PP ultrà ha scritto:
Premetto che mi associo a tutti voi quando dite che Bolt è un MARZIANO, il più grande velocista di sempre e che forse i suoi record sono destinati a non essere MAI PIU' battuti tipo quello dei 100 m femmininili di Florence Griffith.... però vorrei fare una riflessione: quando ero ragazzetto io e cominciavo a seguire l'atletica il record del mondo era il famoso 9.93 di Calvin Smith ottenuto nel 1983 in altura a Colorado Spings. Quello era considerato un record difficilissimo da battere e infatti per migliorarlo ci volle il Ben Johnson stradopato di Roma 1987 (9.83) e Seul 1988 (9.79). A seguito della sua squalifica il record "retrocesse" a 9.92 che fu il tempo di Lewis arrivato secondo sempre a Seul 1988 (e all'epoca c'era chi diceva che anche quel record sarebbe stato da cancellare, perché ottenuto in presenza di una "lepre" irregolare che era appunto Ben Johnson)... Per arrivare a un record finalmente completamente "pulito" bisognò aspettare altri 3 anni e i mondiali di Tokyo nel 1991 dove lo stesso Lewis scese a 9.86, finale considerata all'epoca "disumana" perché ben 6 concorrenti scesero sotto i 10".... Fatto salvo il progresso tecnologico delle piste, delle scarpe, ecc. la logica vorrebbe che l'uomo, arrivando sempre più vicino ai suoi limiti fisiologici (che devono pur esistere...), stabilisca record sempre più difficili da battere come appunto SEMBRAVA negli anni 80 che ho ricordato.... a me sembra invece che, da 4-5 anni a questa parte, battere il record del mondo dei 100 sia sempre più "facile", nel senso che viene ritoccato molto frequentemente. Già prima dell'"era Bolt" (iniziata col 9.72 ottenuto l'anno scorso 1-2 mesi prima di Pechino) il record veniva continuamente ritoccato da parecchi atleti, oserei dire TROPPI, e per la verità anche in gare non certo di grande "adrenalina" come le finali olimpiche e mondiali: addirittura Asafa Powell fece il record (9.76 mi pare...) nella BATTERIA del meeting di Rieti.... Ieri Tyson Gay (giustamente definito "sfigato" da qualcuno...) ha fatto il 3° tempo di sempre ed è andato ben 15 centesimi sotto il record che ricordavo di una leggenda come Carl Lewis.... Altra "stranezza" è che, a parte il ricordato Gay, tutti i migliori velocisti attuali sono dei paesi Caraibici (giamaicani in particolare....)... è vero che da quelle parti hanno fisici mostrusi, ma possibile che improvvisamente in queste isole sono tutti diventati fenomeni della pista? Non è che magari che da quelle parti gira "roba" che sfugge meglio a certi controlli rispetto agli Stati Uniti e all'Europa?....

Ciao a tutti.
Allora, il tuo discorso è ben delineato e di certo impone questioni che sono da analizzare.
Tuttavia - per una comprensione più ampia e corretta dell'argomento, devo necessariamente porre altri punti:
Primo tra tutti
aumenta sempre la specializzazione: le conoscenze tecniche e specifiche sono sempre in aumento. Io con la mia cultura 1000 anni fa sarei apparso un alieno. Questo vale in ogni campo, compreso lo sport. Aumenta la conoscenza del corpo umano, la capacità di sfruttarlo sempre di più e di conseguenza
le tecniche di allenamento si sviluppano e si affinano. Esempio nel calcio: se prendessi Maradona dell'86 e lo mettessi ora in un campo di calcio, varebbe forse uno Giovinco. Allenato invece sin da bambino come un atleta moderno, ritornerebbe ad essere Maradona.
Seconda questione, non meno importante, riguarda la
tecnologia dei materiali. C'è grande concorrenza sia a livello di costruzione delle piste, sia al livello di scarpe. Ogni grande stadio - soprattutto in occasione di olimpiadi e mondiali - si rivolge ai più importanti costruttori di pista con lo scopo di vedere i record del mondo abbassati: Berlino ora è (nuovamente) nella storia dell'atletica, e questo sarà comunque un vanto per gli organizzatori. Vengono sviluppati vari metodi di costruzione, e tutti volti a raggiungere la massima elasticità della pista. 20 anni fa si correva su sassolini fusi ed uniti tra loro, oggi è tutto sostanzialmente diverso, ed lo stesso balzo viene "assorbito" in maniera diversa ora rispetto ai tempi di Carl Lewis e Ben Johnson.
Lo stesso concetto vale per le scarpe degli atleti.
Direi che questi due aspetti - quello sportivo e quello tecnologico - formino gran parte del divario che c'è tra lo sport presente e quello del passato. Jesse Owens è una leggenda, ma non si spinse mai oltre i 10,2. Ora forse con quel tempo non entri in finale. D'accordo, ma Owens correva sulla terra, letteralmente.