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La vincitrice della Coppa Italia è....
Sondaggio concluso il lun 20 feb 2006, 11:48
Climamio Bologna 25%  25%  [ 1 ]
Benetton Treviso 0%  0%  [ 0 ]
Montepaschi Siena 0%  0%  [ 0 ]
Carpisa Napoli 50%  50%  [ 2 ]
Lottomatica Roma 25%  25%  [ 1 ]
Snaidero Udine 0%  0%  [ 0 ]
Armani J. Milano 0%  0%  [ 0 ]
Whirlpool Varese 0%  0%  [ 0 ]
Voti totali : 4
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Dammi la mano e sarai grande
e se cadrai io ti rialzerò
non tremerai di fronte ai giganti...
VIRTUS ROMA!!

:rulez

GRANDISSIMA Roma contro Bologna ma soprattutto contro un arbitraggio SCANDALOSO completamente casalingo (in pratica si giocava al paladoza)!
Roma che nelle occasioni importanti mostra SEMPRE grinta, carattere e grandissima forza!

BODIROGA NUMERO UNO! :rulez

:metalrulez


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'Siamo veramente orgogliosi di aver battuto stasera una delle migliori squadre d'Europa'. Ha esordito così coach Pesic dopo il successo ottenuto al fotofinish contro la Fortitudo Bologna.
L'analisi del match del coach romano si sofferma prima sull'insieme giallorosso: "Stasera a mio aprere ha vinto la squadra e non i singoli. Siamo stati molto bravi a reagire dopo la sconfitta subita con Udine, squadra che comunque aveva disputato un'ottima gara contro di noi. La reazione dei ragazzi è stata buona anche quando abbiamo perso Obinna Ekezie per infortunio. Per fortuna non giochiamo domani e i dottori potranno aiutarci a recuperarlo". Poi il discorso cade su un singolo in particolare: "Tusek ha fatto una grande partita, soprattutto in difesa, dimostrando che il basket non è solo il tiro da tre. Ma questo è già passato, ora dobbiamo concentrarci sulla prossima partita".

Lega A Basket

Pesic :rulez


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Climamio Bologna - Lottomatica Roma 79-83


Scende in campo un quintetto composto da Ilievski, Hawkins, Bodiroga, Tusek e Tonolli. Il primo parziale per la Fortitudo con un 5-2 firmato Garris-Lorbek; la Virtus trova le contromosse e comincia a difendere come sa, ripartendo velocemente con il suo attacco che riesce a creare il primo solco della partita con un controparziale di 18-3 per il momentaneo 8-20. La Climamio sembra alle corde ma non lo è. Trascinata da Becirovic e Watson recupera qualche punto e risale sino al 20-28 di fine quarto.
Si riprende con la Lottomatica che sembra aver perso un po’ la lucidità in difesa e in attacco. Tonolli e compagni perdono troppi palloni (7 nella seconda frazione) e sono spesso costretti a commettere falli. Watson infila 5 punti consecutivi e la Virtus perde Obinna Ekezie che si infortuna ad un ginocchio. I bolognesi sanno approfittare di un momento difficile di Roma, trovando un parziale di 9-0 che frutta alla Climamio il sorpasso 29-28. Il secondo quarto mostra un grande equilibrio in campo e le due squadre giocano punto a punto sino al 20’. All’intervallo il risultato è sul 43-44 per la Lottomatica.
Il secondo tempo mostra una Virtus molto aggressiva che tenta con successo un nuovo strappo al punteggio. Il momento migliore della formazione di Pesic arriva intorno al 28’, quando Helliwell cattura rimbalzi e il duo Giachetti-Ilievski confeziona il 55-63.
L’ultimo periodo è quello più intenso. La gara si fa molto dura dal punto di vista fisico e Roma non si tira indietro. Anzi, allunga sino al 59-67 ma poi la Fortitudo ritorna e si gioca punto a punto sino al 2’26’’ dalla sirena, quando Green con quattro punti mette un’ipoteca sulla vittoria della Climamio. A quel punto super Vlado piazza la tripla del –1 (77-76) e recupera palla sul possesso successivo subendo il 4° fallo di Mancinelli al limite dell’antisportivo. Sullo sviluppo dell’azione offensiva fallo su Hawkins e liberi del sorpasso (77-78).
LA Fortitudo commette molti errori in attacco, complice la difesa attenta di Roma e, dalla lunetta, Bodiroga e Hawkins fissano il definitivo 79-83.

Virtus Roma


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Roma è commovente, Bologna a casa

Climamio Bologna - Virtus Roma 79-83
La sfida infinita non tradisce le attese e regala la partita più bella della stagione. Roma, tra infortuni e problemi di falli, trionfa grazie a Ilievski e Hawkins e per il secondo anno consecutivo elimina l'aquila
Immagine

Lo sapevamo. Lo sapevamo tutti che la sfida infinita sarebbe stata decisa dall'ultimo pallone, dall'ultimo secondo. Viene la tentazione di non raccontare tutto quello che accade prima, dentro una partita folle, d'intensità estrema, tra due squadre che si conoscono, probabilmente si odiano, che se la giocano fino a quando la sirena non decreta che un vincitore deve arrivare per forza, e solo un tiro libero sbagliato da Garris evita che si rimandi il verdetto al supplementare. E il verdetto arriva, netto. Roma supera Bologna, per il secondo anno consecutivo ai quarti di finale della Coppa Italia. Lo fa con la testa all'inizio, con la rabbia a metà partita, con le gambe nell'allungo in doppia cifra che si pensa decisivo nell'ultimo periodo, ma non sarà tale, e con il cuore dopo che l'aquila reagisce e si porta anche avanti di quattro. E' una sfida che non finisce mai, tra due squadre bellissime che onorano al massimo lo spirito del gioco e per questo vanno ringraziate indipendentemente dal risultato. Ma è anche una battaglia tra due filosofie di gioco: per noi dell'urbe è nota quella della Virtus, che si scontra contro una visione piuttosto semplicistica della pallacanestro. Difesa a zona con rari brani di uomo (necessità, più che scelta, visto che è proprio contro la uomo che arrivano gli allunghi di Roma), abuso delle triple, con un allenatore che riesce a protestare perché il gioco non viene fermato con Watson a terra (ma era sulla stessa panca quando si gratificò della tripla in semifinale gara cinque dopo l'attentato a Jenkins) e durante un time out chiede ai propri giocatori di essere rozzi e sporchi. Semplicistica non significa non efficace, ma se esiste un'etica dell'interpretazione cestistica è giusto che Roma venga premiata. Perché è costretta a superare mille difficoltà: rotazione più corta, meno centimetri e chili sotto i vetri, problemi di falli. E come ogni battaglia, arriva la conta dei feriti che rischia di incidere sull'esito della notte: Ekezie fermo nel secondo periodo, sospetto stiramento al quadricipite che lo metterebbe in cantina per il resto dell'evento, Hawkins ferito alla tempia che gioca con retina da arrosto intorno alla testa, Bodiroga problema agli adduttori. Ma alla fine doveva essere decisa da chi ha più balls e carisma: Bologna ne ha avuto soltanto da Green (18 con 5 rimbalzi e 6 recuperi), nel finale, mentre la capitale ha potuto sfruttare la lucida follia di Ilievski che dall'arco ha riaperto la partita, e quella di Hawkins che con qualche brivido l'ha chiusa. Anche l'onnipotente ha inciso, principalmente nel primo tempo. Il dubbio è che l'infortunio ne abbia limitato l'efficacia nel finale. Ma è la vittoria di un gruppo immenso, come sottolineato dal play macedone al termine della partita. Di Tusek e Tonolli che si sono fatti un mazzo smisurato per non soccombere sotto i vetri, dove la Virtus ha perso ma solo 33 a 31, senza pagare caro se non nei rimbalzi offensivi concessi. Di Helliwell prezioso a rimbalzo e sulle palle vaganti. Di Sconochini e Righetti, impatto dalla panca che Belinelli (infortunato, niente impronta sulla partita) non ha avuto. Dopo la caduta del centro nigeriano si pensava che la capitale potesse precipitare, ma il grande lavoro dei lunghi e di un quintetto spesso bassissimo ha permesso a Watson di fare il proprio comodo (17 con 11 rimbalzi e 5 recuperi) ma costringendo Bagaric e Lorbek a tacere (7 punti e 5 rimbalzi in due, ecco dove è stata vinta davvero la partita). E se anche l'aquila ha avuto quattro giocatori in doppia cifra (Garris 12 e 8 assist ma l'errore decisivo dalla linea, Becirovic 12 con 6 perse), il controllo della partita è stato sempre di Roma. Che è provata a scappare nel primo tempo, ripresa. Nell'ultimo quarto, avanti di dieci, ripresa. E solo a un minuto e mezzo dalla fine Bologna sembrava comandare, con Righetti seduto a cinque falli e Tusek, Tonolli e Hawkins con quattro, ma non erano stati fatti i conti con la determinazione di Ilievski. La chiave poteva essere il numero di tiri concessi agli avversari, che effettivamente hanno avuto più opportunità, 66 a 58, ma minore percentuale, 42% a 46%. Roma ha anche tirato meglio da tre, 41% a 25%, stranamente ha avuto più perse che recuperi, 22 a 18, e visto l'aquila smistare 20 assist a 9. Ma in una partita tanto tirata la differenza è anche nei liberi: la Virtus impeccabile, 22/25 e 88%, Bologna ferma a 18/26 e 69%. Gara di equilibrio estremo, tatticamente dominata da Pesic, che contro Repesa aveva perso quattro delle ultime cinque partite. Vendetta consumata e vento che sta cambiando, perché nelle partite decisive Roma non ha mai sbagliato. E ha dato un'altra dimostrazione di forza, da grande squadra, contro un'avversaria che è stata più supponente ma della cui potenza non si può dubitare. Un gioiello che rimarrà indipendentemente dall'esito finale della Coppa Italia, con l'unico appunto di un arbitraggio eccessivamente fiscale. Emozionante, commovente. E sabato semifinale con Siena, altra rivalità sulla quale si potrebbe scrivere un trattato.

Che ci siano problemi fisici per Ekezie lo si scopre con Tonolli in quintetto e Tusek da cinque. Bologna sfrutta la 2-3, Hawkins si taglia la testa e il capitano ha due falli. Ma è sua la schiacciata del 5-7, e ancora sua la tripla dell'8-13. Roma allunga con un gioco da tre punti dell'onnipotente per l'8-18 e un alley oop di Ilievski per Hawkins afferma il 12-22. Dalla panca Becirovic è necessario per ricucire, dall'arco, il 20-24. Ci pensa Righetti, con un gioco da quattro punti, a chiudere il primo periodo 20-28, frutto di un grande lavoro a rimbalzo e in transizione. Era l'aquila a dover correre, ma la velocità è timbrata solo Virtus.

Ekezie non ha esplosività, tre stoppate subite, e si ferma totalmente. Repesa riserva una nuova sorpresa dal libro dei trucchi e copia il pressing tutto campo di Roma, contro il quale Giachetti va in confusione. Bologna torna vicina, 27-28 e ancora con Becirovic sorpassa. Il minor peso sotto i tabelloni inizia a incidere, Watson si diverte per il 34-31 e Pesic è costretto a impiegare Righetti da quattro. Roma segna tre punti nei primi quattro minuti del periodo e deve ringraziare Hawkins, che infila due triple, se rimane incollata alla partita nel momento di maggiore difficoltà. L'americano schiaccia in faccia a Mancinelli, 37-40. In una partita che va a folate, l'ultimo contropiede di Giachetti vale il 43-44 di fine primo tempo. Hawkins e Bodiroga sono una garanzia, la preoccupazione è che Bologna inizi a prendere confidenza da lontano.

Invece è Tusek a farlo, in un quintetto con Giachetti e Sconochini che è costretto ad attaccare una velenosa fronte pari. Per cinque minuti i possessi di Roma sono solo orizzontali, con un pendolo sulla linea di fondo che corre a vuoto. Si continua attaccati, tripla di Garris del 52-51, ma quando tornano Ilievski e Bodiroga, con il contributo roccioso di Helliwell, la Virtus scappa di nuovo. Tripla del macedone mentre l'onnipotente su palla vagante sente un dolore agli adduttori, 55-63 a fine terzo periodo.

Il quarto è trattato supremo delle emozioni del basket. Segna Hawkins, Tusek spende il quarto fallo. Una rubata di Bodiroga permette a Righetti di appoggiare il 57-67, con Bologna a uomo, a 8'30'' da giocare. I blu si rimettono a zona e Roma pensa troppo presto a giocherellare con il cronometro. Cambia la corrente in un attimo: una tripla di Hawkins dall'arco entra e esce, Green guida la rimonta. Il calo atletico della Virtus permette un veloce parziale di 9-0 che Ilievski esorcizza con una tripla 66-70. Ma una nuova parabola lontana di Green imprime il 71-70 con un parziale 14-3. E' il momento dei guerrieri: Tusek non si esime, gioco da tre punti e 71-73. Righetti sfonda, quinto fischio, tuta. Il problema falli è enorme: a quattro si trovano Tusek, Tonolli, Hawkins. Sul 73-73, l'americano sbaglia un alley oop ancora più spettacolare e Green sorpassa. Bodiroga sfonda, Roma sembra perdere lucidità negli uomini più rappresentativi. E quando ancora Green allunga a 77-73, la storia infinita sembra soltanto la solita storia contro la F. Ma gli altri anni non c'era Ilievski: tripla da otto metri, 77-76. Recupero sul possesso successivo, che consente a Hawkins di superare dalla linea, 77-78 a 56'' dall'epilogo. Si fa sentire anche Bodiroga, rimbalzo difensivo e i due liberi del 77-80 a 16''. Il fallo è speso su Garris, 79-80 a 10''. La F sceglie Hawkins per i liberi decisivi. Lui fa 1/2 e commette la scemenza di spendere fallo sul rimbalzo di Garris. Che a 2'' può decidere il supplementare. Invece il primo libero ballonzola sul ferro e lo sbeffeggia. Il secondo è sbagliato di proposito, ma il rimbalzo è di Hawkins che dalla linea definisce il 79-83 del tripudio. Roma è in semifinale.

PAGELLE

Ilievski 9: se non era già chiaro il motivo della sua presenza nell'urbe, da oggi ha messo tutto nero su bianco. Le giocate decisive, nelle partite decisive. Non è mai un caso. Le Mans, Kazan, Bologna. Un pazzo con le palle che fumano. Quando tira da tre, la squadra sotto di quattro, non c'è un criterio: nessuno a rimbalzo, niente ritmo, se sbaglia è finita. Ma nessuno dubita, e infatti è canestro. Subito dopo, recupera un possesso e permette a Hawkins di frantumare l'inerzia. Roma manda a casa gli avversari storici. In una partita da 16 punti, il bianchetto mette dentro 4 triple, 5 rimbalzi, 4 perse e 4 recuperi, 4 assist. E' totale. E' un eroe. Non è un giocatore perfetto e non è nemmeno un play perfetto. Ma è un giocatore decisivo. E tra le due varianti, scegliamo sempre la seconda.

Hawkins 8: la ferita alla testa gli fa temere i contatti, da principio. Ciò non lo distoglie dal ripetere l'alley oop siderale, giochino messo in piedi con Ilievski che sollazza la platea, e dall'inchiodare in faccia a Mancinelli, uno che di salti se la intende. Ha mano elegante anche dall'arco, tiene in piedi Roma nel secondo periodo. Soffre, tanto, contro Green in difesa, ma soltanto nel finale dopo una partita di un'intensità fisica mostruosa. E comunque decide i giochi: tiri liberi del 77-78. Vero, anche un errore quasi fatale, il fallo su Garris che poteva aprire il supplementare. Ma si fa perdonare con il rimbalzo e i liberi che sigillano il trionfo. 21 punti e 5 rimbalzi. I tanti scout NBA avranno storto il naso di fronte a 6 perse, ma si sono lustrati gli occhi con 3 recuperi, 1 assist e una prestazione da giocatore maturo. Esemplare.

Bodiroga 7.5: la garanzia dell'onnipotente. Inizia forte, non ci sono dubbi che sia la sua partita. Lorbek, Mancinelli, Becirovic, impazziscono tutti contro la sua sapienza. Mette le mani sulle palle vaganti, non si sottrae alle gomitate, si ammacca gli adduttori e la sua presenza offensiva ne risente. Torna in campo, offre l'assist della doppia cifra di vantaggio. Alla fine il rimbalzo sull'errore da tre di Mancinelli e i due tiri liberi del 77-80. Condisce la festa con 15 punti, 4 rimbalzi, 3 perse e 3 recuperi, 2 assist. E' pura matematica: in partita singola, una squadra che non ha Bodiroga non può vincere contro una squadra che ha Bodiroga. Devozione assoluta.

Tusek 8: coraggio, sacrificio estremo. Si trova di fronte uno dei reparti lunghi più fisici del continente, non ha Ekezie a combattere al suo fianco. In molti si sarebbero spaventati, lui si butta con ferocia su ogni rimbalzo, su ogni cuoio che non ha un proprietario. Difende, sempre, da Bagaric a Ress. E vince. Il gioco da tre punti del 71-73 è una magia da numero uno, in una notte nella quale sacrifica le proprie capacità offensive per dare a Roma il contributo necessario a non farsi soffocare a rimbalzo. 6 punti, 6 rimbalzi e una presenza impensabile dai numeri ma inestimabile. Il simbolo del cuore di questa squadra.

Tonolli 7: discorso simile al compagno, il capitano mette un timbro dove necessario. Una schiacciata, una tripla, un fallo speso per evitare due punti facili, un aiuto difensivo. Segna solo nel primo periodo, s'impappina quando mette palla per terra contro la zona, ma di fronte a lui Bagaric e Lorbek non passano. 5 punti, 3 rimbalzi, 2 perse e 2 recuperi. Meraviglioso.

Giachetti 5.5: il primo tempo è pessimo e mette in luce il suo imbarazzo nel portare palla quando viene aggredito dal pressing feroce di Bologna. Mai una lettura corretta e soltanto il canestro che manda al riposo in vantaggio cambia la sensazione di una partita nella quale manca l'approccio. Secondo tempo gestito con migliore accortezza, attaccando i buchi lasciati dalla zona e con freddezza ai liberi. 6 punti, 2 rimbalzi, 2 perse e 1 assist. Doveva solo far riposare Ilievski, missione compiuta.

Sconochini 6.5: contro Bologna è sempre la sua partita e nel primo periodo mette il solito acume tattico mentre Hawkins si lascia curare la ferita. Soltanto i falli ne frenano impatto e minutaggio. 3 punti, 1 rimbalzo e 2 recuperi. Solido.

Righetti 7: il contributo della panca risiede nel suo nome. Entra e piazza un gioco da quattro punti, da sottolineare e non è la prima volta che ci riesce. Continua a segnare, si sacrifica da quattro e giocando pendolo contro una zona che lascia molti spazi sulla linea di fondo, prende bastonate e ne riserva numerose, tanto che alla fine si siede con cinque falli. Fa in tempo a esclamare 10 punti, 2 perse e 2 recuperi. Necessario.

Ekezie s.v.: parte dalla panca, problema al ginocchio sinistro. A rimbalzo fa voce grossa, ma in attacco su tre possessi diventano tre stoppate di Ress. Sull'ultima si arrende, torna in panca per sospetto stiramento al quadricipite. Roma batte l'aquila anche senza di lui, in dubbio per la semifinale.

Helliwell 6.5: chiamato alla battaglia nel terzo periodo, accende l'agonismo con 1 punto frutto di libero, 3 rimbalzi e l'energia per sostenere le folate di Bologna. Gioca con saggezza, contribuisce su due recuperi, si siede con la consapevolezza di aver dato un contributo importante.

Pesic 9: ha sempre ragione. Copione rispettato: sconfitta in campionato, commedia contro i tifosi e reazione che porta all'eliminazione di Bologna dalle Final Eight per il secondo anno consecutivo. Batte Repesa, contro il quale ha dovuto inventare un capolavoro tattico. Tenere a bada tre lunghi su quattro con i soli Tusek e Tonolli è una magia, vincere senza Ekezie e con Hawkins e Bodiroga limitati la firma di un genio che ha atteggiamenti criticabili ma sul legno sa meglio degli altri come si vince. Con un quintetto basso, a volte minuscolo, con la lettura a partita in corso della zona, disastrosa inizialmente e efficace nel momento corretto. Oltre all'atteggiamento di una squadra ormai sicura delle proprie scelte, che si lascia recuperare troppo presto dieci punti ma con calma, quasi rilassata come se fosse già consapevole del risultato, si riprende la partita e la semifinale. Emozioni.

LE PAROLE DEL COACH

Lo scorso anno, dopo lo scippo di Sconochini e la vittoria, arrivò invasione di campo e urla di gioia. Oggi il risultato è lo stesso, ma la reazione dei giocatori della Virtus molto più composta. E' anche in questo la differenza di mentalità che sta portando a Roma soddisfazioni e risultati. Si può perdere una partita in campionato, si può vincere contro chi ha lo scudetto sul petto cinque giorni dopo. Ma senza reazioni di gioia sfrenata, perché una squadra forte che ne batte un'altra forte non è più una sorpresa o un ribaltamento delle gerarchie, ma semplicemente la conseguenza della propria, di forza. E Ilievski, a fine partita, ammette che: "Loro erano favoriti, ma è stata una vittoria di squadra. Sono contento per i miei tiri, che hanno contribuito al risultato, ma questo è il trionfo del gruppo. Siena è un'avversaria difficile, abbiamo vinto all'andata in campionato ma è passato molto tempo. Di una cosa sono sicuro: se giochiamo al settanta percento di come abbiamo giocato contro Bologna, possiamo vincere".

Pesic, in sala stampa, come tradizione parte con gli elogi agli sconfitti: "Siamo onorati di aver battuto una delle squadre migliori del continente. Abbiamo vinto insieme, non con i singoli. Perso Ekezie, che speriamo di recuperare per la semifinale, non abbiamo perso la voglia di combattere. E' stata grande la nostra difesa e vorrei in particolare ringraziare Tusek: una partita straordinaria, la dimostrazione di come il basket non sia soltanto tiro da tre".

Una frecciata contro Repesa e un messaggio per il futuro della competizione. Un giorno per recuperare energie e la semifinale con un'altra grande rivalità. Il bello arriva adesso.

terzotempo.org

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Grande cuore dei romani

- Corriere della Sera -

Il cuore della Virtus Lottomatica pulsa quando si giocano partite senza domani, senza appello, senza possibilità di riparare agli errori commessi. È successo anche ieri sera a Forlì, sede della Final Eight di Coppa Italia, dove la Fortitudo Bologna campione d’Italia si è trovata costretta a fare i conti con una squadra spietata, perfetta, al limite dell’incriminazione per eccessivo furore agonistico. Ha vinto Roma (83-79), come era già successo lo scorso anno proprio contro l'Aquila felsinea, guadagnandosi la semifinale di domani (ore 18.15, diretta tv su SkySport 3) contro Siena e la credibilità di squadra costruita per le grandi occasioni. Ha vinto passando sopra all’infortunio che dopo una manciata di minuti ha messo fuori causa Ekezie e l’ha costretta ad inventare un lungo. Invenzione riuscita alla perfezione con le rotazioni illuminate di Pesic, il lavoro oscuro di Tusek, la saggezza di Bodiroga, i muscoli di Helliwell. Anche se la luce l'ha accesa per tutta la gara Ilievski, ispirato in regia, spietato in fase di realizzazione (16 punti). Domani è già tempo di nuove avventure senza futuro. Di quelle che piacciono tanto alla Lottomatica di stagione.


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Garris sbaglia in lunetta a 3 secondi dalla fine. Festeggia Roma

- La Repubblica -

Niente da fare, più forte anche di «Sreca treca», il detto croato che la terza botta è quella buona, è la maledizione dell´ultimo pallone che in Coppitalia, dal ‘99 in qua, affligge la Fortitudo. Sei volte con ieri sera, quando Garris a 3´´ dalla fine ha sbagliato i liberi del pareggio (il secondo apposta, ovvio, per il rimbalzo), e Hawkins, presa lui quella pallaccia in cielo, ha fatto i due che forse, a un secondo, non servivano neanche più.
Passa Roma, come un anno fa, torna a casa una Fortitudo ferita nei muscoli e nello spirito, brava solo a non crollare, meno a scegliere come giocare, illusa forse di avercela fatta sul +4 a 2´ dalla fine, quando Nate Green, uscito da un temporale, ha finito la sua entusiasmante vendemmia. La partita s´era già ribaltata molte volte e, di nuovo, non ha voluto saperne di star ferma: Ilievski da tre è salito a - 1, Becirovic ha perso l´ennesimo pallone che apriva un contropiede nemico e Hawkins, poco dopo, infilato i due liberi del +1 (78-77 a 56´´). Lì la Fortitudo ha aggrovigliato un´azionaccia, chiusa da un cross di Mancinelli da tre, poi Bodiroga è partito per prendersi il fallo più scontato del mondo, uno contro uno da Watson. 2/2 di Dejan, unici punti dell´ultimo quarto, e +3 a 16´´, rimessi a - 1 da Garris a 10´´, a +2 per lui, con un solo libero, da Hawkins a 5´´. Poi, il fallo su Garris, il suo errore, la fine di tutto.
La Fortitudo ha avuto più cuore che testa, più difesa (la solito zona indigesta a Roma) che attacco, ma a specchio le ha giocato la Lottomatica, portata al trionfo da Hawkins (6/14, tanto fisico), da Ilievski (4/6 da tre, più forti delle boiate in regia), da Righetti quasi quanto Bodiroga (5/7), brillante solo in avvio, però sempre bravo a risucchiare mezza difesa.
Intronati dagli sbadigli di una Siena-Varese che apre la Coppa Italia con 10-stranieri-10 in campo, eccoci in clima Fortitudo, con l´ingresso d´un´intera curva biancoblù, ma cattive notizie dal backstage: Rombaldoni ha una lesione muscolare al piede sinistro e prima di 10-15 giorni non se ne riparla, Bagaric ha di nuovo guai di schiena e pure Belinelli lamenta noie muscolari (la partita li vedrà entrambi ai margini). L´omone è comunque in quintetto, preso da Tonolli perché Pesic rinuncia ad Ekezie: ed è Roma a comandare. La Fortitudo non connette e va solo a sbattere, né Mancinelli né Green riescono ad attaccare Bodiroga secondo mandato e anzi, persi in corridoi ciechi, subiscono su ogni sventatezza contropiedi letali. Roma va su di 12 correndo forte e bene, la Fortitudo rientra quando escono dalla panchina Becirovic e Watson: prima una scarica di Sani Boy, poi tanta roba di Tj, una furia intelligente, limano il distacco, mentre Repesa ha già proposto la zona che lo premiò nei play-off, ma Roma se l´aspetta e l´attacca bene, con Righetti pronto a colpire. - 8 al primo stop, ma cresce la fisicità dell´Aquila, Ekezie rimedia 3 stoppate (e sulla terza pare si stiri il bicipite, uscendo). Solo Effe in campo, se Roma in 6´ rimedia appena tre puntarelli di Hawkins e subisce il sorpasso (29-28). Ma Bodiroga è fuori e, quando rientra, riassesta i suoi, fra i quali sono in troppi a perdere palloni nella tonnara della zone press. Watson issa la Effe sul +4, e forse c´è soprattutto la sua uscita nella vita ritrovata della Lottomatica, al thè sul +1.
Terzo quarto, Effe sempre a zona, Roma capace di 7 punti in 6´, ma Aquila altrettanto confusa davanti (12 nel tempo, 3/5 da due e 1/9 da tre, scelti malissimo). Roma va via e quando al 32´ è sul +10 e ad Hawkins gira sul ferro la tripla ammazzacaffè, nessuno scommetterebbe più sui blu, che invece un Green d´assalto porta al sorpasso (71-70) e al 77-73 in capo a un 20-6 che pare una sentenza. No, invece, per Roma c´è l´appello.

CLIMAMIO-LOTTOMATICA 79-83
Climamio: Garris 12, Green 18, Mancinelli 9, Lorbek 4, Bagaric 3, Becirovic 12, Belinelli 2, Ress 2, Watson 17. N. e. Bruttini, Diviach.
Lottomatica: Ilievski 16, Hawkins 21, Bodiroga 15, Tonolli 5, Tusek 6, Ekezie, Giachetti 6, Sconochini 3, Righetti 10, Helliwell 1. N. e. Pesic, Chiminello.
Arbitri: Cicoria, Sahin, Chiari.
Note: liberi: Bo 18/26, Rm 22/25. Da due: Bo 20/36, Rm 17/33. Da tre: Bo 7/28, Rm 9/22. Rimbalzi: Bo 35, Rm 34.
Parziali: 5´ 8-10, 10´ 20-28, 15´ 33-31, 20´ 43-44, 25´ 52-51, 30´ 55-63, 35´ 71-70, 40´. Massimo vantaggio F: +4 (77-73) al 38´.
Massimo svantaggio: - 12 (8-20) al 7´.


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Coppa Italia: Whirlpool fuori subito (68-90)

- Il Giorno -

La Coppa Italia? Un sogno che rimane tale. Troppo forte Siena, poco pronta all’impresa Varese. Pronostico assolutamente rispettato, ma il distacco fra le due squadre è talmente netto che non si può tornare a casa senza fare severa autocritica. La Whirlpool, oggi come oggi, è almeno un paio di gradini sotto le big del campionato e il risultato del PalaFiera è la conferma di quello che si era visto domenica a Bologna. Impossibile pensare di vincere con il 40% al tiro e 19 palle perse, improbabile che i 22 punti di differenza siano soltanto merito dei toscani, che comunque hanno giocato una signora partita e hanno strameritato la semifinale. Peccato per i 200 irriducibili al seguito della squadra, che ritornerà a farsi vedere a Varese, si spera in condizioni migliori, fra sette giorni nel Friday Game contro Roma. Il sogno di passare il turno, in ogni caso, dura una decina di minuti: Rimantas Kaukenas parte benissimo (nei primi venti minuti 7/7 dal campo, 5/6 ai liberi, «feeenomenale» direbbe Dan Peterson) dall’altra parte si fa male Hafnar, l’ex di turno che era stato decisivo nel successo in campionato a Masnago. Brutta storia, e infatti la Mps comincia a difendere duro e prova ad andarsene: 27-21 due minuti dopo il primo mini intervallo, ma il vantaggio aumenta in fretta. Varese ha problemi in attacco, passano i minuti e senza fare canestro diventa un’impresa restare a contatto. 35-21 dice il tabellone a metà del secondo quarto, ma Siena fa ancora meglio negli ultimi minuti quando supera i venti punti di scarto, complici un paio di antisportivi fischiati a Collins e Hafnar. Alla fine lo sloveno sarà il migliore. Un’invenzione del regista Usa della Whirlpool limita i danni a metà gara: 48-31, ma rimettersi in scia diventa difficilissimo. La ripresa inizia con un 6-0 della squadra di Recalcati, che vuole la Coppa e non ha voglia di fare troppa fatica. Ci provano Hafnar, Collins, a turno anche Howell e Fernandez ma gli avversari hanno un altro spessore, vicino e lontano dal canestro. La differenza diventa imbarazzante, e qualche canestro da lontano, nel finale, rende meno pesante il passivo. Siena pensa al prossimo ostacolo, Varese da oggi ha la mente ai playoff, che non sono scontati se l’andazzo lontano da casa resterà quello degli ultimi giorni.

WHIRLPOOL VARESE-MONTEPASCHI SIENA 68-90 (21-22, 31-48, 47-67)
WHIRLPOOL: Garnett 5, Farabello, Hafnar 21, Howell 11, Albano 2, De Pol 4, Allegretti 3, Collins 12, Fernandez 10, Bolzonella ne. All: Magnano
MONTEPASCHI: Zukauskas 7, Boisa 1, Eze 10, Thomas 11, Datome 11, Hamilton 7, Kaukenas 23, Chiacig 8, Woodward 5, Stonerook 8, Pecile ne, Nicola ne. All: Recalcati.
ARBITRI: Sabetta, Mattioli, Mastrantoni.

TIM CUP FINAL EIGHT, LA SITUAZIONE: Montepaschi Siena-Whirlpool Varese 90-68, Climamio Bologna-Lottomatica Roma 79-83. OGGI: Armani Jeans Milano-Carpisa Napoli (diretta Sky Sport 3, 18.15), Benetton Treviso-Snaidero Udine (diretta Sky Sport 3, 20.30).


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grande Roma :ok

oggi mi registro Milano-Napoli, anche se prevedo una sonora mazzata (finora li abbiamo battuti 2 volte su 2) :metalrulez


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oggi tifo per milano, perchè so che è più debole di napoli e treviso :asd :metalrulez


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Coppa Italia: sfatato il tabù Armani jeans

- La Repubblica -

La lezione è servita e stavolta a uscire a testa bassa dal parquet è Milano: la Carpisa vince al debutto in Final Eight (83-79) e va dritta in semifinale (stasera 20.30). La terza sfida contro l´Olimpia Armani jeans, la più importante fino a questo punto della stagione, premia gli azzurri e gli oltre 600 tifosi che li hanno accompagnati a Forlì. Vittoria sofferta perché ha rischiato anche stavolta di sciupare un vantaggio che è arrivato anche a 15 punti, però nel finale, quando il pallone è diventato di fuoco, la squadra esperta e matura è sembrata Napoli e non Milano.
«Sono strafelice, abbiamo dimostrato di essere più forti dell´Olimpia: quando giochiamo a basket non ce n´è per nessuno», ha urlato la sua gioia a fine partita il presidente Maione, arrabbiato con Bulleri che, quando la situazione si era complicata per l´Armani Jeans, ha provato a provocare Greer, stavolta senza esito. «Dal capitano della nazionale mi aspetto la stessa signorilità che io chiedo sempre ai miei ragazzi», ha ribadito Maione. «Avevamo voglia di riscattare la sconfitta di Milano, ci siamo riusciti nell´occasione più importante: ora siamo tra le prime quattro, poi vedremo dove riusciremo ad arrivare», dice invece Bucchi, entusiasta almeno quanto il suo presidente ma più bravo a celare il suo stato d´animo.
La partita ha regalato ancora una volta emozioni forti: Greer trova due triple di seguito che regalano a Napoli il primo mini-break (11-8). Inizia davvero male invece Sesay, che si ritroverà solo nel finale. Bucchi deve fare a meno di Rocca per tutto il secondo quarto: una manata da parte di Grant procura un vistoso taglio sull´occhio all´americano. Senza Dalipagic, fuori rosa per motivi disciplinari, l´alternativa a Cittadini diventa Morena che, come al solito, non si risparmia. Le difficoltà per Napoli però sono proprio sotto canestro, dove Blair fa soffrire chiunque provi a fermarlo. Lontano dai tabelloni, invece, Napoli trova uno straordinario Spinelli, capace di entrare in partita con un impatto devastante: 15 punti in 11 minuti, all´intervallo la Carpisa è davanti (40-38). Al ritorno in campo c´è di nuovo Rocca, ma soprattutto c´è Greer: il talento di Philadelphia vuole onorare il premio di miglior giocatore del girone d´andata, che gli è appena stato consegnato, e allora infila due triple di seguito e dà il via all´allungo di Napoli, che raggiungerà il suo massimo a pochi secondi dalla fine del terzo periodo: 15 i punti di vantaggio (61-46) e gara che sembra chiusa proprio come due settimane fa a Milano. Anche stavolta l´Olimpia Armani jeans recupera e a 1´30" dalla fine torna in vantaggio (74-75). La reazione della Carpisa è di tutt´altro spessore rispetto all´ultima sconfitta: tripla di Larranaga e canestro d´oro di Sesay, Greer chiude con 24 punti e il palazzetto si colora d´azzurro.

napoli :ok


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