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Sì e quindi? Che senso ha ribadirlo? Sarri dice, immagino dal tono del virgolettato, che il problema principale non risiede nei vivai. Quindi dove? Non nascono i talenti da 30 anni da noi mentre dagli altri sì, se non è colpa dei vivai di chi è colpa? Sono stati solo 30 anni sfortunati? Le mamme attuali non sono più quelle di una volta?
Dove vuole andare a parare?


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In Serie A passa lo straniero: ecco perché non conviene comprare in Italia

Le fideiussioni frenano il mercato interno, mentre gli acquisti da club esteri sono liberi da vincoli finanziari. Anche per questo la presenza di stranieri in Serie A dilaga: quest'anno è salita al 69%. La Lega al lavoro per porre correttivi

Non abbiamo i Mbappé o i Lamine Yamal, certo. Ma il talento - non necessariamente quello baciato dal dio del calcio - va coltivato, sostenuto, fatto giocare. In Italia, invece, impazza l’esterofilia. È una curva inesorabilmente crescente quella che indica l’incidenza dei giocatori stranieri sul totale delle presenze in Serie A: dal 55,2% del 2017-18 al 69,1% del 2025-26. Se si esclude la Premier League (75,4%), il campionato più ricco e globale, e la Primeira Liga portoghese (73,8%), tradizionale torneo di formazione, tutte le altre massime divisioni dei Paesi nella top ten del ranking Fifa restano dietro alla Serie A: si va dal 64,9% della Ligue 1 al 61,4% della Bundesliga, fino al 43,4% della Liga, secondo i dati di Transfermarkt. La moda contagia anche le seconde squadre: le presenze degli stranieri nell’Inter, nell’Atalanta e nella Juventus incidono rispettivamente per il 32,1%, il 25,2% e il 23,7%, molto di più della media delle altre 56 squadre di Serie C (12,3%); e nel Milan, in D, sale al 45%.

stanza - Parlando con i dirigenti dei club, la causa di tutti i mali è sempre la stessa e risponde al nome di "stanza di compensazione". Di cosa si tratta? Le operazioni di mercato tra società italiane avvengono per il tramite delle leghe, dalla Serie A ai Dilettanti, che agiscono a garanzia del sistema gestendo, appunto, la stanza di compensazione. I club che presentano un saldo negativo, determinato dalla compensazione tra crediti e debiti derivanti da cessioni e acquisti di calciatori, devono garantirlo con fideiussioni bancarie o assicurative. Strumenti dal costo elevato, che prevedono una commissione riconosciuta all’intermediario e sono solitamente accompagnati da una controgaranzia, come il pegno su un conto corrente o un bene immobiliare. Tale procedura scoraggia i club, soprattutto quando la proprietà è straniera, viste le ulteriori difficoltà di accesso alle fideiussioni (talvolta le banche richiedono un "collateral" pari al 100%). Di conseguenza, si tendono a privilegiare le trattative con club esteri, dove i termini di pagamento sono flessibili e rimessi all’autonomia delle parti. Un sistema così farraginoso non trova riscontri altrove, nemmeno in Francia e Germania, che storicamente vantano i meccanismi più sofisticati di controllo delle finanze. Il risultato è che, in questa stagione, esaminando tutti gli acquisti a titolo definitivo in Serie A, le operazioni con club esteri sono nettamente prevalenti: 108, contro le 68 interne. Le società italiane sono quelle che, dopo le inglesi, spendono di più nei trasferimenti internazionali: 5,2 miliardi di dollari dal 2020, contro i 4,6 delle francesi, i 4,5 delle tedesche e i 3,6 delle spagnole (fonte Fifa). Va fatto qualcosa. E questo qualcosa – a differenza di altre misure – può essere corretto all’interno del sistema calcio italiano: la stanza di compensazione è regolata dalla Figc.

Immagine

intervento— Ezio Simonelli, presidente della Lega Calcio Serie A, spiega alla Gazzetta: "Oggi è più vantaggioso acquistare un giocatore da un club estero. Mi piacerebbe quantomeno rendere paritetiche le condizioni tra trasferimenti nazionali e internazionali. Se non si riuscisse ad eliminare le garanzie fideiussorie, bisognerebbe almeno creare un consorzio di garanzia che renda meno onerosi tali strumenti". Il soggetto coinvolto potrebbe essere l’Istituto per il Credito Sportivo. La proposta è stata discussa con il ministro dello Sport Andrea Abodi, con il quale esiste una convergenza di intenti anche sull’adozione di sgravi fiscali per incentivare i club che formano giocatori della Nazionale. D’altronde, quando nacque la stanza di compensazione non esistevano né il fair play Uefa né quello Figc: oggi, chi ha debiti verso altri club non può iscriversi al campionato. Un’Italia competitiva e presente in Coppa del Mondo farebbe bene a tutti, anche agli stessi club di Serie A: valorizzerebbe il patrimonio calciatori e aumenterebbe l’esposizione del marchio, con ricadute positive sui ricavi esteri del campionato. Le proprietà straniere, ormai maggioritarie, devono capirlo. Ma devono anche essere messe nelle condizioni di favorire il mercato domestico.

https://www.gazzetta.it/Calcio/Nazional ... refresh_ce


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MessaggioInviato: mar 7 apr 2026, 17:54 
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redguerrier ha scritto:
Ma sono due discorsi completamente differenti, Sarri dice che non si produce talento dai vivai, De Rossi che invece bisogna puntare proprio sui vivai.
Un vivaio forte produce giocatori forti (e i modelli esteri ne sono una prova), non giocatori normali.

Il talento ti capita, non lo costruisci in un vivaio.
Per intenderci, Maradona (o anche solo Cassano), non lo fai crescere in un vivaio, cresce da solo.
Quello che può - e dovrebbe - fare un vivaio e riconoscere il talento e creare le condizioni perché esploda e arrivi in serie A.
L'altra cosa che dovrebbe fare un vivaio è far crescere i giocatori "normali" in modo tale che diventino buoni/ottimi giocatori.
Perché Nesta non te lo costruisci, ma un Barzagli sì.

Il problema non è che non nascono talenti... se non nascono non c'è molto da fare.
Il problema è che se questi talenti nascono - ed è statisticamente probabile che sia così - i vari settori giovanili d'Italia se li sono persi.
Ma il problema più grosso - perlomeno da un punto di vista numerico - è che i vivai non costruiscono più giocatori di alto livello.

Per la nazionale - secondo me - il problema non è che manca un Totti o un Baggio, il problema è che mancano i giocatori del livello di Grosso e Barzagli, che per una nazione come l'Italia dovrebbero costituire l'ossatura minima della nazionale in cui impiantare i talenti che sono eventualmente presenti.

E penso - ma è una mia interpretazione - che Sarri intendesse dire questo.


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redguerrier ha scritto:
Sì e quindi? Che senso ha ribadirlo? Sarri dice, immagino dal tono del virgolettato, che il problema principale non risiede nei vivai. Quindi dove? Non nascono i talenti da 30 anni da noi mentre dagli altri sì, se non è colpa dei vivai di chi è colpa? Sono stati solo 30 anni sfortunati? Le mamme attuali non sono più quelle di una volta?
Dove vuole andare a parare?


Io credo che Sarri (in maniera molto realistica imho) volesse fare passare il messaggio di non sopravvalutare il potere dei vivai. Cioè del tipo non è se li organizzi meglio (cosa che comunque secondo lui andrebbe fatta) non è che poi puoi pensare di tirare fuori talenti epocali. Obiettivamente in questi giorni una certa narrazione del tipo sembrava essersi imposta.
Poi ecco magari ho sbagliato io a postare solo quel passaggio ma l'ho fatto perché volevo concentrarmi sul discorso ormai annoso sul talento (se appunto va considerato un qualcosa di innato o se in qualche modo si può anche acquisirlo). Poi vedendo l'intervista si vede che il mister risponde in maniera scazzata come se non avesse voglia di approfondire troppo il discorso.
Ecco ad esempio sono d'accordo con Fute quando dice che i vivai se organizzati male semmai possono reprimere o disperdere il talento (e mi pare che anche tu lo abbia detto in uno dei tuoi interventi).


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MessaggioInviato: mar 7 apr 2026, 20:12 
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Ma infatti io non ho mai detto che coi vivai prendi un ragazzino scarso in #@*§ e lo rendi Totti da 0, ma proprio che è lì che si individuano i talenti e li si coltivano anche sotto il profilo psicologico, non solo tecnico/tattico. I maestri di calcio che cita De Rossi appunto, che sono quelli che poi sentiamo sempre ringraziare dai talenti quando sono ormai qualcuno, profili che ormai sembrano essere scomparsi come i suddetti talenti e non penso che sia un caso.
Io chiedevo sinceramente cos’altro avesse detto Sarri in merito proprio perché questo banalissimo “eh le mamme che fanno i talenti non ci sono più ed è quello il problema” mi sembra troppo una #@*§ per essere un suo ragionamento, e anche e sopratutto quel “vivai forti creano giocatori normali”.


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redguerrier ha scritto:
Ma infatti io non ho mai detto che coi vivai prendi un ragazzino scarso in #@*§ e lo rendi Totti da 0, ma proprio che è lì che si individuano i talenti e li si coltivano anche sotto il profilo psicologico, non solo tecnico/tattico. I maestri di calcio che cita De Rossi appunto, che sono quelli che poi sentiamo sempre ringraziare dai talenti quando sono ormai qualcuno, profili che ormai sembrano essere scomparsi come i suddetti talenti e non penso che sia un caso.
Io chiedevo sinceramente cos’altro avesse detto Sarri in merito proprio perché questo banalissimo “eh le mamme che fanno i talenti non ci sono più ed è quello il problema” mi sembra troppo una #@*§ per essere un suo ragionamento, e anche e sopratutto quel “vivai forti creano giocatori normali”.


Tu non l'hai detto ma concorderai sul fatto che si sia sviluppata una certa narrazione secondo cui basti migliorare la qualità dei vivai e far tornare a giocare i ragazzini in strada per riavere subito fenomeni epocali o giocatori fortissimi. Estremizzo magari ma io interventi del genere li ho letti e sentiti per davvero (parlo di addetti ai lavori e opinionisti vari).
Poi di considerazioni supplementari se ne possono fare a iosa. Ad esempio secondo me rispetto a 30/40 anni fa ci sono anche meno ragazzi che hanno voglia di impegnarsi per giocare a calcio (o perché preferiscono altri sport o perché non fanno proprio sport). Cioè imho è diminuita anche la base da cui pescare. Ma ecco vado a sensazione e magari dico #@*§ smentibili dai numeri.


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termopiliano ha scritto:
redguerrier ha scritto:
Ma infatti io non ho mai detto che coi vivai prendi un ragazzino scarso in #@*§ e lo rendi Totti da 0, ma proprio che è lì che si individuano i talenti e li si coltivano anche sotto il profilo psicologico, non solo tecnico/tattico. I maestri di calcio che cita De Rossi appunto, che sono quelli che poi sentiamo sempre ringraziare dai talenti quando sono ormai qualcuno, profili che ormai sembrano essere scomparsi come i suddetti talenti e non penso che sia un caso.
Io chiedevo sinceramente cos’altro avesse detto Sarri in merito proprio perché questo banalissimo “eh le mamme che fanno i talenti non ci sono più ed è quello il problema” mi sembra troppo una #@*§ per essere un suo ragionamento, e anche e sopratutto quel “vivai forti creano giocatori normali”.


Tu non l'hai detto ma concorderai sul fatto che si sia sviluppata una certa narrazione secondo cui basti migliorare la qualità dei vivai e far tornare a giocare i ragazzini in strada per riavere subito fenomeni epocali o giocatori fortissimi. Estremizzo magari ma io interventi del genere li ho letti e sentiti per davvero (parlo di addetti ai lavori e opinionisti vari).
Poi di considerazioni supplementari se ne possono fare a iosa. Ad esempio secondo me rispetto a 30/40 anni fa ci sono anche meno ragazzi che hanno voglia di impegnarsi per giocare a calcio (o perché preferiscono altri sport o perché non fanno proprio sport). Cioè imho è diminuita anche la base da cui pescare. Ma ecco vado a sensazione e magari dico #@*§ smentibili dai numeri.

Il mito del tornare a giocare a calcio per strada :asd


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MessaggioInviato: mer 8 apr 2026, 9:59 
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termopiliano ha scritto:
redguerrier ha scritto:
Ma infatti io non ho mai detto che coi vivai prendi un ragazzino scarso in #@*§ e lo rendi Totti da 0, ma proprio che è lì che si individuano i talenti e li si coltivano anche sotto il profilo psicologico, non solo tecnico/tattico. I maestri di calcio che cita De Rossi appunto, che sono quelli che poi sentiamo sempre ringraziare dai talenti quando sono ormai qualcuno, profili che ormai sembrano essere scomparsi come i suddetti talenti e non penso che sia un caso.
Io chiedevo sinceramente cos’altro avesse detto Sarri in merito proprio perché questo banalissimo “eh le mamme che fanno i talenti non ci sono più ed è quello il problema” mi sembra troppo una #@*§ per essere un suo ragionamento, e anche e sopratutto quel “vivai forti creano giocatori normali”.


Tu non l'hai detto ma concorderai sul fatto che si sia sviluppata una certa narrazione secondo cui basti migliorare la qualità dei vivai e far tornare a giocare i ragazzini in strada per riavere subito fenomeni epocali o giocatori fortissimi. Estremizzo magari ma io interventi del genere li ho letti e sentiti per davvero (parlo di addetti ai lavori e opinionisti vari).
Poi di considerazioni supplementari se ne possono fare a iosa. Ad esempio secondo me rispetto a 30/40 anni fa ci sono anche meno ragazzi che hanno voglia di impegnarsi per giocare a calcio (o perché preferiscono altri sport o perché non fanno proprio sport). Cioè imho è diminuita anche la base da cui pescare. Ma ecco vado a sensazione e magari dico #@*§ smentibili dai numeri.


Sì ma in questi giorni se ne dicono di ogni, però preferisco 100 volte di più che si pompi la questione vivai che si vivacchi invece come negli ultimi anni.
L'obiettivo, come dice bene arres, è raggiungere i livelli delle altre nazionali maggiori, i cui vivai sfornano una nazionale di giocatori forti con l'aggiunta di 3-4 talenti. Invece i nostri vivai sfornano una nazionale di giocatori normali con 3-4 forti (che non mi pare proprio la definizione di "vivaio forte" che dà Sarri, trovo che sia qui il cortocircuito logico).


Ultima modifica di redguerrier il mer 8 apr 2026, 10:01, modificato 1 volta in totale.

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Supercì ha scritto:
Gli hanno fatto una domanda ha risposto.
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Eh vabbè, starò retropensando non so che dirti.


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