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Festuccia, talismano Italia
Col Galles non ha mai perso

Per la sfida in programma sabato al Flaminio il c.t. Mallett ha convocato il tallonatore del Racing Parigi che ha un ottimo bilancio coi britannici. "La chiave della partita sarà a livello fisico". Benvenuti: "Vogliamo dimostrare che con l'Inghilterra è stato un incidente"

MILANO, 22 febbraio 2011 - Il primo cap con il Galles nel 2003. "Con meta. E abbiamo vinto". Il cap numero 50 sabato al Flaminio, perché, titolare o panchina, Carlo Festuccia ci sarà. "E sempre contro il Galles. Contro di loro ho giocato 3 volte, il bilancio è di 2 vittorie e un pareggio: sono imbattuto". Meglio che ci sia, deve aver pensato il c.t. Nick Mallett, che ha convocato il trentenne tallonatore del Racing Parigi al posto dell'infortunato Fabio Ongaro. Per la verità Festuccia era stato già chiamato nella settimana prima della trasferta in Inghilterra, proprio per le non perfette condizioni fisiche di Ongaro, ma poi era stato rimandato a casa nel weekend.

RIPARTIRE — E dagli errori e dalla sconfitta di Twickenham (59-13) l'Italia deve ripartire. "Abbiamo analizzato i diversi problemi emersi in touche, è troppo facile dare la colpa solo al lanciatore", spiega Festuccia. "Si tratta di un'insieme di componenti: comunicazione, lancio e sostegno. Per avere buone touche si deve esprimere un perfetto sincronismo tra tutti e 8 i giocatori". Nella settimana che porterà al match di sabato (ore 15.30) contro il Galles (che ha perso all'esordio in casa con l'Inghilterra e vinto in Scozia nella seconda giornata), gli azzurri stanno lavorando soprattutto con un obiettivo: "Ritrovare le nostre basi e un gioco concreto", dice Festuccia. Allo spettacolo, meglio pensino altri. "La prima cosa sarà ricominciare a vincere gli uno contro uno, poi penseremo al gioco collettivo. La chiave della partità sarà a livello fisico, dovremo cercare di raggrupparli e non farli aprire. Magari senza perdere palloni". Anche perché senza palloni, si può solo placcare. Fondamentale, questo, che emerge nelle statistiche degli azzurri: primi nel Torneo per numero di placcaggi. "Significa che la difesa è presente, ma significa anche - osserva Festuccia - che la palla non l'abbiamo noi. La difesa non deve subire pressione e tensione".

RISCATTO — Rimasto a guardare nelle prime due partite del Torneo, Tommaso Benvenuti spera che contro il Galles possa toccare anche a lui. "Io continuo a lavorare, cercando di mettermi in luce per avere la mia opportunità", dice il ventenne trequarti del Benetton Treviso. "La squadra ha voglia di migliorare e di riscattarsi dopo la sconfitta in Inghilterra. Più che altro c'è grande voglia di dimostrare che questo gruppo può fare di meglio e che Twickenham è stato solo un incidente di percorso". Si dice, da fuori, che il c.t. Mallett rischi il posto nel caso in cui l'Italia chiuda il 6 Nazioni senza vittorie, ma il 'golden boy' spiega che questo discorso non tocca il gruppo azzurro: "Con Nick abbiamo tutti un ottimo rapporto e non saranno certo delle sconfitte a minarlo. Il resto, i problemi politici, non ci riguardano".

ARRIVA TEBALDI — Intanto al raduno della Borghesiana (Roma) è arrivato anche Tito Tebaldi. Il mediano di mischia degli Aironi Vidana è stato convocato viste le non perfette condizioni fisiche del compagno di club e di ruolo Pablo Canavosio. Costretto a rinunciare del tutto al match, invece, Paul Derbyshire: il flanker non ha ancora risolto i problemi al soleo della gamba sinistra che già lo avevano costretto a saltare le prime due giornate del torneo e domani rientrerà a Treviso. Ha saltato l'allenamento del mattino invece Andrea Masi (centro/ala del Racing Parigi), alle prese con una dorsalgia.


Ultima modifica di giova84 il ven 4 mar 2011, 1:45, modificato 1 volta in totale.

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Mallett e la sfida al Galles
"Italia, devi dare il 150%"

Terzo match del Sei Nazioni, il commissario tecnico azzurro detta le priorità: "Dobbiamo vincere i palloni in prima fase e gli uno contro uno. Contro l'Inghilterra abbiamo sbagliato tutto quello che avevamo fatto bene nella prima partita"

ROMA, 25 febbraio 2011 - Per battere il Galles, come per ogni partita che l'Italia si trova a giocare nel Sei Nazioni, "l'aspetto mentale è fondamentale", ma secondo il c.t. azzurro Nick Mallett, la cosa veramente difficile è "mantenere il livello settimana dopo settimana". Per evitare infatti alti (più o meno) e bassi (profondissimi) come quelli registrati nelle prime due settimane, con la vittoria mancata d'un soffio contro l'Irlanda (13-11) nell'esordio al Flaminio e il tracollo (59-13) di Twickenham contro l'Inghilterra due settimane fa, agli azzurri si chiede sempre di andare oltre i loro limiti. "Il calendario, l'alternanza delle partite, è pesante, ai nostri si chiede di dare sempre il 150 percento", spiega Mallett prima della rifinitura del Captains'Run, tenuta questa mattina sul prato del Flaminio alla vigilia del match della terza giornata. "Per fortuna dopo la partita in Inghilterra c'é stata una settimana di pausa e dopo il Galles ci sarà ancora una settimana di pausa. Perché poi chiudere con le due partite contro Francia in casa e Scozia a Murrayfield sarà difficilissimo. Ma la storia del rugby italiano è questa: dopo una grande partita, in quella seguente è difficile mantenere quel livello".

accelerare o controllare — Si, ma per giocarsela con il Galles? "Importante vincere i palloni in prima fase, visto che contro l'Inghilterra - ha detto Mallett - abbiamo perso 9 touche su 14. Così è impossibile giocare. Poi tornare a vincere gli uno contro uno. A Twickenham abbiamo sbagliato tutto quello che avevamo fatto bene contro l'Irlanda". Anche perché, se contro l'Inghilterra l'Italia ha soffertola velocità dei trequarti, contro il Galles, se possibile, sarà ancora peggio. "Loro avranno visto la partita di Twickenham e cercheranno di giocare sempre velocemente, di contrattaccare sempre", spiega Mallett. "I loro trequarti sono i più forti in giro, sarà importante che la nostra difesa sia a punto e che noi si resti concentrati sul nostro gioco. Loro vorranno accelerare, noi dovremo controllare". Sfruttando, magari, anche la buona vena di Fabio Semenzato, che contro l'Inghilterra "è stato l'unico a salvarsi" e che quindi, dopo il primo cap, si è meritato la conferma come mediano di mischia titolare. "Ha fatto quello che doveva fare: placcaggi, passaggi e calci". All'apertura torna Kris Burton, che aveva giocato titolare contro l'Irlanda, mentre contro l'Inghilterra gli era stato preferito Luciano Orquera. "Hanno le stesse possibilità di giocare", spiega Mallett. "Contro l'Irlanda era mancata comunicazione, Orquera organizza e comunica di più, è buono in attacco. Ma a Twickenham su 3 placcaggi sbagliati, abbiamo preso 3 mete". Poi in attacco, sottolinea il c.t., non si deve dimenticare che i nostri trequarti "non sono veloci come gli avversari". Perché poi "se si sbaglia l'atteggiamento con il quale si entra in campo, la colpa è dell'allenatore", ma non si deve dimenticare quello che poi è successo in partita: "Se sbagliamo tutte le touche, se non abbiamo i palloni, ecco che prendiamo 8 mete".

paura — Secondo il capitano Sergio Parisse, per evitare disfatte come quella di Twickenham, "questa squadra deve entrare in campo con la paura di prendere 50 punti: è l'unico modo per dare tutto". Il numero 8 dello Stade Francais ammette che la partita contro l'Inghilterra rappresenta un "esame fallito" dagli azzurri. "Ci si attendeva da noi una conferma, era un esame mentale importante e siamo stati bocciati. E' stata una partita disastrosa", ha detto Parisse, che non sa spiegare come è possibile, ogni volta, passare da una buona partita al disastro. "Non ho la risposta esatta. Ma è evidente che quando abbiamo quella piccola sensazione, anche inconscia, di fiducia, cadiamo in un grandissimo errore. Invece solo con la paura in passato siamo riusciti a fare grandi partite". Contro il Galles c'è però da aspettarsi dagli azzurri una risposta importante, a cominciare dal punto di vista del carattere: "Quando si perde come a Twickenham, fa molto male. C'è tanta voglia di riscatto - dice Parisse - e non solo dal punto di vista morale. Perché anche dal punto di vista tecnico dobbiamo essere più precisi. Soprattutto in touche, dove abbiamo commessi tantissimi errori. Avere i nostri palloni in conquista sarà fondamentale, perchè se li perdiamo, li consegnamo a giocatori molto abili e molto veloci, che ci metteranno in grandissima difficoltà".


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