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5a parte: Lucianone ormai ha consolidato il suo potere, alla Juventus è l'apoteosi!
ALLA JUVENTUS: La chiamavano Triade: appena insediatasi Moggi - Giraudo - Bettega procede all'epurazione di tutti i bonipertiani presenti in società, anche Lucianone subisce una metamorfosi: perde quel poco che gli restava di umano che lo rendeva simpatico ai più (la vicinanza di Bettega e Giraudo gli è fatale!) e e adotta un cipiglio arrogante e supponente, ormai è un'intoccabile. In un anno Lucianone si specializza in gaffe: il 13 agosto 1995, in occasione di una partita di beneficenza giocata dalla Juve in memoria di Andrea Fortunato, l'incasso originario di circa 800 milioni diventa incredibilmente di 400...la più brutta avviene nella primavera del 1997,quando, in occasione dei festeggiamenti per il centenario della società bianconera, manca il presidente onorario Giampiero Boniperti, nemico giurato della triade. Mentre la vedova di Gaetano Scirea stava commemorando quel grandissimo uomo e fuoriclasse che era suo marito, su un megaschermo appare la foto di Scirea affiancata ad una nota marca di orologi… Ma non è tutto: a Boniperti viene revocata la tessera per la tribuna d’onore e la società, sotto l’occulta regia di Lucianone, gli affibbia provocatoriamente un biglietto per il secondo anello! Boniperti, da gran signore non metterà mai più piede in stadio... Ma non sono finite qui le figuracce: Moggi racconta balle ripetutamente all'Avvocato Agnelli soprattutto per l'affare Vieri (Moggi l'ha già ceduto ma all'Avvocato Moggi giura che resterà alla Juve). Alla Juventus oltre che a gaffe Moggi colleziona una serie incredibile di scandali, si vede che l'aria di Torino gli fa bene:
Il primo scandalo riguarda la gestione illecita dei biglietti sia per le partite interne che esterne con annesso favoreggiamento nei confronti del bagarinaggio e favoritismi verso gli ultrà più facinorosi. La Stadio Service, subisce danni dal 1994 al 1996 per oltre 1 miliardo e 600 milioni, ovviamente mai risarciti! Inoltre Lucianone e i suoi sgherri gestiscono la tifoseria per contestare membri poco graditi all’interno della società, la prova è che Giraudo e Bettega vengono sorpresi dal padrone della ditta Stadio Service mentre stanno per compilare uno striscione nel distributore di benzina dietro al Delle Alpi(!!) Lo striscione verrà poi esposto allo stadio e recitava uno slogan inequivocabile e molto eloquente: “Romiti i bei tempi sono finiti!”
Il campionato 97/98 è una vera farsa: la Juve lo vince per incredibili errori arbitrali e ispira anche una canzone di Elio e Le Storie Tese, "Ti amo campionato", questi gli episodi incriminati, citati anche nella canzone: 1) Udinese - Juve: sull' 1-1 l'arbitro Cesari non vede un gol regolarissimo di Oliver Bierhoff, alla fine tre punti alla Juve; 2) In Juve - Roma, sul 2-1 l'arbitro Messina non fischia un rigore per i giallorossi, alla fine vince la Juve; 3) In Juve - Lazio, l'arbitro Boggi concede alla Juve un rigore molto dubbio decisivo ai fini della vittoria. 4) In Juve - Samp, Rodomonti convalida un gol di Inzaghi in netto fuorigioco, vince naturalmente la Juve; 5) In Juve - Napoli, sullo 0-0, Racalbuto non convalida un gol regolare a Bellucci, la palla era entrata almeno di mezzo metro, la partita finisce 2-2 6) In Lazio - Juventus, Collina non vede un fallo di mano di Iuliano in area, alla fine vince la Juve. 7) In Empoli - Juve, Rodomonti non convalida un gol di Bianconi, la Juve vince 1-0; 8) Juve - Inter, famoso ormai il rigore non concesso a Ronaldo e quello inesistente fischiato a favore dei bianconeri sul ribaltamento dell'azione, poi parato da Pagliuca, la Juve vince 1-0 e te pareva! Sempre durante Juve - Inter viene scattata una fotografia curiosa: in tribuna vip c'è il designatore Baldas, il giornalista Di Tommaso (che non dovrebbe essere lì) moviolista del "processo di Biscardi" e amicone di Moggi, e infine il personaggio più pittoresco di tutti, il capo ultras romanista Mortadella, che più che ultras della Roma si dice che il Mortadella fosse tifosissimo di Lucianone! Questa foto darà origine a nuove inchieste giudiziarie finite in una bolla di sapone!
Nell'estate '98 Zeman denuncia il doping nel calcio e accusa anche la Juve moggiana. Il procuratore Guariniello dà inizio ad un'inchiesta: si scoprono controlli taroccati antidoping presso il laboratorio FIGC dell'Acquacetosa, dove mancavano addirittura i controlli sul ph delle urine; i valori ematici di Conte e Del Piero risultano fortemente alterati, gli stessi giocatori juventini negli interrogatori rilasciano affermazioni contorte, grottesche; ma la cosa più esilarante è che il presidente della FIGC Nizzola, amico di Moggi come già abbiamo visto aveva dichiarato pochi mesi prima che "i controlli antidoping in Italia sono all'avanguardia" (!!!). E Moggi? Naturalmente "non ne sapeva niente" e l'inchiesta manco lo sfiora!
La Juve va incontro ad annate sfortunate, Moggi prende un granchio in sede di mercato rinunciando a Henry, che poi segnerà gol a grappoli lontano dalla Juve, poi la sua squadra perde la famosa partita di Perugia, pare che Carraro abbia fatto pressioni affinchè la partita fosse giocata...Moggi ne approfitta per fare la vittima, un'altra sua specialità. Ci pensa l'Inter nel 2002, il 5 maggio, a regalare l'ennesimo trofeo a Moggi... Nel 2003 la Juve rivince in Italia ma perde la finale di Champions League contro il Milan ma Lucianone non si mette di certo a piangere: la vittoria fa contentissimo l’amicone Presidente della Lega Adriano Galliani e il Presidente del Consiglio Berlusconi (a proposito di conflitto d’interessi…).
Nel 2001 nasce la Gea World, che gestisce gli affari di 300 giocatori e allenatori di A e B presidente è il grande Alessandro Moggi, guarda un po'...la società accoglie una lunga serie di figli di... Geronzi, Lippi, Tanzi, anche Roberto Mancini è intortato. Lo scandalo è enorme ma in Italia si può questo ed altro...il potere di Moggi è incontrastato: chi gli si mette di traverso come Arrigo Sacchi, Carlo Mazzone, Gigi Radice, Aldo Agroppi, Giancarlo De Sisti, Zdenek Zeman, Zibì Boniek, Giampiero Boniperti, Luciano Gaucci, Ermanno Pieroni viene cacciato o ridotto al silenzio. Emblematico il caso di De Sisti, disse ai giornali che "Moggi è il capo dei ladri", poi fu disoccupato o di Paolo De Luca presidente del Siena che andò a Canossa (cioè a Monticiano) e di colpo potè avere giocatori del calibro di Tudor, negati ad altre squadre. Ma il regno dell'ex ferroviere di Monticiano sta per finire anche se lui non lo sa ancora...
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