir Alf) Ramsey sostituì Charlton, pensando che fosse meglio che riposasse prima della semifinale.
Il pareggio di Uwe Seeler portò invece il match ai supplementari, durante i quali Gerd Müller regalò ai tedeschi
la rivincita.
Si trattò dell'ultimo atto di Charlton con i colori della nazionale. Infatti, dopo il fischio finale, vi fu
l'annuncio del ritiro, giunto dopo aver superato il record di Billy Wright con 106 presenze internazionali.
In conclusione Bobby Charlton ha grande livello organico , gioca a tutto campo con grande dinamismo , e' abilissimo
nei passaggi e nella regia , ha un tiro devastante , grande personalita', e' immarcabile perche' si muove molto
portando raramente palla , e cosa importante per il ruolo di centrocampista di spola e' molto bravo anche nella
fase difensiva e molto duro nei contrasti e nel pressing , e' molto duttile , sontuoso negli inserimenti e nella
sagacia tattica e segna caterve di goals , il suo idolo giovanile fu Di Stefano.
Charlton giocò per altre due stagioni con il Manchester United e per un breve periodo fu giocatore-allenatore
di un altro club del Nord-Ovest, il Preston North End, prima di appendere le scarpe al chiodo definitivamente
nel 1974.
Palmares:Club
1953 - 1972 Manchester United
1973 - 1974 Preston North End (giocatore-allenatore)
751 presenze nel campionato inglese con 245 gol
Pallone d'oro (1966)
1957, 1965, 1967 Vincitore del campionato inglese
1963 Vincitore della Coppa d'Inghilterra
1968 Vincitore della Coppa dei Campioni
Palmares:Nazionale
106 presenze internazionali (49 gol)
1966 Vincitore della Coppa del Mondo in Inghilterra
1968 Terzo posto nel Campionato Europeo
Dicono di lui:
SIR MATT BUSBY:"Non è mai esistito un calciatore più popolare di Charlton, egli rasenta la perfezione, sia come
uomo che come giocatore".
http://it.youtube.com/watch?v=YLXXL36EmJg