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Bene bene... parto dal 1996, primo anno in cui ho seguito la Formula 1:
1. Schumacher, straordinario a vincere tre gare con un catorcio 2. Hill, leader della stagione con la vettura più potente 3. Villeneuve, giovane rampante
1997
1. Schumacher, sfiora il titolo con una vettura inferiore alla Williams 2. Villeneuve, vince il mondiale con l'auto più forte 3. Coulthard, due vittorie con una McLaren non fenomenale
1998
1. Schumacher, sfiora il titolo con una vettura inferiore alla McLaren 2. Hakkinen, meritato campione del mondo con una monoposto dalla superiorità tecnica evidente 3. Hill, vincitore di un GP con una Jordan discreta e nulla più
1999
1. Frentzen, fino a due gare dal termine è in piena lotta per il mondiale con una Jordan inferiore rispetto alla concorrenza diretta 2. Irvine, ad un passo dal miracolo con una buona Ferrari 3. Hakkinen, campione del mondo con una McLaren più forte
2000
1. Schumacher 2. Hakkinen 3. Coulthard, esattamente come l'ordine della classifica mondiale
2001
1. Schumacher, vincitore con 239573420636 gare di anticipo 2. Coulthard, l'unico che all'inizio ha dato un minimo di fastidio a Michael 3. Ralf Schumacher, ottimo con una buona Williams
2002
1. Schumacher, straipersuperdominatore 2. Montoya, vero combattente contro una Ferrari dalla superiorità imbarazzante 3. Coulthard, vincitore a Montecarlo con una McLaren in disarmo
2003
1. Raikkonen, il vero vincitore morale 2. Montoya, altro pilota che ha dato grande filo da torcere alla Rossa 3. Schumacher, campione del mondo con grande fatica
2004
1. Schumacher, alla guida di una Ferrari indimenticabile 2. Button, molto combattivo con una Bar in ascesa 3. Barrichello, più vicino a Michael a fine stagione
2005
1. Raikkonen, per me lo meritava anche più di Alonso 2. Alonso, straordinario ma più fortunato 3. Montoya, tre vittorie e una buona stagione nonostante un infortunio
2006
1. Schumacher, stagione ai limiti del commovente 2. Alonso, campione del mondo ma leggermente meno convincente del Rosso 3. Massa, una delle sue stagioni migliori
2007
1. Raikkonen, approfitta delle due McLaren (più potenti) che si fanno la guerra 2. Hamilton, stagione straordinaria da debuttante, ma con una McLaren più potente della Rossa 3. Alonso, anche lui ad un punto dal titolo, ma meno convincente del compagno
2008
1. Hamilton, mondiale meritato con una McLaren non più forte della Ferrari 2. Alonso, due successi e ottimi risultati con una Renault mediocre 3. Massa, meglio di Kimi ma mondiale sciupato prima della beffa di Interlagos
2009
1. Vettel, il suo primo anno da fenomeno 2. Button, approfitta di una superiorità tecnica imbarazzante nella prima fase della stagione 3. Hamilton, finale in netto crescendo
2010
1. Alonso, sfiora il titolo con una vettura inferiore a Red Bull e McLaren e lo perde a causa di una strategia sbagliata 2. Vettel, resta in gara fino all'ultimo e approfitta della confusione generale centrando il titolo 3. Hamilton, stagione spettacolare 3. Webber, in lizza fino all'ultimo grazie a prestazioni di alto livello
2011
1. Vettel, stradominante 2. Button, stagione di elevata caratura, con tre vittorie e il merito di aver nettamente battuto Hamilton 3. Alonso, resiste finché può ma la sua Ferrari è mediocre
2012
1. Alonso, con una Ferrari inferiore alla Red Bull sfiora il titolo 2. Raikkonen, ritorna in grande stile e vive una stagione di grande costanza e sostanza 3. Vettel, campione del mondo con un mezzo superiore
2013
1. Vettel, mondiale clamorosamente dominato senza se e senza ma 2. Alonso, ci prova all'inizio ma nulla può contro una super-Red Bull 3. Rosberg, prime due vittorie con una Mercedes ancora così così
2014
1. Hamilton, domina con una Mercedes superiore 2. Rosberg, ad inizio stagione sembra dominare ma deve cedere al britannico 3. Ricciardo, tre vittorie e Vettel nettamente battuto
2015
1. Hamilton, dominatore dall'inizio alla fine 2. Vettel, tre vittorie con una Ferrari in ascesa ma ancora inferiore 3. Rosberg, nel finale si sveglia, ma non serve a nulla
2016
1. Max Verstappen, comunque andrà a finire. Giovane arrembante, l'unico che rende le gare spettacolari anche quando non lo sono.
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