Ecco qui una recensione dove sono descritti alcune migliorie, alla fine sono le cose che si scrivono ogni anno....
http://www.games.it/sony/playstation/ps ... ds-on.html
Cita:
Pes 2013 - Hands On
Articolo di Giovanni Ferlazzo
Occorre fare una doverosa premessa: pensare di poter ribaltare equilibri ormai stabilizzatosi in questa generazione di console nel giro di dodici mesi è utopistico, per questo si parte già con la certezza che PES 2013 non riuscirà a battere FIFA 13. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, quanto ha mostrato la prima demo pubblicata ieri da Konami su PC, PlayStation 3 e Xbox 360, allinea PES 2013 a quella che l’edizione 2008 fu per FIFA: la conferma di una rinascita.
Ci sono ancora tante ombre, aspetti da limare al meglio, caratteristiche che hanno ereditato i brutti difetti del passato, ma gli elementi positivi hanno superato per una volta quelli negativi, e trattandosi soltanto di una versione acerba che sarà corretta nella prossima demo e poi nella definitiva build destinata ai negozi, allora è lecito attendersi che questa volta FIFA avrà un degno avversario.
Al primo calcio d’inizio di una demo che permette di scegliere fra quattro nazionali europee (tra cui l’Italia) e quattro club sudamericani (compreso il Santos del talentuoso Neymar), si avverte subito quella ventata di freschezza rispetto PES 2012. Il pallone, non più artificialmente attaccato ai piedi del giocatore che lo controlla ma finalmente dotato di fisica propria e indipendente, gira che è un piacere, soprattutto nel caso si decida di sfruttare subito una delle grandi novità di questo capitolo ispirate a FIFA: il controllo manuale. Se i passaggi automatici risultano ancora troppo perfetti e teleguidati, al contrario quelli manuali richiedono una precisione notevole, e ampliano di parecchio la libertà di espressione sul campo. Finalmente si può dire di poter indirizzare la palla proprio nel punto del terreno di gioco prescelto, si danno vita a nuovi movimenti, nuove tattiche, nuove tipologie di inserimenti che con la struttura bloccata dei precedenti capitoli erano soltanto un sogno.
Vedi le foto: PES 2013
Anche i giocatori stessi si muovono con maggiore realismo, e i movimenti del corpo seguono inevitabilmente quelli della sfera: se il passaggio ad esempio è troppo corto, si vedrà il calciatore contorcere il busto all’indietro per rallentare la corsa e non interrompere la trama di gioco; al contrario proverà uno scatto poderoso nel tentativo di raccogliere un suggerimento eccessivamente lungo e veloce. Se con PES 2012 si aveva l’impressione di essere “semplicemente” davanti a un videogioco, seppur divertente, ora l’edizione 2013 offre quella sensazione, propria dell’epoca PS2 e persa nell’attuale generazione, di giocare a calcio, prima di tutto. Una simulazione curata nel dettaglio, con accorgimenti che sono stati chiaramente applicati a tutti gli aspetti della struttura ludica.
I tiri vengono scagliati con maggior realismo e risultano meno teleguidati che in passato, oltre a svilupparsi con la dovuta naturalezza. L’intelligenza artificiale in campo è sensibilmente migliorata, soprattutto per gli esterni che adesso sfruttano meglio le fasce nel tentativo di sorprendere la difesa avversaria. I portieri, vero punto debole della scorsa produzione, forse sono diventati addirittura fin troppo bravi, perlomeno nella ventina di partite effettuata durante la prova, rendendosi protagonisti di interventi prodigiosi e mai di goffe imprecisioni. I ritmi di gioco infine sono realisticamente più lenti, favoriscono la ragionevolezza in campo e permettono di studiare al meglio le migliori soluzioni da trovare: non si attenda troppo però, perché gli avversari giustamente non saranno lì a concedere tutto il tempo necessario a farsi sorprendere.
Naturalmente il quadro generale positivo disegnato in questo hands-on non deve trarre in inganno: si è voluto sottolineare come il team abbia finalmente lavorato bene per limare il gap da FIFA, ma è chiaro che diversi difetti, perlomeno in questa versione, sono ancora presenti e possono rovinare l’esperienza di gioco ai più esigenti. Prima di tutto, sebbene la percezione sia decisamente minore rispetto al passato, a volte sembra di stare giocando su binari reimpostati: è il lascito di una struttura che si auspica possa essere definitivamente accantonata nella versione finale, o con un po’ di pazienza, in PES 2014. Gli stessi movimenti dei calciatori, seppur complessivamente convincenti, lasciano talvolta un po’ a desiderare diventando innaturali e robotici, rovinando sia l’esperienza visiva che ludica. L’intelligenza artificiale delle punte non è ancora soddisfacente, dato che fanno fatica a smarcarsi e a volte non ci provano nemmeno, ma dall’altra parte abbiamo difensori centrali che troppo spesso decidono di farsi bucare facilmente soprattutto da passaggi filtranti.
Una nota a margine la si dedica al Player ID, il sistema ideato per rendere al meglio i calciatori più famosi e che, bisogna dirlo, restituisce i suoi effetti già nelle demo: Neymar, Cristiano Ronaldo, Balotelli, Buffon e altri ancora sono a tutti gli effetti simili alle controparti reali, non solo in modo strabiliante nell’aspetto fisico, ma anche per movimenti, tipologia di corsa, dribbling, esultanze e inclinazione al tiro. È un punto in più che sarà interessante valutare nella versione finale.
Insomma, la prima demo di PES 2013 è promossa con riserva. I miglioramenti fatti sono tanti ed evidenti, e restituiscono, era ora, un gioco di calcio che punta principalmente al realismo. La strada da fare resta molta, ma proseguendo su questa linea si potrà finalmente godere di un simulatore calcistico di livello che riesca ad attingere anche a quella cura del dettaglio che il team giapponese è sempre riuscito a offrire ai suoi prodotti, seppur claudicanti da altri punti di vista.