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 Oggetto del messaggio: Re: Luciano Moggi story
MessaggioInviato: sab 11 mag 2013, 11:12 
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ciccio graziani ha scritto:
Il vostro cicciograziani vi narrerà le prodezze e le sconcezze del re del calcio italiano anni 90/00

1a puntata:

ALLA ROMA:
Lucianone è sorpreso in un ristorante della capitale a cena con l'arbitro Pieri e i due guardalinee dal segretario e dal legale dell'Ascoli, la partita viene scandalosamente arbitrata dall'arbitro a favore della Roma,il presidente ascolano Costantino Rozzi s'incazza come una iena con Moggi negli spogliatoi...


Vizietto antico.. ancora prima che col Torino: ce' l'aveva nel sangue :roll


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 Oggetto del messaggio: Re: Luciano Moggi story
MessaggioInviato: sab 11 mag 2013, 11:14 
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27DONI72 ha scritto:
Cristo che rosiconi clamorosi :asd


perche' delinqueva?? non grazie


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 Oggetto del messaggio: Re: Luciano Moggi story
MessaggioInviato: sab 11 mag 2013, 11:19 
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Questo è giusto per far capire che non è che alla juve improvvisamente si sarebbe svegliato e messo in piedi da un giorno all'altro un intreccio di "amicizie" che comprendeva classe arbitrale, dirigenti calcistici, forze dell'ordine, giornalisti e compagnia cantante ma si è creato una pseudo "cupola" nel corso di 40 anni di magheggi indiscriminati.

Tramite I quali poi ha fatto del sistema calcio italico un suo personalissimo feudo nel quale ha inserito pure suo figlio e gli amichetti del quartierino (gea docet)....


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 Oggetto del messaggio: Re: Luciano Moggi story
MessaggioInviato: sab 11 mag 2013, 22:54 
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5a parte: Lucianone ormai ha consolidato il suo potere, alla Juventus è l'apoteosi!

ALLA JUVENTUS:
La chiamavano Triade: appena insediatasi Moggi - Giraudo - Bettega procede all'epurazione di tutti i bonipertiani presenti in società, anche Lucianone subisce una metamorfosi: perde quel poco che gli restava di umano che lo rendeva simpatico ai più (la vicinanza di Bettega e Giraudo gli è fatale!) e e adotta un cipiglio arrogante e supponente, ormai è un'intoccabile. In un anno Lucianone si specializza in gaffe: il 13 agosto 1995, in occasione di una partita di beneficenza giocata dalla Juve in memoria di Andrea Fortunato, l'incasso originario di circa 800 milioni diventa incredibilmente di 400...la più brutta avviene nella primavera del 1997,quando, in occasione dei festeggiamenti per il centenario della società bianconera, manca il presidente onorario Giampiero Boniperti, nemico giurato della triade. Mentre la vedova di Gaetano Scirea stava commemorando quel grandissimo uomo e fuoriclasse che era suo marito, su un megaschermo appare la foto di Scirea affiancata ad una nota marca di orologi… Ma non è tutto: a Boniperti viene revocata la tessera per la tribuna d’onore e la società, sotto l’occulta regia di Lucianone, gli affibbia provocatoriamente un biglietto per il secondo anello! Boniperti, da gran signore non metterà mai più piede in stadio... Ma non sono finite qui le figuracce: Moggi racconta balle ripetutamente all'Avvocato Agnelli soprattutto per l'affare Vieri (Moggi l'ha già ceduto ma all'Avvocato Moggi giura che resterà alla Juve). Alla Juventus oltre che a gaffe Moggi colleziona una serie incredibile di scandali, si vede che l'aria di Torino gli fa bene:

Il primo scandalo riguarda la gestione illecita dei biglietti sia per le partite interne che esterne con annesso favoreggiamento nei confronti del bagarinaggio e favoritismi verso gli ultrà più facinorosi. La Stadio Service, subisce danni dal 1994 al 1996 per oltre 1 miliardo e 600 milioni, ovviamente mai risarciti! Inoltre Lucianone e i suoi sgherri gestiscono la tifoseria per contestare membri poco graditi all’interno della società, la prova è che Giraudo e Bettega vengono sorpresi dal padrone della ditta Stadio Service mentre stanno per compilare uno striscione nel distributore di benzina dietro al Delle Alpi(!!) Lo striscione verrà poi esposto allo stadio e recitava uno slogan inequivocabile e molto eloquente: “Romiti i bei tempi sono finiti!”

Il campionato 97/98 è una vera farsa: la Juve lo vince per incredibili errori arbitrali e ispira anche una canzone di Elio e Le Storie Tese, "Ti amo campionato", questi gli episodi incriminati, citati anche nella canzone:
1) Udinese - Juve: sull' 1-1 l'arbitro Cesari non vede un gol regolarissimo di Oliver Bierhoff, alla fine tre punti alla Juve;
2) In Juve - Roma, sul 2-1 l'arbitro Messina non fischia un rigore per i giallorossi, alla fine vince la Juve;
3) In Juve - Lazio, l'arbitro Boggi concede alla Juve un rigore molto dubbio decisivo ai fini della vittoria.
4) In Juve - Samp, Rodomonti convalida un gol di Inzaghi in netto fuorigioco, vince naturalmente la Juve;
5) In Juve - Napoli, sullo 0-0, Racalbuto non convalida un gol regolare a Bellucci, la palla era entrata almeno di mezzo metro, la partita finisce 2-2
6) In Lazio - Juventus, Collina non vede un fallo di mano di Iuliano in area, alla fine vince la Juve.
7) In Empoli - Juve, Rodomonti non convalida un gol di Bianconi, la Juve vince 1-0;
8) Juve - Inter, famoso ormai il rigore non concesso a Ronaldo e quello inesistente fischiato a favore dei bianconeri sul ribaltamento dell'azione, poi parato da Pagliuca, la Juve vince 1-0 e te pareva! Sempre durante Juve - Inter viene scattata una fotografia curiosa: in tribuna vip c'è il designatore Baldas, il giornalista Di Tommaso (che non dovrebbe essere lì) moviolista del "processo di Biscardi" e amicone di Moggi, e infine il personaggio più pittoresco di tutti, il capo ultras romanista Mortadella, che più che ultras della Roma si dice che il Mortadella fosse tifosissimo di Lucianone! Questa foto darà origine a nuove inchieste giudiziarie finite in una bolla di sapone!

Nell'estate '98 Zeman denuncia il doping nel calcio e accusa anche la Juve moggiana. Il procuratore Guariniello dà inizio ad un'inchiesta: si scoprono controlli taroccati antidoping presso il laboratorio FIGC dell'Acquacetosa, dove mancavano addirittura i controlli sul ph delle urine; i valori ematici di Conte e Del Piero risultano fortemente alterati, gli stessi giocatori juventini negli interrogatori rilasciano affermazioni contorte, grottesche; ma la cosa più esilarante è che il presidente della FIGC Nizzola, amico di Moggi come già abbiamo visto aveva dichiarato pochi mesi prima che "i controlli antidoping in Italia sono all'avanguardia" (!!!). E Moggi? Naturalmente "non ne sapeva niente" e l'inchiesta manco lo sfiora!

La Juve va incontro ad annate sfortunate, Moggi prende un granchio in sede di mercato rinunciando a Henry, che poi segnerà gol a grappoli lontano dalla Juve, poi la sua squadra perde la famosa partita di Perugia, pare che Carraro abbia fatto pressioni affinchè la partita fosse giocata...Moggi ne approfitta per fare la vittima, un'altra sua specialità. Ci pensa l'Inter nel 2002, il 5 maggio, a regalare l'ennesimo trofeo a Moggi... Nel 2003 la Juve rivince in Italia ma perde la finale di Champions League contro il Milan ma Lucianone non si mette di certo a piangere: la vittoria fa contentissimo l’amicone Presidente della Lega Adriano Galliani e il Presidente del Consiglio Berlusconi (a proposito di conflitto d’interessi…).

Nel 2001 nasce la Gea World, che gestisce gli affari di 300 giocatori e allenatori di A e B presidente è il grande Alessandro Moggi, guarda un po'...la società accoglie una lunga serie di figli di... Geronzi, Lippi, Tanzi, anche Roberto Mancini è intortato. Lo scandalo è enorme ma in Italia si può questo ed altro...il potere di Moggi è incontrastato: chi gli si mette di traverso come Arrigo Sacchi, Carlo Mazzone, Gigi Radice, Aldo Agroppi, Giancarlo De Sisti, Zdenek Zeman, Zibì Boniek, Giampiero Boniperti, Luciano Gaucci, Ermanno Pieroni viene cacciato o ridotto al silenzio. Emblematico il caso di De Sisti, disse ai giornali che "Moggi è il capo dei ladri", poi fu disoccupato o di Paolo De Luca presidente del Siena che andò a Canossa (cioè a Monticiano) e di colpo potè avere giocatori del calibro di Tudor, negati ad altre squadre. Ma il regno dell'ex ferroviere di Monticiano sta per finire anche se lui non lo sa ancora...


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 Oggetto del messaggio: Re: Luciano Moggi story
MessaggioInviato: mer 15 mag 2013, 22:50 
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6a e ultima parte: l'impero affaristico di Lucianone comincia a sentire i primi scricchiolii, a maggio 2006 il patatrac!

RESA DEI CONTI:
La stagione 2003/04 rappresenta una sorta di spartiacque nella storia di Lucianone: la sua corazzata affaristica sembra inaffondabile ma ecco che arrivano le prime crepe nel sistema. Sul campo il ciclo di Lippi finisce e la squadra arriva terza, urge una rifondazione. Umberto Agnelli, gravemente malato, s’impone per Fabio Capello mentre Lucianone vuole Prandelli o Deschamps… alla fine vincono gli Agnelli e Lucianone, che è sempre un uomo dai mille volti e dalle mille stagioni, s’adegua! Moggi intanto incomincia ad essere intercettato dalla magistratura che in breve tempo ne scoprono di tutti i colori. La prima intercettazione da ricordare è quella relativa al preliminare contro il Djurgardens: Lucianone telefona all’amico Pairetto e sembra non gradire l’arbitraggio di Fandel: “Gigi che #@*§ di arbitro ci avete mandato!” Pairetto gli assicura che per il ritorno la Juve avrà Cardozo, invece verrà Poll e Moggi va su tutte le furie “Ci mandano Paul Greeen, ci hanno cambiato l’arbitro li mortacci loro!”. L’ipotesi di reato che i magistrati stanno per affibbiare a Moggi è molto grave: associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. Il campionato inizia e la Juventus gode di ottimi favori, memorabile un Samp-Juve dove l’arbitro Dondarini, precedentemente istruito via telefono da Pairetto, s’inventa un rigore a favore della Juve. La partita finisce in rissa. Intanto proseguono le intercettazioni, alcune pittoresche come quelle con Biscardi (i due vecchi amici si chiamano più volte al giorno e con termini ambigui come “Angelo, amore mio”), alcune a sfondo rosa come l’appuntamento galante di Moggino con Ilaria D’Amico finito male (“Me andata a buca” confessa Moggino a Moggione), altre condite da parolaccie inenarrabili come quelle con il vicepresidente FIGC Innocenzo Mazzini. Ma i pezzi forti sono ovviamente con gli arbitri: “Pinochet” Pairetto e “Atalanta Bergamo”, i due designatori arbitrali, sono pilotati da Lucianone come marionette (“Ho fatto una cazziata all’Atalanta!” si vanta Lucianone a telefono). I rapporti con Pairetto sono strettissimi: il designatore arbitrale, oltre a farsi massaggiare l’uccello assieme a tanti campionissimi juentini al Viva Lain, riceve in dono da Lucianone anche una Maserati! Stupendi anche i siparietti Moggi-Baldas, ex designatore nell’anno delo scandalo 1997/98 e ora moviolista al Processo dell’amicone Biscardi: “I cinquanta centimetri li accorci, devono diventare venti” intima Lucianone via telefono. Bello anche come Moggi tratta il presidente federale Carraro: “Non deve rompere i #@*§!”. Il top Lucianone lo raggiunge il 6 novembre 2004 quando dopo la sconfitta della sua Juve contro la Reggina chiude l’arbitro Paparesta negli spogliatoi (“Ho chiuso l’arbitro in spogliatoio e ho portato la chiave in aeroporto!”). Altra partita sospetta è Juventus-Udinese del 13 febbraio con Moggi che a telefono detta via telefono ad “Atalanta” le intere designazioni di giornata! Lucianone influisce anche sulle convocazioni in Nazionale, retta dall’amicone Lippi. E’ proprio Moggi a suggerire le convocazioni di Chiellini e Iaquinta (assistiti dalla GEA, ma guarda un po’…) e volere la punizione del ribelle Miccoli. L’hombre vertical Lippi? Ovviamente obbedisce!

La Juve al termine della stagione 2004/05 vince lo scudetto ma Moggi è ancora sotto tiro: i suoi rapporti con il presidente genoano Preziosi sono sospetti e Lucianone viene indagato per concorso nella bancarotta fraudolenta del Como. Moggi ovviamente scarica tutto su Preziosi, i magistrati non riescono ad incastrarlo, Lucky Luciano l’ha fatta franca un’altra volta! Intanto il Bologna retrocesso di Gazzoni Frascara lancia pesanti accuse al sistema-Moggi, in estate la Juve viene assolta in appello per la faccenda doping, Tuttosport esulta come se la squadra avesse vinto una finale di Champions! Zeman insorge e Moggi a telefono vuole preparargli una spedizione punitiva: “Questo qui bisogna prenderlo a bastonate!” Incominciano strani scricchiolii che però Moggi nel suo delirio d’onnipotenza non sente... Stagione 2005/06 la Juventus vince i campionato come un rullo compressore ma fallisce ancora una volta in Champions (la squadra di Capello esce ai quarti contro l’Arsenal). A Primavera scoppia il bubbone, il Sistema viene a galla, si scopre che per anni il campionato italiano è stato una farsa, l’impatto sull’opinione pubblica è grande! Domenica 14 maggio 206, la Juventus è campione d’Italia con 91 punti, ma tutti sanno che Moggi ha i giorni contati. Lucianone davanti alle TV sembra un altro: “Mi hanno ucciso l’anima” bofonchia tra le lacrime. “Da oggi mi dimetto da diretto generale della Juventus, il calcio non è più il mio mondo”. Moggi e Giraudo vengono radiati, la Juventus conosce l’onta della Serie B per la prima volta nella sua storia. Qui finisce la storia di Luciano Moggi da Monticiano, angelo per alcuni diavolo per altri, un anonimo ferroviere che grazie alla sua intelligenza luciferina è diventato un padrone. Vittima, carnefice? Fate voi, una cosa solo è certa: Luciano Moggi ha scritto, da vittima o da carnefice, una delle pagina più vergognosa della storia del calcio italiano!


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 Oggetto del messaggio: Re: Luciano Moggi story
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Intanto pare che l'eco delle imprese di Big Luciano ai tempi del Napoli abbia raggiunto anche il Sudamerica... :asdrulez

Occhio a cosa dice esattamente qui questo giornalista argentino (di cui non conosco il nome) durante un programma andato in onda in Argentina il 30 ottobre 2020, in occasione del 60° compleanno di Diego Armando Maradona...


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