Antonio Cassano
«Se quel Bari-Inter non ci fosse stato sarei diventato un rapinatore, o uno scippatore, comunque un delinquente. Molte persone che conosco sono state arruolate dai clan. Quella partita e il mio talento mi hanno portato via dalla prospettiva di una vita di #@*§». Inizia cosi`Antonio Cassano a parlare di se stesso raccontandosi nella sua biografia.
Il genio del calcio italiano cresciuto a Bari vecchia, un quariere difficile, non si nasconde e come sempre si dimostra spavaldo e irriverente.
«Ero povero, ma tengo a precisare che nella mia vita non ho mai lavorato. Anche perché non so fare nulla; a oggi mi sono fatto 17 anni da disgraziato e 9 da miliardario. Me ne mancano ancora 8, prima di pareggiare. Il primo amore è stata una Golf che mi regalò Matarrese dopo Bari-Inter. Una promessa mantenuta dal presidente, strano... Gratis la macchina, per la patente invece ho dovuto spendere qualcosa, non molto, diciamo che mi hanno fatto un buon prezzo... Quando avevo 17 anni nel giro di pochi mesi mi hanno sequestrato due moto 125 cc. e tre macchine.».
Spontaneo nel campo di gioco cosi’ come nel quotidiano e’ la croce e delizia di tutti gli appassionati di calcio in Italia. Probabilmente non lo vedremo nei prossimi mondiali di calcio in Sudafrica a causa del suo carattere sempre burrascoso ma genuino; lui stesso ammette in piu’interviste di essere un “pazzo indomabile”.
La sua avventura con le nazionali giovanili parte con una doppietta all’esordio in una gara di qualificazione per i campionati europei ma si conclude rapidamente: l’allora commissario tecnico Claudio Gentile non si fa scrupoli ad escluderlo quando il talento barese alla tenera eta’ di 18 anni e da poco milionario si presenta al ritiro della squadra under 21 con una Ferrari attirando le attenzioni di tutti i suoi giovani colleghi stupiti e in seguito, prima di una gara, si fa scoprire in dolce compagnia.
Antonio comunque non si dispera; con il passaggio alla Roma per 25 milioni di euro, tra giocate fenomenali e cassanate varie, punta decisamente alla nazionale maggiore : la prima convocazione avviene a fine 2003 e al suo esordio in maglia azzurra contro la Polonia realizza subito una rete. “Agli esordi segno sempre!”
Dopo un ottimo campionato al fianco di Totti, partecipa agli europei del 2004 realizzando due reti in 2 partite e dando l’impressione di aver finalmente raggiunto la maturita’. Dall’inizio della stagione successiva invece inizia il calvario con l’addio di Fabio Capello alla Roma e un ridimensionamento della societa’ giallorossa. L’attuale tecnico della nazionale inglese infatti nonostante un rapporto di amore e odio con Cassano riesce a far esprimere al meglio il talento del ragazzo di Bari vecchia. Ricordiamo comunque i siparietti divertenti tra i due: Antonio e’ fiero quando spiega di aver suggerito lui stesso a Capello di mettere sempre la mano davati alla bocca durante i loro dialoghi proprio per non rendere pubblici gli insulti reciproci. Poi ammette che a Roma arrivava al campo di allenamento insonnolito, preferendo passare il tempo a dormire nel lettino dello spogliatoio mentre la squadra eseguiva le sedute di lavoro. Il rapporto professionale con Capello prosegue al Real Madrid e finirà dopo che i due verranno alle mani visto che il genietto non amava sedere in panchina durante le partite.
Questo è il momento peggiore della carriera di Cassano. Nessun club sembrerebbe puntare più sul suo talento anche perché ormai il ragazzo sembra più interessato alla vita della notte che al campo di gioco. “Ho avuto qualche avventura. Diciamo tra 600 e 700 donne. E’ facile fare il conto: più o meno 6 ragazze al mese da quando sono ricco. Spesso ho giocato grandi partite dopo aver fatto sesso. Andatevi a vedere Roma-Juve 4-0. Avevo fatto le sei la domenica mattina, con una delle tante amiche che avevo in quel periodo. A Madrid era ancora più facile, perché eravamo in albergo, tutti sullo stesso piano, così sopra e sotto potevi invitare chi volevi e raggiungerla nel cuore della notte. Avevo un cameriere amico. Il suo compito era portarmi 3 o 4 cornetti dopo aver trombato. Portava i cornetti sulla scala, io accompagnavo quella là e facevamo lo scambio: lui prendeva la tipa, io mi sfondavo di cornetti. Sesso più cibo, la notte perfetta».
Ma è nel momento più difficile che esce fuori l’estro e la classe: il fenomeno torna a dare prova delle sue qualità nella Sampdoria dove finalmente trova un ambiente familiare che crede in lui. La squadra ovviamente si allena solamente il pomeriggio perché Antonio non può svegliarsi prima delle 13 e lui sarà l’unico calciatore a poter parcheggiare la sua macchina al bordo del campo di allenamento! Dopo un ottimo campionato partecipa agli Europei del 2008 dando come sempre prova della sua classe.
La nazionale campione del mondo si presenterà al mondiale per difendere il titolo conquistato 4 anni fa senza il suo unico calciatore in grado di fare la differenza. Lippi non rivela il motivo delle mancate convocazioni e in Italia si spargono voci incontrollate sul perché: l’ultima addirittura vedrebbe Antonio essersi picchiato con il figlio dello stesso commissario tecnico qualche mese fa!
Squadra triste e vecchia… manca il genio!