Il nuovo commissario tecnico del Brasile Dunga: "Quando giochi con la Selecao devi pensare solamente alla Selecao".
Solo contro tutti, soprattutto contro la critica. E' questa la situazione di Carlos Dunga, chiamato per la seconda volta nel corso della sua carriera a guidare la nazionale brasiliana dopo la delusione del Mondiale malamente perso in casa. Ecco come si è espresso nel corso di una intervista concessa al settimanale 'Veja'.
A Dunga non interessa affatto di avere il sostegno dell'opinione pubblica: "Nei sondaggi su dieci intervistati dieci non volevano me come allenatore della Selecao, forse nemmeno Giuda aveva così tante persone contro. Dicevano che sarebbe stata l'ora di Tite, dicono sempre che sia il turno di qualcun'altro, invece è di nuovo il mio turno".
Al nuovo ct non sono affatto piaciute le scene viste contro il Cile, quando i giocatori hanno mostrato di non saper reggere adeguatamente la pressione: "Le scene di pianto che ho visto in occasione della partita contro il Cile non si intonano col mondo del calcio. Siamo sessisti, abbiamo l'idea dell'uomo che nel mondo del calcio non deve piangere. Non ho nulla contro gli psicologi, ma non credo che un giocatore si possa confidare in cinque minuti. Chiaro che il calciatore possa avere la preoccupazione che poi le cose possano essere trasmesse all'allenatore".
Piccole critiche nei confronti del comportamento di Neymar: "Se devi cambiare taglio di capelli o li devi tagliare lo devi fare prima o dopo il Mondiale. Durante un campionato del Mondo non c'è marketing, non c'è squadra di club, se vuoi indossare un cappello deve essere solamente quello della Selecao".
E nei confronti dell'atteggiamento della squadra dopo il ko di Neymar contro la Colombia: "Ho visto troppa preoccupazione e troppo pessimismo dopo il ko di Neymar. Quando vai in guerra non puoi piangere il soldato che stai lasciando a casa, ma devi incoraggiare quello che va a combattere al suo posto".
Nessun rimprovero nei confronti del capitano Thiago Silva, che non ha voluto tirare il calcio di rigore contro il Cile: "E' stato onesto, ha avuto il coraggio di dire che non si sentiva pronto, altrimenti se avesse sbagliato si sarebbe portato appresso le critiche per averlo fatto controvoglia".
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