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L'Italia sogna l'impresa
Twickenham la aspetta
Count-down azzurro per il match contro l'Inghilterra che apre il Sei Nazioni. Il c.t. Mallett: "Puntiamo su Mauro Bergamasco mediano di mischia". Il capitano Parisse: "Avremo poche occasioni ma dovremo sfruttarle tutte"
LONDRA (Gb), 6 febbraio 2009 - L’allenamento al St. Mary’s University College. La cena al Richmond Gate Hotel. Poi, per la Nazionale italiana, comincia la lunga attesa prima del match contro l’Inghilterra.
TWICKENHAM ATTENDE - St. Mary’s è nel quartiere di Twickenham. Più celebre per l’atletica leggera che non per il rugby. Il terreno è, a chiazze, innevato. Parisse e compagni arrivano in pullman alle 14, già cambiati, entrano nello spogliatoio per mettersi le scarpe con i tacchetti, sul campo cercano di riscaldarsi correndo e passando, quindi si schierano - i 15 titolari mentre le 9 riserve fanno da opposizione ragionata - e collaudano gli schemi. Trequarti d’ora, in tutto, prima di rientrare negli spogliatoi e poi salire sul pullman. Il Richmond Gate Hotel è in cima alla collina, che dà su un bosco, su un fiume e sullo stadio. Più che un albergo sembra una casa: ospitale, familiare, calda. Quadri (anche a sfondo rugbistico) e moquette.
CONFERENZA STAMPA - Le ultime parole prima che la partita cominci. Nick Mallett, c.t.: "L’Inghilterra ha puntato su uomini non in vista della Coppa del Mondo 2011, ma per vincere subito. Martin Johnson, dopo tre sconfitte in quattro match, ha bisogno di una vittoria. Per questo si è affidato a un mediano di apertura come Andy Goode, che ha esperienza e calcio, che dà sicurezza e fiducia, più abituato a giocare con gli avanti che non con i trequarti. Noi puntiamo su Mauro Bergamasco mediano di mischia: una scelta dettata dagli infortuni, ma anche dal desiderio di provare un uomo che, nel 2011, potrebbe essere decisivo proprio in quella posizione. Mauro ha un impatto fisico impressionante, già adesso è il numero 9 più placcatore al mondo. La squadra cercherà di metterlo nella condizione di sbagliare meno, quindi lo aiuterà in modo particolare. Già nell’ultima settimana ha dimostrato di avere fatto enormi progressi. E piuttosto che rischiare un debuttante a Twickenham, preferisco affidarmi a un uomo che non ha paura di nulla, ma che anzi ama le sfide. Dovremo difendere al massimo, dal primo all’ultimo secondo. L’Italia ha cuore, coraggio, determinazione. In attacco abbiamo pagato le nuove regole, che hanno cancellatoi la nostra arma più efficace, le maul penetranti".
CAPITANO - Sergio Parisse, numero 8 e capitano: "I test-match di novembre ci hanno dato indicazioni positive nonostante le sconfitte. Contro l’Australia abbiamo difeso bene e tenuto botta fino a 8 minuti dalla fine. Contro l’Argentina abbiamo messo in difficoltà la loro mischia, fra le più forti al mondo, però abbiamo sbagliato tanto, soprattutto in attacco. Contro Pacific Islanders abbiamo avuto il controllo del pallone, ma senza concretizzare. E di questi errori siamo stati noi gli unici responsabili. Abbiamo visto, rivisto, studiato, capito. Contro l’Inghilterra avremo poche occasioni, ma dovremo sfruttarle. Questa Inghilterra è comunque una buona squadra, solida, equilibrata. Ha un gioco semplice, basato sull’1 contro 1. Non ha punti deboli. Il nostro punto di forza dovrà essere la difesa. Una difesa che avanza, che non dà il tempo per riorganizzarsi, che complica la vita, può togliere fiducia agli inglesi".
APERTURA - Andrea Marcato, mediano di apertura: "La mia prima volta a Twickenham. Ricordo solo una partita a Oxford, tre anni fa, con l’Italia A. Non può certo essere la stessa cosa. Twickenham fa impressione solo a entrarci. E’ uno stadio affascinante, e giocare da titolare dà emozione e responsabilità. Sarà però una grande opportunità: una sfida con se stessi, uno spettacolo per il pubblico, un’occasione storica se sapremo vincere. E sono convinto che la possibilità ci sia. Vincere sarebbe un risultato storico, non impossibile. Gli inglesi non ci sono superiori". Il campo sarà perfetto: da cinque giorni speciali teloni coprono l’erba di Twickers, attraversati da un vento artificiale di aria calda. Prevista neve. In dubbio, fra gli inglesi, anche Mike Tindall: il possente centro, mondiale già nel 2003, soffre a una caviglia.
gazzetta.it
Dai ragazzi si gioca in uno dei templi del rugby mondiale, freddo e neve mettiamocela tutta e proviamoci!
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