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Ghiraldini alla carica
"Sarà una battaglia"

Il capitano scuote l'Italia alla vigilia del match con l'Inghilterra: "Ripartiamo dall'impegno e dal coraggio di Dublino". Al Flaminio si è rivisto Sergio Parisse, che ha corso e fatto qualche movimento con l'ovale

ROMA, 13 febbraio 2010 - Ieri l'allenamento all'Acqua Acetosa sotto la neve, oggi il Captain's Run al Flaminio sotto al sole, domani prevista pioggia per Italia-Inghilterra (ore 15.30). Condizioni meteo così variabili che più che a Roma sembra di stare a Londra, tanto che lo stesso c.t. azzurro Nick Mallett rinuncia ad azzardare previsioni su quelle che potranno essere le condizioni del terreno di gioco in vista del match della seconda giornata del Sei Nazioni. "E che vi devo dire?", replica allargando sconsolato le braccia.

CAPITANO — Alla rifinitura la squadra ha però potuto constatare "l'ottima tenuta del campo", come riferito dal capitano Leonardo Ghiraldini: "Ma si sa che una partita contro l'Inghilterra è sempre una battaglia, sarà ancora più intensa e fisica della partita in Irlanda". L'Italia è reduce dalla sconfitta di Dublino, l'Inghilterra ha battuto il Galles, ma il capitano riferisce di una settimana di lavoro sereno alla Borghesiana. "È stata una settimana lunga (un giorno in più visto che si gioca di domenica e non di sabato, ndr.), abbiamo avuto il tempo di analizzare con calma le cose che non sono andate a Dublino e per studiare l'avversario che troveremo domani. Non c'è stato da lavorare molto dal punto di vista delle motivazioni, siamo una squadra composta di giocatori esperti, bastano poche parole per capire. Certamente ripartiamo dall'impegno e dal coraggio mostrato a Dublino".

PARISSE — Con la squadra al Flaminio questa mattina è arrivato anche Sergio Parisse: il numero 8 dello Stade Francais, fuori uso per l'infortunio ai legamenti del ginocchio destro rimediato a novembre, si è presentato anche in campo per una corsetta e per qualche assaggio di "ovale". Poi ha lasciato il Flaminio assieme ai compagni. "È sempre con noi, a Dublino è stato anche negli spogliatoi", aveva infatti detto ieri Mauro Bergamasco.

world cup junior e celtic — Prima della conferenza stampa del c.t. e del capitano, i vicepresidenti di International Rugby Board e Federazione Italiana, Bill Beaumont e Nino Saccà, hanno presentato il trofeo della coppa del mondo Under 20, che verrà giocata in Veneto nel 2011. "In Italia c'è molto entusiasmo e molta ambizione, l'IRB si aspetta risposte dal punto di vista mediatico per fare del Mondiale Junior il suo secondo evento più importante", ha detto Beaumont. Che non si è fatto pregare quando interrogato sull'argomento Celtic League: "Non possiamo imporre le due italiane, è un problema politico. Il mio giudizio personale è che si debba incoraggiare l'Italia, l'IRB la vuole più vicina alle altre Nazioni di altissimo livello". Una specie di messaggio agli scozzesi, che a differenza di gallesi e irlandesi si oppongono all'ingresso delle due franchigie italiane in Celtic.

aquila — Ieri sera al Captains' Run dei giornalisti organizzato da Peroni alla club house dell'Unione Rugby Capitolina, presentato il libro dell'aquilano Marco Molina , "Il Rugby: una partita nella vita", a disposizione dei tifosi domani al Villaggio del Terzo Tempo: una nuova occasione per sostenere L'Aquila. Ma c'è stata anche un'altra iniziativa per L'Aquila. Il presidente della Federazione Rugby Inglese Brian Williams e il consigliere federale Bob Reever, con l'ausilio della Protezione Civile e accompagnati dall'ex azzurro Carlo Caione, abruzzese e socio fondatore dell'associazione "Forza L'Aquila" che raccoglie fondi per la ricostruzione della città, hanno visitato il centro storico di L'Aquila. Poi Williams ha consegnato 2 maglie autografate da tutta la nazionale inglese che domani affronterà l'Italia: ora queste casacche verranno messe all'asta e il ricavato andrà, insieme alla somma ricevuta dalla federugby inglese, come contributo per la Costruzione della Città dello sport e della cultura a L'Aquila.



Fatta l'Italia con Masi
Allenamento sotto la neve

Il c.t. Mallett annuncia il XV anti Inghilterra: Masi al posto di Robertson e Bortolami sostituisce l'infortunato Del Fava. Oggi allenamento sotto la neve: "Il campo sarà pesante, la partita più fisica"

ROMA, 12 febbraio 2010 - Fatta l'Italia di Mallett, per il match di domenica con l'Inghilterra. Confermate le ipotesi della vigilia con Marco Bortolami in seconda linea per l'infortunato Carlo Del Fava e all'ala Andrea Masi che sostituisce Kaine Robertson per garantire maggiore fisicità in un ipotetico uno contro uno con il gigante inglese Ugo Monye.

ROMA E LA NEVE — Questa mattina l'Italia si è allenata all'Acqua Acetosa condizionata dalla fitta nevicata che non ha garantito un allenamento ottimale: prima la pioggia, poi una vera e propria tormenta di neve, al punto che dopo un'ora gli azzurri sono tornati all'Hotel Colony per godersi al calduccio la diretta di Western Force-Brumbies, partita della prima giornata del Super 14. Stessa sorte per la nazionale inglese, che alle 10,45 doveva allenarsi al campo dell'Unione Rugby Capitolina ma che non è riuscita a scendere dalla collina di Monte Mario dove si trova l'Hotel Cavalieri Hilton. Allenamento rinviato alle ore 13. Lo stadio Flaminio è stato coperto dai teloni ed il terreno è stato salvaguardato ma sarà certamente pesante. Il team manager Carlo Checchinato: "Non penso che questo fatto possa incidere, perché entrambe le squadre attueranno un piano di gioco basato sullo scontro fisico. Sarà certamente un match più faticoso, questo sì". Tra le "vittime" della neve anche il povero Lawrence Dallaglio, che alle 7,30 è partito in bicicletta dallo Stadio Flaminio con direzione Bolsena per il suo tour delle capitali del Sei Nazioni per raccogliere fondi per la lotta al cancro. Alle 13 a Roma è spuntato il sole e la neve si è sciolta, dove sarà finito Dallaglio?

LA FORMAZIONE — Questo dunque il XV scelto da Mallett: 15 Luke McLean (Benetton Treviso, 15 caps), 14 Andrea Masi (Racing-Metro Paris, 47 caps), 13 Gonzalo Canale (Clermont Auvergne, 52 caps), 12 Gonzalo Garcia (Benetton Treviso, 14 caps), 11 Mirco Bergamasco (Stade Francais, 67 caps), 10 Craig Gower (Bayonne, 7 caps), 9 Tito Tebaldi (Plusvalore Gran Parma, 7 caps), 8 Alessandro Zanni (Benetton Treviso, 38 caps), 7 Mauro Bergamasco (Stade Francais, 80 caps), 6 Josh Sole (MPS Viadana, 42 caps), 5 Marco Bortolami (Gloucester RFC, 78 caps), 4 Quintin Geldenhuys (MPS Viadana, 7 caps), 3 Martin Castrogiovanni (Leicester Tigers, 63 caps), 2 Leonardo Ghiraldini (Benetton Treviso, 25 caps) - capitano, 1 Salvatore Perugini (Bayonne, 67 caps). A disposizione: 16 Fabio Ongaro (Saracens, 65 caps), 17 Matias Aguero (Saracens, 13 caps), 18 Valerio Bernabò (Futura Park Rugby Roma, 13 caps), 19 Paul Derbyshire (Petrarca Padova, 1 cap), 20 Pablo Canavosio (MPS Viadana, 26 caps), 21 Riccardo Bocchino (Femi-CZ Rovigo, 1 cap), 22 Kaine Robertson (MPS Viadana, 42 caps).


Ultima modifica di giova84 il mer 17 feb 2010, 2:55, modificato 1 volta in totale.

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La partita forse più tosta del torneo, la nazionale che non abbiamo mai battuto. Wilkinson e compagni sono abituati a darci batoste nelle loro trasferte romane, sarà cosi' anche oggi? Chi lo sa un miracolo del Flaminio, oggi saremo tutti li' a spingere gli azzurri, me compreso.


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Sei Nazioni, bellissima Italia
Gli inglesi tremano ma vincono

A Roma gli azzurri perdono di soli cinque punti e con una sola meta subita dai vicecampioni del mondo nella seconda giornata del torneo. Lasciano perplessi alcune decisioni dell'arbitro Berdos

ROMA, 14 febbraio 2010 - Incredibile, bellissima Italia, battuta per soli 5 punti, con una sola meta subita, i vicecampioni del mondo. L’Inghilterra ha tremato e molte decisioni dell’arbitro, il francese Berdos, lasciano perplessi. Ma resta una gara formidabile, in cui l’Italia ha cancellato ogni dubbio dopo il debutto in questo Sei Nazioni, a Dublino con l’Irlanda.

partenza a razzo — Pronti via e l’Inghilterra spinge subito forte, Una, due, tre, quattro fasi, la palla va al largo, calcetto di Armitage e Tebaldi salva su Easter pronto a schiacciare con un calcetto provvidenziale dentro la linea di meta. Brivido al 4’: Mauro recupera un pallone, Garcia dà a Canale che guadagna 20 metri e costringe un’Inghilterra stupita dalla furia azzurra a difendersi. Spingiamo, Gower calcia e Zanni vola verso la meta, gli inglesi si salvano a 4 metri. L’Italia spinge e il Flaminio si infiamma. Ma alla prima touche nei nostri 22, al 9’ nasce una maul e il primo dei nostri falli permette a Wilkinson di calciare per i 3 punti. All'11’ stessa situazione ma a nostro favore: mani in ruck di Haskell e calcio, Mirco Bergamasco pareggia i conti. L’Inghilterra ci teme e rallenta. Fiammata al 15’: buco di Cueto e Armitage scappa sulla sinistra, bravo Garcia a placcarlo a 8 metri dalla linea di meta e spingerlo in touche. Al 17’ fallo di Castrogiovanni in mischia: Wilkinson calcia da 35 metri e clamorosamente sbaglia. Al 21’ altro calcio per gli inglesi: fuorigioco di Masi in un raggruppamento: Wilkinson incredibilmente sbaglia da 20 metri! Un segnale? Al 25’ intereferenza in touche, calcio azzurro dalla destra a 30 metri: Mirco Bergamasco sbaglia. L’Inghilterra prova a giocare alla mano e sfonda al centro, ma la troppa fretta li fa sbagliare a 5 metri dalla linea al 29’: mischia e Bortolami è bravo a uscire dal raggruppamento rubando l’ovale ai rivali. Salvi. Grande Italia: calci tattici, touche vinta, gioco alla mano fermato con un fallo a 5 metri dai pali. E’ il 35’: Mirco calcia e l’Italia passa: 6-3. Siamo delle furie, gli inglesi pensavano di rubarci palloni a ogni raggruppamento: è l’opposto. Al 39’ Flutey buca la linea, bloccato sui 22, gli inglesi insistono, spostano la palla sulla fascia destra, fallo di perugini e calcio: Wilkinson non sbaglia e il primo tempo finisce 6-6.

l'italia cade in avvio di ripresa — Secondo tempo che si apre con un placcaggio alto di Flutey su McLean. Calcio azzurro di Gower da 35 metri sulla destra: errore. L’Italia cade al 5’: Monye sfonda la linea azzurra, Masi non riesce a placcarlo, palla ad Armitage che libera per Tait che va in meta: 6-11. Wilkinson non trasforma. L’Italia è stanca e l’Inghilterra prova a sfondare con Monye e Armitage a ripetizione. Si fa dura e al 18’ l’Italia resta in 14 per un giallo a Castrogiovanni per un mani in ruck: calcia Wilkinson e l’Inghilterra va a 14. L’Italia riparte e al 24’ guadagna un calcio per fuorigioco da 30 metri, calcia Mirco Bergamasco: 9-14. Masi buca la difesa e viene placcato sui 22, palla a Gower, calcetto e Care prende l’ovale e scappa: Mirco lo ferma a metà campo. Siamo al 28’: l’Italia prova la rimonta possibile. Al 31’ Mc Lean salta, Moody lo placca alto e incredibilmente l’arbitro lo grazia con un rimbrotto: il Flaminio esplode. Castrogiovanni rientra: siamo in 15, arrabbiati e vogliosi. Non ci fermano, fanno fallo su Masi al 32’. Calcio di Mirco Bergamasco: 12-14! Il Flaminio è una polveriera e chiede l’impresa per entrare nella storia. Ma l’Inghilterra con mestiere arriva al 35’ a 20 metri dai pali e Wilkinson non perdona con uno dei suoi drop: 12-17 a 4 minuti dalla fine.


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L'Italia rimedia i soliti complimenti e la solita sconfitta :asd .
Obiettivamente se si va al di là del risultato, non mi pare che nemmeno stavolta l'Italia abbia convinto granchè.
Incapace di andare a metà, senza un vero calciatore di razza, con notevoli problemi sulle touche... Se andrà di lusso potremo battere la Scozia nel prossimo turno, per il resto temo saranno le solite mazzate...


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Cita:
L'Italia rimedia i soliti complimenti e la solita sconfitta


Ritornello già sentito.... :asd :asd


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