Fonte : Repubblica.itCita:
ROMA - Lance Armstrong avrebbe fatto i nomi di tutti coloro che hanno avuto un ruolo o erano a conoscenza delle pratiche doping che hanno portato alla sua squalifica a vita e alla cancellazione dei sette Tour de France vinti. Lo avrebbe fatto addirittura prima della clamorosa confessione in tv davanti alla famosa anchor woman Oprah Winfrey avvenuta nel gennaio 2013. Come riporta "Usa today" il texano avrebbe vuotato il sacco già nel novembre 2012, ma la notizia si è diffusa solo adesso ai margini di uno dei tanti processi in corso che riguardano l'americano e segnatamente quello che ha intentato contro di lui l'ex compagno di squadra Floyd Landis. Armstrong sarebbe stato interpellato dalla Corte Federale sotto giuramento ed avrebbe risposto per iscritto a ben 16 domande fra le quali alcune riguardavano proprio chi aveva provveduto a fornirgli le sostanze dopanti durante la sua carriera ciclistica. Il texano avrebbe citato l'allenatore Pepi Marti, i dottori spagnoli Pedro Celaya, Luis Garcia del Moral e l'italiano Michele Ferrari, coinvolgendo anche l'ex massaggiatrice Emma O'Reilly, il meccanico Julien de Vriese e il personaggio conosciuto come "motoman", Philippe Maire. Anche se questi nomi erano in qualche modo usciti durante il processo sportivo dell'Usada, l'agenzia antidoping americana, e figurano nelle citazioni dei libri di alcuni ex compagni di squadra del texano, è la prima volta che si ha notizia di una denuncia così dettagliata, per di più sotto giuramento.
Cosa che rende l'accusa molto più forte e i dinieghi e le contestazioni degli accusati meno credibili. Il team manager Johan Bruyneel, Celaya e Marti ad esempio hanno sempre negato tutto e hanno chiesto un arbitrato dopo le denunce dell'Usada. Ora il coinvolgimento "ufficiale" da parte di Armstrong complica ancor di più la loro posizione. Mentre Del Moral e Ferrari non hanno contestato alcunché ufficialmente. "Bruyneel ha partecipato al doping o vi ha assistito - ha dichiarato alla corte Armstrong - conosceva l'uso che si faceva dei prodotti dopanti". Quanto ai costi, il texano spiega che normalmente pagava per avere le sostanze dopanti, ma non è stato in grado di precisare se c'erano altre persone che contribuivano economicamente: "E' possibile che ci siano state, ma non ricordo con precisione", dice il texano che racconta come fosse principalmente lui il supervisore delle proprie pratiche dopanti anche se in qualche caso intervenivano Celaya, Del Moral e Ferrari. Ammette poi di aver fatto uso di epo a partire dal 1995, mentre ribadisce di aver corso pulito dopo il suo ritorno alle gare, nel 2009 e 2010, quattro anni dopo il primo ritiro. Armstrong fu costretto a rispondere per iscritto alle domande nel novembre scorso perché coinvolto nel processo che aveva intentato contro di lui una compagnia di assicurazione, l'Acceptance Insurance, che puntava a recuperare 3 milioni di dollari pagati per le vittorie al Tour dal 1999 al 2001. L'americano ha sostenuto anche che Thom Weisel, ex manager dell'US Postal, era "consapevole del doping della squadra", circostanza che l'interessato ha sempre negato e di non aver pagato nessuno per conservare il segreto delle pratiche proibite.
Si scoperchia il pentolone ?