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MessaggioInviato: sab 18 apr 2009, 15:27 
Côtes (Lunghezza-Pendenza Media):

Maasberg (500 m-4.4%) km 10.7

Adsteeg (500 m-5.4%) km 30.5

Lange Raarberg (1300 m-4.5%) km 37.5

Bergseweg (2700 m-3.3%) km 55.4

Sibbergrubbe (2100 m-4.1%) km 63.7

Cauberg (1200 m-5.8%) km 72.7

Wolfsberg (800 m-4.4%) km 93.9

Loorberg (1500 m-5.5%) km 99.5

Schweibergerweg (2900 m-3.9%) km 109.6

Camerig (4300 m-3.8%) km 116

Drielandenpunt (3700 m-3.8%) km 129

Gemmenich (900 m-6.4%) km 131.8

Vijlenerbos (1800 m-5.1%) km 135.3

Eperheide (2300 m-4.5%) km 145.1

Gulperberg (700 m-8.1%) km 153.1

van Plettenbergweg (1000 m-4.2%) km 156.7

Eyserweg (2200 m-4.3%) km 158.6

St.Remigiusstraat (1000 m-7.7%) km 163.5

Vrakelberg-Kruishoeveweg (700 m-7.9%) km 168.9

Sibbergrubbe (2100 m-4.1%) km 176.8

Cauberg (1200 m-5.8%) km 182.3

Geulhemmerweg (1000 m-6.2%) km 185.8

Bemelerberg (900 m-5%) km 199.5

Wolfsberg (800 m-4.4%) km 216.6

Loorberg (1500 m-5.5%) km 222.2

Gulperberg (700 m-8.1%) km 230.5

Kruisberg (800 m-7.5%) km 236

Eyserbosweg (1100 m-8.1%) km 238.1

Fromberg (1600 m-4%) km 241.8

Keutenberg (700 m-9.4%) km 246.3

Cauberg (1200 m-5.8%) km 258.6 (Arrivo)

CICLOWEB

Domani con l'Amstel Gold Race inizia il ciclo delle classiche delle Ardenne, che proseguirà con la Freccia Vallone mercoledi e poi domenica con la Liegi Bastogne Liegi
Cambiano radicalmente percorsi e favoriti rispetto alle corse di una settimana fa, infatti per le cotes ci vuole altro fisico e altra potenza rispetto alle pietre sante della Roubaix o ai Muri del Fiandre
L'Amstel delle 3 classiche è la meno nobile, pur avendo un palmares di tutto rispetto, arricchito sopratutto negli ultimi anni da grandi vittorie italiane con Bartoli, Rebellin, Di Luca e Cunego, vincitore proprio l'anno scorso
Il numero 1 non avrà però una grande squadra affianco, solo Mori e Gavazzi sono gregari di spessore, quindi si potrebbe trovare in difficoltà e attaccato da squadre piu complete come la Caisse d'Epargne di Valverde, Uran e Rodriguez o dalla Saxo dei fratelli Schelck, di Kolobnev e di Sorensen
Ovviamente da tenere d'occhio l'eterno Rebellin con la Diquigiovanni all'esordio in queste corse, al suo fianco ci saranno Ginanni e Scarponi, mentre la Cervelo presenta Sastre e Gerrans, la Katyusha il pluripiazzato Pfannberger, la Silence il trio Evans, Gilbert e Van den Broeck, la Milram ha Gerdemann e la Columbia il malridotto Kirchen e lo svizzero Albasini
Curiosità anche per seguire Vincenzo Nibali cosi come il basco olimpico Samuel Sanchez e il ritorno di Oscar Freire, anche se la Rabobank, da sempre protagonista all'Amstel non porta una squadra all'altezza degli anni precedenti
La vitoria comunque dovrebbero giocarsela i corridori che ho citato
Diretta Rai dalla 15,30 domani


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MessaggioInviato: sab 18 apr 2009, 20:00 
Prima vittoria per l'Amica Chips di Martinelli, ad ottenerla è stato lo sloveno Bole, uno dei migliori corridori di questo inizio anno per le corse italiane
La vittoria è arrivata dopo uno sprint a 3 con Grivko e Baliani, al culmine di una lunghissima fuga
Il gruppo ha lasciato troppa strada ai fuggitivi e non è bastato un forcing nel finale che ha scremato il plotone a una ventina di unità a ricongiungersi ai 3 fuggitivi
La volata del gruppo è stata quind ivinta da Callegarin su Bosisio, che si era messo in luce sull'ultimo strappo della corsa assieme a Froome, Muto e Visconti
Simoni e Basso hanno concluso la gara dove sono stati sempre coperti
Ora l'appuntamento in Italia è al Giro del Trentino dal 22 al 25 aprile


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MessaggioInviato: lun 20 apr 2009, 0:19 
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L'Amstel è di Ivanov

Il campione russo vince la classica olandese battendo in uno sprint a due l'olandese Kroon. Terzo posto per Gesink. Cunego è quinto, a pochi secondi dal vincitore. Franck Schleck cade e finisce in ospedale

VALKENBURG (Olanda), 19 aprile 2009 - Tutti aspettavano Cunego, Rebellin e Valverde, e invece sul mitico Cauberg si è imposto Sergey Ivanov (Team Katusha). Scattato sotto la bandiera rossa dell'ultimo chilometro per liberarsi dalla morsa dei due compagni di fuga olandesi, il trentaquatrenne campione di Russia ha poi battuto in volata Karsten Kroon, mentre Robert Gesink chiudeva al terzo posto.
IL VINCITORE - "Sono felicissimo, questa è la mia corsa preferita e la mia vittoria piu' importante. La squadra ha lavorato per me in modo pazzesco, da Mazzanti a Botcharov. Questo trionfo lo dedico a tutti miei compagni- commentava sorridendo il russo -. Nel finale ero con due olandesi che correvano davanti al pubblico di casa. Dietro i favoriti che spingevano per rientrare, dovevo provare qualcosa ed ho fatto l'ultima rampa a tutta", ha concluso Ivanov, che già nel 2002 era stato un grande protagonista della corsa agendo da rampa di lancio per il trionfo di Michele Bartoli. Il successo di Ivanov (primo stagionale e quattordicesimo in carriera) sarà celebrato come si deve dal team russo Katusha, dopo la delusione del Fiandre e della Roubaix. In Belgio Ivanov, che doveva proteggere Pippo Pozzato, non era riuscito a chiudere sull'attacco vincente di Devolder; in Francia era arrivato il secondo posto di Pozzato. Quinto Damiano Cunego, unico italiano nel top 10 e vincitore dell'edizione 2008, che ha chiuso a pochi secondi da Ivanov battuto nella volata degli inseguitori dal belga Philippe Gilbert.
LA CORSA - Dopo la fuga iniziale di Bozic, Bertogliati, Klimov, Timmer, Tepstra e Arashiro (vantaggio massimo di 15 minuti), ai - 70 km una brutta caduta metteva k.o. Frank Schleck, uno dei corridori favoriti al successo finale. Il campione di Lussemburgo è caduto assieme all'australiano Matthew Lloyd. Entrambi sono stati trasportati all'ospedale: il più grande dei fratelli Schleck non avrebbe mai perso conoscenza e ha rimediato una lieve commozione cerebrale; è andata assai peggio all'australiano della Silence-Lotto (tre vertebre fratturate che lo costringeranno ad essere ricoverato alemo sino a lunedì). Poi il gruppo ha iniziato a fare sul serio dopo il secondo passaggio sul Cauberg. Sette uomini, tra cui Valerio Agnoli, Marco Pinotti e Oscar Freire, si sono staccati da un gruppo che però li teneva sempre sotto tiro. Poi ai -16, Roman Kreuziger metteva polvere al fuoco con una stoccata sul Fromberg. Ivanov tentava di rientrare e con un bellissimo numero in discesa il siciliano Vincenzo Nibali lo riprendeva. Poi però rinunciava a dare il cambio per proteggere la fuga di Kreuziger. Il ceco è stato ripreso sul Keutenberg, dove Cunego scollinava coi primi, mentre Rebellin e Valverde accusavano il passo. Ai -8 Gesink tentava l'assolo e dopo poche centinaia di metri rientravano Ivanov e Kroon. Il trio ha contato fino a 20'' sul gruppo di Cunego, e sotto l'impulso di Thomas Dekker, ai piedi della rampa finale il vantaggio era anche sceso a 6''. Ma a forza di dirsi "vai tu", e rispondersi "no vai tu", i fuggitivi non sono stati ripresi, e il russo Ivanov ha regalato la prima classica al teamrusso Katusha. Occasione sprecata per gli italiani, per la rivincita bisognerà aspettare mercoledi, con la Freccia Vallone e il terribile muro di Huy.
Ordine d'arrivo:
1. SERGEI IVANOV (Rus/Katusha) 6h38'46"
2. Karsten Kroon (Ola/Saxo Bank)
3. Robert Gesink (Ola/Rabobank)
4. Philippe Gilbert (Bel/Silence - Lotto)
5. Damiano Cunego (Ita/Lampre)
6. Christophe Riblon (Fra/AG2R)
7. Nicolas Roche (Irl/AG2R)
8. Nick Nuyens (Bel/Rabobank)
9. Christian Pfannberger (Aus/Katusha)
10. Gustav Larsson (Sve/Saxo Bank)




Cunego guarda già avanti
"Alla Freccia andrà meglio"

Il veronese, chiuso sul traguardo dell'Amstel Gold Race, resta ottimista: "Quando i tre in fuga sembravano ripresi il nostro gruppo ha rallentato, peccato. Mercoledì andrà meglio, e c'è anche la Liegi". Rebellin: "Non avevo le gambe per vincere, l'ho preso come un allenamento"

VALKENBURG (Olanda), 19 aprile 2009 - Damiano Cunego, quinto, primo degli italiani: "Peccato. Ho corso come avrei dovuto: coperto, il più a lungo possibile. Anche perché la squadra me l’ha permesso. E molto bravo è stato Gasparotto, davanti in due o tre azioni. Ci sono stati due momenti in cui me la sono giocata: il primo, quando è scattato Gesink, avrei potuto cercare di seguirlo, ma ho sperato che lo facesse qualcun altro; il secondo, quando ai piedi dell’ultima salita del Cauberg i tre in fuga sembravano ormai ripresi e invece il nostro gruppo ha rallentato e si è riappallottolato. A quel punto era troppo tardi. Nella volata per il quarto posto ho lottato con Gilbert, e anche lì mi è andata male. Però la condizione c’è, sono sempre stato davanti, per la Freccia Vallone di mercoledì e la Liegi-Bastogne-Liegi di domenica posso essere fra i protagonisti".
VERSO LA LIEGI - Davide Rebellin, che qui ha vinto cinque anni fa: "Mercoledì ho avuto la febbre, ho saltato l’allenamento dedicato alla distanza, e questo ha compromesso la corsa di oggi. Lo sapevo, me lo aspettavo, ed è stato così. Dopo 180 chilometri ho sentito di non avere le gambe giuste. Ma ho proseguito perché, da quel momento, ho interpretato l’Amstel come un allenamento per la Liegi. E già mercoledì, alla Freccia, sarò competitivo".
L'AZIONE - Vincenzo Nibali, alla terza partecipazione e per la prima volta al traguardo: "L’azione con Kreuziger era combinata. E poteva anche risultare decisiva. Solo che Ivanov, a un certo punto, ha smesso di tirare e mi ha chiesto di collaborare. Gli ho risposto che non potevo, avevo un compagno davanti, ma se mi avesse tirato dentro, poi si sarebbe andati di comune accordo. Non ha accettato. E da come è andata, ha avuto ragione. Comunque, sulla penultima salita, non ho avuto gambe, e ho ceduto".
TROPPO STRESS - Michele Scarponi, sempre con i migliori: "Non correvo dalla Milano-Sanremo e mancavo di brillantezza. A 80 chilometri dall’arrivo Rebellin mi ha detto che non aveva recuperato dall’influenza, e che avrei potuto fare la mia corsa. E a 50 dall’arrivo "Berto" (Alessandro Bertolini, ndr) mi ha detto di stare su Ivanov, che pedalava benissimo. Ma io dovevo già pensare a me, alle mie gambe, alla mia fatica. Di queste tre classiche, l’Amstel è quella che meno si addice alle mie caratteristiche: troppo stressante".


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MessaggioInviato: lun 20 apr 2009, 1:39 
Purtroppo non l'ho vista :roll


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MessaggioInviato: lun 20 apr 2009, 15:04 
Mercoledi si corre su due fronti
Se in Belgio ci sarà il terribile Muro di Huy nella fredda Freccia Vallone, in Italia inizia una corsa attesa quest'anno come non mai per la preparazione al Giro
4 maglie rosa, Garzelli, Simoni, Basso e Di Luca e anche star internazionali
Doveva andarci Armstrong, che si è fatto male, e quindi l'Astana porterà Kloden, Popovych e Brakjovic
Manca Cunego in Lampre? Niente paura ecco Caucchioli e Bruseghin in passato sul podio a Milano
Cosi come Dessel e Valjavec sono spesso stati protagonisti delle corse a tappe, idem Soler
Poi ci sarà curiosità per vedere i progressi di Visconti e di vedere la reazione della Flaminia di Simeoni e Caruso e della CSF di Pozzovivo all'esclusione dalla corsa rosa
E poi ancora Mosquera, Niemec, Sinkewitz, Pellizotti, Paolini, Petacchi
Starting list da grande corsa
Le tappe sono 4, dopo la prima cronometro "Pieno di curve" come ha dichiarato Basso, di 16 km, già giovedi si sale verso la celebre Alpe di Pampeago, 8 km all'8,7 %
Venerdi si sconfina in Austria a Innervilgraten per un arrivo insidioso, con una tappa molto mossa, e lo stesso nella tappa conclusiva e difficile di Pejo Fonti
Insomma, un Giro del Trentino molto difficile, ideale trampolino di lancio verso il Giro d'Italia


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MessaggioInviato: mer 22 apr 2009, 23:31 
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Reg. il: mar 21 nov 2006
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Tratti da gazzetta.it

Rebellin: "Non mi fermo
Adesso voglio il Mondiale"

Il 37enne veneto festeggia il terzo successo alla Freccia Vallone: "L'avevo già vinta due volte, ma questo successo è il più bello. Prima di smettere mi piacerebbe conquistare la corsa di un giorno più importante. Il segreto? Allenamento e passione"

HUY (Belgio), 22 aprile 2009 - Vincere da campione a 37 anni. Davide Rebellin, argento olimpico a Pechino, ha conquistato la Freccia Vallone, che aveva già fatto sua nel 2004 e nel 2007, con una splendida azione sul muro di Huy. Alle sue spalle Andy Schleck e Damiano Cunego. Nella storia della corsa, che vanta 18 vittorie italiane nelle 73 edizioni, solo un altro azzurro, Moreno Argentin, aveva messo a segno tre centri nel 1990, '91 e '94.
Davide non si scompone quando arriva secondo o terzo, non si scompone neanche quando vince. Ma dentro, oggi, Davide Rebellin ha il paradiso.
LA PIU’ BELLA - "La mia terza vittoria alla Freccia Vallone, ed è la più bella. Forse perché inaspettata. Venivo da una settimana in cui ho avuto un giorno in cui mi è venuto di tutto: influenza, febbre, bronchite, dissenteria. Tutta la fatica che ho fatto all’Amstel l’ho dedicata alla Liegi, non alla Freccia. Ma già alla Freccia speravo di trovare buone sensazioni. E le ho avute".
LA CORSA - "La Freccia è una corsa dura e difficile, ma non lunga. Non ho fatto altro che attendere il finale per dare tutto il possibile sul Muro. E tutto è girato perfettamente: Evans è partito lungo, così sono partito anch’io, ai 200 metri siamo rimasti io e Andy Schleck, l’ho guardato e ho sprintato. Se hai ancora forza e potenza, puoi vincere".
IL SEGRETO - "L’allenamento. Più passa il tempo, più bisogna allenarsi, e più mi alleno. Il fondo, la distanza, la resistenza è la mia caratteristica, e con gli anni si perde meno dell’esplosività. Così ho concentrato la preparazione proprio sull’esplosività. Fin dall’inverno: prima con il lavoro in palestra, con le serie dedicate alla forza; poi con le ripetute su strada. Tutti i giorni. L’allenamento dà forza alle gambe e alla testa".
LE CLASSICHE - "C’è stato un periodo in cui mi dedicavo anche alle grandi corse a tappe. Ma il problema era che, dopo la prima settimana, faticavo a recuperare. Così mi sono concentrato sulle corse di un giorno. Voglio ancora vincere quelle che mi mancano, a cominciare dalla più bella: il campionato del mondo".
I GIOVANI - "Fa effetto anche a me vedermi sul gradino più alto del podio circondato da due giovani, da due talenti, da due campioni come Andy Schleck e Damiano Cunego. Però fa un grande piacere sapere che, passano gli anni, ma sono ancora in testa al gruppo".
LA SQUADRA - "Ringrazio Gianni Savio che mi ha offerto la possibilità di entrare nella sua formazione. Non fa parte del ProTour, ma è organizzata nello stesso modo. E’ un bel gruppo, ed è anche forte: questa è la diciannovesima vittoria stagionale, e tutte ottenute in corse prestigiose. Oggi la tattica è stata perfetta: prima la fuga di Serpa, che ha acceso la corsa, poi quella a tre con Scarponi, che mi hanno consentito di sprintare sul Muro. Voglio ringraziare tutti, dai compagni agli sponsor, dai massaggiatori ai meccanici. Grazie di cuore".
IL FUTURO - "Non ci penso. E se ci penso, lo trovo uguale al presente. Le corse. Voglio andare avanti ancora uno o due anni, e poi si vedrà. Diciamo che fra 10 anni, quando certamente avrò finito di correre, mi piacerebbe essere ancora in questo mondo, insegnare il ciclismo ai giovani. E’ lo sport che amo. Ed è uno sport meraviglioso. Però richiede sacrificio e impegno. In gara e fuori".




Trentino, crono a Klöden

Il tedesco dell'Astana, grande specialista delle prove contro il tempo, vince la prima tappa davanti a Brajkovic e Grivko. Bosisio chiude quinto e precede Visconti, Bertagnolli e Garzelli. Di Luca parte in ritardo e chiude a 1'23"

ARCO (Trento), 22 aprile 2009 - L’antipasto del Giro d’Italia per ora ha il sapore speziato della cucina orientale. Il merito è di due chef che corrono per la squadra orgoglio del Kazakistan: Andreas Klöden e Janez Brajkovic, primo e secondo nella crono d’apertura della corsa scelta da Simoni, Basso, Bruseghin, Di Luca e Garzelli per affinare la condizione in vista di Venezia.
BOSISIO E VISCONTI OK - Nella prima tappa del Giro del Trentino la festa è tutta dell’Astana, l’unica squadra al mondo che nel 2009 può sperare sul serio di vincere Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta. Il primo degli italiani è Gabriele Bosisio, quinto a 9" dal tedesco che aveva vinto la crono di Macerata all’ultima Tirreno-Adriatico. Poi Visconti (a 22"), Bertagnolli (25") e Garzelli (27").
DI LUCA IN RITARDO - Basso chiude diciannovesimo con 50" di ritardo. Meglio di Bruseghin (58"), Simoni (a 1’17") e soprattutto Di Luca (1’23"), che in partenza ha perso qualche secondo presentandosi sulla linea dopo il via. "Pensavo di essere in tempo invece appena arrivato hovisto che il cronometro era già partito - ha detto, sorpreso, l’abruzzese -. Ma credo di aver disputato una crono discreta, la tappa importante è quella di domani. Intanto faccio i complimenti a Davide (Rebellin, vincitore della Freccia-Vallone, ndr): nessuno merita una classica così importante come lui". Ivan Basso, probabilmente ancora appesantito dal lavoro svolto recentemente in altura, ha sottolineato: "Le sensazioni che ho avuto sono abbastanza buone. Rispetto agli altri avversari in chiave Giro è andata piuttosto bene".


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MessaggioInviato: gio 23 apr 2009, 1:36 
3 volte Rebellin
Come Argentin 20 anni fa
Ed è il trionfo della Diquigiovanni
Questa la sintesi di una Freccia abbastanza noiosa risolta al solito sul Muro di Huy, verso il traguardo
Ci hanno provato prima Moreau e Beppu, poi una volta ripresi ci hanno provato i vari Kolobnev, Iglisnki, Kroon, Tiralongo Serpa, Nibali e anche Scarponi
Niente, si arriva al Muro di Huy con gruppo relativamente compatto e con una prima sparata del francese Lelay che viene ripreso quasi subito
E' li che allunga Evans, ma parte davvero troppo lungo
Si accodano dietro di lui Schleck, Rebellin e Cunego, con il lussemburghese che supera l'australiano e allunga portandosi dietro però i due veronesi
Dietro provano a reagire Sanchez e Valverde ma sono troppo indietro
Ed è proprio ai 200 metri che Rebellin scavalca Schleck, non lo prenderà piu nessuno
Il lussemburghese conserva il secondo posto dall'attacco di Cunego, 4° arriva Sanchez che sorpassa un Evans col fiatone
Primo successo alla prima apparizione in queste classiche del gruppo di Gianni Savio, 3° invece per Rebellin, dopo il 2004 e il 2007
Ancora opaco Valverde, inesistente Rodriguez

1 Davide Rebellin (Ita) Serramenti PVC Diquigiovanni-Androni Giocattoli 4.42.15 (41.56 km/h)
2 Andy Schleck (Lux) Team Saxo Bank 0.02
3 Damiano Cunego (Ita) Lampre - N.G.C.
4 Samuel Sanchez (Spa) Euskaltel - Euskadi 0.07
5 Cadel Evans (Aus) Silence-Lotto
6 Thomas Lövkvist (Swe) Team Columbia - Highroad
7 Alejandro Valverde (Spa) Caisse d'Epargne 0.11
8 Simon Gerrans (Aus) Cervelo Test Team
9 Michael Albasini (Swi) Team Columbia - Highroad
10 Rinaldo Nocentini (Ita) AG2R La Mondiale 0.15
11 Clément Lhotellerie (Fra) Vacansoleil Pro Cycling Team 0.18
12 David Lelay (Fra) Agritubel 0.21
13 Serguei Ivanov (Rus) Team Katusha
14 Ben Hermans (Bel) Topsport Vlaanderen - Mercator
15 Chris Sörensen (Den) Team Saxo Bank
16 Dries Devenyns (Bel) Quick Step 0.24
17 Bert De Waele (Bel) Landbouwkrediet - Colnago 0.26
18 Fabian Wegmann (Ger) Team Milram
19 Enrico Gasparotto (Ita) Lampre - N.G.C.
20 Guillaume Levarlet (Fra) Française Des Jeux


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MessaggioInviato: gio 23 apr 2009, 23:03 
PAMPEAGO (Trento) - Sotto una bufera di vento e neve, la seconda tappa del 33° Giro del Trentino con l'arrivo in quota ai 1.757 metri di Pampeago ha premiato oggi il polacco Przemyezlaw Niemec, vincitore di giornata, e lo sloveno Janez Brajkovic - già secondo ieri nella crono inaugurale dietro il compagno Klőden - balzato al comando della classifica generale. Protagonista assoluto sulla salita finale spaccagambe di Pampeago (8 chilometri con punte al 16%) anche il varesino Ivan Basso, che fresco di due settimane di preparazione in altura sul Vulcano Teide di Tenerife (lo stesso che aveva ospitato Damiano Cunego prima del fortunato esordio stagionale alla Coppi & Bartali) è stato l'autore di una lunga progressione cui ha resistito solo lo stesso Niemec, poi scattato a sua volta in vista dell'ultimo chilometro. Piazzato a 22", Basso ha poi preceduto in un arrivo alla spicciolata Giampaolo Caruso (a 39"), Gilberto Simoni qui trionfatore in rosa nel Giro 2003 (45") e lo sloveno Brajkovic, che ora precede in classifica generale di appena quattro secondi proprio Ivan Basso. Tra gli altri favoriti, distacchi importanti per Stefano Garzelli - ancora lontano dalla condizione del Trentino 2008 quando vinse due tappe - e Danilo Di Luca, sull'ordine dei due minuti, mentre l'ex leader Klőden, il cui primo importante obiettivo stagionale sarà il Tour de France, cedeva poco meno di tre minuti.

Paola Argelli


Ordine d'arrivo

1 Przemyslaw Niemiec (Pol) Miche - Silver Cross - Selle Italia 3.50.44 (36.66 km/h)
2 Ivan Basso (Ita) Liquigas 0.22
3 Giampaolo Caruso (Ita) Ceramica Flaminia - Bossini Docce 0.39
4 Gilberto Simoni (Ita) Serramenti PVC Diquigiovanni-Androni Giocattoli 0.45
5 Janez Brajkovic (Slo) Astana 1.01
6 Domenico Pozzovivo (Ita) CSF Group - Navigare 1.08
7 Jackson Rodriguez (Ven) Serramenti PVC Diquigiovanni-Androni Giocattoli 1.24
8 Miguel Angel Rubiano Chavez (Col) Centri della Calzatura 1.26
9 Sergio Pardilla Bellon (Spa) Carmiooro - A-Style 1.34
10 Tomaz Nose (Slo) Adria Mobil 1.42

TBW

Sempre detto di Niemec che è un gran talento, peccato che non abbia ancora corso nel ciclismo che conta
Basso mi ha sorpreso, cosi come Caruso, peccato che la Flaminia non vada al Giro
Male Di Luca, credo che non si metta bene per lui in ottica corsa rosa


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MessaggioInviato: gio 23 apr 2009, 23:07 
Notizia di oggi, la Fuji è stata ripescata per il Giro d'Italia
Ecco la lista definitiva delle squadre

1) ACQUA&SAPONE - CAFFE’ MOKAMBO (Ita)
2) AG2R LA MONDIALE (Fra)
3) ASTANA (Kaz)
4) BARLOWORLD (SAF)
5) BBOX BOUYGUES TELECOM (Fra)
6) CAISSE D’EPARGNE (Spa)
7) CERVELO TEST TEAM (Svi)
8) GARMIN - SLIPSTREAM (Usa)
9) FUJI-SERVETTO (Svi)
10) ISD (Ita)
11) LAMPRE-NGC (Ita)
12) LIQUIGAS (Ita)
13) LPR BRAKES - FARNESE VINI (Irl)
14) QUICK STEP (Bel)
15) RABOBANK (Ola)
16) SILENCE – LOTTO (Bel)
17) SERRAMENTI PVC DIQUIGIOVANNI – ANDRONI GIOCATTOLI (Ven)
18) TEAM COLUMBIA – HIGH ROAD (Usa)
19) TEAM KATUSHA (Rus)
20) TEAM MILRAM (Ger)
21) TEAM SAXO BANK (Dan)
22) XACOBEO GALICIA (Spa)


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MessaggioInviato: sab 25 apr 2009, 18:10 
Gran giornata oggi al Giro del Trentino, con le vittorie di due corridori ai quali mancava il successo da veramente tanto tempo
L'Italia ciclistica ritrova in un colpo solo Danilo Di Luca e Ivan Basso
Il primo vince la tappa che si concludeva a Pejo, al solito mossa con un arrivo in vetta a una breve e decisamente impegnativa ascesa di 4 km dove il forcing della Liquigas aveva messo subito in luce le difficoltà di Janez Brajkovic, il leader della corsa
Lo sloveno si staccava già ai -3, procedendo con difficoltà e una pesantezza di gambe notevole, per lui oggi non era giornata
Gran giornata invece per Domenico Pozzovivo che con il suo scatto ha provocato la classica "esplosione" del gruppo, già allora ridotto a una decina di unità
Il minuto scalatore lucano però non riesce a fare troppo la differenza perchè dietro a 50 metri un Basso in grande spolvero traina un gruppetto di 4 atleti comprendente Di Luca, Caruso e Garzelli, e mantiene il distacco pressochè invariato
Dietro faticavano i vari Simoni, Niemec e Bertagnolli ai quali si accodava lo sloveno Brajkovic
Ai 300 metri dall'arrivo ecco la fucilata di Danilo di Luca (che forse avrebbe preferito farla in un ambiente diverso dalle montagne del Trentino, magari in Belgio) alla quale nessuno riesce ad accodarsi, l'abruzzese riesce in pochi secondi a riprendere Pozzovivo
Di Luca vince a mani alzate, secondo Caruso, terzo Garzelli, Basso non disputa la volata e arriva 5° conquistando la classifica generale
Brajkovic infatti prende 30 secondi e dice addio alla maglia di leader, accontentandosi di una seconda piazza comunque onorevole
E' stato davvero un bel Giro del Trentino, speriamo che tutti questi protagonisti rendereanno altrettanto grande il Giro d'Italia



E' sempre impresa ardua provare a fare un'analisi di una corsa bella, dura e selettiva come la Liegi - Bastogne - Liegi, la mia corsa preferita
Anche perchè le prime 2 classiche delle Ardenne non è che abbiano dato troppe indicazioni esatte sullo stato di forma dei favoriti per la Doyenne
261 km, da Liegi ad Ans
Questo è il quadro delle Cotes da Cicloweb

Côtes (Lunghezza-Pendenza Media):
Côte de Ny (1.8 km-5.7%) km 57.5
Côte de la Roche-en-Ardenne (2.8 km-4.9%) km 82
Côte de Saint Roch (0.8 km-12%) km 128
Côte de Wanne (2.7 km-7%) km 172
Côte de Stockeu (1.1 km-10.5%) km 178.5
Côte de la Haute-Levée (3.4 km-6%) km 184
Côte du Rosier (4 km-5.9%) km 196.5
Côte de la Vecquée (3.1 km-5.9%) km 209
Côte de la Redoute (2.1 km-8.4%) km 226.5
Côte de la Roche aux Faucons (1.5 km-9.9%) km 241.5
Côte de Saint-Nicolas (1 km-11.1%) km 255.5

CICLOBLOG :D

Quale sarà la Cote decisiva? Dove si muoveranno i big?
I nomi dei favoriti sono sempre gli stessi, Cunego contro Schleck contro Rebellin contro Valverde, oppure i meno gettonati Evans, Kreuziger, Nibali, Gesink, Rodriguez, Pfannberger, Scarponi
Conterà comunque tantissimo la strategia e il gioco di squadra, quello che l'anno scorso attuarono bene i fratelli Schleck, anche se la vittoria andò a Valverde, quel giorno il piu forte
Il segreto di questa corsa infatti è proprio il fatto che vince quasi sempre il migliore, e l'albo d'oro lo testimonia
Quindi tutti in poltrona domani pomeriggio a seguire questa magnifica classica
Capita a volte che un organizzatore sia sfortunato almeno quanto un corridore: Angelo Zomegnan, direttore del Giro d'Italia, era rimasto impressionato lo scorso anno alla Vuelta di Spagna da Ezequeil Mosquera, scalatore della Xacobeo Galicia, al punto da decidere di invitare la squadra spagnola ed il suo capitano al Giro del Centenario.
Ebbene la sfortuna ha tagliato la strada tanto a Mosquera quanto a Zomegnan proprio alla vigilia del Giro: il corridore ha infatti riportato una frattura alla testa del radio ed il suo team manager, Alvaro Pino, ha detto che «sarà praticamente impossibile riuscire a recuperare Ezequeil per il Giro d'Italia».

TBW


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