esser ha scritto:
redguerrier ha scritto:
Esser ieri le ali bosniache dai nomi impronunciabili erano due pischelli che puntavano costantemente l’uomo e lo saltavano, da noi appena la palla arrivava sulle fasce sentivi lontano un miglio “oh no mamma non ho nessuno a cui passarla meglio tornare dalla difesa

“.
Questo intendo con tecnicamente buoni, il minimo indispensabile per creare superiorità numerica in attacco, vero grosso problema dell’Italia da 12 anni.
i due pischelli a cui ti riferisci sono Bajraktarević che è talmente forte da aver disputato solo 27 partite al psv finito 28° nel girone di CL ed Alajbegović che ne ha pure meno all'attivo (solo 20) addirittura nel red bull salisburgo... #@*§ fenomeni imperdibili...
la verita è che se questi hanno fatto quello che volevano sulle fasce è perche il soggetto seduto sulla nostra panchina non è stato in grado di capire come limitarli e per farlo non è che avessimo avuto bisogno di baggio, totti o del piero dalle loro parti per renderli inefficaci...
redguerrier ha scritto:
Poi se vogliamo parlare del problema psicologico va bene, ma sarebbe puntare la Luna e guardare il dito. Tanto se passavamo ieri prendevamo schiaffi ai gironi.
la testa, la mentalita fanno eccome la differenza in queste situazioni e se scendi in campo con la paura addosso di non qualificarsi poi anche le gambe reagiscono (male) di conseguenza...
che poi l'italia che si fosse qualificata al mondiale avrebbe avuto vita breve su quello non c'è dubbio (in special modo se fosse rimasto gatt come ct) però perlomeno avremmo sfatato quello che di fatto è ormai diventato un tabu e sarebbe stato comunque uno step positivo per tutto l'ambiente, della nazionale e non. e comunque stai sereno che adesso gli schiaffi al nostro posto li prendera la bosnia e nonostante i nuovi top del calcio galattico Bajraktarević ed Alajbegović
p.s. puntare la luna e guardare il dito significa iniziare adesso ad addossare tutte le responsabilita della mancata qualificazione a bastoni: se si scaricano le colpe su di lui significa non aver capito un #@*§ di calcio e parlare soltanto di pallone, as usual...
Eh grazie, hanno 21 e 18 anni, ci mancava pure che avevano numeri da veterani.
Non ho mai detto che sono dei fenomeni, me lo stai mettendo in bocca tu per sminuire la mia opinione. Ti sto dicendo che noi non abbiamo quella tipologia di giocatori che è un po' limitante per una nazionale maggiore se pure le minori ne sfornano.
Il discorso "no ragazzi dai, non siamo così scarsi, è una questione psicologica" è ciò che ci rifilano Gravina e co. da tanto tempo. Non ci qualifichiamo al prima mondiale? "Eh vabbè ragazzi, che sfortuna, è tutto nella testa, colpa di Ventura. Adesso rivoluzione, via la vecchia guardia De Rossi e Buffon e spazio ai giovani".
Non ci qualifichiamo al secondo mondiale? "Eh vabbè ragazzi, che sfortuna, è tutto nella testa, colpa di Mancini. Adesso rivoluzione, via la vecchia guardia Bonucci, Chiellini, Immobile e spazio ai giovani".
Non ci qualifichiamo al terzo mondiale? "Eh vabbè ragazzi, che sfortuna, è tutto nella testa, colpa di Gattuso. Adesso rivoluzione...".
E dai sù.
Il problema è molto più strutturale e se ne parla sempre troppo poco. Se proprio non vogliamo ascoltare Baggio, che ce lo diceva 13 anni fa, almeno copiamo quello che fanno le altre nazioni, non è così difficile. Vanno rivoluzionati in toto i settori giovanili, e non parlo delle mezze riformette Graviniane stile "devono giocare tot giocatori italiani" o "le primavere a giocare in serie C" ma robe molto più impattanti. Va formata tutta una nuova generazione di allenatori attraverso corsi di formazione, soprattutto da educatori oltre che tattici, e vanno professionalizzati in modo che quello diventi il loro primo lavoro e non il terzo-quarto.
Va modificato il senso dei tornei primavera e di categoria, che non sono lì per essere vinti ma per far giocare i futuri calciatori e far spiccare chi merita. Vincerlo deve essere una conseguenza secondaria, non l'obiettivo principale. Hai vinto? bravo, ecco il trofeo e la gloria. Cosa? Dei calciatori da te seguiti in 10 hanno fatto 50 presenze in serie A prima dei 20 anni? Ecco dei soldi. Cosa? Hanno almeno 15 presenze in Nazionale maggiore prima dei 20? Ecco altri soldi. Attaccanti giovani con più di 20 gol nelle massime serie? Altri soldi.
Va creato una data center di TUTTE le società italiane, in modo che se a Palmarola esce fuori un ragazzetto interessante lo sanno tutti immediatamente.
In questo modo evitiamo di creare abomini di 15 anni alti 2 metri bravi solo a colpire di testa e che ti fanno vincere i campionati.
Bisogna rivoluzionare le strutture, favorendo i club che intendono investirci e non mettendo i bastoni fra le ruote ogni 3 secondi (ma qui entra in gioco la politica e risulta tutto più difficile).
Come facciamo, dopo 3 mondiali saltati, a pensare che sia ancora una questione di allenatore o di testa? Abbiamo fatto saltare allenatori e giocatori vecchi, con il risultato che quelli che prima erano giovani ora sono quei vecchi ma infinite volte più scarsi. Se non serve nemmeno la terza non qualificazione consecutiva per far succedere qualcosa allora bisogna alzare bandiera bianca e cambiare sport. Perché le cose indicate da Baggio e Tommasi non vanno fatte domani, né oggi, e non andavano fatte nemmeno ieri, un anno, due anni, 5 anni fa, ma 15 anni fa. I frutti li vedremo, forse, fra una decina di anni, adesso possiamo solo limitare i danni più che riusciamo.