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 Oggetto del messaggio: Re: Fenomeni parastatali-Ian Rush
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PP ultrà ha scritto:
epico ha scritto:
7 gol all' epoca non erano neancho pochi ( Bruno Giordano quando vinse con il napoli lo scudetto e giustamente da grandissimo protagonista credo ne abbia fatti anche lui 7 ) piu' che il numero di gol furono le prestazioni oscene con una media del 4,5.



Si anche perché mi pare che 3 dei 7 furono una tripletta al Pescara ultimo in classifica in una partita ininfluente....


Se è per questo ne segnò anche 3 all'Adriatico in una partita di Coppa Italia. Comunque quel Pescara non finì ultimo, fu l'unico Pescara della storia a salvarsi nella massima serie.


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 Oggetto del messaggio: Re: Fenomeni parastatali-Ian Rush
MessaggioInviato: dom 12 apr 2026, 11:00 
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Campione d'Italia
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Grande intervista da parte della rivista britannica "Shoot!" del 7 maggio 1988, in cui
Ian Rush fa un bilancio della sua unica, difficile, stagione italiana:

Ho firmato un contratto di tre anni e intendo rispettarlo, a meno che non mi dicano che non rientro più nei loro piani, perché so che a fine stagione la Juventus farà dei cambiamenti importanti. Però al momento nessuno mi ha detto nulla. Certo è che non sto vivendo un periodo facile qui, anche perché la stampa mi sta massacrando. Fortunatamente sento di avere al mio fianco i tifosi, che vedono che mi sto impegnando al massimo. Il lato positivo di questa situazione è che mi sta mostrando chi è davvero un amico. Per questo ringrazio pubblicamente Graeme Souness e Kenny Dalglish, due buoni amici che non mi hanno fatto mai mancare il loro supporto. Mi sono chiesto spesso perché le cose non stiano funzionando e la risposta più plausibile è questa: al Liverpool il nostro gioco era basato su un'impostazione collettiva, nel senso che quando un giocatore era in possesso palla aveva almeno tre o quattro compagni al proprio fianco da servire. Aveva insomma più opzioni ed è ciò che rende quella squadra così speciale. Qui è tutto diverso, qui si aspettano da me che prenda il pallone e dribbli tre o quattro avversari. C'è insomma un'impostazione più individualistica. Non dico che sia sbagliato, ma io non sono abituato a giocare così perché appunto nel Liverpool avevamo un gioco molto più basato sul collettivo e non è così facile cambiare e adattarsi a un'altra filosofia. Però, come ho detto, fortunatamente non mi è mai mancato l'appoggio dei tifosi: senza di loro avrei già gettato la spugna. Ti faccio un esempio: l'anno scorso nel negozio di materiale sportivo dello Stadio Comunale la maglia numero 10 di Michel Platini andò a ruba. Quest'anno la mia maglia numero 9 ha venduto più di tutte le altre. Anche mia moglie Tracey è fondamentale: se fossi stato single avrei potuto finire in brutte compagnie, e questa sarebbe la cosa più sbagliata per un professionista. Con mia moglie al mio fianco fortunatamente non ho corso il rischio di finire invischiato in certe brutte abitudini....
Recentemente ho partecipato alla partita in omaggio a John Charles, che è stata seguita da milioni di telespettatori italiani. Ho giocato per il Leeds al fianco di Michel Platini e Kenny Dalglish e ho segnato una tripletta. Per me è stato come toccare il cielo con un dito. Quattro volte su cinque, sapevo che avrei ricevuto un buon pallone. Alla Juve è l'opposto: quattro volte su cinque so che non ricevo mai una palla invitante! Lo so che è stato solo un testimonial match, ma il nostro avversario era l'Everton, una squadra rivale per me e per il Liverpool, quindi non certo disposta a farmi segnare facilmente, non trovi? È stata certamente un'iniezione di fiducia importante per me, e quando sono tornato a Torino sia i miei compagni che i tifosi si sono congratulati. Spero che sia di buon auspicio anche per la Juventus. Se fossi messo più al centro del gioco e ricevessi più palloni giocabili, dimostrerei che tutti i soldi che hanno investito per me sono valsi la pena.
Come ho detto all'inizio, la Juve farà dei cambiamenti per la prossima stagione a iniziare dal terzo straniero, però, lo dico umilmente, deve cambiare impostazione di gioco e giocare in modo più collettivo come fa il Liverpool: non solo la squadra, ma anche il club ne otterrebbe grandi benefici. Recentemente abbiamo battuto il Napoli campione d'Italia 3-1 e segnati queste parole: la Juventus tornerà presto protagonista per la lotta ai vertici. Sia con me, sia senza di me.




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