per farci due risate:
0′ – Italia e Brasile in campo. Lippi dimostra la sua freschezza senile schierando il raffinato Dossena in difesa e la rapidissima coppia Iaquinta-Toni sulla linea offensiva.
1′ – Pantaloncini bianchi per gli Azzurri, che rinunciano al più consono marrone. Per ricordare a tutti le doti lassative dimostrate dalla compagnia di Lippi, però, Buffon sceglie la tinta unica, nonostante il nome Kakà sia presente nella distinta brasileira.
6′ – Subito l’Italia protagonista: stiamo costringendo i brasiliani a schiacciarci nella nostra area. Traversa di Fabiano a tu per tu con Buffon.
8′ – Buon lancio di De Rossi per Toni, che non ci arriverebbe nemmeno con un razzo. Lippi ha puntato sulla scelta terapeutica: se gioca Toni, c’è speranza per tutti.
10′ – Non sembra, ma seguendo le direttive di Dunga il Brasile ci teme e ci rispetta. Juan asporta una gamba a Pirlo per tenersela come cimelio personale. Il regolamento non prevede che l’arbitro fischi in questi casi.
11′ – Bagni punta al record: già 19 #@*§ nel giro di dieci minuti. Per superare Chinaglia e Brighenti, però, serve una prestazione da ricordare in eterno.
12′ – Intanto la palla non esce dall’area piccola dell’Italia da sei minuti.
14′ – Iaquinta schierato ancora titolare da Lippi, che evidentemente punta a fargli raggiungere la decina di palloni giocati in questa Confederation Cup.
15′ – Buffon sembra il piattello olimpico. Manca solo il “pull”.
18′ – Momento di stanca della partita, durante il quale potremo rinnovare la domanda che si fanno tutti quando gioca il Brasile: ma perché li chiamano verdeoro se sono sempre vestiti gialloblù?
19′ – Primo dribbling del 2009 per Camoranesi, che poi torna sui suoi standard cannando alla grande l’appoggio orizzontale di un metro.
22′ – Stati Uniti in vantaggio, intanto. Ma la notizia è che dopo 20 minuti sono ancora in 11.
24′ – Il primo pallone giocato da Toni ci fa cambiare idea sul suo conto. E’ meglio che stia più defilato possibile dagli schemi Azzurri, se vogliamo avere una chance di pareggiarla.
26′ – Si scalda Rossi. Sprazzi di lucidità come ciuffi d’erba nella mente del nostro CT.
28′ – Intanto grande schema degli Azzurri: ciccano il pallone in due, poi destro improvviso di Camoranesi, emerso da una botola nel terreno. Pallone alto di pochissimo. Esistiamo anche noi.
32′ – Zambrotta dà palesemente del “voi” al pallone, il quale altrettanto palesemente gli risponde: “Ma chi sei? Ma che vuoi?”.
34′ – Dribbling dell’ultraquarantenne Lucio sull’ultraimpagliato Iaquinta, palo, traversa, trachea di Buffon, ancora Lucio, balletto di Madonna, sei tirolesi che si prendono a calci nel sedere in circolo, alla fine ci salviamo: fra qualche minuto saremo in grado di dirvi come.
36′ – Zambrotta abusa sessualmente di Robinho, che da terra fa smorfie che lasciano intendere gradisca le attenzioni dell’italiano. In tribuna la tifosa del “Marry me” gira il cartello e mostra un “#@*§ fedifrago!” che viene immediatamente oscurato dalle telecamere.
37′ – Scatta il millimetrico meccanismo di precisione del fuorigioco azzurro: lo sbagliano i quattro difensori e tre centrocampisti, e Fabiano insacca. Intanto Lippi si cautela togliendo Iaquinta per Rossi, e dimostrando così che le sue condizioni cerebrarli sono stabili.
43′ – Raddoppio del Brasile, grazie a una serie irripetibile di lisci difensivi azzurri. Tranquilli, però: ci basta segnare quattro gol nel secondo tempo per passare il turno senza alcun problema.
45′ – GOL DELL’ITALIA! Finalmente gli Azzurri si scrollano di dosso la paura e segnano il primo dei 4 gol che ci servono per rimontare la sicura vittoria egiziana. E lo segna Dossena: 2-1!
47′ – Si chiude il primo tempo, e qualcuno ci dice che Dossena è stato capace di segnare nella propria porta. Dubitiamo sia così, ma se fosse vero ci scusiamo con i nostri lettori: è stata tale l’emozione nel vedere un azzurro insaccare che forse ci siamo fatti prendere dalla foga del momento.
Intervallo – A un calcolo empirico dovremmo stare 3-0. Però ora li ricontiamo, per sicurezza.
Intervallo – Citiamo testualmente. “La luce di Peroni illumina una squadra grande, grandissima. [Immagini di sottofondo della nazionale azzurra] Formata da campioni”. Fate voi.
Intervallo – 3-0, indiscutibilmente. Li abbiamo contati per voi. Del resto essere precisi è il nostro mestiere.
Intervallo – I risultati del nostro sondaggio parlano chiaro: vince col 71.6% l’ipotesi pretattica. Lippi non vuole scoprire le proprie carte in vista dei Mondiali e sta facendo come il giocatore di poker che perde di proposito per far finta di essere un pollo. 16.3% per “Facciamo ampiamente #@*§”. Si classifica terza col 7.4% dei voti l’opzione “Iniettate del diserbante nel cervello del CT”.
46′ – Inizia la ripresa. Si insegue il 6-0.
49′ – Chiellini è nettamente il difensore più scarso che mai l’Italia abbia schierato nella sua storia quasi centennale. Però non dobbiamo essere troppo severi con lui: provate voi a giocare tenendo un naso di dodici metri cubi davanti alla visuale.
51′ – Per dovere di cronaca vi facciamo notare che è entrato Pepe, anche se questo avrà un’influenza praticamente nulla sulla partita, chiunque sia uscito al posto suo.
57′ – Fuori Toni, dentro Gilardino. E così i nostri calciatori in campo salgono a 11.
58′ – Immagine raccapricciante di un bambino di rozza fattura che si lorda in diretta col gelato. Sembrerà nulla, ma rendersi conto del fatto che esistono spettacoli più patetici di quello mostrato dagli Azzurri in campo ci rende improvvisamente più ottimisti.
62′ – Non vediamo il pallone da dieci minuti.
65′ – Sinistro di Rossi dai venticinque metri. Julio Cesar respinge e poi risponde: “Ma che cavolo di educazione… almeno bussare prima di svegliare la gente!”.
68′ – Raddoppio USA: con un gol ci qualificheremmo e potremmo giocarci un’ulteriore figura di #@*§ contro la Spagna. Intanto ancora un sinistro di Rossi che disturba Julio Cesar mentre assapora la zuppa di latte e nesquik.
75′ – Gol USA. Dall’altra parte ci stanno arrivando tutti gli aiuti possibili e immaginabili: intanto l’Italia non riesce a mettere il pallone nella porta lasciata vuota da Julio Cesar, che era andato a cambiarsi le mutande.
79′ – L’impressione è che non segneremmo neanche se la partita durasse 900 minuti.
83′ – Facciamo 9000.
87′ – Nel Brasile entra Fazio del Commissario Montalbano.
89′ – I bookmakers davano il 3-0 simultaneo di Brasile e USA a cifre inimmaginabili. Con 100 euro sul passaggio di turno degli Stati Uniti crolla Wall Street.
90′ – Abbiamo la possibilità di fare #@*§ in questa Confederation per altri 3 minuti.
91′ – Per la pagella di Chiellini dovranno chiedere aiuto a matematici esperti nell’utilizzo dei numeri irrazionali.
93′ – Si chiude con una mozzarella di Dossena la nostra avventura nella Confederation Cup. Per Lippi la pena di morte sarebbe forse un po’ troppo: bisogna trovare una formula che non scontenti nessuno per liberarcene con stile.
