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Europei: macché rinuncia , giochiamo alla faccia dei pm
di Tony Damascelli - 02 giugno 2012, 18:21
Non bastava il borbottio di Monti [che farebbe meglio a occuparsi di banche e magistratura dopo averci reso tutti + poveri in omaggio alla signora Merkel] e il suo desiderio espresso di una sospensione del calcio per anni due o tre. Ai manifestanti si aggiunge addirittura Cesare Prandelli che così annuncia, con voce tenera: «Dovremmo parlare di calcio ma purtroppo abbiamo la responsabilità e abbiamo anche una sensibilità e noi continuiamo a dire che i giocatori che sono stati coinvolti, che sono coinvolti e avranno un avviso di garanzia non partono per gli europei. I giocatori lo sanno, quindi non ci sono due pesi e due misure ma sono due situazioni distinte, se poi vogliamo creare delle crociate creiamole, se poi vogliamo dirla tutta, magari in maniera forte, se ci dicessero, per il bene del calcio, la nazionale non deve andare agli europei, noi non partiamo».
Finisce tutto ancor prima di incominciare? Gli azzurri disertano il torneo e partono per le vacanze? L’Europa ci commisera e ci sfotte? Quest’ultima previsione è certa al cento per cento ma il pericolo, la minaccia, l’offerta al sacrificio, non avranno alcun effetto pratico.
Alla federcalcio nostrana non passa nemmeno per l’anticamera del cervello, già conoscendo le conseguenze di simile atto. L’Italia partirà per la Polonia e l’Ucraina, giocherà questo benedetto campionato d’Europa per nazioni, cercando di tenere la testa alta, nonostante le botte, i lividi, le vergogne che si porta appresso, con i bagagli [non disfatti completamente].L’Italia alla deriva lancia i volantini di un atto di coraggio eroico ma già conosce l’esito della proposta provocatoria che arriva dal popolo a terra, in tutti i sensi: tornate a bordo, subito, e partite.
Il resto è un formicolio continuo, è il vociare fastidioso, tra procure, avvisi di garanzia, indagini più o meno aperte e chiuse, informative che viaggiano con il ritmo dei treni pendolari e impiegano sei mesi per arrivare a destinazione, il Paese è lungo, gli uffici sono ristretti, le poste non funzionano. L’Italia del pallone ha bisogno di espatriare, di fuggire all’estero, sempre che qualche magistrato non chieda il ritiro di documenti personali.
Sei anni fa la congiuntura dello scandalo estivo definito calciopoli portò la squadra azzurra al titolo mondiale; al bar sport si spera, non dico si scommette per evitare guai, nella ripetizione del fenomeno, quando l’italiano ha il passaporto della morte in bocca riscopre improvvisamente la vita e trova la gloria. Prandelli ha messo sul tavolo l’amarezza sua e del gruppo, in un passaggio delle sue parole ha praticamente preannunciato il probabile «taglio» di un altro azzurro, Leonardo Bonucci, anch’egli «avvisato» dai giudici come Criscito, ha poi accennato al disagio di Buffon per le ultime notizie di cronaca: «Lui è molto forte, ha grande personalità, ma nonostante questo anche una persona come lui può passare un momento difficile come quello attuale ».
[Per Bonucci il vero avviso di garanzia è arrivato dal campo. Per quell’altro (Buffon), nessun avviso. Solo la solita bua. Magari nell’intervallo si è premurato di fare una scommessina sui Lakers dell’NBA]
Il quadro generale, già grigio, è tendente al carbone, la federazione deve ragionare con due teste, da una parte ascolta e attende la giustizia sportiva che già sta emettendo morbide sentenze dopo patteggiamento ,dall’altra è nel ventilatore delle varie procure che quotidianamente spargono notizie e avvisi.
L’Uefa, il governo calcistico europeo, aspetta. Non può e non deve intervenire in vicende che riguardano il nostro ordinamento sportivo. L’eventuale, clamorosa rinuncia dell’Italia, a una settimana dall’avvio del torneo, è una ipotesi che non viene presa in considerazione. Ma se dovesse, allora sarebbero davvero guai grossi per noi, con una sacrosanta squalifica pesantissima della nostra federazione. Qualcuno avvisi Prandelli. E il professor Monti. Napolitano Giorgio non c’è bisogno: «Non mi sono mai posto il problema » ha risposto il presidente a chi gli chiedeva un parere sulla questione. [E quando mai c’è un problema, calamità regolari a parte, tipo 3 giorni di rain movimenti tettonici etc ?]
Sfatta l’Italia cerchiamo di fare almeno gli italiani.
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