Marco Bode ha scritto:
Capello costruì in ogni caso una squadra più attenta in difesa, più pratica, meno spettacolare fin da subito (anche se poi ha accentuato con il passare degli anni questo spirito, come ricordi), sia per una personale concezione del calcio (più vicino alla tradizione italiana, meno a quella dell'innovazione e del calcio offensivo) sia per allentare le briglie sul collo di giocatori fisicamente e mentalmente provati dalla super preparazione atletica, dai fuorigiochi sistematici, dal costante attacco ai portatori di palla dell'era Sacchi.
Grazie per la precisazione.... Comunque io in verità ricordo un Milan ALTAMENTE spettacolare anche nei primi anni di Capello, soprattutto nella prima parte della stagione 92/93 quando c'erano ancora tutti e 3 gli Olandesi e in più arrivarono il pallone d'oro Papin, Savicevic, Boban e il devastante Lentini pre-incidente, pre-coca e pre-Rita Schillaci....

Ricordo di quella stagione un Fiorentina-Milan 3-7, un Pescara-Milan 4-5 (rimonta da 4-2 alla mezzora del 1° tempo....), un Milan-Lazio 5-3 che come spettacolo non avevano niente da invidiare alle esibizioni migliori del Milan Sacchiano... Certo, erano risultati "drogati" anche dall'introduzione delle nuove regole sul retropassaggio al portiere di cui hai parlato e che ci misero qualche mese ad essere "assimilate" dai reparti difensivi delle squadre, però ricordo in quel periodo un Van Basten STRARIPANTE che fino all'infortunio aveva una media gol/partite giocate superiore a 1, ricordo un Rijkaard padrone ASSOLUTO del centrocampo sia in fase offensova che difensova, ricordo Donadoni fare il bello e il cattivo tempo sulla fascia e soprattutto ricordo quel periodo in cui i rossoneri davano l'impressione di avere una squadra composta da 22 palloni d'oro potenziali: in ogni ruolo il titolare (tranne Baresi e Maldini) aveva il fiato sul collo di una riserva che, quando entrava, dimostrava pari valore (Van Basten/Papin, Evani/Lentini, Gullit/Savicevic, Rijkaard/Boban, Tassotti/Panucci, ecc.), una squadra STRAORDINARIA, a mio avviso la più forte dell'era moderna (complessivamente superiore anche al Real di Del Bosque, all'Ajax di Van Gaal, al Manchester Utd del 99 e al Barcellona dell'anno scorso) il cui declino iniziò proprio a metà di quella stagione, con l'infortunio a Van Basten (e i conseguenti interventi chirurgici che vennero eseguiti male...), che mise fine alla sua splendida carriera, e con alcune FORTISSIME tensioni che scoppiarono nello spogliatoio soprattutto tra 2 uomini chiave per questioni extra-calcistiche

. A fine stagione il Milan riuscì a difendere (pur con un calo NETTO del livello di gioco) il cospicuo vantaggio acquisito in campionato, ma perse la finale di Champion's League contro il Marsiglia (partita sulla quale continuamente vengono rivelati nuovi e più inquietanti aneddoti...), uno di quei 2 "uomini chiave" venne ceduto a parametro zero all'Ajax... Secondo me lo "spartiacque" tra il Capello "prosecutore di Sacchi" e il Capello "soporifero" fu proprio in quell'occasione, quando Rijkaard (vero perno del gioco) se ne andò, si provò inzialmente a sostituirlo con Boban che però non aveva ancora la personalità (e nemmeno il fisico) per sostituire l'Olandese, e a Novembre si decise di puntare su Desailly che "somigliava" a Rijkaard solo nel fisico, non certo nei piedi né tantomeno nella visione di gioco. Desailly era un difensore centrale (ruolo non a caso sempre ricoperto in Nazionale) che veniva "tatticamente" schierato a centrocampo come diga di interdizione, l'esperimento fu certamente redditizio sul piano dei risultati (nel 94 accoppiata scudetto/champion's league) ma assolutamente negativo sul piano del gioco (a parte il famoso 4-0 in finale sul Barcellona), la vera fine dell'"era Sacchi" fu secondo me quella....
Un'ultima precisazione su quanto ha scritto Marco, mi permetto di farla perché riguarda una delle squadre che ho ammirato di più in vita mia: l'Ajax di Van Gaal. Il centravanti TITOLARE di quella squadra era INDISCUTIBILMENTE Patrick Kluyvert il quale, sebbene all'epoca avesse poco più di 20 anni, non era affatto "acerbo" ma era un attaccante assolutamente completo e devastante che segnava a valanga sia in campionato che in Europa che in Nazionale. Il suo problema fu che andò via dall'Ajax nel 1997 dopo che nel giro di 2 anni aveva dovuto asportare tutti e 4 i menischi in 4 operazioni diverse (chi ha o ha mai avuto problemi al ginocchio capisce l'entità del problema....), così andato via dai lancieri, pur restando sempre a mio avviso un signor attaccante, non si è più ripetuto su quei livelli, anche perché ebbe l'ulteriore sfortuna di approdare nelle squadre "giuste" al momento sbagliato: nel 97/98 venne risucchiato nel vortice del peggior Milan dai tempi della serie B (titolari Pagotto, Coco, Daino, Ba, Andersson, Ziege e altre schifezze che ho rimosso dalla memoria...) e in seguito nel Barcellona più scialbo della storia recente (post-Ronaldo e pre-Ronaldinho). Ronald De Boer era invece un ECCEZIONALE centrocampista "totale" e polivalente, che solitamente veniva schierato, a seconda delle esigenze, in uno qualsiasi dei 4 ruoli del rombo di centrocampo o talvolta in difesa al posto di Danny Blind. Come centravanti venne schierato quasi solo nella partita che noi italiani abbiamo più impressa nella memoria: la finale del 1995 vinta contro il Milan e che è passata alla storia come "il capolavoro di Van Gaal". Quella scelta, apparentemente bizzarra, era dovuta a 2 motivi:
1) uno come R. De Boer la finale in qualche modo "DOVEVA" giocarla: poiché i 4 "abituè" del rombo di centrocampo (Rijkaard, Davids, Seedorf e Litmanen) e il ricordato difensore centrale Blind (che era anche il capitano della squadra) erano in condizioni atletiche DEVASTANTI, Van Gaal decise di inserirlo al posto di Kluyvert perché non era ancora in perfette condizioni fisiche dopo il primo della citata lunga serie di interventi al ginocchio.
2) Van Gaal aveva capito che del grande Milan degli anni precedenti poco o niente era rimasto se non la difesa degli invincibili, e che scardinando quella avrebbe vinto la partita. Per oltre un'ora il match si giocò sui continui e velocissimi scambi di posizione tra R.De Boer e Litmanen, tattica che sfiancò la coppia centrale Baresi-Costacurta. Intorno al 70° minuto fuori De Boer e Litmanen e dentro la coppia di torri Kluyvert-Kanu: dopo pochi minuti palla spizzata in avanti di testa da Kanu (all'epoca 18enne...), inserimento centrale di Kluyvert in mezzo agli immobili Baresi e Costacurta e la coppa volò ad Amsterdam.... Ricordo quella partita come l'esempio forse più EVIDENTE di quello che significa "la mano dell'allenatore"....