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La vincitrice della Coppa Italia è....
Sondaggio concluso il lun 20 feb 2006, 11:48
Climamio Bologna 25%  25%  [ 1 ]
Benetton Treviso 0%  0%  [ 0 ]
Montepaschi Siena 0%  0%  [ 0 ]
Carpisa Napoli 50%  50%  [ 2 ]
Lottomatica Roma 25%  25%  [ 1 ]
Snaidero Udine 0%  0%  [ 0 ]
Armani J. Milano 0%  0%  [ 0 ]
Whirlpool Varese 0%  0%  [ 0 ]
Voti totali : 4
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Scuro e duro, Sasha Djordjevic indovina nei tre fischietti il bersaglio nel suo dopopartita al fiele. «A perdere così non ci sto - attacca - non è bello. In certi momenti sono arrivati fischi puntuali contro di noi, cose che non devono avere posto in Coppa Italia: sfondamento di Shumpert sul -5, passi di Calabria sul -2 a 1´ dalla fine, un fallo tecnico a un ragazzo educatissimo come Coldebella, che chiedeva spiegazioni a Facchini con le mani dietro la schiena». Morale: «Non si devono decidere così le partite: devono essere i giocatori a farlo, con la loro qualità, e noi ne abbiamo messa tanta»

La Repubblica

mah, è possibile... personalmente a bologna-roma ho visto un arbitraggio semplicemente con due pesi e due misure: basti pensare che nel terzo quarto, per fare un esempio, roma ha raggiunto il bonus dopo soli tre minuti di gioco, bologna dopo otto... assurdo... però abbiamo ugualmente vinto, NOI :8)


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Cuore e batticuore: i biancoverdi superano la Snaidero

- La Tribuna -

Cuore e batticuore. Tutto di marca Benetton. Il cuore di una squadra che non vuole arrendersi ai troppi infortuni che l’hanno tormentata dall’inizio di stagione, che vuole giocare, far divertire e vincere. Il batticuore di vittorie che si sciolgono come neve al sole per lasciar posto a mille sussulti ed emozioni. Tant’è. La Benetton batte la Snaidero 99-89 e si qualifica per la 13ª volta nella sua storia in semifinale di Coppa Italia. Il match si giocherà oggi, sempre alle 20,30, contro la Carpisa Napoli di coach Bucchi (corsi e ricorsi), che ha battuto Milano. Chi vince andrà in finale. Con Siena o Roma.
La festa continua, dunque. Perchè questa di Forlì è proprio la festa del basket. Mille colori, mille umori, mille cori, facce felici, facce di ghiaccio. La sfida è diretta, per certi versi micidiale. Le sorprese non mancano perchè in una partita secca ci si può giocare una stagione. La Snaidero sul fattore sorpresa ci conta: non sarebbe la prima volta che riesce a fare lo sgambetto ai biancoverdi, ma mai davanti ad una platea così vasta e competente. E difatti Udine parte col botto mettendo a segno la sua prima bomba dopo solo un pugno di secondi. E’ di Jaacks, un’ala-centro che ha un buon tiro anche dalla distanza. Difatti per un pelo non fa il replay qualche istante dopo. Il «vizietto» dei tre punti premia anche Hill, ma riequilibra Nicholas prima e Siskauskas poi. Le due squadre corrono: per vincere, come dice Blatt, bisogna correre di più. Non è semplice ma la Benetton quando riesce a prendere i rimbalzi difensivi e va in transizione è micidiale. Qualche errore di troppo sotto i tabelloni in attacco e i tiri da fuori di Jaaks e Cantarello portano Udine a chiudere il primo parziale in vantaggio: 22-19. Ma da qui parte la rincorsa e la fuga dei biancoverdi di Treviso. Che, a questo punto della partita, hanno già fatto tutti almeno una rotazione, compreso il nuovo play Santangelo, biancoverde da poco più di 48 ore. Nel secondo quarto la Benetton mette in campo velocità e precisione in attacco, tecnica e aggressività in difesa. La manovra della Snaidero si fa sempre più complessa, il gioco più lento e prevedibile: al tiro ci arriva quasi all’esaurimento dei 24” e a quel punto non è facile metterla dentro con continuità. I ragazzi di Blatt, in questo periodo, mettono in mostra una gran bella pallacanestro ed è tutta la squadra che costruisce: poi Nicholas finalizza (2 bombe), Soragna pure, Mordente è una stilettata continua, Goree fa breccia davanti e muro dietro, Siskauskas è la freddezza che non sbaglia... E mettiamoci una bomba di Santangelo: il tutto per i +14 all’intervallo (54-40).
Nel terzo quarto la Benetton si mangia tutto, ma proprio tutto, il vantaggio accomulato. Udine stringe le maglie della difesa, i biancoverdi si innervosiscono e non riescono a costruire praticamente nulla. Tartassati dai falli, incassano punto su punto da una rinata Snaidero che vede Allen, Hill e Gigena giganteggiare. La Benetton chiude il quarto con una bomba di Santangelo al suono della sirena e ottiene, almeno, il minimo vantaggio: 67-66.
Negli ultimi dieci minuti è come essere sulle montagne russe: alti e bassi, vette e picchi in caduta verticale. Ma si sa, quando il gioco si fa duro i duri vengono fuori. Il più duro di tutti è Goree, che in poco più di un minuto fa due canestri da sotto, due stoppate e due tiri liberi. E Siskauskas, che prende in mano la squadra quando Soragna esce per 5 falli. E’ una guerra di nervi, e la Benetton si dimostra grande proprio nel momento più difficile. Oggi altra sfida secca. E oggi, appunto, è un altro giorno.


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Coppa Italia ancora stregata, viaggio nelle pieghe di una sconfitta dolorosa

- La Repubblica -

Quattro dame sono rimaste e qui il ballo continua, quattro hanno già sfilato le scarpette di raso e, tanto per cambiare, c´è fra queste la Fortitudo, di nuovo maledetta nei finali di partita in Coppitalia. Sei volte in otto anni, contate: sempre l´ultimo pallone, massimo il penultimo. Nel ‘99 a Casalecchio Del Negro sbagliò un rigore da tre metri contro Varese, nel 2000 in Calabria Myers smarrì nel traffico la boccia per battere Siena e quindi, trasmigrati a Forlì, Booker punì dalla ionosfera, nel 2001, un paio d´errori tragici di Basile. Poi toccò a Djordjevic, pure lui rosso Scavolini, stordire Vujanic nel 2004 col suo ipnotico fandango e l´anno scorso a Sconochini scippare lo stesso Milos dell´ultimo cuoio. Stavolta sono i due liberi falliti di Garris, a 3´´ dalla fine, a dissolvere i sogni su una partita a lungo sulla patta, decisa dagli episodi. Prima, meglio Roma a scappare (+12 all´8´, +10 al 32´, la Effe mai oltre un +4), e brava Bologna a non deragliare, inseguire, rientrare. Meno però a colpire: 2/15 da tre gli ultimi due quarti, gelide manine. Da bruciare comunque il foglio statistiche, bibbia infedele. Alla voce valutazione, Fortitudo 109, Lottomatica 75: un baratro, eppure hanno vinto i secondi.
La Fortitudo incarta e porta a casa, la notte gonfia rimpianti e tristezze, leniti dall´alibi dei bollettini medici. Un uomo fuori e due quasi dicono che la truppa era malconcia: pure Roma però, vincente con Bodiroga abbottato, Hawkins medicato al capo con una cuffia da antico Bacigalupo, ed Ekezie ko, bene non stava. Otto gli arruolati di Repesa, dieci quelli della concorrenza, ma otto non sarebbero neanche pochi se facessero scopa. E invece, la Effe allinea tra i motivi della sconfitta troppe insostenibili latitanze: una prima punta che non segna mai, un centro che non smuove gioco a bordo area, come la squadra ama nelle sue migliori edizioni, un altro lungo in eclisse totale, e infine un paio di uomini dalle cui giocate può uscire il colpo grosso o la boiata, e in un finale in bilico non sono mai le cose di cui fidarsi. Dando nomi e cognomi, che Belinelli l´altra sera tirasse sempre corto fa pensare che la gamba non spingesse, poi è vero che è dura fare il centrattacco a vent´anni, ma la storia di mezza stagione dice che questo lui è, oggi, per la Effe, issatosi nel ruolo senza sconti né omaggi. Bagaric ha speso 13´ in chiaroscuro, a far chiedere se questa schiena dolente è roba seria oppure no, Lorbek non ha avuto pugno né morso e, tra Mancinelli e Becirovic (6 palle perse), sono state più, alla fine, le punizioni subìte dei dividendi procurati.
L´interrogativo adesso è se la squadra non sia corta, per il cammino che verrà, e la risposta ovvia è che, se le degenze saranno brevi, il gruppo ha qualità per rifarsi, digerita una coppa che ferisce ma non stronca. Viceversa, saranno problemi.
Poi, manca sempre il dopo-Kommatos, a budget ci sarebbe qualche ritaglio per un´aggiunta gregaria, forse di peso così modesto da accostarsi all´irrilevante. Sennò, se capiterà un´occasione da sfruttare anche nel lungo periodo, toccherà di nuovo a Giorgio Seragnoli che pare deciso a praticare un´altra delle sue frequenti iniezioni a bilancio. Un volto nuovo, a quanto pare, dovrebbe arrivare nelle prossime ore.


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SEMIFINALI

Monte Paschi Siena - Lottomatica Roma

Carpisa Napoli - Benetton Treviso

:rulez


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Raccattapalle
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Milano :-.-


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forza olimpia :asd


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Milano ancora non ha capito che le partite bisogna giocarle per intero...a volte capita che le rimonte non vadano a buon fine.E' quello che continuo a ripetere da inizio stagione...ieri come di norma oramai si è dimenticata di scendere in campo nel terzo quarto;poi si è recuperato ma per lo sforzo profuso si era con la lingua penzoloni egiustamente si è perso.


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UN URLO: ROMA!!

Montepaschi Siena - Lottomatica Roma 70-83


Strepitosa vittoria della Virtus Roma che approda, per la seconda volta nella sua storia, alla finale della Coppa Italia. Montepaschi Siena – Lottomatica Roma è una semifinale tra due dei migliori club italiani e una sfida molto sentita dalle due rispettive tifoserie. Sugli spalti si vede lo striscione della Curva Ancilotto accanto a quello dei Warriors. Sono i tifosi della Virtus giunti da Roma per sostenere la propria squadra. Nel parterre, invece, Claudio e Pierluigi Toti, il sindaco Walter Veltroni, il vicepresidente Giovanni Malagò e il presidente della Federazione Italiana Golf, Franco Chimenti.
Pesic deve rinunciare a Ekezie. Il nigeriano che nella partita con la Fortitudo ha preso un colpo alla coscia non può scendere in campo e non è nel roster schierato contro il Montepaschi. Il quintetto di partenza è composto da Ilievski, Hawkins, Bodiroga, Tusek e Tonolli. Primo quarto favorevole al Montepaschi con Eze a prevalere nell’area blugiallorossa e Thomas spietato cecchino.Al 6’ il primo parziale è di 13-4. Si vede finalmente Roma con Hawkins e Bodiroga. Una tripla e due liberi riducono lo svantaggio ma in chiusura di tempo è ancora Thomas ad allungare e al 10’ il punteggio è di 20-13.
La Lottomatica riprende a giocare con una maggiore attenzione difensiva e Sconochini si guadagna punti e possesso con un antisportivo di Kaukenas. Dopo i liberi, Hugo mette a segno anche una tripla confezionando un parziale di 5-0 che riavvicina le due squadre. Con Marko Pesic, Righetti e Giachetti in campo la Virtus trova ossigeno ed energie per rimanere a contatto. Un piccolo momento di sbandamento per i capitolini arriva al 13’, quando il neoentrato Woordward infila 4 punti consecutivi e, dall’altra parte, Righetti non riesce per due volte a rimettere le cose a posto. Il finale di Roma, però, è in crescendo e, grazie anche al buon lavoro di Helliwell sotto canestro, la squadra di Pesic termina il primo tempo in vantaggio con un bel recupero e contropiede di Hawkins (35-36).
La pausa giova alla Lottomatica. Al ritorno in campo si vede l’intensità che coach Pesic chiede sempre ai suoi giocatori e, dopo 5’ di grande equilibrio, puntuale arriva l’allungo della Virtus trascinata da Sconochini e Helliwell: parziale di 9-0 e vantaggio di 11 punti (43-54). Mancano 1’47’’ e la partita potrebbe finire in cassaforte se Righetti riuscisse a piazzare una tripla con tiro apertissimo che non entra per pochissimo. Scontato il rientro della Mens Sana che chiude il terzo quarto sul –7 (48-55).
Si torna in campo con Roma che gioca sui 24’’ e l’avversaria molto aggressiva e determinata ad impattare la gara. La Virtus riesce a sventare il recupero sino a metà tempo. Poi Chiacig e Woodward approfittano dell’imprecisione degli uomini di Pesic, recuperando molti palloni, con ripartenze micidiali e buon gioco sotto canestro. Thomas ci mette un’altra tripla e la Virtus si ritrova sotto sul 66-63 quando manca 1’36’’ alla conclusione. Da quel momento in poi inizia il Righetti show. Alex piazza la bomba che porta le due squadre all’overtime e non si ferma più. Nel supplementare l’azzurro segna 11 punti che consegnano alla Lottomatica la vittoria e l’accesso alla finale.

Pesic: “Sapevamo di dover affrontare una grande squadra che, a mio avviso, detiene il miglior talento offensivo del campionato. Per questo motivo sono molto orgoglioso per come abbiamo difeso. Rispetto alla partita con la Fortitudo abbiamo espresso meno qualità in attacco ma è uscita fuori anche oggi la forza della squadra. Devo dire che la sola difesa non sarebbe bastata se, nel finale di gara, Righetti non ci avesse dato tutti quei punti. Complimenti anche ad Helliwell che fa sempre piccole cose ma molto importanti. Wade non è Chiacig ma è sempre molto utile alla causa. Volevamo raggiungere questa finale ma domani saremo altrettanto concentrati e determinati per affrontare l’avversaria di turno”.

www.virtusroma.it

SIAMO FORTI!!

ed ora napoli :8)


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Final Eight, dopo Roma anche Napoli in finale: la rivincita del Sud

18.02.2006. 22:44

FORLI’ – Niente Siena, niente Treviso. Niente di tutto questo. Mettete pure da parte la tradizione e i pronostici della vigilia. Ancora una volta le Final Eight si confermano sinonimo di grande equilibrio e soprattutto sorprese. La finalissima che assegnerà la Tim Cup 2006, così, sarà proprio Roma–Napoli, un derby tutto dal Tevere in giù. Avete capito bene: a giocarsela saranno Lottomatica e Carpisa, senza dubbio le due compagini che più di tutte, per gioco espresso e determinazione, meritano di vincere questa Coppa. E se la contenderanno certamente all’ultimo sangue, fedeli alla propria pallacanestro spettacolare ma allo stesso tempo vincente, domenica a partire dalle 18.15 (diretta Sky). Come Roma è arrivata in finale già lo saprete, vediamo ora come c’è arrivata la Carpisa, splendida creatura plasmata da Piero Bucchi. Una squadra fatta apposta la competizione di Forlì, verrebbe da dire, in grado di battere qualunque avversario in una sfida senza ritorno. E’ stato così anche questa volta, sebbene Treviso non abbia sbagliato praticamente nulla, senza mai mollare fino a pochi secondi dal termine.

Era partita forte la Benetton, fortissimo, in perfetto stile trevigiano. La squadra di Blatt aveva iniziato con i classici occhi della tigre, al contrario di una Carpisa partita con la testa altrove (6-0 Treviso dopo 2’). Anche lo show, così, è arrivato per primo dalle mani trevigiane: innanzitutto quelle di Goree, autore di una gran stoppata su Sesay (mica uno qualsiasi…), sul 2-9 in favore della Benetton dopo 3 minuti. Poco dopo Siskauskas dava il +8 dall’arco dei 6,25 (4-12 al 5’) e Treviso sembrava già scappata via. Niente di più sbagliato.

La Benetton doveva ancora fare i conti con la vera Carpisa. Che sarà partita male, ma in fondo ha sempre un cuore grande così. E allora minuto dopo minuto è iniziata la rimonta partenopea, con Rocca grande trascinatore. A dare il meno due a Napoli, sul 15-17 al 7’, era però Stefansson, autore di un match a corrente alternata. Ma anche Treviso ha sette vite, ed era tornata avanti grazie a una raffica impressionante di Soragna, chirurgico nel primo tempo (13 punti con l’80% dal campo). Arrivata fino al + 12 sul 17-29, però, la Benetton ha subito ancora una volta il ritorno di Napoli. Un ritorno prepotente, firmato dalla solidità di Rocca sotto i tabelloni, dall’imprevedibilità di un ispiratissimo Spinelli e dalla vena realizzativa di Larranaga (3/ da tre all’intervallo). In poco più di tre minuti, così, la Carpisa tornava dapprima in parità (29-29 al 12’), e quindi metteva il naso avanti per la prima volta, sul 31-29. Da lì iniziava una battaglia punto a punto fino all’intervallo, intervallata da una schiacciata di Nicholas (per il 33-36 al 16’) e chiusa dallo stesso americano sul 47-47, a dimostrazione del grande equilibrio sul parquet.

Mason Rocca, il nostro mvp, sfida Goree.
Un equilibrio spezzato ad inizio ripresa da un dominante Mason Rocca (già 14 punti con 7/13 dal campo e 8 rimbalzi dopo 22’) e da alcuni lampi di Greer, per il 58-53 Carpisa a metà terzo quarto. La Benetton trovava ancora le forze per tornare in parità, sul 58-58 al 27’, ma l’inerzia era già tutta per Napoli. A firmare il nuovo allungo partenopeo ci pensavano così Stefansson e Sesay (una tripla e un 2+1), per un break di 8-0 che spezzava le gambe a Treviso (66-58 al 28’). Proprio in avvio dell’ultima e decisiva frazione, infatti, la squadra di Bucchi arrivava a toccare prima il + 10 (69-59 al 29’) e quindi il +11 (72-61 al 31’). Guai, però, a dare per morta la Benetton. Per informazioni passare da Goree, Nicholas e Soragna, rispettivi autori delle triple che riportavano Treviso al meno due in poco più di un minuto (72-70 al 33’). Proprio a questo punto, però, ecco che dal cilindro napoletano riemergeva Spinelli, già splendido protagonista nei quarti di finale contro Milano: tutti del play (napoletano d.o.c.) i punti per il 76-70 al 37’. Un parziale decisivo, perché sul successivo 78-72, la Benetton sprecava le ultime chances per ridurre il gap, prima con Soragna dai 6,25 e quindi con Siskauskas da sotto. A mettere dentro il canestro della staffa, così, ci pensava Greer poco dopo, per l’80-72 che metteva la parola fine alla partita con un minuto da giocare. Sull’altro fronte, infatti, Nicholas sparava ancora a salve, prima del disperato ricorso trevigiano al fallo sistematico. Un tentativo vano, naturalmente, perché Napoli era già in volo verso la finale. In volo come Sesay, che di prepotenza schiacciava l’84-74 definitivo.

Quintetti iniziali: Mordente, Nicholas, Siskauskas, Soragna e Goree per Treviso; Greer, Stefansson, Morandais, Sesay e Cittadini per Napoli.

Mvp: Richard Mason Rocca. E’ calato un po’ nel finale, ma Bucchi lo ha lasciato in campo (giustamente) per oltre 30 minuti. Basta questo dato per sottolineare la prestazione del lottatore italo-americano, come sempre esempio di duttilità e concretezza.

Quintetto ideale: Spinelli, Larranaga, Soragna, Sesay, Rocca.

Arbitri: Sahin, Paternicò e Cerebuch.
Spettatori e incasso: 4.513 per 39.226 euro.

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Final Eight, Righetti porta Roma in finale

18.02.2006. 20:33


Alex Righetti, l'MVP della gara (Foto Lega)
FORLI’ – Questione di ritmo e equilibri, alchimie e qualità. Roma e Pesic dimostrano di averne più di Siena, capace di giocare solo con le marce basse. La Lottomatica fa il vuoto nei quarti centali, annullando la buona partenza del Montepaschi e si addormenta nel finale, rischiando anche di perdere. Nel supplementare, poi, la salva Righetti con undici punti da campione e le due triple che in 2’ spengono qualsiasi velleità di Siena.
Il Montepaschi prepara e attua bene la gabbia per contenere Roma, zona 2-3 per far ragionare Ilievski e andare alla ricerca di punti facili: in tre minuti, Eze schiaccia due volte nel deserto del centroarea della Lottomatica ed è quasi cappotto con i due dardi di Thomas (10-3 al 3’). Roma continua a litigare col ferro, perde anche uno dei pochi lunghi (con Ekeize indisponibile) con il terzo fallo di Tonolli in poco più di quattro minuti e Siena la doppia prima della fine (18-9 al 7’). Ma Roma cambia il suo vestito dopo la pausa, cui Siena arriva tirando il 50% e con Thomas già a quota 9. Sconochini affila gli artigli, partendo con cinque punti in 32’’ che annullano lo svantaggio del primo quarto e la serie di Righetti suona come una beffa, se Roma impiega due minuti per impattare (24-24 al 12’). Siena riprende vigore adeguandosi ai quattro piccoli di Pesic, Woodward esce dalla panchina con Da Tome per mettere punti e dare sostanza al Montepaschi che rilancia l’andatura (31-24 al 15’), passa a uomo sembra poter tenere. Invece, in un amen i giallorossi rispondono stringendo le maglie e chiudendo i varchi, con i liberi di Helliwell e Hawkins che regalano un vantaggio, seppur minimo, alla Lottomatica. Dopo l’intervallo cambia poco, prima parte brutta e piena di errori come dimostra la schiacciata lasciata sul ferro da Thomas (41-41 al 25’), ma Siena arranca. Roma ne approfitta, allunga le mani con qualche folata di Hawkins e soprattutto allungandola sui 28 metri per firma il 2-13 di parziale, che potrebbe bastare, visto e considerato che il Montepaschi non segna mai (4/14 e sei perse). Siena comunque si dimostra solida, pur sprofondata anche a -11, può ringraziare Stonerook (48-55 al 30’) e la sua difesa che dopo i cinque in avvio di quarto periodo di Righetti (52-60 al 32’), ferma la mareggiata di Roma. Ilievski perde la testa contro la bestia nera di Roma, puntualmente ripresentata dalla zona 2-3 chiamata da Recalcati, mentre Woodward riavvicina il Montepaschi e Thomas sigla un sorpasso insperato (64-63 a -2). Seguono i liberi di Chiacig e il jolly di Righetti che ristabilisce l’equilibrio per entrare nell’ultimo minuto, che Recalcati gestisce con sapienza tattica, facendo scemare i 37’’ di ultima azione che avrebbe a disposizione Roma a suon di falli. Ma nel supplementare, acciuffato con le unghie, la Lottomatica impiega due minuti per rompere gli indugi: a Righetti servono due tiri per sei punti, Tusek lo imita, ma il punto esclamativo è dell’esterno con il gioco da tre punti del 67-78, che fa sorridere amaro il suo allenatore in azzurro, oggi avversario.


MONTEPASCHI SIENA – LOTTOMATICA ROMA 70-83 dts (20-13, 35-36; 48-55, 66-66)

Montepaschi (16/30, 5/25, TL 23/30) – Hamilton 4 (2/3, 0/2), Kaukenas 2 (1/3, 0/1), Thomas 17 (1/3, 3/8), Stonerook 9 (1/2, 1/6), Eze 6 (3/6); Woodward 11 (3/4, 1/5), Da Tome 3 (1/1, 0/2), Nicola 2, Zukauskas (0/1 da tre),Chiacig 14 (4/8), Boisa, Pecile ne. All.re: Recalcati.
Lottomatica (15/35, 10/24, TL 23/29) – Ilievski 7 (0/1, 2/4), Hawkins 15 (2/5, 1/2), Bodiroga 11 (3/9, 1/3), Tonolli 1, Tusek 10 (2/5, 1/4); Righetti 25 (5/9, 4/9), Giachetti (0/1, 0/1), Sconochini 7 (1/2, 1/1), Helliwell 7 (2/4), Pesic, Chiminello ne. All.re: Pesic.

Rimbalzi: Sie 41 (Stonerook 9), Rom 33 (Tusek 9); Assist: Sie 11 (quattro con 2), Rom 12 (Bodiroga 4)
Max vantaggio: Sie +7 (20-13, 10’), Rom +11 (43-54, 28’)

Mvp: Alex Righetti, punti in quantità, con canestri facili, difficili e impossibile, che fanno sorridere amaramente coach Recalcati. I migliori momenti della Lottomatica coincidono con la sua presenza in campo, poi nel supplementare completa lo show, vincendola da solo.

Quintetto ideale: Hawkins, Righetti, Thomas Tusek, Chiacig.

Arbitri: Lamonica, Sabetta, Taurino.
Spettatori: 3.500

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