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giova84 ha scritto:
Cita:
Che noia, anche quest'anno tutto scritto ancora prima di cominciare...


Lo scorso anno no? :asd


Infatti ho scritto "anche"...


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Milano all'attacco di Siena
Proli accende la miccia

Il presidente dell'Olimpia Milano alla presentazione della nuova Armani Jeans: "Non abbiamo alcun complesso di inferiorità, se loro avessero avuto i nostri infortuni la scorsa finale ce la saremmo giocata"

ASSAGO (Mi), 5 ottobre 2009 - Il 16 giugno, poco dopo la finale persa contro Siena, aveva congedato tutti dicendo: "Lo zoccolo duro della squadra è pronto, dobbiamo solo operare un paio di interventi". A distanza di 111 giorni Livio Proli, presidente dell'Olimpia Milano, presenta un'Armani Jeans rinnovata per sette dodicesimi. "In effetti abbiamo cambiato i nostri programmi, ma a fare da detonatore è stata la decisione di Hawkins di andarsene".

Per una squadra che vuole fare meglio del passato non è una bella cosa avere perso il miglior giocatore a vantaggio della rivale.
"Quando abbiamo iniziato a discutere con David del rinnovo, abbiamo capito subito che intendeva andarsene. Anche se Siena lo ha annunciato ad agosto, sono certo che si fosse accordata col giocatore molto prima. Al di là di quello che può dire Minucci, a Siena Hawkins prende tanti soldi anche se in realtà lui vuole soprattuto vincere".

Resta il fatto che non è una perdita di poco conto.
"La leadership di Hawkins è stata troppo invadente. Lui ci ha salvato in tante occasioni, ma la sua presenza ha bloccato anche la maturazione del gruppo. Vogliamo una leadeship condivisa da almeno dieci elementi di questa squadra. E per leadership intendo la capacità di risolvere i problemi degli altri, di togliere le castagne dal fuoco, di rendere in proporzione allo stipendio percepito. Vogliamo atleti con questi requisiti".

I maligni dicono che abbiate un complesso d'inferiorità nei confronti della Mens Sana. Che ne dice?
"Complessi di inferiorità verso Siena non li sentiamo proprio. Lo scorso anno abbiamo battuto Cska Mosca e Real Madrid. Siamo consapevoli di avere una dimensione che non è inferiore a nessuno. La mia sarà incoscienza, sarà poca esperienza nel mondo del basket, ma la penso così. Rispetto a Siena non possiamo comptere economicamente. Detto questo devo ammettere che Minucci sarà anche antipatico, ma ha dettato un tracciato importante a cui tutti devono guardare".

Però per pilotare il nuovo corso dell'Armani Jeans avete preso l'ottavo uomo della Montepaschi. Non depone a favore della sua tesi.
"Finley sarà stato anche l'ottavo giocatore di Siena, ma tutti i rincalzi di McIntyre avrebbero avuto qual ruolo. Per noi lui è una delle prime scelte in Europa e lui, come noi, ha fame di vittorie. Viene da Siena solo perché Siena sceglie ottimi giocatori e la vera notizia è che Minucci si è fatto scappare un buon giocatore".

Quindi conferma l'obiettivo di competere con Siena?
"I nostri obiettivi sono l'accesso alle Top 16 di Eurolega e ripetere la finale scudetto, senza perdere ancora 4-0. Lo scorso anno gli infortuni ci hanno massacrato, sembra che il regista della nostra stagione fosse Dario Argento. Se loro, per esempio, avessero perso Eze e Stonerook come noi abbiamo perso i nostri lunghi, la finale ce la saremmo giocata".

A livello di organico, del progetto triennale che avevate lanciato la scorsa estate non è rimasto molto.
"E' stato un errore fare contratti triennali. In progetti non consolidati è meglio tenere un po' di pressione sui giocatori e la formula dei due anni mi sento ora di poter dire che sia la migliore".

Avevate scelto Vitali come uomo immagine del nuovo corso, ma ha ballato una sola stagione e poi è stato scaricato.
"Vitali non è più a Milano perché è arrivato qui con aspettative personali e societarie sbilanciate. Abbiamo sbagliato: con questo fardello sulle spalle lui non si è posto nel modo per fare scattare la scintilla tra lui, la società e la città. Anche Baggio non ha brillato in tutte le squadre dove ha giocato. Abbiamo preferito stringerci la mano e ognuno è andato per la sua strada".

Il pubblico dell'Olimpia tradizionalmente è più portato a guardare al passato che al futuro. Di lei qualcuno dice l'opposto. E' d'accordo?
"No, anzi, posso dire che era la precedente gestione a non avere capito il valore della storia. Quando abbiamo rilevato la società lo scorso anno, abbiamo comprato una scatola vuota con tanti debiti e un settore giovanile azzerato. Vogliamo creare un nostro museo storico nel nuovo Palalido che aprirà a settembre 2010".

Alcuni tifosi l'accusano di avere accantonato il simbolo della società, Fiero il Guerriero.
"I valori di Fiero il Guerriero sono utili nella vita: avere un comportamento etico e combattivo è una cosa preziosa e quindi abbiamo deciso di eleggere Fiero a simbolo dell'Armani Junior Program, il progetto diretto da Gianmarco Pozzecco che in un anno ci ha visto coinvolgere 7000 giovani giocatori. Vogliamo recuperare le scarpette rosse come immagine della prima squadra insieme a qualche simbolo di Milano".


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MessaggioInviato: mar 6 ott 2009, 11:09 
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giova84 ha scritto:
Il presidente dell'Olimpia Milano alla presentazione della nuova Armani Jeans: "Non abbiamo alcun complesso di inferiorità, se loro avessero avuto i nostri infortuni la scorsa finale ce la saremmo giocata"


Secondo me non ci crede nemmeno lui... :lol :lol :lol


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Milan l'è on gran Milan ha scritto:
giova84 ha scritto:
Il presidente dell'Olimpia Milano alla presentazione della nuova Armani Jeans: "Non abbiamo alcun complesso di inferiorità, se loro avessero avuto i nostri infortuni la scorsa finale ce la saremmo giocata"


Secondo me non ci crede nemmeno lui... :lol :lol :lol


Oddio,è vero che Milano è stata un tantino sfigata circa gli infortuni (ad un certo punto è rimasta addirittura senza lunghi)...da qui a dire che se la sarebbe giocata,però,il passo è lungo.


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Pirullallero sa quel che dice :daverulez


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Perso, e male, all'esordio nel derby contro Varese, una squadra che ha come obiettivo una salvezza tranquilla. Al di là delle prestazioni dei singoli (malissimo Acker e Petravicius, maluccio tutti gli altri a parte Finley, che comunque gioca da solo), quello che sconcerta è la totale mancanza di giochi offensivi. L'unica differenza è che un anno fa si dava palla a Hawkins, quest'anno all'ex riserva di McIntyre.

E la colpa non può che essere di Bucchi. Non lo avrei confermato l'anno scorso, lo manderei via adesso.


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Ma era Finley vs Slay oppre Varese - Milano?


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Varese :rulez

grandi ragazzi :commosso


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Siena a valanga su Napoli
Colpo Ferrara, bene Roma

La prima giornata vede il facile successo dei campioni d'Italia e l'impresa della Carife che supera in volata Teramo. Lottomatica senza problemi con Cremona, Bologna piega Montegranaro, Biella cade a Caserta. Avellino batte Pesaro nel posticipo, domani Cantù-Treviso

MILANO, 11 ottobre 2009 - Oltre al successo di Varese su Milano, così la prima giornata di serie A

Carife Ferrara-Tercas Teramo 90-83
di Gianluca Orefice
Il sogno di Ferrara continua. Entusiasmo (1608 abbonati, record in casa Carife), spirito di sacrificio e un Luke Jackson decisivo nei momenti clou, sono gli ingredienti con i quali la squadra di coach Valli piega Teramo, priva di Amoroso (infortunato). In avvio Grundy serve a freddo la vendetta dell'ex, con 9 punti nel primo quarto. I padroni di casa scoprono anche un Salvi tuttofare, per il primo strappo della gara (27-20 al 9'). Gli ospiti sono sorretti dall'esplosività e da 5 punti di Bobby Jones. Diener al 19'45" sigla il tiro pesante per il 44-44 all'intervallo. Ancora l'ex Avellino, al 26'27", chiude il suo show personale nel 7-0 per il +1 ospite (56-57), che si dilata poi fino al +8 (59-67, 29'32"). I ferraresi, nel momento più buio, ammirano il miglior Jackson, che trova i canestri della nuova parità (73-73 al 33'44"). Il finale in volata è scosso dal canestro dalla distanza di Nnamaka al 38'43" (84-81), poi Poeta forza in attacco e Jones commette il quinto fallo su Sangarè che fa 2/2 (86-81 al 39').
Ferrara: Jackson 23, Grundy 19, Sangarè 16
Teramo: Diener 19, Poeta 14, Jones 13

Montepaschi Siena-Martos Napoli 87-48
di Giuseppe Nigro
Alla fine 39 punti di distacco ma l'impressione è che Siena abbia per alcuni tratti graziato Napoli. Anche senza McIntyre, a riposo, per una botta al ginocchio alla vigilia e coi neoarrivati Zisis e Hawkins in quintetto, la Montepaschi è una macchina: 8-0 in 200 secondi, 24-5 al 9' con 9 punti dell'ex milanese nei primi sette minuti, per toccare il 31-9 al 12' e il 44-18 al 18'. Siena gira tutti, Napoli ha sette senior e deve presto attingere agli altri perchè Bonora al 9' ha già quattro falli e Gigena al 13' ne ha tre. Dopo che Siena gli ha recuperato 12 palloni nel primo quarto (5 per mano di Eze e 3 di Hawkins), Napoli tampona l'emorragia con gli otto punti di orgoglio di Kruger nel secondo periodo. Al ritorno dall'intervallo la squadra di Marcelletti gira anche bene palla e prova a tenere in difesa finchè gli argini non si rompono a metà terzo quarto: sei triple di Siena maturano il 21-8 con cui in dieci minuti i padroni di casa volano 76-42. Pianigiani sperimenta anche il quintettone con tre lunghi, esperimento che non impedisce a Siena di toccare il +39.
Siena: Hawkins 17, Domercant 16, Lavrinovic 10
Napoli: Kruger 15, Adekele 10, Muurinen 7

Lottomatica Roma-Vanoli Cremona 94-79
di Andrea Pugliese
La Lottomatica parte bene (12-8 dopo 4’), seguendo lo spartito classico, con Hutson a fare la voce grossa sotto canestro e Jaaber sempre pericoloso dal perimetro. Ma Cremona, alla sua prima in serie A, non ha timori reverenziali. Rowland regala scarichi ed assist a Brown (il migliore dei suoi) e Cusin e al 5’26 i lombardi sono sul 14-14, per poi passare con un’altra magia del play. Davanti la Vanoli ci resta fino al 16’44, quando Hutson inchioda il canestro del 30-30. Poi è Minard (con una caviglia in disordine) a recuperare 3 palloni ed a lanciare la Lottomatica, che con una tripla di Jaaber sulla sirena chiude il primo tempo sul +7 (41-34). Poi Cremona prova a restare in partita e per un po’ ci riesce (50-44 al 25’), ma Jaaber (28 punti e standing ovation finale) prende il sopravvento su tutti, Winston si scioglie e Crosariol fa sentire i suoi muscoli sotto canestro. Così Roma chiude a +9 (62-53) il terzo quarto, per poi volare addirittura a +18 (74-56) al 32’. Non c’è più storia e nel finale c’è spazio anche per l’esordio in A del romano Di Pasquale.
Roma: Jaaber 28, Hutson 17, Winston 15.
Vanoli Cremona: Forbes 23, Brown 19, Rowland e Cusin 11.

Bologna-Sigma Montegranaro 76-68
di Vincenzo Di Schiavi
La Virtus si scrolla di dosso Montegranaro solo nell'ultimo giro di lancette azzeccando tutti i possessi e scacciando con rabbia la sgradevole insidia di un tonfo all'esordio. Le V nere staccano lentamente la Premiata nel cuore del secondo quarto ribaltando il fattore lunghi. Sono infatti Hurd e Fajardo a mandare in tilt la difesa di Montegranaro siglando il primo vero allungo, grazie anche a un'innovativa "fischiata" sul belga Ongenaet a cui vengono appioppati fallo e antisportivo nel giro di 3 secondi, sulla stessa penetrazione di Hurd. Tant'è, la Virtus si ritrova a +9 (35-24) al 15'. Ma è ancora lontana dall'idea di corazzata: Moss, appena tornato dagli States, viaggia in folle e si vede solo quando si attacca a Hite, guardia dal tiro mortifero ma ancora troppo discontinuo. Colpisce molto di più la coppia Ivanov-Brunner, due lunghi atipici, muscolari dalla mano buona che tengono a galla la Premiata fino al break e rendono amaro il ritorno in serie A di Michele Maggioli (3 falli dopo 5'). Ma non è finita. Montegranaro torna sotto nel terzo quarto grazie al duo Hite-Marquinhos, che si accende a colpi di triple: 54 pari dice il tabellone della terza sirena. L'equilibrio si mantiene fino agli ultimi 60" quando la Virtus non sbaglia niente mentre Montegranaro brucia tutti i suoi possessi.
Bologna: Hurd 15, Fajardo 14, Vukcevic 12
Montegranaro: Brunner 18, Hite e Marquinhos 13

Pepsi Caserta-Angelico 77-68
di Giuseppe Bernardo
Buona la prima per la nuova Juvecaserta targata Pepsi. I bianconeri superano in casa l'Angelico Biella al termine di una gara decisa sostanzialmente nei primi 10'. Biella è in vantaggio solo nei primi 4', dopo i quali la Pepsi mette a segno il parziale di 12-0 che permette di raggiungere il primo vantaggio consistente della partita: +12 al 15'. L'Angelico prova a ricucire lo strappo tra il secondo quarto (durante il quale perde Pasco per infortunio alla caviglia) e il terzo, e accorcia fino al -3 grazie alle iniziative di Fred Jones e Garri, ma non bastano. L'altro Jones, Jumaine, e Di Bella firmano il secondo parziale di 12-0 della partita (due triple a testa) e Caserta raggiunge il massimo vantaggio della partita: +15 al 27'. Nel finale di gara Biella prova a recuperare lo svantaggio tirando a ripetizione dall'arco con Soragna (11 punti negli ultimi 10') e Smith ma i bianconeri sono attenti nel gestire il vantaggio e portano a casa i primi due punti della stagione. Pino Sacripanti commenta felice: "Sono contento per aver vinto, per la prestazione della squadra ed anche per l'ultimo canestro, la differenza punti sarà fondamentale in questo campionato". "Abbiamo rispettato discretamente il nostro piano partita, di rompere gli equilibri avversari" il commento di Luca Bechi, allenatore dei piemontesi.
Caserta: Di Bella 16, J.Jones 16, Ere 14
Biella: Smith 16, Soragna 14, F.Jones e Garri 8

Air Avellino-Scavolini Pesaro 88-77
di Raffaello Califano
Un’Air brillante conferma il predominio del fattore campo nella prima giornata. Gli uomini di Pancotto con una prestazione di intensità e concretezza hanno ragione di Pesaro. I biancorossi pagano le basse percentuali al tiro e un Green troppo solo per essere determinante. E’ Pesaro ad uscire meglio dai blocchi. Green prova ad innescare il pick and roll ed il giochino riesce solo nei primi 5’ (6-12). L’intensità difensiva di Avellino cresce minuto dopo minuto. I rimbalzi di Troutman e la serata di grande vena di Akyol propiziano, prima il pareggio (20-19 all’8’) e successivamente l’allungo vertiginoso del secondo quarto. Dalmonte ha difficoltà ad arginare l’efficacia della ficcante manovra dei padroni di casa, mentre Green non è supportato adeguatamente dai compagni. Ci prova Hicks a tenere a galla la Scavo, ma negli ultimi quattro minuti del primo tempo l’Air, con Nelson in panca, vola sulle ali di Akyol. Le triple di Dylewicz e Lauwers sigillano un perentorio parziale di 14-3 (49-31 al 20’). La musica non cambia nella terza frazione. Avellino trova conclusioni facili, Pesaro fatica scivolando sul -24 (68-44 al 28’). Green suona la carica con un paio di triple a cavallo dell’ultimo mini intervallo. La lucidità dell’Air non si spegne e il vantaggio ritorna oltre le venti lunghezze. Szewczyk sfiora la doppia-doppia per punti e rimbalzi, che invece agguanta il compagno di reparto Troutman (migliore in campo). Gli uomini di Dalmonte tentano il tutto per tutto affidandosi al tiro dalla lunga distanza di Green e Sakota che riaprono improvvisamente il match (82-70 al 36’). Pancotto ripropone il doppio play e Avellino tampona l’emorragia chiudendo in scioltezza.
Air Avellino: Troutman 21, Akyol 20, Szewczyk 15 Scavolini
Pesaro: Green 23, Sakota 14, Hicks 11


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Tifoso
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Reg. il: ven 23 giu 2006
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Napoli quest'anno è da retrocessione :-(
Spero almeno di consolarmi con il rendimento delle altre 2 campane.
Mi fa piacere delle buone prestazioni di poeta e di bella.


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